venerdì 30 settembre 2011

LA LETTERA SEGRETA DELLA BCE ESISTEVA


La lettera di cui si vociferava in agosto della BCE al Governo ESISTEVA. Lo conferma il Corriere della sera che l’ha pubblicata sul quotidiano del 28 settembre. E’ firmata dal Trchet uscente e dal Draghi entrante.
Niente di male una lettera, se i due potenti banchieri si fossero limitati a indicare i tempi del rientro del debito pubblico e la sua entità, ma i due banchieri vanno ben oltre, indicano i comportamenti di governo ed anche una precisa strategia capitalista:
"E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme - si legge ancora nella lettera - inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala"
Quello che “gentilmente” indicano i banchieri vale per il Governo e forse anche per l’opposizione che vuole andare al Governo. Se un Comune in Italia decide di operare in proprio per la raccolta dei rifiuti si sta distanziando dalla strategia della Banca europea. CAPPERI!!!!
Intanto ricordiamo ai “gentili” banchieri che l’ITALIA si è espressa con un REFERENDUM CONTRO LA PIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.
Poi, Mr. Draghi, quella frase non c’entra niente con le competenze della BCE, per tenere un bilancio in ordine non si può invocare il capitalismo sfrenato, abbiamo già il capitalismo sfrenato; l’intervento pubblico non è necessariamente uno spreco, una buona amministrazione comunale può avviare servizi pubblici anche meno costosi di quelli privati se gestisce la cosa pubblica senza le logiche dell’arricchimento e delle clientele.
Poi, Mr. Draghi, non è tutta da buttar via quella lettera; è un giusto rilievo contabile quando dice (punto 2 c) che la spesa degli enti locali deve essere tenuta sotto controllo dallo Stato e che questi enti non possono da fare debiti per conto loro con le banche.
Ma se poi Mr. Draghi vuole dire qualcosa sul mercato del lavoro lo faccia con una lettera aperta e non segreta, perché i lavoratori non sono al governo, stanno in fabbrica, negli organismi sindacali, a casa e nelle piazze (in un prossimo post tenterò di esaminare il punto della lettera sul mercato del lavoro).
30/09/11 francesco zaffuto
immagine - Totò detta a Peppino la famosa lettera nel film Totò, Peppino e la malafemmena.

giovedì 29 settembre 2011

RETTIFICHE IN QUESTO BLOG: GIA’ FATTO


LETTERA AVVISO A TUTTI


Il curatore di questo blog Francesco Zaffuto informa che per ogni rettifica ai post inseriti è sempre possibile farlo nello spazio previsto per i commenti. L’inserimento della rettifica avverrà istantaneamente con le modalità previste dalla piattaforma Google. Sotto ogni post trovate le indicazioni per l’inserimento. Il curatore ringrazia anticipatamente per ogni rettifica pervenuta.
Distinti Saluti
Monza 29 settembre 2011

AI BLOGGER: SE SIETE D’ACCORDO FATE GIRARE
Sullo stesso argomento
RETTIFICHE SUI BLOG, RISOLVIBILE IN UN ISTANTE
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Immagine con scritta rettifiche e un occhio; è un po’ fatta male ma andavo di fretta

mercoledì 28 settembre 2011

RETTIFICHE SUI BLOG, RISOLVIBILE IN UN ISTANTE


MA CI RENDIAMO CONTO COSA SONO I BLOG?
Sono una infinità di giornali. Grazie a internet si è realizzata in Italia quella libertà di stampa che hanno cercato nei fatti di vincolare con dei regolamenti. Perché, diciamolo pure, in Italia esiste una libertà di stampa inserita nella Costituzione e poi c’è un rimando alle leggi applicative, dove la libertà finisce: quantomeno per esercitare la libertà di stampa devi essere iscritto all’ordine dei giornalisti.
Tu puoi dire: “ma io non sono un giornalista voglio solo dire la mia opinione come fanno Scalfari, Belpietro, Feltri o come fa quel mezzobusto di Fede, solo la mia opinione”. E no, mio caro, la carta stampata canta e se vuoi cantare devi essere iscritto all’ordine con tanto di tesserino, in Italia si parla col tesserino.
Grazie ai blog si potuto cominciare a parlare senza tesserino. Una grande libertà di opinione e di idee è cominciata a veleggiare in rete, con un prodotto non stampato, virtuale, ma anche bello nella forma, corredato di immagini e forme grafiche di varia natura.
Allora fa paura: va fermato.
LA RETTIFICA è UNA SCUSA.
Il problema è risolvibile nel giro di un istante: nei post dei blog si possono inserire commenti, basta una norma che dispone che la responsabilità dei commenti è esclusivamente di chi li inserisce e che va data sempre la possibilità di inserire i commenti liberamente, poi chi vuole fare le rettifiche basta che invia un commento di rettifica e la rettifica se la fa da solo. TUTTO QUA; SEMPLICE E GIA’ RISOLTO. Alloraaaaa …!!!!????!!!!
28/09/11 francesco zaffuto
Il contenuto di questo post continua su
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immagine - logo no ammazza blog

INCONTRO di BLOGGER a MILANO



Incredibile le bottiglie si incontrano!!!! Sì, quei messaggi che avete con pazienza inserito nella bottiglia e poi buttato in mare aperto di internet si incontrano.
Vuoi dire si leggono?
Voglio dire che addirittura si incontrano e brindano insieme.
Ma dove?
In una trattoria di Milano.
Possibile? Ma quando?
L’otto otto bre.
Non ci credo.
Ma vedi che non te lo dico solo io, puoi guardare anche su
http://senecamilano.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
http://sandramaccaferri.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
http://mainiadriano.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
ecc. … ecc …
Che vuol dire ecc.. ecc?
Vuol di che ti devi da ‘na mossa pure te, vai a legge e …
E posso venire pure io?
Behh …. Sì … puoi venire pure te.
Ma guarda che io so contro?
Contro de che?
Per le idee sono contro, io so un bolg antagonista?
Anta … chè?
Vuol di che so schierato ma sono contro gli schieramenti?
Ma puoi bere un tantinello di vino con la bocca?
So … pure a.. a.. astemio.
Mannaggia a te … vieni e te bevi l’acqua con le bollicine.
Magari è meglio naturale.
…. e magari naturale. Allora che fai, vieni?
Ce penso ancora un po’.
E datte ‘na mossa!
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Immagine di due bottiglie di messaggi che sulle onde del mare sembrano inseguirsi – tratta dal bloghttp://lastanzadelte.blogspot.com/2011/04/il-messaggio-nella-bottiglia.html

martedì 27 settembre 2011

Le frasi di Freiburg


In occasione dell’omelia pronunciata a Freiburg Benedetto XVI ha usato queste frasi:

"I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli" (Mt 21,31-32). Tradotta nel linguaggio del tempo, l’affermazione potrebbe suonare più o meno così: agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli "di routine", che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede.

