sabato 31 luglio 2010

Fini e l’uomo del destino



Quando il giovane Fini entra in politica l’uomo del destino (o anche della Provvidenza) sta alle sue spalle, era ormai un vecchio busto che si poteva trovare in alcune sedi del MSI. Almirante non poteva essere il nuovo uomo del destino perché era solo il portatore di una fiaccola del passato. Accanto ad Almirante la figura del giovane Fini, rappresenta il nuovo ma non può diventare l’uomo del destino; in quel periodo l’Italia è ancora guardinga nei confronti di un partito che raccoglie le nostalgie del fascismo.

Quando Fini conquista posizioni di rilevo nel suo partito, in Italia si delinea un nuovo uomo del destino: Craxi. Il carisma di Craxi si evidenzia: parla lentamente ed ogni sua sillaba pare essere un pronunciamento storico, è innovatore, abile, spregiudicato, tanto spregiudicato da legarsi a uomini spregiudicati che cercano di affermarsi nella politica e nell’economia. Raccoglie le simpatie di tutti quelli che amano il “carisma” come entità taumaturgica, perfino nello stesso Movimento sociale c’era chi simpatizzava per lui. Ma prima che potesse consolidare la sua posizione di uomo del destino, Craxi cade nella polvere con tangentopoli , viene distrutta la sua immagine, ed è colpito perfino dalla sfortuna di una salute diventata precaria.

L’Italia con Craxi si stava abituando nuovamente alla esistenza di una figura carismatica, e la stessa riforma del sistema elettorale veniva a creare un potenziamento della figura del leader candidato a capo di governo.
Con tangentopoli i partiti che avevano appoggiato i passati governi erano allo sbando; ma la sinistra, come impaurita della sua stessa forza, faceva ricorso a vecchie figure democristiane. Il quel clima scende in campo il nuovo uomo del destino, ha tutte le carte in regola: non viene da una politica in crisi, è vincente, è democristiano nell’anima , ed è soprattutto ricco. La sua ricchezza è stratosferica e la sfoggia come vanto della sua capacità e della sua fortuna; dando i poteri a Lui capacità e fortuna investiranno automaticamente tutto il paese.

L’innamoramento di Fini per Berlusconi forse non c’è mai stato; ma fiutando la necessità di uno schieramento bipolare Fini sceglie l’uomo del destino come suo alleato. L’uomo del destino in più occasioni indica Fini come il suo delfino o naturale successore; ma il novello Cesare è ben lontano dalla figura di Almirante (non si sente certo vicino al trapasso e sta continuamente a contare uomini e soldi in suo potere). Il potere ottenuto si aggiunge alla sua capacità finanziaria, il nuovo Cesare non solo può pagare con suo denaro ma anche distribuendo cariche e prebende.

E’ agli inizi del 2008 che Fini prende la più grande sbandata della sua vita; forse potrà scusarsi con se stesso dicendo che c’erano diversi motivi: le premesse di una grande vittoria dopo la caduta di Prodi, l’operazione veltroniana dei cosiddetti due grandi partiti, l’operazione del predellino di Berlusconi che fa la contromossa a Veltroni, l’agitata voglia di correre al potere dei colonnelli di Alleanza Nazionale. Ma questi motivi non potevano bastare per cacciarsi nella tana del lupo.
Fini scioglie Alleanza Nazionale il 15 febbraio 2008 e diventa “cofondatore” insieme a Berlusconi del PdL. L’uomo del destino pensa subito di ibernare il “cofondatore” e lo avvia alla carica di Presidente della Camera (era sicuro di ridurlo al silenzio bertinottiano ).

Fini vede passare il tempo e i giorni della politica, vede aumentare la prepotenza di Cesare che diventa Augusto, e vede che quelli che furono un tempo i suoi colonnelli ora si vantano di essere colonnelli di Cesare. Fini si rende conto che l’ibernamento bertinottiano può diventare la sua fine, inizia a parlare e nel suo parlare piglia qualche distanza da Cesare. Per l’Augusto questo parlare è insopportabile, lo redarguisce più volte e lo fa redarguire da tutti i suoi ex colonnelli. Fini, oltre a parlare comincia ad agire, ma cerca tempo per recuperare qualcuno dei suoi ex. Cesare, che nella sua banalità del male conosce bene la storia dei due galli nel pollaio, affretta i tempi, fa votare al PdL sei paginette e lo caccia dalla sua casa partito e pretende di cacciarlo anche dalla casa di tutti gli italiani, dal Parlamento.Sulla cacciata risparmio ogni commento, ne stanno facendo tanti i giornali.

Si può ricavare una qualche “morale” da questa storia? Proviamoci.

Chi ha soldi e potere può comprare uomini e cose;

chi dice di avere “carisma”, e fa in modo di propagandare il suo “carisma”, produce “carisma”;

chi dice di essere “immortale” non ci diventa, ma c’è sempre qualche pirla che ci crede.

