lunedì 25 ottobre 2010

L’Italia un peso


Per Marchionne l’Italia e i lavoratori italiani sono un peso, liberata da questo peso l’azienda potrebbe correre verso lidi di alti profitti per i propri azionisti.
Molto semplice il rimedio, basta togliere a
FIAT
la I di italiana
e
la T di Torino,
resterebbe solo FA (fabbrica automobili)
Così in tutto il mondo gli acquirenti potranno semplicemente dire: “andiamo a FA”.


Ma ci faccia il piacere Mister Marchionne: da quando i risultati si possono così enucleare da un tutt’uno aziendale? Qualsiasi ragioniere potrebbe far risaltare che trattasi di una operazione fuorviante.

Riguardo alle lamentele sull’Italia e sui lavoratori italiani lo stesso Marchionne ha voluto rimarcare che gli iscritti Fiom alla Fiat sono una minoranza; allora questa mancata produttività è da imputare alla maggioranza e alla selezione di quadri intermedi che forse la Fiat non ha saputo fare in Italia, a furia di imbarcare signorsì si perdono per strada tante intelligenze.

Riguardo poi ai dieci minuti di intervallo che sono meglio di venti ci spieghi il signor Marchionne perché un panino deve essere mangiato senza nemmeno il tempo di fare un rutto. Riguardo poi alle sue diciotto ore di lavoro per senso del dovere ci spieghi se lui è disposto a farle alle dipendenze della Marcegaglia per 1.200 euro al mese.
25/10/10 francesco zaffuto
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per la registrazione dell’intervista di Fazio a Marchionne
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(immagine - panorama Torino e la mole)

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