(per la versione integrale dell’omelia
Sono frasi sicuramente importanti che penso vadano poste in rilievo: l’agnosticismo vissuto come ricerca e ansia di verità viene posto in luce e non interpretato come tenebra e perdizione; l’abitudinaria routine viene considerata come condizione che può portare all’indifferenza.
Spero che il senso profondo di queste frasi sia non tanto bastonare i cattolici “di routine”, quanto piuttosto dare peso al travaglio interiore della ricerca.
Anche l’agnosticismo e l’ateismo possono essere vissuti come esercizio di maniera, la preziosità dell’uomo è la domanda. E insieme alla domanda è necessario l’operare verso la concordia.
Le incrostazioni del tempo, che chiamiamo Storia, sono ancora pesanti ed hanno creato irrigidimenti e steccati. Qualche dubbio se lo devono fare venire anche i cattolici più ferventi; almeno su come è stata intesa la verità o su come è stata offuscata a tal punto da giustificare delitti e persecuzioni. Le frasi di Freiburg, accompagnati dal dialogo interreligioso, possono iniziare il cammino verso un nuovo umanesimo, una strada difficile ma necessaria.
27/09/11 francesco zaffuto
Immagine – il sole luminoso di Edvard Munch

lunedì 26 settembre 2011

UN SALUTO A SERGIO BONELLI



Ci ha lasciato oggi Sergio Bonelli
Era il padre editoriale del fumetto italiano: un insieme di sogni e di arte, un immaginario discreto e silenzioso che non aveva bisogno di rumori e tecnologie per tenerci compagnia
Tex, Carson, Dilan Dog, Mister No, Zagor, Martin Myster …. e tanti altri lo salutano, mi aggrego a questo saluto. Grazie, e spero che qualcuno possa continuare il tuo lavoro.
26/09/11 francesco zaffuto
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Immagine – una copertina di Tex

domenica 25 settembre 2011

PAURA


esprimo solidarietà e faccio girare questo post
di Marigo Giandiego
Ci ho messo un poco per fare questo post. Ci ho pensato a lungo…il rischio era di fare leva sul pietismo, parlandovi di me. Fare il piagnisteo è davvero l’ultimo dei miei desideri.
Ancora una volta vi voglio dire, tranquillizzandovi, che non vi sto chiedendo niente. State tranquilli alla fine di questo post non dovrete nemmeno fare un sms da un euro.
Non vi chiedo nemmeno un’adesione, solo vorrei parlare e descrivere questa“sensazione”, questo “dolore”, pechè lo scrivere per me sta diventando come il respirare, un’attività normale, vitale, quasi automatica, anche se nessuno sembra volermene riconoscere la capacità ( per un poco di tempo ho accarezzato l’idea di farne il mio lavoro, di sentirmi poeta e scrittore ma pare che non sia possibile, se non hai fatto un passaggio televisivo o non sei figlio di…). Quindi non temete e soprattutto non moralizzatemi addosso, non cercate, maliziosamente, retroscena, non ci guadagno nulla. Non mi viene in tasca niente da tutto questo.
Ho paura, volevo dirlo!
Non l’ho avuta nemmeno quando il mio mondo e crollato e mi si è infranto addosso, togliendomi tutto…casa, lavoro, ogni garanzia…sino alla mia credibilità, distruggendomi la vita.
Non l’ho avuta le migliaia di volte che ho sfidato lo stato…il potere, il sistema.
Non l’ho avuta nemmeno il giorno in cui l’infarto mi ha portato sull’orlo della morte.
Oggi ho paura!
Paura del domani che non vedo più, che non dipende più da me e dalle mie forze, nemmeno nell’apparenza dell’illusione quotidiana. Mi è stato tolto il futuro. Tutto il mio agitarmi, il mio agire, il mio scrivere. Il mio stesso pensare, oggi e sempre di più domani diviene marginale…ininfluente, inutile. Molte parole di conforto, retoriche e vuote, potrebbero essere sprecate. Molti potrebbero dirmi “non mollare” oppure che so “resisti”…non tocca più a me, la società mi ha buttato ai margini…senza speranza di rientrare…ed ora mi racconta che è colpa mia se sono lì, che sono inutile…che sono un peso. Che tutto il mio percorso, una vita intera, altro non è stato che un fastidio…un’inutile avvicendarsi di giornate.......


sabato 24 settembre 2011

Gli effetti dello sconto limitato sui libri


Da settembre sui libri si applica la nuova legge sugli sconti limitati
Massimi sconti del 15%; tranne le promozioni che possono portare gli sconti al 25%, promosse da editori, previa informazione a tutte le librerie (esclusi da questa normativa generale: il mese di dicembre proibito alle promozioni e gli sconti più elevati sui libri fuori catalogo e sui costosi libri d’arte).
Lo scopo di questa legge dovrebbe essere proteggere le piccole librerie. Nei fatti vengono colpiti i lettori acquirenti dei libri e le grandi aziende (tipo Amazon e IBS) che avevano cominciato a operare sulle vendite via internet con sconti elevati. In quanto alle piccole librerie si mettono a riparo dalla concorrenza via internet ma continueranno a subire la concorrenza delle grandi librerie (che nelle grandi città fanno capo a grandi gruppi editoriali), gruppi editoriali che potranno lanciare campagne promozionali che i piccoli dovranno accettare o subire.
Non avendo il mito del libero mercato, questa misura non mi scandalizza. Ma nel nostro paese dove spesso si parla a sbafo di libero mercato veder passare una legge che stabilisce gli sconti sui libri è quantomeno contraddittorio.
24/09/11 francesco zaffuto
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Immagine libri aperti – da internet

Alla prossima, il satellite Uars si allontana

Notizia ansa delle Ansa delle 9,59 di oggi 24 settembre

Il satellite americano Uars è rientrato nell'atmosfera fra le 5,23 2 le 7,09 di questa mattina (ora italiana) su un'area compresa fra Canada. Africa e una vasta zona del Pacifico.


