giovedì 5 giugno 2014

Da Milano a Venezia passando dal calcio e …


Da Milano a Venezia passando dal calcio e con il riassunto delle puntate precedenti.
 Expò, Mose, partite di calcio truccate, e se poi aggiungiamo tutti gli altri casi di corruzione che la memoria aveva riposto in qualche angolo del nostro cervello si può arrivare alla conclusione che questa è la normalità.
 Si possono chiedere più controlli, si possono chiedere pene più elevate, si possono costruire carceri e ancora carceri fino a circondare il paese, si può dare il potere ad una setta di puri. Ma in fin dei conti sono tutte strade percorse, molti fatti di corruzione si sono scoperti grazie ai controlli, non mancano pene e carceri e non mancano sette di puri che si sono avvicendate al potere e che poi hanno rivelato qualche macchia. Possiamo dire che è una caratteristica del nostro Paese, ma se guardiamo con attenzione il mondo è il Paese; barconi di disperati arrivano sulle nostre coste e arrivano da luoghi dove i predoni hanno fatto razzia.
??? Allora? occorre arrivare ad accettare la normalità, sentirla e patirla fino ad arrivare ad essere corrotti per disperazione come chi cerca un posto di lavoro per un figlio ed è disposto a chiedere al potente di turno???
Oppure occorre invertire la normalità?
 Non ci possono essere ricchi che possiedono imperi economici e tutti gli altri, che pur navigano nella povertà,  hanno come unica aspirazione quella di diventare ricchi.
 La ricchezza non può essere il mito della nostra esistenza, una società deve pur trovare un qualche limite alla ricchezza individuale senza deprimere lo spirito d’impresa e senza mortificare il riconoscimento per chi ha lavorato meglio e sfruttando tutte le sue qualità, ma un qualche limite ci deve pur essere.
 Non è facile trovare la strada del limite e spesso si possono fare errori che inceppano gli stessi meccanismi economici, sono necessari tentativi e successivi aggiustamenti;  è una strada faticosa ma è necessario percorrerla evitando gli errori e gli orrori del passato.
Immagine – le sculture romane dei fratelli Gracchi
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1 commento:

  1. Cavolate.

    Leggo ora su Repubblica che secondo i lettori le "parole chiave" per l'Italia sono:
    "ambiente", "giovani", "uguaglianza"

    La prima cosa che ho pensato è stata "ma quale testa di ---- può pensare che queste siano le parole chiave per l'Italia?" Un nanosecondo dopo mi sono reso conto che stiamo parlando di Repubblica, il quotidiano di semi-sinistra che fa tendenza, quello di Barbapapà.

    Quindi è ovvio perché le parole chiave non possono essere per esempio:
    "istruzione, lavoro, giustizia".

    Perché queste tre parole sarebbero funzione di "responsabilità", quindi bisognerebbe avere un sistema scolastico pensato per gli studenti e non per dare lavoro ai disoccupati, bisognerebbe supportare l'industria e l'agricoltura nazionali e questo andrebbe contro le vestigia del mito del lavoratore, bisognerebbe smettere di concepire la giustizia l'estensione della lotta di classe con altri mezzi. E poi bisognerebbe anche affrontare le questioni al contorno, come il fatto che l'Italia è sempre più divisa in classi, pubblico contro privato, nord contro sud, amici degli amici contro altra parrocchietta, eccetera.

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