31/07/10 francesco zaffuto

Per un vostro godimento ecco i due link video conferenze sulla cacciata
Berlusconi
http://video.sky.it/?videoID=309175109001#video
Fini
http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2010/07/30/visualizza_new.html_1877036051.html
.
Un vecchio post di questo blog sull’argomento
Il trauma di Fini che incontra Mussolini
.
(immagine – dalla Storia dell’Italia)

venerdì 30 luglio 2010

L’uomo, il toro e la corrida



Il Parlamento della Catalogna abolisce la corrida

Questo il parere del toro:

“Dopo qualche settimana che ero nato vennero e mi marchiarono a fuoco per dire ero di proprietà di Don Carlos;
passò il tempo e nella valle mi godevo l’erba e le corse, lei era giovane e il suo pelo di rame abbrunito mi faceva venire una strana voglia che ancora non capivo;
e vennero di nuovo, portarono con loro degli strani arnesi, si avventarono sui miei compagni urlanti di dolore, se restavo ancora ad aspettare mi avrebbero fatto bue, mi avrebbero tolto le palle e condannato a lavorare in eterno nei campi;
fuggii verso la collina ansimando, mi corsero appresso ma non riuscirono a prendermi e alla fine sentii le loro risate, capii che mi lasciavano vivere come toro;
e come toro vissi e dentro di me coltivai il desiderio incornare uno di quegli omuncoli;
si diceva che c’era un posto una specie di grande piazza dove potevo farlo;
ora se mi si toglie questa possibilità, mi resta solo la fine poco gloriosa di una morte in macelleria con una pallottola sparata tra le corna.”


Questo il mio parere:

E’ sicuramente una buona scelta quella di smettere con gli ultimi residui dei giochi del Colosseo, con loro divertimento sul dolore.
Ma riguardo al rispetto degli animali siamo ancora ben lontani; l’usarli come cibo non ci autorizza a farli vivere nell’inferno degli allevamenti, castrarli, trasportarli da una parte all’altra del mondo accalcati e semisoffocati. Se la carne avrà un costo maggiore e i nostri consumi di carne diminuiranno non sarà certo un danno per la nostra alimentazione, siamo ormai consapevoli che gli eccessi di consumo di carne sono dannosi alla salute.
L’uomo che sta più in alto nel sistema universale della coscienza ha un dovere nei confronti di chi tale coscienza percepisce a sprazzi. Questo non significa che non daremo la caccia agli insetti che invadono la casa dove abitiamo, come non significa che lasceremo riprodurre i cinghiali fino a perdere tutti i campi di granturco; ma se possiamo, dobbiamo limitare la sofferenza degli animali.
Dovremmo però cominciare dal limitare la sofferenza di noi uomini, spesso colpiti da altri uomini nel corpo e nella mente.
30/07/10 francesco zaffuto
.
(immagine - Picasso - particolare di Guernica)

giovedì 29 luglio 2010

Codice della strada, no alcool, ok velocità


Nuovo codice della strada in sintesi:
abbasso l’alcool e viva la velocità.
Scorrendo le nuove norme introdotte al Codice della strada ne troviamo alcune sul rispetto dei pedoni e sulle minicar che sono di buon senso e condivisibili, ma....
...nella nuova normativa per la sicurezza stradale il più grave pericolo pare essere il tasso alcolemico: per i nuovi patentati si passa praticamente a limite 0.
Si toglie invece il freno al pericolo della velocità:
- sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di Tutor, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h.
- le multe e le decurtazioni di punti per eccesso di velocità sono stati resi graduali: 3 punti se si superano i limiti massimi di oltre 10 km/h con sanzioni confermate da 155 a 624 euro; 6 punti con multa da 500 a 2.000 euro se si superano di oltre 40 km/h; 10 punti, multa da 779 a 3.119 euro patente sospesa da 6 a 12 mesi se si superano i limiti di oltre 60 km/h.
- gli automobilisti dovranno essere ben preavvisati per gli autovelox in modo da rallentare in prossimità e poi riprendere comodamente a correre.
Superare il limite di 60 Km/h per un limite di 150, significa un bolide a 210 km/h.
Ma anche se tutti rispetteranno il limite a 150 km/h, ci immaginiamo cosa potrà comportare nelle nostre autostrade, spesso affollate, avere una fila di macchine che si muove costantemente nella corsia di sorpasso a 150 all’ora? Spesso alla velocità si associa il mancato rispetto della distanza di sicurezza, e allora patatrac....Dal rapporto sul trend degli incidenti stradali in Italia di ACI e ISTAT, diffuso il 13 novembre 2008, emerge che nel 2008 ben 31.308 su 218.963 incidenti hanno avuto come causa specifica l’eccesso di velocità . Gli incidenti per mancato rispetto della distanza di sicurezza sono stati nel 2008 ben 26.325 su 218.963. L’associazione di eccesso di velocità e mancato rispetto dei limiti di sicurezza determina la parte più rilevante di morti e feriti nelle strade italiane.
Se l’alcool è causa di incidenti perché altera lo stato psichico del guidatore, non deve essere sottovalutato lo stato di eccitazione provocato al guidatore dalla stessa velocità. La velocità provoca in molti guidatori una specie di stato di ebbrezza simile all’alcool, una piccola dose di adrenalina che ti tiene su di giri. Ci sono persone che dopo aver bevuto un bicchiere diventano molto prudenti, ci sono persone che dopo avere bevuto un bicchiere aggiungono anche l’ebbrezza della velocità, ci sono persone che si ubriacano della sola velocità e riescono a diventare dei bolidi anche quando sono in bicicletta, in discesa ovviamente.
Nei fatti il prezzo che si paga alla velocità (con morti e feriti) è il prezzo che si paga all’ industria automobilistica, a quell’industria che produce macchine con motori che ruggiscono e divorano la strada.
29/07/10 francesco zaffuto
.
Altri post in questo blog sull'argomento
PER LA VITA SULLA STRADA
.
(immagine – velocità d’automobile – Giacomo Balla – periodo futurista)