Per chi si aspettava di sentirlo arrivare in Italia sulla propria testa o sulla testa del vicino, tutto rinviato? Non è detto, aspettiamo dai geni che tutto sanno qualche notizia definitiva.
Per dettagli al post precedente
Stamani pensavo di trovare notizie in prima pagina del Corriere. Ma niente affatto, relegato come qualsiasi incidente stradale grave nelle pagine interne. Conta molto meno di Alfano.

Tra meno di cinque settimane pare che ne cadrà un altro

NON ABITUIAMOCI

nota finale, tanto per la precisione delle previsioni, è caduto nel Pacifico vicino al Canada

venerdì 23 settembre 2011

Non è un meteorite, è spazzatura


Non è un meteorite, si tratta di merda pietrificata che abbiamo lanciato noi nel cielo e ora ci ricade addosso dopo venti anni.
Ci stanno dicendo che la probabilità che ci caschi addosso sia dello 0,9%. Confortevole! Ci danno anche delle indicazioni di comportamento. Questa notte evitate di dormire ai piani alti, scendete dal vostro vicino di casa al primo piano e chiedete di dormire con lui. Evitate di stare all’aperto, mettetevi sotto un architrave per tutta la notte. http://www.diariodelweb.it/Articolo/SciTech/?d=20110922&id=217392
Di questi oggetti, dato del 2006, a partire dalle orbite più basse , fino a quelli geostazionari a 36.000 Km di altitudine, pare che attualmente ruotano intorno alla Terra circa 10.000 Satelliti artificiali; molti dei quali non più in uso e inattivi.
(La nostra atmosfera terrestre è una vera e propria pattumiera: lassù ci sono circa 35 milioni di schegge impazzite che viaggiano a 36.000 km/h. Ci sono serbatoi di razzi, lamiere, viti, bulloni e schegge piccolissime che ruotano a velocità paurose attorno alla Terra. Circa il 90% si trova fra i 400 ed i 1.500 km, cioè verso la periferia dell'atmosfera mentre il rimanente 10% si trova a quota di poco superiore ai 36.000 km. http://digilander.libero.it/cuf.fe/satelliti.htm)
Nel prossimo futuro questo tipo di incidente potrà diventare normale, come quei cinque mila morti annuali sulle strade d’Italia. Dicono che dobbiamo abituarci, è il prezzo che dobbiamo pagare per le nostre telefonate al cellulare, il prezzo della nostra ricerca scientifica, il prezzo della nostra potenza.
Firmatoil troglodita - che in questo momento sta usando la tecnologia del web per parlare male della tecnologia.
P.S. La nostra esistenza moderna è contraddittoria e lo sarà ancora di più nel futuro, ma il pericolo maggiore sarà la nostra abitudine all’incidente: NON ABITUIAMOCI
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Immagine – l’antica scultura di Atlante che sorregge la terra

giovedì 22 settembre 2011

Troy Davis ucciso dalla giustizia della morte


Apprendiamo che questa notte in USA è stato ucciso Troy Davis in esecuzione di una condanna a morte. C’erano anche dubbi sulla sua colpevolezza e tra un rinvio e l’altro attendeva l’esecuzione da 20 anni.
Il 30 novembre 1786 il Granduca di Toscana aboliva la pena di morte e la tortura; in quel periodo storico in Italia, Cesare Beccaria, un grande filosofo e grande uomo, con il suo libro “Dei delitti e delle pene” mise a nudo l’assurdità di quella pena e indicò la strada per una giustizia capace di fare evolvere l’uomo.
Nel mondo ancora oggi 68 Stati prevedono la pena di morte nel codice penale; 30 Stati mantengono la pena di morte anche per reati comuni ma di fatto non ne hanno fatto uso da dieci anni; in 10 Stati è in vigore ma solo limitatamente a reati commessi in situazioni eccezionali, ad esempio in tempo di guerra; 89 Stati l'hanno abolita completamente.
Sono tanti i paesi che si sono liberati di questa pena selvaggia, l’ONU con una decisione ratificata dall'Assemblea generale (con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti) ha ratificato una moratoria il 18 dicembre 2007 per la sospensione. Ma oggi 22 settembre 2011 la nazione che pretende di indicare valori di libertà e democrazia continua ad applicare la pena di morte; e la Cina, grande paese che può condizionare l’economia mondiale, continua ad applicarla alla grande.
E’ ancora lunga la strada per liberarci da una giustizia selvaggia è ancora lunga la strada dell’umanità.
22/09/11 francesco zaffuto
Immagine – crisantemi bianchi

martedì 20 settembre 2011

LO STAMPAGGIO DEL DENARO




Mi è capitato spesso di incontrare su internet questa tesi (la riporto sinteticamente in colore):

