mercoledì 28 agosto 2013

La soluzione Letta per i precari della PA

Ecco una frase del Presidente Letta
«Si avvia un processo di parziale inserimento di precari  previa procedura altamente selettiva e cercheremo di far sì che nella fase di conversione e applicazione del decreto avvenga il censimento di tutte le situazioni di precariato nella Pubblica amministrazione». 
Non è facile comprendere i provvedimenti presi dal Governo in tema di precari della pubblica amministrazione, sarà sicuramente necessario leggere il decreto; ma dalla frase citata pare evidente che il Governo non ha in mano neanche i dati di quanti sono i precari della Pubblica Amministrazione, occorre fare ancora un censimento.
 Nei fatti si sono succeduti governi che per circa 15 anni non hanno bandito un concorso, che hanno lasciato ingrossare le fila del precariato anche in settori dove si producevano servizi di continuità (ad esempio la Sanità). Non c’era nessuna necessità di fare assunzioni provvisorie quando si dovevano affrontare servizi essenziali e continuativi. I concorsi non sono stati banditi perché faceva comodo pagare meno i precari e perché faceva comodo decidere sulle assunzioni senza regole ben definite e concorsuali.
 Per anni abbiamo sentito parlare dei necessari concorsi, ne parlò tanto l’allora  ministro della funzione Brunetta e non si approdò a nulla. Oggi, bontà loro, con il governo delle larghe intese,  si riparla di concorsi e di sistemazione dei precari, ci si ricorda che esiste un articolo della Costituzione che prevede l’istituzione di concorsi per l’assunzione nella pubblica amministrazione, peccato che occorre mandare a casa una parte di precari; e si trova la soluzione finale con un colpo al cerchio e uno alla botte ed ecco:
 «parziale inserimento di precari» della pubblica amministrazione «previa procedura altamente selettiva». Lo dice il presidente del consiglio Enrico Letta in conferenza stampa. «Riteniamo- aggiunge- che la Costituzione vada applicata». 
 Cerca di spiegare meglio le intenzioni del Governo Gianpiero D'Alia. "Prevediamo procedure selettive tra coloro i quali hanno contratti a termine di almeno tre anni, saranno selezionati i migliori,"
 Provando a decifrare ci si aspetta un doppio canale: un concorso riservato per i precari più stagionati e la riapertura di nuovi concorsi per la marea di disoccupati.
 Questa soluzione del 50% e 50% non è nuova, è stata praticata nel precariato della scuola diverse volte; ma nel caso della scuola almeno il precariato è stato fino ad ora regolato con graduatorie di attesa per le supplenze ed incarichi annuali, graduatorie alle quali si accede sulla base del punteggio di laurea;  per tutto il resto del precariato della pubblica amministrazione, invece,  c’è stata una selva di decisioni locali e spesso clientelari.   
Ora il governo Letta cerca di mettere una toppa e con una solenne promessa
"Con questo provvedimento diciamo mai più contratti a termine che non siano eccezionali o temporali, l'uso al ricorso del precariato nella Pa è diventata una scorciatoia. Il contratto tipico prevalente nella Pa sarà quello a tempo indeterminato" 
 Ma visto la vita provvisoria e traballante del Governo, la promessa pare valere  per i futuri governi.

27/08/13 francesco zaffuto

immagine - il simbolo dei saldi al 50%

3 commenti:

  1. Soprattutto, pare un provvedimento per ridurre il numero dei lavoratori nella pubblica amaministrazione, non nel cambiarne il tipo di inquadramento. Sui concorsi da bandire, non si dice nulla, ma Letta è stato molto preciso nel dire che non assumeranno più precari. Il risultato atteso è che diminuiscano i lavoratori, nè a tempo indeterminato, nè da adesso precari, disoccupati e basta: dovremmo gioirne?

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  2. Caro Francesco, se ne parla sempre di tutto e di più ma non si vede nessun risultato...
    Ciao e buona giornata.
    Tomaso

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  3. Un articolo appassionato e denso di competenza. Mi faccio - in un mio dialogo interiore - tanti scrupoli di coscienza, pensando ai precari. Le tue parole, soprattutto per la specificazione che hai dato per il mondo della scuola, mi offrono - sempre virtualmente! - un largo spiraglio di equa, possibile soluzione. Certo, non con questo governo.

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