mercoledì 28 luglio 2010

La NEWCO per Pomigliano


Si pronuncia NEWCO,
significa: Nuovamente faccio il C... che mi pare


Appositamente ideata per Pomigliano, forse si chiamerà FIP (Fabbrica Italia Pomigliano)
La NEWCO sarà una società controllata al 100% da Fiat Partecipazioni, con un capitale di 50mila euro.
Ci pensate, solo 50 mila euro, il prezzo di un Box (grande genialità di Marchionne), e potete gestire una fabbrica che ha come oggetto sociale: «l’attività di produzione, assemblaggio e vendita di autoveicoli e loro parti».La stessa società riassumerà, con un nuovo contratto, i 5mila lavoratori di Pomigliano garantendo la gestione dell’intesa non firmata dalla Fiom.
Come farà? Cosa farà?
Gli farà un test anti Aids per vedere se sono affetti da sindrome FIOM?
Vedrà se contengono i geni CISL, UIL, UGL?
Si troveranno senza lavoro quelli che non hanno votato per l’accordo e quelli su cui grava il sospetto di avere votato no?
I “sospettati”, nuovi assunti dalla NEWCO, dovranno fare un atto di abiura esplicito o Marchionne si accontenterà dell’implicita adesione al nuovo contratto?
La NEWCO pare digerita dalle organizzazioni sindacali che hanno siglato l’accordo con la Fiat per Pomigliano, e Marchionne rilancia: ipotizza la disdetta del contratto nazionale, che interesserebbe 25mila lavoratori della Fiat Auto.
Si apre l’ipotesi della fine dei contratti nazionali?
I contratti nazionali nel nostro paese non ci hanno avviato verso la piena occupazione e verso un welfare equilibrato, ma: con questo sindacato malconcio, con un Sacconi che si occupa di tutto e che non si capisce cosa pensa, e con un Marchionne all’attacco che gioca sul piano internazionale; il futuro non promette bel tempo.
28/07/10 francesco zaffuto
.
AGGIORNAMENTI SU FIAT
11/08/10 - Il Giudice del lavoro reintegra operai licenziati
.
(immagine: vecchia foto dei carusi delle zolfare. Certo con la prossima newco non si arriverà a tanto ma è meglio ricordarci di un passato che non è così lontano. Non si tratta del tempo dei faraoni, stava cominciando il decollo dell’industria in Italia)
.
Altri post su Fiat in questo blog
.

martedì 27 luglio 2010

Preservare il Mediterraneo

Di chi è il mare?

Prima di tutto dei pesci che ci vivono dentro,
poi dell’uomo
ma solo se ci vuole nuotare dentro a somiglianza dei pesci.



Nel Mediterraneo sta arrivando la BP, è pronta a trivellare per conto della Libia
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=112198&sez=HOME_NELMONDO
.
16/08/10 - AGGIORNAMENTO - trivellazioni da Ottobre per conto della Libia

Ancora sono vive le piaghe del Golfo del Messico
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=55389

Ma il “nostro” Mediterraneo corre rischi più gravi: non confina con gli oceani, è un ecosistema che deve provvedere da solo a se stesso, un disastro simile a quello del Golfo del Messico lo porterebbe a un collasso irreversibile. Lo “capisce” lo stesso Frattini:
http://www.apcom.net/newsesteri/20100726_183901_5dfb69d_93632.html

Ma la coscienza italiana puzza anch’essa di petrolio

E’ URGENTE CHE IL MOVIMENTO ECOLOGISTA INTERVENGA PER SENSIBILIZZARE I GOVERNI DI TUTTI I PAESI CHE SI AFFACCIANO SUL MEDITERRANEO

E’ URGENTE LA RICHIESTA DI UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE PER PRESERVARE IL MEDITERRANEO

E’ URGENTE BLOCCARE TUTTE LE TRIVELLAZIONI

E’ URGENTE STABILIRE UN CODICE DI COMPORTAMENTO INTERNAZIONALE PER IL MEDITERRANEO.