Lo Stato, invece di stampare il suo denaro a costo zero e senza interessi (come potrebbe fare uno Stato Sovrano), lo acquista da banche private emettendo Titoli gravati da elevati interessi, per cui l’attuale debito pubblico è matematicamente impagabile. Infatti, per azzerare tale debito pubblico italiano bisognerebbe creare altri 1.900 miliardi di euro, che nella situazione attuale di assenza di sovranità monetaria, con la cessione della potestà di emissione delle banconote ad un sistema bancario privato, vorrebbe dire creare ulteriori titoli di Stato (di indebitamento) per 1.900 miliardi, portando così il debito pubblico a 3.800 miliardi. Ed è per questo che il debito pubblico prima o poi non può che essere ricusato, ovvero annullato: è impagabile (nella situazione di mancanza di sovranità monetaria).
L’ipotesi che l’attuale debito pubblico possa arrivare a diventare impagabile è una ipotesi possibile. L’ipotesi che lo Stato possa avocare a sè la prerogativa di stampare il denaro, quello che ha corso forzoso nel territorio dello Stato, è un’ipotesi anch’essa praticabile con l’uscita dell’Euro e togliendo alla Banca d’Italia la prerogativa di istituto di emissione.
Ma lo Stato che stampa denaro non può essere libero nelle sue fantasie di stamparne quanto ne vuole; il denaro come qualsiasi altro bene più ce ne è e meno vale nel confronto con gli altri beni. Il denaro, bene misuratore, è esso stesso bene misurato.
Il cosiddetto pareggio tra entrate fiscali raccolte dallo Stato e uscite per spese dello Stato è un obbiettivo di sana amministrazione che deve essere lo stesso perseguito. Qualora tale pareggio venga colmato con emissione di nuovo denaro stampato all’occorrenza, tale misura si traduce in una inflazione monetaria che va a gravare come aumento generalizzato di tutti i prezzi e di conseguenza con danno generalizzato su tutti i cittadini, e i cittadini meno ricchi vedrebbero svalutati i pochi mezzi a disposizione.

L’azzeramento del debito alla maniera dell’Islanda, per l’Italia diventa una manovra molto più complessa per il suo grado di inserimento nelle dinamiche europee, significa uscita dall’Euro dell’Italia, con probabile fine dell’avventura Euro e della stessa Europa comunitaria.

La cosa migliore è rivedere i patti dell’Euro abbandonando le logiche liberiste. Intanto un indebolimento dell’Euro a fronte di una emissione di Eurobond non è un dramma per un Euro che in 9 anni è costantemente cresciuto nei confronti del dollaro e di altre valute. Nel contempo occorre avviare un cambiamento di rotta: i paesi europei vanno lasciati liberi di avviare un processo di razionalizzazione del credito e del risparmio, razionalizzazione che può prevedere la nazionalizzazione di banche, un abbandono della concezione privatistica nell’economia, avvio di esperimenti fruttuosi di economia mista per concorrere alla piena occupazione. Ai mercati vanno date clausole europee capaci di impedire le operazioni allo scoperto, tassazione minima delle transazioni finanziarie a breve, ordine e revisione dei derivati. In quest’ottica le misure rigide sul pareggio di bilancio potrebbero essere condivise anche dalle popolazioni europee dedite al lavoro.
L’Italia può avviare un lento rientro dal debito anche meglio di altri paesi europei: attualmente il 40% dell’esposizione debitoria dello Stato italiano è con banche estere ma il 60% è un debito con banche e risparmiatori italiani. L’asse del debito deve spostarsi verso l’interno, e verso un rapporto diretto Stato – Cittadini, e lo Stato italiano può farlo ricorrendo a strumenti che aveva cominciato a dismettere; la struttura delle Poste è la struttura più diffusa sul territorio nazionale in termini di sportelli e deve ritornare ad un totale controllo pubblico; lo Stato attraverso tale struttura potrà esercitare stimolo al risparmio delle famiglie e al credito sociale. Va data la proibizione a tutti gli enti locali di indebitarsi con le banche private e l’obbligo di ricorrere ad un’unica Cassa depositi e prestiti pubblica. La riscossione di tutte le imposte va fatta tramite versamenti in c/c postali al fine di eliminare tutti i costi di aggio delle esattorie bancarie.
Sul fronte dell’entrate vanno varate: imposta patrimoniale sui grandi patrimoni e un’ IRPEF progressivamente calibrata e senza i grandi scaglioni alla Tremonti Da TREMONTI a TREALIQUOTE .
Sul fronte delle spese: l’immediato abbattimento dei costi della politica con un netto dimezzamento, l’eliminazione di opere faraoniche come Ponte sullo stretto e TAV.
Nel contempo vanno avviati incentivi e interventi statali per la crescita in settori mirati: ricerca scientifica, agricoltura come scelta strategica, energie rinnovabili, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, conversione dell’industria automobilistica verso auto elettriche. Non è più il tempo di perseguire la crescita generalizzata come effetto macroeconomico, ma occorre stimolare la crescita dei settori che si intendono sviluppare per uno sviluppo ordinato senza degradare territorio, la degradazione fa solo aumentare successivamente i costi.

