sabato 24 maggio 2014

Silenzio elettorale per oggi niente insulti


Il silenzio elettorale di oggi è un proprio un riposo per le orecchie
e anche per il cervello che ha dovuto digerire e interpretare
una continua graticola di insulti.
Gli insulti non sono certo una novità per le campagne elettorali,
ma quest’ultima è riuscita a superare le precedenti.
Se si dice all’avversario che è un ebete è un insulto.
Se si dice all’avversario che è la stessa cosa di Hitler, pensate che non sia un insulto?
L’insulto è addirittura una tecnica, un po’ come dire: non pensate, ascoltate le vostre budella e votate.
L’effetto a volte può essere quello di allontanare dal voto, ma si vede che gli studi elettorali prevedono un buon risultato;  quello che conta è avvicinare gli arrabbiati e si presume che siano tanti.
Allora in questa giornata di silenzio
Pensate
Pensate
E poi fate quello che vi pare
Ma in tutta coscienza pensate


immagine dal chiostro del monastero di Santa Chiara a Napoli da http://engrammi.blogspot.it/2009/10/storia-del-silenzio-in-arte.html

5 commenti:

  1. Pensate, scrivi... e mica chiedi poco. ;)

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  2. Pensare è rivoluzionario...
    se ci fosse stato più pensiero, non saremmo arrivati qui così malconci.
    Mi unisco quindi, alla tua esortazione

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  3. Pensare richiede due cose, le informazioni e i metodi per elaborarle.
    Quindi le persone disinformate e quelle a cui non sono stati insegnati i metodi per elaborare le informazioni, non possono pensare, al massimo possono ripetere pensieri e comportamenti stereotipati.
    Se non fosse cosi non esisterebbero "movimenti", "partiti", "idelogie", "religioni" e tanti altri "fenomeni di massa", che appunto si fondano sul fatto di fornire alla "massa" degli stereotipi a cui uniformarsi.

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  4. Sì certo pensate ma poi bisogna agire, è questo il problema.
    Buonasera e scusa l'intrusione Francesco.

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  5. Eccomi, potevo mancare?
    Vedrò poi con calma sia la nuova veste grafica che i contenuti precedenti.
    Per questo post, ho avuto per un attimo il timore che l'ultima tua esortazione si concludesse con «Ma in tutta coscienza votate».
    Pensare fa (quasi) sempre bene, pare sia un dulcamara che aiuta a superare momenti difficili.
    Nel caso specifico di queste elezioni, e il «come» si presentano a chi vorrebbe intensamente pensare, onestamente il farlo mi porta all'irritazione.
    Pensare con coscienza, oggi più che mai, porterebbe lontano dal votare con coscienza: e temo che i voti, a chiunque saranno diretti, lo saranno per accontentare le proprie budella, che questa campagna elettorale (pubblicitaria per SB) ha messo in un subbuglio sospetto, quello che si realizza quando lo stimolo ad evacuare diventa impellente.
    Un caro saluto.

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