E’ URGENTE DIVENTARE PESCI DEL MEDITERRANEO PER EVITARE LA NOSTRA STESSA ESTINZIONE

27/07/10 francesco zaffuto

altri post di questo blog sulle trivellazioni
AGGIORNAMENTI
26/08/10 Qualche manifestazione

(immagine “qualche nuvola sull’Adriatico” acquerello © francesco zaffuto)

lunedì 26 luglio 2010

Normale essere azzannati da un pitbull


Leggo sulle pagine locali del Corriere delle sera del 26 luglio 10 che a Cinisello Balsamo, in un giardino pubblico, una bambina di nove anni è stata azzannata da un pitbull.
La dinamica dei fatti è così descritta: “l’animale ha avuto uno scatto, ha strattonato il padrone liberandosi dal guinzaglio, correndo verso la bambina...”
Spesso vediamo nei parchi o in strada dei grossi cani dotati di mascelle potenti e tenuti a guinzaglio da padroni mingherlini; ma a parte la forza fisica del padrone del cane una distrazione è sempre possibile.
E’ la museruola che mette al riparo dai rischi e non il guinzaglio.
Vediamo cosa dice l’Ordinanza 3 marzo 2009 (in GU n. 68 del 23-3-2009) del nostro ministro Sacconi (quello che si occupa di lavoro, di salute, ed anche di cani, di tutto un po’ - l’ordinanza è firmata dal suo sottosegretario Martini - forse il ministro in quel momento si occupava d’altro). L’ho recuperata su:
http://www.uniroma1.it/documenti/organizzazione/gatti/ordinanza.pdf

3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure;
a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle Autorita' competenti;


Mentre nel caso del guinzaglio viene esplicitamente usata la dizione “sempre”, nel caso della museruola si parla di applicazione “in caso di rischio per l’incolumità”.
Il padrone del cane quando dovrebbe mettere la museruola? Quando il cane è agitato? Prima o dopo che il cane ha morsicato? Questo non è proprio spiegato, e non è possibile spiegarlo con una ordinanza.
Il base al punto b), se sei un vigile o un carabiniere puoi dire al proprietario del cane: “senta, le metta la museruola”. Se sei una bambina o un qualsiasi cittadino prima di ti devi fare morsicare.

Sul piano della logica la museruola dovrebbe essere sempre ben applicata e il guinzaglio potrebbe avere una qualche applicazione discrezionale. Un cane con una buona museruola applicata può anche sgranchirsi le gambe con una cosetta nelle vicinanze del padrone e senza tanti rischi.
Ma esiste una logica in questo nostro paese?
La logica sembra solo quella di far guadagnare le assicurazioni: se fate una breve ricerca su internet scoprite che con appena cento euro l’anno i padroni dei cani si possono mettere al riparo dal rischio delle morsicature. Ma un bambino o un cittadino preferirebbero non essere azzannati, per certi danni non ci sono risarcimenti che bastano.
Questa ordinanza va cambiata, per me si può anche cambiare il ministro.
26/07/10 francesco zaffuto
12/08/10

domenica 25 luglio 2010

I convincimenti di Marchionne tra Torino e Belgrado



I convincimenti di Marchionne
Porto il maglione
ma sono un padrone,
se portassi la calzamaglia
sarei la Marcegaglia



Marchionne preferisce la Serbia all’Italia, gli operai serbi che hanno dimenticato Tito agli operai torinesi che non dimenticano la FIOM.
Dopo l’operazione Pomigliano che metteva in alternativa operai campani con quelli polacchi ora Marchionne prepara una nuova operazione per stringere gli operai torinesi.
L’osannato manager in maglione che doveva far dimenticare Romiti rivela tutte le sue qualità di padrone. La differenza tra manager e padrone nella realtà capitalistica moderna, quando si tratta di manager di grandi multinazionali, è irrisoria; si potrebbe arrivare a dire che i manager, visto che anche amministrano, sono più padroni dei padroni.
Il Marchionne, che sicuramente conosce Marx molto meglio di certi leader della sinistra, sa che il massimo profitto è realizzabile attraverso la massima appropriazione del plusvalore.
La FIAT non è da oggi che porta all’estero parti della sua produzione; ma il nuovo metodo Marchionne è: fiutare l’affare all’estero, minacciare lo smantellamento della produzione in Italia, riservarsi la carta estera e anche quella italiana. Dopo la minaccia si apre il tavolo, al tavolo i convenuti (sindacati e governo) debbono digerire la minestra: per il Governo scucire qualche euro, per i sindacati arretrare su retribuzioni e diritti.
La strategia Marchionne può diventare vincente per i seguenti motivi:
i capitali sono rapidamente spostabili sul piano internazionale;
i governi seguono a ruota le scelte delle grandi imprese promettendo vantaggi che poco hanno a che fare con le regole della concorrenza ( esempio, lo stabilimento Fiat in Serbia sarà pagato per tre quarti dall'Unione europea e per il resto da incentivi fiscali del governo di Belgrado);
esiste una povertà mondiale diffusa;
non esiste un sindacalismo internazionale.
Un sindacalismo internazionale in difesa dei diritti dei lavoratori e una vera lotta contro la povertà mondiale, possono arginare la marchionneria mondiale. La marchionneria in Italia potrebbe essere arginata da un governo e da un sindacato unito che... non .... ci sono.
25/07/10 francesco zaffuto
.
altri post collegati di questo blog

mercoledì 21 luglio 2010

Nelle piccole mani di Nmachi


.
Nmachi
Siamo tutti nelle piccole mani di Nmachi,
per dire che Lombroso si sbagliava,
per dire che Hitler era solo un annebbiato,
per dire che Ebrei e Palestinesi sono figli dello stesso Dio,
per dire che questo mondo va salvato
e non ci è data altra terra per vivere in pace.