20/09/11 francesco zaffuto




immagine - foto tratta da internet di un po' di euro in banconote e metallo

domenica 18 settembre 2011

La mano nel piatto, commodities e futures




Nel post Febbre e coscienza del Grande Moloch tentavo di rappresentare due anni di andamento delle Borse titoli con la speculazione al ribasso; ora è opportuno allargare la visione ponendosi una domanda: i nostri “cari” speculatori che puntano sul ribasso e sulla catastrofe sono dei disperati che svendono tutto e si accontentano di guadagnare su qualche margine speculativo molto ridotto oppure vanno spostando i capitali su altri fronti?
Se guardiamo al mercato immobiliare vediamo che permangono tendenze negative, dopo la grande bolla immobiliare (che ha originato in parte la stessa crisi) i nostri “bravi” capitalisti sono restii a ritornare ad investire sul mattone.
Se guardiamo al mercato dell’oro, dei preziosi, e allo stesso mercato dell’arte, la presenza di chi investe su questi beni rifugio è notevole.
Ma la cosa più sconcertante è quella che i nostri “buoni” speculatori stanno facendo sulle merci: hanno fiutato che ci si può arricchire su grano, riso, avena, granturco ecc. … poiché sono beni su cui la domanda non cala, un po’ come dire la fame ci sarà sempre e in futuro continuerà ad aumentare anche per l’aumento delle popolazioni, un investimento sicuro; la stessa prospettiva di un maggior uso di biocarburanti spinge verso l’investimento in beni agricoli.
Ecco le due paroline da tradurre: commodity è un bene per cui c'è domanda che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio e i metalli, ma anche grano, riso, avena e tanti prodotti agricoli; future è un contratto di borsa che stabilisce prezzi nel futuro. Attraverso i futures sulle commodities si stabiliscono contratti su merci con prezzi che valgono per il futuro, delle vere e proprie scommesse sul futuro sul prezzo delle merci.
Recentemente arriva qualche dato allarmante
- Il 50% della produzione cerealicola mondiale dei prossimi 5 anni è già stato acquistato dalle multinazionali del commercio alimentare alla borsa agricola di Chicago. Queste società si sono già riservati i prezzi del cibo fino al 2016. http://www.unita.it/mondo/emergenza-cibo-al-convegno-br-dedicato-a-toni-fontana-1.330641
- Da Agritel, società francese di consulenza nella gestione del rischio agroalimentare, apprendiamo che mentre la Borsa di Parigi ha perso oltre l'11%, i prezzi delle commodities come soia, mais e grano sono cresciuti di oltre il 10%. http://www.agi.it/food/notizie/201109151226-eco-rt10082-crisi_confagricoltura_commodity_agricole_barometro_recessione
Tutti i giocatori pretendono di vedere nel futuro, chi si siede al tavolo verde comincia a sentire un numero su cui puntare, lo vede quasi ballare dinanzi agli occhi; ma chi si siede al tavolo verde del gioco di un casinò è un innocente rispetto a chi specula su titoli e merci, quest’ultimo spesso si serve di studi di esperti che cinicamente esaminano le piaghe del mondo, fame e sete.
Il prezzo dei beni agricoli che sale può perfino divenire una spinta per l’aumento della produzione di beni alimentari; ma questo non può avvenire per il solito miracolo del mercato che trova un suo equilibrio, non possiamo più credere a questa favola dopo questa crisi, sono necessarie: consapevolezza dei fenomeni e politiche agricole mondiali improntate alla solidarietà.
18/09/11 francesco zaffuto
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(immagine – “la mano nel piatto” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Su un piatto bianco una mano di plastica che sta verso l’alto con un movimento vitale, una mano che pare si sia già mangiato tutto il contenuto del piatto …

sabato 17 settembre 2011

Il testimone

Domanda: Cosa preferisce fare il testimone o fare l’imputato?
Risposta: Sicuramente l’imputato.
Precisazione: Ma lei si rende conto che è parte offesa?
Risposta: L’essere considerato parte offesa è proprio un’offesa nei miei riguardi.

Se un imputato si sottrae ad un interrogatorio, se rifiuta di rispondere, se lascia fare ai suoi avvocati e non si presenta ad una udienza (anche se fa scandalo perché riveste cariche pubbliche), è nel pieno della legittimità della scelta di una strategia di difesa.
Ma se un testimone rifiuta di testimoniare siamo fuori da ogni legittimità.
Come la mettiamo?

Per risolvere la questione si può fare ricorso a Semiramide e qui si riporta un’immagine di una vecchia incisione del XVII secolo, ma per giustificare l’analogia debbo ricorrere ai versi di Dante canto V inf.


«La prima di color di cui novelle
tu vuo' saper», mi disse quelli allotta,
«fu imperadrice di molte favelle.

A vizio di lussuria fu sì rotta,
che libito fé licito in sua legge,
per tòrre il biasmo in che era condotta.

Ell'è Semiramìs, …

venerdì 16 settembre 2011

Il dito della Borsa

E’ giusto che rimanga dov’è a perenne memoria di questi due anni di crisi economica dove il grande Moloch (la Borsa), ritenuto grande saggio, ha continuato ad esprimere “giudizi” catastrofici sulla nostra salute mentre speculava al ribasso determinando l’aggravamento della nostra salute.
Entro la fine di settembre il Comune di Milano dovrà decidere sulla definitiva destinazione dell’opera. Lo scultore che l’ha realizzata, Cattelan, ha già detto che se viene spostata da Piazza Affari ad altro luogo ne rivendica la sua proprietà e la donerà ad altra città. Ai finanzieri la scultura non piace, ricorda troppo quello che normalmente accade.
L’assessore Boeri ha lanciato una consultazione su facebook
http://it-it.facebook.com/notes/stefano-boeri-per-milano/il-grande-dito-di-piazza-affari-cosa-fare/247869191920784
e un appuntamento per il 21 settembre alle ore 18 in Piazza Affari con i cittadini milanesi.
E’ urgente partecipare e fare arrivare qualche nota su facebook.Inserisco qui una bella foto di Alberto – ecco il link –http://albertocane.blogspot.com/2010/09/il-dito-medio-di-cattelan.html
Nella foto, in particolare, il dito pare toccare il cielo.

16/09/11 francesco zaffuto

giovedì 15 settembre 2011

Manovra approvata



una desolata cava - le parole oggi sembrano superflue, è bastato il voto di fiducia


(immagine fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast-digiart.blogspot.com/ )

martedì 13 settembre 2011

Un rebus difficile ?


