domenica 4 ottobre 2009

Uno Scudo fiscale molto... ma molto allargato

04/10/09
Il gioco delle assenze di maggioranza e opposizione ha determinato un’approvazione risicata, e mostra una opposizione agguerrita a parole e illogica nei fatti

Cronaca delle sequenze


Il governo pone la fiducia sullo scudo fiscale: si tratta della 25/a fiducia in 17 mesiIl Presidente Fini preannuncia che si voterà entro le ore 15 di giovedì primo ottobre per evitare la decadenza del decreto che deve essere promulgato dal Capo dello Stato entro sabato 3 ottobre.Nella stessa seduta alla Camera ci sono diverse assenze nella compagine dell’opposizione e in quella governativa.
Alla Conferenza dei capigruppo dell’1 ottobre, il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha annunciato che la cosiddetta "ghigliottina", cioè il voto finale anche se il dibattito non fosse ancora concluso, si fa slittare alle ore 13 del 2 Ottobre, per permettere al decreto legge di essere approvato ed esaminato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano entro i termini di legge del 3 ottobre. La decisione di Fini sullo slittamento del voto al giorno 2 ottobre accoglie le richieste delle opposizioni che rivendicano la discussione sugli oltre duecento ordini del giorno presentati.

I capigruppo hanno tecnicamente il tempo di richiamare gli assenti ma il 2 ottobre si vota e si evidenziano questi dati:

270 voti a favore del decreto con lo scudo fiscale allargato al falso in bilancio
250 voti contro
solo 20 voti di scarto

L’ampia maggioranza di Berlusconi pare che sia in crisi sullo scudo fiscale, mancano all’appello della maggioranza:
31 deputati del PDL
4 deputati della Lega
2 astenuti: La Malfa e Guzzanti
Mancano anche 5 deputati del gruppo misto
A questa evidente mancanza di compattezza della maggioranza l’opposizione con dati di assenteismo inimmaginabili, anche perché poteva prendere dei provvedimenti tra l’1 e il 2 ottobre.
Orbene le assenze delle opposizioni sono
22 del PD
6 dell’UDC
1 Italia dei valori Per un totale di 29 + un errore tecnico del deputato Colombo

Dall’elenco pubblicato da Il Fatto Quotidiano 3/10/09 apprendiamo che gli assenti per l'opposizione erano addirittura 32: 24 PD: Argentin, Binetti, Bucchino, Capodicasa, Carra, Codurelli, D'Antoni, Esposito, Farina, Fioroni, Gaione, Ginefra, Giovanelli, Grassi, La Forgia, Lanzillotta, Madia, Mastromauro, Melandri, Misiani, Pistelli, Pompili, Porta, Portas. 7 UDC: Bosi, Ciccanti, Drago, Libè, Pisacane, Ruggeri, Volontè. 1 IDV: Misiti .
Bene, ci sarà stato anche qualche ammalato grave giustificabile, ma 32 ammalati grave di una opposizione che si mostrava agguerrita sono troppi.
Pare che l’opposizione non abbia voluto vincere questa partita sullo scudo fiscale, in un momento in cui la maggioranza mostrava difficoltà e dissapori. PERCHé?C’è forse una sottile condivisione delle misure del decreto o c’è una mano data in qualche modo al governo Berlusconi che ha mostrato difficoltà di tenuta?Passiamo ora all’atto di promulgazione di Napolitano. Il Capo dello Stato che ha la facoltà di rinviare alle Camere il decreto non lo fa; non intende usare questa sua prerogativa sullo scudo fiscale; non l’ha fatto con il Lodo Alfano e non l’ha fatto con la legge sugli stranieri. Considerato che il rinvio alle Camere è una prerogativa del Presidente della Repubblica, il non ricorrere a questa prerogativa nei fatti manifesta un sostanziale riconoscimento delle norme approvate.
di seguito i precedenti Post sui contenuti dello scudo fiscale
Post del 23 settebre 09 allargamento in Senato dello scudo fiscal al falso in bilancio
Oggi il provvedimento sullo scudo fiscale è stato approvato con un emendamento che allarga la possibilità di avvalersene anche a chi ha commesso dei reati, compreso il falso in bilancio. L’emendamento approvato solleva inoltre gli intermediari incaricati del rimpatrio dei fondi all’estero (banche) dall’obbligo di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio.
Tremonti sostiene che la misura darà effetti e benefici per le entrate fiscali e che non si discosta molto da provvedimenti di sanatoria passati; non ha voluto però avanzare delle previsioni sull’entità della cifra che potrebbe incassare lo Stato.
Nei fatti questo allargamento, condiviso dallo stesso Governo ed approvato in Senato, oltre al beneficio notevole sul piano fiscale introduce un beneficio sul piano penale e tende ad abbassare la stessa vigilanza in materia di riciclaggio. Pare volersi sancire il vecchio detto dell’Imperatore Vespasiano “pecunia non olet (il denaro non puzza)”; ma l’antico imperatore romano si riferiva al denaro incassato con le monetine dei cessi pubblici, questo denaro invece continua a puzzare di evasione fiscale e di reato.