21/07/10 francesco zaffuto

La Milano da bere al veleno


La nuova Milano da bere può essere al veleno; veleno che può comodamente uscire dai rubinetti delle case, può accadere in quello che doveva esser il quartiere modello della nuova Milano, Santa Giulia.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/milano-cromo-nei-terreni-di-santa-giulia-acque-avvelenate-sequestrata-larea/42222/

La vecchia Milano che io ricordo, anche se già allora era preda di tanti gaglioffi, era bilanciata dal rumore dei grandi bidoni di latta che gli operai facevano rullare nelle manifestazioni.
Di quelle fabbriche è rimasto ben poco, sono diventate tutte terreni adibiti alla speculazione edilizia, da Sesto a Lambrate, da Rho fino a Pero.
Nessuna nostalgia, perché in quelle fabbriche spesso si distillava veleno e gli operai stavano a stretto contatto con quelle sostanze. Ma i grandi capitalisti milanesi, esperti dei migliori vini pregiati e dei consumi più esclusivi di via Montenalpoleone, scoprirono che era più comodo esternalizzare fabbriche e veleni; gli operai dell’est e del sud del mondo non potevano certo fare sentire quell’assordante rumore di tamburi di latta e nel contempo tutte le aree abbandonate diventavano terreni edificabili a prezzi da capogiro; un duplice affare. Coloro che erano sensibili a tali duplici affari, avendo spesa tutta la sensibilità nella conta del denaro, non potevano certo essere sensibili alla bonifica di quei terreni avvelenati; basta coprire tutto con un po’ di cemento ... e occhio che non vede, cuore che non duole. Su via... con i nuovi quartieri.... approfittiamo anche di una mano d’opera edile a basso costo fatta di extracomunitari disperati.
La Milano da bere se la sono bevuta e mangiata tutta ... scusate... non voglio essere oracolo di miseria... c’è ancora da rosicchiare qualcosa con l’Expo.
La nuova Milano non ha più quell’assordante rullo dei tamburi di latta degli operai delle grandi fabbriche; è una Milano più composta nella sua disperazione, qui oggi si può rimanere silenziosamente disoccupati con un paio di titoli di studio in tasca, ti chiedono un ottimo inglese per fare il cameriere.
21/07/10 francesco zaffuto

(visto che d’estate fa caldo, scusate se i commenti saranno inseriti con un po’ di ritardo, saluti)

domenica 18 luglio 2010

A 18 anni dall’uccisione di Borsellino


A 18 anni dall’uccisione di Borsellino:
il monumento dedicato a Falcone e Borsellino fatto saltare;
una manifestazione a Palermo in ricordo del magistrato ucciso con poca affluenza di partecipanti;
la recente notizia in Lombardia, sulla ndrangheta che aveva scelto di fare una importante riunione nel circolo di Paderno intitolato a Falcone e Borsellino.
Il monumento saltato pare essere un atto dimostrativo per dire: “ci siamo sempre”. Riguardo alla poca partecipazione alla manifestazione è un sintomo di “stanca”. A Palermo c’erano state tante affollate manifestazioni con tanta speranza di vedere cambiare qualcosa nella vita di ogni giorno. I fatti accaduti in Lombardia dimostrano la tracotanza dei comportamenti e la diffusione del fenomeno su tutto il territorio nazionale.
Tanti anni di lotta alla criminalità organizzata e tutto sembra come prima. Eppure ci sono stati i sacrifici di chi ha lottato e ci sono stati anche i risultati di tanti arresti.
Ma c’è un concime sociale che fa di nuovo ricrescere il fenomeno.
Penso che questo concime sia un composto formato da questi elementi:
il mito capitalistico di un facile arricchimento,
una diffusa disoccupazione che crea marginali forme di sopravvivenza,
una diffusa corruzione politica.
Finché questo concime sarà costantemente diffuso i risultati delle singole indagini verranno annullate da un nuovo sviluppo criminoso.
18/07/2010 francesco zaffuto
Una annotazione
L’amico Liborio mi fa notare che a proposito di disoccupati, si comprano come le Anime morte di Gogol :” in questi giorni il Governatore Lombardo e il Sig. B. hanno acquistato 23.500 anime che considerate come gruppo familiare diventano almeno 100.000 di tutti i colori politici – per un piatto di lenticchie, in un periodo non sospettabile, ma… se… può … anche diventare preelettorale”. E che spesso : “– gli arresti e le confische dei beni sono danni calcolati e sopportabili, come i tiket delle medicine, servono ai potenti per tagliare i ponti con gli scomodi, per eliminare le tracce nel momento in cui il modus operandi sta cambiando.”

domenica 11 luglio 2010

BP, ben poche righe


Ormai ridotta a poche righe la marea nera non fa più paura. Solo nelle pagine interne dei nostri grandi giornali e senza immagini.
Lo fanno per evitare di annoiare i lettori? Preferiscono notizie fresche.
Le poche righe che ho letto a pagina 19 del Corriere di oggi dicono che: ci proveranno con un nuovo tappo.
Dicono un tappo più sofisticato.
Ma nei fatti non vogliono mettere un tappo, vogliono sistemare nel fondo del mare un rubinetto, una specie di tappo ben sofisticato che possa permettere alla BP di recuperare 80 mila barili di greggio al giorno. Nei fatti vogliono portare a termine la loro avventura e guadagnarci come previsto, magari cercando di pagare il meno possibile di danni. Uccelli, pesci e crostacei non riescono a costituirsi come parte civile.