Il tentativo di capirci qualcosa dei quesiti referendari sulla legge elettorale non è facile, le iniziative sono due e improntate a modificazioni differenti:
l’iniziativa 1 referendaria di Passigli e Sartori
l’iniziativa 2 referendaria di Parisi e Morone
In sintesi tutte e due vogliono ripristinare il voto di preferenza; ma con l’iniziativa 1 si ha una svolta verso il ritorno al proporzionale, mentre con l’iniziativa 2 verso il ritorno all’uninominale.
Francamente quello che viene fuori da questi due iniziative referendarie non mi piace; sono tentato di andarli a firmare entrambi, ma solo perché si è capito che questo Parlamento non vuole fare alcuna riforma della legge elettorale attuale e la spinta referendaria diventa necessaria.
La legge elettorale dovrebbe essere la legge più importante per l’impalcatura dello Stato invece è diventata la legge sul “mi tiro i conti su cosa mi conviene”.
La democrazia deve garantire la rappresentatività delle maggioranze e delle minoranze, la governabilità, e l’alternanza. E’ una alchimia difficile ma necessaria, e non vanno lasciate fuori dal Parlamento minoranze portatrici di idee e spesso di rinnovamento.
Se un quantitativo di appena 50 mila voti spesso determina su base territoriale l’elezione di un deputato, non si può accettare che 500 mila voti dati a un partito su base nazionale non bastano per una rappresentanza in Parlamento. La logica dei cosiddetti sbarramenti per determinare la governabilità nei fatti non ha determinato un bel niente, le divisioni restano e anzi si sono trasferite negli stessi gruppi maggioritari.
I collegi uninominali, dove viene eletto il candidato preferito e più rappresentativo su base territoriale, possono assolvere al criterio della rappresentatività delle maggioranze così come sono distribuite a livello territoriale. Accanto deve essere previsto un numero di deputati da eleggere su base di un collegio unico nazionale, in modo che possano avere una rappresentanza in Parlamento anche partiti minoritari.
300 deputati eletti penso proprio che possano bastare.
Una sola Camera per tutti e 300 e con uno stipendio che non superi 3 volte quello di un operaio.
200 parlamentari da eleggere con l’uninominale territoriale e 100 con il collegio unico nazionale. La maggioranza sarebbe garantita due volte dai risultati territoriali dell’uninominale e da quelli ottenuti dal collegio unico. Se non trovano l’accordo per governare, subito a casa (senza prebende e pensioni) e nuove elezioni , tanto, pagando solo trecento e a un prezzo inferiore, veniamo ad avere i soldi necessari per convocare tutte le elezioni necessarie. Troppo semplice!?
14/09/11 francesco zaffuto
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qualche notizia sulla quasi scomparsa iniziativa referendaria di Passigli
04/09/11
lettera di Passigli su facebook
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(immagine “bipolarismo” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
lo stesso viso illuminato da un lato da una luce intensa bianca e dall’altro da una luce rossa, il volto pare quello di una donna un po’ angosciata dagli effetti bipolari.

domenica 11 settembre 2011

Febbre e coscienza del Grande Moloch


Dopo una ripresa (di mercoledì 7) che è stata attribuita alla approvazione della “manovra” in Senato, un nuovo venerdì nero attribuito alle dimissioni del consigliere tedesco Stark dalla Bce (eppure si è apprestato adire che andava via per motivi personali). Ogni scusa è buona per far salire la febbre e far ripartire un’ondata di speculazione al ribasso in Borsa.
Riporto un disegno che cerca di sintetizzare, in modo molto abbozzato, più di due anni di febbre del Grande Moloch (quella grande divinità a cui tutti i governi dicono di guardare e di attendere il suo giudizio, divinità che dovrebbe avere una strana coscienza e saggezza).
La crisi economica comincia nel 2008 e subito si sentono le ripercussioni alla salute del grande Moloch. Qui per esigenze grafiche ho posto a 0 la situazione della Borsa al Gennaio 2009.
Dal gennaio 2009 al marzo 2009 c’è una continua discesa del mercato borsistico e nel marzo del 2009 si registrano i dati più gravi della caduta .
C’è incertezza sulle misure che prenderanno i governi, panico generale, crisi di nervi; eppure dal marzo 2009 all’ottobre 2009 c’è una certa ripresa del mercato borsistico, nei mesi di ottobre e novembre 2009 non si è certo recuperato tutto ma le quotazioni sono abbastanza sostenute.
La fase successiva alla crisi è quella dei governi che prendono misure a sostegno dell’economia in USA e in Europa, sono stati scongiurati i fallimenti iniziali, i governanti si premurano con assicurazioni rassicuranti, prendono misure di sostegno nei confronti del debito. Eppure dal gennaio 2010 a oggi assistiamo a un procedere a dente di sega ma tutto in flessione. La meccanica si ripete con costanza: una ondata speculativa al ribasso, poi un recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione; poi una nuova ondata speculativa al ribasso, un nuovo recupero per acquisti ma non tale da riportare alla precedente posizione, e così via fino ad oggi.
Ogni volta che si innesta l’ondata speculativa al ribasso, c’è da presumere che gli speculatori riescano a trascinare nelle vendite diversi malcapitati impauriti che non ritornano più agli acquisti, e gli acquisti sono fatti solo da chi si era rivolto alle vendite con l’intento di riacquistare a buon prezzo; mentre gli scottati non ritornano più.
La divinità BORSA non ha nessuna coscienza e saggezza, e nelle sue febbri è dominata da chi scommette e da due anni si scommette sullo sfacelo
I popoli e i governi non debbono dipendere dal Moloch, né dalla sua febbre e né dalla sua strana coscienza, debbono governare il Moloch.
11/09/11 francesco zaffuto

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IL GRANDE MOLOCH
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sabato 10 settembre 2011

Province e Riprovince




Considerato che tempo fa con il post LE PROVINCE DELL’IMPERO auspicavo la fine delle province, sentire che il Governo ha approvato un disegno di legge che le vuole eliminare potrebbe essere motivo di soddisfazione; ma leggendo si scopre che si eliminano le province e nello stesso tempo si inventano delle nuove province che potranno nascere sulla base di dispositivi regionali, una strana specie di RIPROVINCE
Certo può essere comprensibile che le regioni possano nella loro autonomia organizzare distretti periferici della struttura regionale a seconda delle necessità istituzionali, ma nel disegno di legge del Governo si prevedono province regionali che possano essere dotate di «organi, funzioni e legislazione elettorale». Se si parla di nuovi organi con funzioni e legislazione elettorale possiamo trovarci di nuovo gli stessi costi, anzi si possono ipotizzare dei costi maggiori a seconda delle inventive regionali. In pratica quello che esce dalla porta è pronto a rientrare dalla finestra.
Se il 5 luglio alla Camera dei deputati anche il PD avesse votato la proposta di legge dell'Idv sulla soppressione delle provincie, oggi ci sarebbe stato almeno un vantaggio nei tempi e un progetto dell’opposizione, ma il PD pare volere restare sensibile a mantenere i diversi aspetti delle realtà provinciali.
Pare che siamo destinati a restare miserabili e addobbati con il più costoso vestito della politica.
09/09/11 francesco zaffuto
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Un link sulla notizia
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-09-09/meta-organi-governo-meta-091652.shtml?uuid=AagB9p2D
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(immagine “la mano che ride” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
su un palmo di mano ben disteso una bocca se la ride allegramente