segue il post che era stato inserito in questo blog in data il 18/07/09

Non “condono” bensì “scudo”. Con la parola “condono” si poteva pensare a qualcosa di già fatto, con la parola “scudo” pare essere di fronte a una novità.
Ma la parola “scudo” è ancora più evidente nel significato: “ti potrai mettere al riparo dai colpi del fisco nemico”.
La parola “scudo” si riferisce al riparo che avranno i latitanti fiscali: pagando l’imposta super ridotta si metteranno al riparo dagli accertamenti fiscali sull'omessa dichiarazione e sulla dichiarazione infedele. Potranno decidere di avvalersi di questo scudo fino al 15 aprile 2010 (potranno pensarci con calma e se i loro capitali li vogliono spostare in altre parti del mondo valuteranno le diverse convenienze).
Sarà del 5% l’imposta secca, (che si paga una volta e poi basta) per potere rimpatriare i capitali occultati all’estero nei cosiddetti paradisi fiscali.
In un primo momento pare si volesse con lo scudo porre riparo anche a reati più gravi, alla fine il Governo pare abbia scelto di limitarlo agli aspetti fiscali.
In pratica chi è sfuggito ad imposte del 30 o 40% ora potrà beneficiare per far ritornare i capitali di una imposta del 5%. Chi invece normalmente ha pagato le imposte del 30 e 40% potrà beneficiare del titolo di = Scemo.
Teoricamente i capitali occultati all’estero potrebbero venire rimpatriati, lo Stato avrebbe il beneficio di questo 5%, i patrimoni rientrerebbero nelle imprese con un flusso benefico per l’economia, i patrimoni entrando nei bilanci potrebbero generare nuove entrate fiscali per lo Stato. Questo ovviamente teoricamente; infatti, il gettito , vista la sua «assoluta imprevedibilità», come si rileva nella relazione che accompagna l'emendamento, è fissato a un euro. Tuttavia il Governo si aspetta un gettito intorno ai 3-3,5 miliardi.
Il ministro Tremonti ha ricordato che lo scudo fiscale, prima di diventare legge, dovrà avere il via libera dall'Europa. Vedremo cosa diranno gli altri, e se sono della stessa pasta del nostro Governo.
Tremonti ha detto che «il vero beneficio di questo provvedimento è chiudere la caverna di Ali Babà, perché è inutile fare finta di contrastare l'evasione fiscale, quando si lasciano aperti i paradisi fiscali». Ma questa misura dello “scudo” non è coniugata con la fine ai paradisi fiscali ed è ancora lontano un accordo sulla trasparenza bancaria a livello mondiale. Mentre l’essere umano che si sposta viene sottoposto a passaporto, visti, impronte digitali, per i capitali le porte sono sempre aperte e ci sono sempre paesi disposti ad ospitarli con tutti gli strumenti della segretezza.
francesco zaffuto
(immagine “mha!....boh!” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

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