11/07/10 francesco zaffuto

Immagine - Pensieri di Atlante “sono insopportabili, prima o poi mi stanco”
.
qualche informazione in più
Analisi sull'acqua che esplode
19 luglio 10 - il tappo pare non reggere
6 Agosto 10 - La BP non demorde

venerdì 9 luglio 2010

umanisti in azienda e umani in politica



Un
Master
per
umanisti
d'azienda
o
un
Corso
per
umani
in politica
Leggo su
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/07/ora_umanista_azienda_oltre_vecchi_co_9_100707064.shtml
che Angelo Panebianco
fonda un “Master per umanisti d’azienda”, presso l’Università di San Raffaele di Milano. Questi fortunatissimi laureati in lettere o in filosofia saranno 35 e tutti ben selezionati; per partecipare a questo corso dovranno avere come requisito essenziale l’ottima padronanza dell’inglese. Per un anno staranno ad ascoltare (...forse in inglese...) le lezioni di scienza politica di Panebianco, Martinelli, Somaini, Navaretti, Dassù ; e per finire, lezioni su come si legge un giornale economico di Oscar Giannino. Dopo un anno, alla fine del corso, alcuni di loro, fortunati tra i fortunati, tramite la benedizione di qualche santo, potranno partecipare ad un ulteriore stage presso aziende che valuteranno gli ultimi requisiti e capacità. Dopo questi stage forse qualcuno potrà essere assunto come umanista d’azienda e troverà un lavoro; uno di quei lavori dove dirigi gli altri e ti aspetti di essere pagato più degli altri.

S’io mi chiamassi Paneduro
fonderei un “Corso per umani nella politica”, presso il parco pubblico della mia città. Le lezioni si possono tenere se non piove e camminando (come nella antica scuola dei Peripatetici), a gruppi di 5 (un maestro e 4 allievi) e si potranno fare più corsi per ogni nuovo gruppo. Requisiti per l’iscrizione: buona conoscenza della lingua italiana e discreta conoscenza della Divina commedia e delle poesie di Carlo Porta e Gioacchino Belli.
5 materie
1) Rispetto della libertà e della dignità di ogni essere umano
2) Rispetto degli animali e della natura
3) Esercitazioni e meditazioni per non rubare
4) Esercitazioni e meditazioni per non esercitare potere e carisma
5) Esercitazioni e meditazioni per sviluppare la speranza nell’essere umano
Quando gli allievi si riterranno in piena coscienza formati potranno iscriversi a partiti e sindacati con l’alta qualifica di umani.
09/07/10 francesco zaffuto
.
(immagine “si alzò per guardare le stelle” dalle Metamorfosi di Ovidio – acquerello © francesco zaffuto)

giovedì 8 luglio 2010

Botte alla Camera e botte sui terremotati


7 luglio,
troppo
per
un
solo
giorno.
Certo due fatti ben distinti e con motivazioni ben distinte, ma due fatti molto gravi della politica italiana accaduti in un solo giorno.

Che nella Camera del Parlamento italiano si litigasse era già accaduto altre volte, ma i pugni e il ricovero al policlinico di un parlamentare sono una grave novità.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/56558girata.asp

Che dei terremotati andassero a protestare a Roma per le inadempienze dei governi è già accaduto in passato, possiamo fare memoria dal terremoto del Belice ad oggi; ma che dei terremotati venissero accusati di fomentare disordini e bastonati mi pare che non fosse mai accaduto.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_7/manifestazione-aquila-roma-1703342556569.shtml

Se consideriamo, oltre a questi fatti accaduti in un solo giorno, anche il clima di scontro politico che si respira da mesi per:
l’ iter della legge sulle intercettazioni con riequilibrio dei poteri tra governo, magistratura e informazione;
l’ iter della legge “costituzionale nuovo lodo Alfano” con ridimensionamento del potere giudiziario;
l’ iter della legge sulla manovra economica con ridimensionamento economico delle autonomie locali e pesanti ripercussioni su pensioni e servizi;
lo stato della politica nel nostro paese presenta aspetti di possibile “deflagrazione”.

Il caos può portare:
a vacanze stressanti per i nostri politici e di questo poco ci importa;
a scomposizioni dei partiti con nuovi assestamenti e questo potrebbe avere anche un aspetto positivo di rinnovamento;
a mire autoritarie di chi pensa di poter perdere posizioni e benefici, e su questo occorre porre la massima attenzione.
08/07/10 francesco zaffuto