giovedì 8 settembre 2011

L’11 settembre Cassandra e le Torri

L’11 settembre Cassandra e le Torri

L’immagine delle torri squarciate ha perseguitato un po’ tutti in questi anni. Un po’ per liberarmi da quella immagine e un po’ per guardarne il lato nascosto, dopo diversi tentativi, nel 2004 ho dipinto questa tela (olio cm. 60x40). Il colore del fondo è un blu notte, le due torri sono come due lastre ghiacciate e gli aerei somigliano a strani e indefiniti uccelli. Ma forse sono i quattro volti di Cassandra che necessitano una qualche motivazione: il primo volto è indefinito solo delle labbra chiuse (chi predice è parte del tutto, può dire o tacere, difficilmente sarà creduto); il secondo volto che guarda in alto è in grado di vedere; il terzo si deforma nel dolore ed è in grado di vedere anche la propria morte; il quarto volto è come sereno perché anche Cassandra che ha visto la sua morte muore, e la morte può essere più serena rispetto alla predizione della morte stessa.
Il catastrofismo ha spesso pervaso la letteratura e il cinema americano, le “cassandre” erano tante, ma nessuna vera Cassandra era riuscita a prevedere quella tragedia e l’11 settembre colse di sorpresa l’America che pensava di dominare lo stesso catastrofismo ; si arrivò a dire che da allora tutto doveva cambiare. Oggi, dopo 10 anni, di cose ne sono cambiate: negli USA sono arrivate altre gravi catastrofi naturali, la politica di Bush è lontana, perfino la stessa politica di Obama è lontana dallo stesso Obama, e in Medio Oriente si sono aperti nuovi scenari. Quello che resta di quella tragedia è un vago disagio e un senso di vuoto che pervade il mondo; disagio e senso di vuoto che per essere colmati necessitano di una entità più grande di una nazione o di un popolo, necessitano dell’umanità.

08/09/11 francesco zaffuto


E MAI DIMENTICARE l' 11 settembre 1973


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mercoledì 7 settembre 2011

arrIVA



ArrIVA dal 20 al 21%. Che dire? Nel post dell’1 settembre Gira e rigiIVA prevedevo questa conclusione, non per capacità di prevedere il futuro ma solo per aver per un attimo ragionato con la stessa testa dei nostri governanti: “spremere gli stessi limoni”. Oggi propongo lo stesso post a chi gli era sfuggito.
Oggi siamo anche il giorno dopo lo sciopero del 6, e quando arriva il giorno dopo si parla inevitabilmente di percentuali di adesione: per la CGIL si tratta di una percentuale del 58% su base nazionale, per i giornali padronali percentuali più limitate. Si è trattata di una giornata di lotta con elevate adesioni, ma la scadenza e la particolare gravità dei fatti meritava la parola TUTTI.
07/08/11 francesco zaffuto

Immagine di una trottola dal link
http://www.dudadida.com/contents/media/53049_trottola%20piccola_giochi_cause.jpg

lunedì 5 settembre 2011

6 settembre, al diavolo sciopero anch’io



Dialogo
Pinco - Il 6 settembre, al diavolo sciopero anch’io
Panco – Ma come fai? Sei pensionato, non hai un lavoro e te ne stai da bravo zuzzurellone appresso al tuo blog per buona parte della giornata.
Pinco – Attacco un cartello sul mio blog e dico che sono in sciopero.
Panco – Ma è un po’ come te scioperare contro te stesso, sei tu il tuo datore di lavoro tra l’altro non pagato.
Pinco – Sì domani voglio scioperare anche contro me stesso. VOGLIO UN GIORNO DI RIFLESSIONE IN PIU’ e VOGLIO DIRE CHE QUESTA MANOVRA MI HA FATTO GIRARE LA TESTA E LE PALLE.

05/06/11 (Pinco – francesco zaffuto )

Ecco l’ultima notizia sulla manovra che in particolare mi ha fatto girare le palle
- una maggioranza in azienda può determinare accordi che prevedono il licenziamento anche senza giusta causa, annullando lo Statuto dei lavoratori -


sabato 3 settembre 2011

Un’altra botta e …



… se vogliono, possono comprare tutto per pochi spiccioli.

Un’altra caduta in Borsa venerdì 03/09, e giunge quasi ingiustificata dopo le operazioni di sostegno della Banca europea. Gli analisti danno la colpa ai dati di disoccupazione in USA, ma cadono anche le Borse europee e la Borsa di Milano perde il -3,9%.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-03/venerdi-nero-milano-081609.shtml?uuid=AagBwB1D
Il comportamento degli investitori appare inspiegabile, sembrano giocare a rovinare se stessi. Ormai banche è società industriali sono quotate a molto meno del solo loro valore delle loro immobilizzazioni; e trattasi di un fenomeno con caratteristiche mondiali.
http://www.finanzaonline.com/forum/econometria-e-modelli-di-trading-operativo/1332985-banca-intesa-vale-borsa-meno-dei-suoi-quadri-de-chirico-boccia-balla-caravaggio.html
http://www.australiaitalia.it/news.asp?Action=Liv_2&Id=614
I piccoli investitori non possono avere alcun beneficio per quello che sta accadendo, gli stessi speculatori possono guadagnare solo sui ritagli delle variazioni al ribasso; vanno avanti tutti con gli occhi bendati rincorrendo la caduta. Chi può realmente guadagnare da questa colossale caduta che è andata avanti per due anni e che è stata rovinosa negli ultimi due mesi? Il gruppo dei grandi capitalisti che tengono in mano ricchezze spropositate (Soros, Murdoch, Bill Gates, … più una discreta lista che potete controllare con un po’ di pazienza su internet e potete metterci anche Berlusconi senza tema di errore) è in grado di comprare tutte le migliori Società industriali e Banche. Che questo possa essere stato un preordinato disegno, non lo penso proprio: troppa intelligenza e troppa capacità di prevedere il futuro, ma è lo stato dei fatti che si sta determinando. Lo faranno o non lo faranno? Non azzardo previsioni, ma sono in grado di farlo e se non lo fanno è solo perché è estremamente fastidioso poi dover controllare tutte quelle società; forse si limiteranno a limitati buoni affari. Intanto stati e statisti guardano al mercato e al giudizio del mercato per salvare le proprie economie come se il mercato di borsa potesse pensare e riflettere, come se fosse un grande saggio dalla lunga barba bianca. Gli Stati hanno la responsabilità pubblica di regolare e stimolare i mercati, altro che aspettare il giudizio di un Moloch schizoide.
03/09/11 francesco zaffuto

Post di questo blog sull’argomento
IL GRANDE MOLOCH
BISCAZZIERI DI TUTTO IL MONDO UNITI

immagine – “ultimo equilibrio” china © francesco zaffuto
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
un uomo, che sembra un ragno, tenta di arrampicarsi su un grafico statistico, il suo volto continua a deformarsi.

venerdì 2 settembre 2011

La galera? A chi?



La nuova trovata della “manovra” finanziaria è quella della minaccia della galera agli evasori. Se si pensa che nonostante la prevista galera continuano ad essere esercitati: malversazione, corruzione, abuso d’ufficio, corruzione di giudici e pubblici ufficiali ecc. … la minaccia della galera agli evasori può servire a ben poco. Se si pensa poi che la stessa classe politica che minaccia la galera agli evasori ha, in un passato non tanto lontano, depenalizzato il falso in bilancio, eliminato le multe sugli scontrini fiscali che erano un piccolo quotidiano deterrente, e tenta oggi di varare nuovi dispositivi per aumentare i benefici della prescrizione per gravi reati; allora pare di vivere una commedia dell’assurdo.
Ancora una volta siamo di fronte alla favola americana, quella che ci racconta la solita manfrina su Al Capone che negli USA venne messo in galera per problemi con il fisco; non abbiamo bisogno per niente di imitare l’America, la crisi viene da lì e i responsabili della crisi sono stati addirittura salvati e beneficiati.
La galera agli evasori, ammesso che qualcuno dei grandi evasori venga colpito, ci regalerà lo spettacolo del piagnisteo e un qualche migliaio di articoli sui quotidiani.
Gli evasori vanno colpiti facendoli PAGARE ECONOMICAMENTE NEI FATTI. Alle grandi pene minacciate sono da preferire le piccole pene immediate e veramente eseguite.
02/09/11 francesco zaffuto

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Immagine – sbarre di una prigione

giovedì 1 settembre 2011

Gira e rigiIVA



La “manovra” ancora non va in porto. Dopo lo scivolone sulle pensioni (il Governo ha dovuto fare marcia indietro sulla sterilizzazione del riscatto laurea e servizio militare ai fini del calcolo dell’anzianità pensionabile) e dopo un conteggio più attento, pare che manchino ancora tra 5 e i 7 miliardi di euro dai conti della manovra. L’operazione di aumento dell’IVA, che fino ad oggi si diceva scongiurata, ricomincia a fare capolino; l’aumento di un punto di tutte le aliquote diventa il provvidenziale strumento dell’operazione “ndo' cojo, cojo” il modo più facile di raggranellare da tutti.
Delle tre tipologie di imposte: sui consumi, sul reddito e sul patrimonio; quella sui consumi è nei fatti la più iniqua. Mentre le imposte sui redditi e sul patrimonio possono essere graduate sulla ricchezza ed essere proporzionali e progressive, l’imposta sui consumi e solo proporzionale e non tiene conto della ricchezza, si paga sulla birra, sui calzini, sulle matite che compri ai ragazzini …. . La favoletta che i ricchi spendendo di più pagano di più non regge ad una analisi più attenta: i consumi sono nella maggior parte dei casi correlati alle necessità e la stragrande maggioranza dei cittadini saranno colpiti perché non potranno ridurre i consumi tutti gravati dall’imposta, e se li ridurranno questo sarà fatto con grave sacrificio. Il ricco “sfondato” non avrà problemi perché a fronte di un'imposta progressiva preferirà sempre quella proporzionale sui consumi, specie se viene gravato con la stessa aliquota generalizzata (qualche limitato effetto negativo potrebbe averlo solo con una aliquota maggiorata sui beni di lusso); il ricco “meno sfondato” potrà limitare qualche consumo superfluo e già diminuire l’effetto della stessa imposizione fiscale, il suo sacrificio non sarà certo rivolto ai beni essenziali. L’aumento dell’IVA nei fatti graverà soprattutto sui ceti poveri, medio poveri, e sui ceti medi, in pratica su tutte quelle fasce di cittadini che hanno consumi difficilmente restringibili e soprattutto sulle famiglie con più figli. Possiamo dire senza ombra di dubbio che trattasi dell’imposta più ingiusta ma anche la più facile per cojere quattrini: “te becco mentre compri la merendina”.
Inoltre l’IVA, per un discorso economico più in generale, provoca l’aumento dei prezzi, può limitare complessivamente i consumi, incidere negativamente sulla domanda di beni; e di conseguenza sull’invenduto dei beni e sulla produzione aumentando tutti gli aspetti recessivi di questa crisi. La grande sensibilità berlusconiana che non ha voluto mettere le mani nelle tasche di chi guadagna più di 90 e 150 mila euro rivela il suo profondo significato.
01/09/11 francesco zaffuto
Immagine di una trottola dal link
http://www.dudadida.com/contents/media/53049_trottola%20piccola_giochi_cause.jpg