(immagine “caos” dalle Metamorfosi di Ovidio – acquerello © francesco zaffuto)

martedì 6 luglio 2010

Sentirsi peggio - bavaglio per tutti



INVITO
TUTTI
A
LEGGERE
la
pagina
che
commenta
l'art. 29 del decreto sulle intercettazioni
http://www.guidoscorza.it/?p=1883
buona attenta lettura (f.z.)
.
(immagine “coercizione” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

lunedì 5 luglio 2010

Sentirsi male




Sì, mi sento male, scopro di essere d’accordo con Tremonti.
Ecco le frasi.
Agli amministratori pubblici del sud:
«cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende»
«scandalo pauroso prodotto dalle regioni meridionali» che «hanno speso solo un dodicesimo»
« non si può continuare con questa gente che sa solo protestare e non sa dare servizi per i cittadini»
Nell’agricoltura dice il Tremonti " è diverso da altri come l’industria, dove puoi spostare capitali e impianti. In agricoltura non si delocalizza. Se va giù per rimetterla in piedi ci vogliono decenni. Per fare l'agricoltore non basta la tecnica, serve esempio, storia, sapienza ed esperienza". Inoltre, ha aggiunto, "Produce cibo, che è la prima e più profonda forma di cultura, produce paesaggio che è identità e forma di valori. Se viene meno l’agricoltura si indebolisce l’anima del paese e di un popolo" E poi ancora "è la base di ogni altra attività economica e senza essa non esisterebbero né commerci né industria e quindi l'agricoltura è la vera origine della ricchezza delle nazioni". E ancora “ non si speri di trovare risorse dal credito o dai finanzieri perché le fortune pecuniarie sono ricchezze clandestine che non conoscono né re né patria". Infine “ Ci vuole equilibrio. Non credo alla follia del mercato applicato comunque e dovunque".


Mi sta accadendo qualcosa di strano, un conflitto di personalità molto grave, schizofrenia acuta, sono io Tremonti o Tremonti è me.


Datemi qualcosa per riprendermi, per favore, datemi un bicchiere d’acqua.

Sì, d’acqua...ora mi riprendo..... aahhh.


Ma, scusate... Tremonti non è il ministro del Governo che ha privatizzato l’acqua?
Ma per fare crescere frutti e ortaggi, non è necessaria l’acqua?
Il primo piano di sviluppo dell’agricoltura del sud non dovrebbe riguardare l’acqua? Non farla minimamente disperdere, canalizzarla bene, evitare sprechi, utilizzare bene perfino quella piovana come facevano i romani che non avevano tutta la nostra tecnologia.


Allora tutti quei soldi cominciate a spenderli bene per l’acqua. Datevi una mossa insieme Stato, Regioni e Comuni invece di fare regali ai privati.
Perché non lo fate?

Non sono Tremonti, non sono Tremonti. Eehhh... mi sono ripreso.
Quando si dice poi: che basta un bicchiere d’acqua.
05/07/10 francesco zaffuto

domenica 4 luglio 2010

CUBA: FARINAS IN FIN DI VITA




Havana - Il dissidente cubano Farinas, in sciopero della fame da 4 mesi, e' in fin di vita. Lo riferisce il quotidiano del Partito comunista cubano Granma, precisando che Farinas ha comunque riacquistato un po' di peso grazie alle flebo che gli vengono somministrate nell'ospedale di Santa Clara, dove e' stato ricoverato l'11 marzo scorso .
"Ha una trombosi alla vena giugulare, molto vicino ai polmoni e al cuore. C’è il rischio che possa essere fatale", ha detto la madre di Farinas.
L’alimentazione forzata a cui era sottoposto non si riesce a continuare a causa di un’infezione batteriologica e viene sostenuto solo con alcuni minerali e zuccheri per via endovenosa.
Il dissidente ha cominciato lo sciopero della fame il 24 febbraio per chiedere la liberazione di una ventina di detenuti malati considerati prigionieri di coscienza da Amnesty International.
Il governo cubano nega che ci siano detenuti politici e considera gli oppositori "mercenari" pagati dagli Stati Uniti.
Per Farinas, psicologo e giornalista di 48 anni, questo è lo sciopero della fame numero 21 dal 1995 (in pratica Farinas può essere paragonato in qualche modo al nostro Pannella). L’ultimo sciopero della fame il giornalista cubano lo ha mantenuto nel 2006 per sei mesi per chiedere l’accesso libero ad Internet per tutti i cubani.

Compagno Fidel,
è vero che non esistono detenuti politici a Cuba?
è vero che a Cuba esiste la libertà di stampa e di espressione?

Il «Lìder màximo» in persona dopo la morte di Orlando Zapata decise di parlare e con un biglietto indirizzato al presidente del Brasile e letto alla televisione nazionale ha detto : «sa da tempo che nel nostro paese mai alcuna persona è stata torturata. Mai è stato ordinato l’assassinio di un avversario, mai si è mentito al popolo. Alcuni invidiosi del suo prestigio e della sua gloria, e peggio ancora, coloro che sono al servizio dell’impero, l’hanno criticato per la sua visita a Cuba. Si sono serviti per ciò di calunnie che circolano da mezzo secolo contro Cuba».

Nel crudele secolo che è stato il novecento siamo stati in tanti a guardare a Cuba con speranza; c’era il riscatto dalla dittatura batista, c’era la liberazione dei popoli del Sud America, c’era la figura del Che morto che ci spezzava il cuore.
La lotta per una società più giusta è inscindibile dalla lotta per la libertà e per la verità; allora compagno Fidel è il caso di verificare le tue stesse parole: a 83 anni, fai appello alle tue ultime energie, fai un giro nelle carceri e chiedi ad uno ad uno a quei dissidenti che ti ha indicato Farinas “cosa c’è che non va a Cuba ?”, sicuramente ti servirà come bilancio e può essere un gesto che apre un nuovo orizzonte per il mondo che resta dopo di noi, mondo che ha bisogno di credere nella giustizia e nella libertà.
04/07/10 francesco zaffuto
.
immagine - carcerati Van Gogh

AGGIORNAMENTI SULLA NOTIZIA

http://it.euronews.net/2010/07/09/il-dissidente-cubano-farinas-interrompe-lo-sciopero/

venerdì 2 luglio 2010

Intercettazioni, voce e pizzini



(immagine “Intercettazione” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

Per questo appunto, sono partito da questa immagine di una strana dama svelata.
Quale italiano potrebbe digerire di essere spiato in una conversazione telefonica con un amante? Chi ha un amante sicuramente no. Aggiungerei che anche un qualsiasi italiano medio che non ha mai avuto un’amante e che non l’avrà mai; dal punto di vista teorico non digerisce una simile possibile spiata. Se poi si arriva anche alla possibile pubblicazione delle frasi nei giornali: quei “cici coco e dimmi dimmi e che ti farei...”; ogni italiano che può solo avere una amante ipotetica si sente attaccato preventivamente. Da questo punto di vista i fautori di un limite drastico alle intercettazioni possono avere un consenso più vasto di quello che possiamo immaginare.
La preoccupazione dei cittadini, su cui ho bonariamente ironizzato, non è una preoccupazione mal posta: la difesa del privato e della riservatezza, fa parte dei diritti individuali, diritti preziosi e tutelati dalla stessa Costituzione italiana ed espressi con chiarezza nell’ Art. 15
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
Nella recente storia del nostro paese attraverso le intercettazioni telefoniche si sono scoperti diversi reati ignobili, ma nel contempo c’è stata poca cura della magistratura nel mantenere riservati atti che dovevano essere coperti dal segreto istruttorio. Oggi con la nuova legge sulle intercettazioni si vuole stringere un nodo che può soffocare le indagini e nel contempo si tende a penalizzare i giornalisti che pubblicano le notizie connesse ai reati.

Ma i “nuovi e grandi” difensori “delle libertà” hanno veramente a cuore la riservatezza della sfera privata o sono spinti da altro?

Il telefono è uno strumento potente per far sentire la propria voce, si possono dare ordini timbrati ed autenticati dalla voce, si possono concludere velocemente contratti, si possono spostare capitali, il tutto con una semplice telefonata diretta. Si può fare sentire la confidenza, la vicinanza, la solidarietà, a persone legate da comuni interessi. Per chi detiene il potere rinunciare alle comunicazioni telefoniche riservate è come rinunciare ad una fetta di esercizio del potere stesso, quella che si può esercitare direttamente e senza mediazioni. Senza il telefono bisogna fare ricorso a uomini portavoce o a piccoli pezzetti di carta scritta, strumenti che possono diventare ben più pericolosi. Chi detiene il potere sarebbe ben disposto a mettere sotto controllo il telefono dei suoi sudditi ma non sopporta di avere le proprie comunicazioni telefoniche sotto controllo. In un sistema di potere diviso, dove il potere giudiziario ha un suo peso e una sua autonomia, chi detiene il potere politico arriva alla scelta del meno peggio e paradossalmente diventa più libertario degli stessi sudditi.

Il problema delle intercettazioni va visto dentro le dinamiche dell’esercizio del potere; infatti, si vogliono varare in parallelo dispositivi che possano limitare il potere giudiziario e l’informazione. Non c’è solo in campo la questione intercettazioni , ma la revisione degli equilibri del potere stesso. Quando, e se, il potere politico avrà messo sotto controllo il potere giudiziario potremmo assistere a un cambio di indirizzo; perché allora si intercetteranno solo sudditi impotenti.

Una legge sulle intercettazioni deve ispirarsi ad un giusto bilanciamento tra tutela della privacy, delle necessità delle indagini sulla criminalità e della libertà di informazione; giusto bilanciamento che è difficile da formulare sul piano normativo. Ma questo giusto equilibrio va perseguito per non distruggere l’autonomia del potere giudiziario e l’esercizio della libertà di stampa.
02/07/10 francesco zaffuto

giovedì 1 luglio 2010

Prestigiacomo, no trivellazioni fino a 5 miglia


Ecco il ministro che volava alto


Marea nera, un incubo anche per la Prestigiacomo che annuncia un provvedimento: proibire le trivellazioni nei mari italiani in una fascia di 5 miglia per tutte le coste nazionali, allargato a 12 miglia attorno al perimetro delle aree marine protette.
La Prestigiacomo pareva essere, rispetto agli altri ministri di questo Governo, quella che volava più in alto. Ora è necessaria qualche prova: occorre che si spalmi un po' di quel greggio addosso come è capitato agli uccelli del golfo del Messico, e poi vedere come può alzarsi in volo.
Il nostro mare, sig. Ministro non confina con l’Oceano e i danni sarebbero ancora più gravi e irrimediabili.
Nessuna trivellazione nel Mediterraneo, né vicino le coste e neanche a largo, vanno proibite tutte per quel che compete al Governo italiano e va promosso un accordo internazionale per proibirle in modo totale. E va fatto in fretta.
01/07/10 francesco zaffuto

Il precedente post su questo blog
No alle trivellazioni nel Mediterraneo