venerdì 21 luglio 2017

INPS e BOERI CONTENTI ? Ma per gli immigrati ...

INPS e BOERI CONTENTI ? Ma si tratta di un furto
“Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi in contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi per le casse dell’Inps”
Egregio Dott. Boeri
Questa iniquità non solo riguarda i migranti ma anche tutti quegli italiani che non raggiungono i 15  anni di versamenti contributivi per accedere alla pensione di vecchiaia INPS. Tutto quello che hanno versato viene considerato inutile e incamerato dall’ente previdenziale.
Un giusto sistema previdenziale contributivo dovrebbe liquidare per quanto è stato versato agli italiani ed anche agli stranieri. I contributi per la pensione non sono IMPOSTE O TASSE;  sono CONTRIBUTI ed è ASSOLUTAMENTE INGIUSTO CHE VENGANO DA UNA PARTE RESI OBBLIGATORI E DALL’ALTRA PARTE INCAMERATI e NULLIFICATI SENZA ALCUNA PRESTAZIONE.
I lavoratori bianchi o neri o gialli vanno trattati con pari dignità; si evidenzia in questo frangente che anche  i lavoratori italiani non sono trattati con pari dignità e si discriminano quelli che (per particolare disagio occupazionale) non sono riusciti a mettere da parte contributi per 15 anni.

Due link: sulla dichiarazione di Boeri e sui requisiti per la pensione Minima agli italiani

lunedì 3 luglio 2017

SOLDI IMBOSCATI E RUBATI - articolo di Elio Veltri

Su invito di Angelo Gaccione, inserisco in questo blog l’articolo di Elio Veltri sui paradisi fiscali (fr.z.)
Già inserito su "Odissea" al link
http://libertariam.blogspot.it/2017/07/soldi-imboscati-erubati-di-elio-veltri.html
Questo scritto documentatissimo e inquietante di Elio Veltri, dà il quadro esatto di come il dibattito pubblico macina vento. Questioni capitali come quelle sollevate da Veltri non trovano udienza nei luoghi deputati per eccellenza: Parlamento, partiti, movimenti, ambiti politici e istituzionali, ma sembrano altresì scomparse, dal dibattito intellettuale e culturale del Paese. Come stupirsi, dunque, se come ha documentato su queste stesse pagine Franco Astengo, analizzando la disaffezione elettorale, una minoranza sempre più sparuta decide di recarsi alle urne? Non ci si fida più perché il Palazzo ha scelto deliberatamente di occuparsi del vuoto, in una indegna campagna di "distrazione di massa". Il Paese nel suo insieme deve tuttavia sapere, che o si prenderà coscienza di quanto Veltri segnala da anni, o la democrazia stessa (quel che ne resta), potrebbe presto trasformarsi in cadavere.  

SOLDI IMBOSCATI E RUBATI
di Elio Veltri

Cesare Beccaria, nel suo capolavoro “Dei delitti e delle pene”, che ha influenzato  la cultura giuridica e civile dell'Europa  più di qualsiasi altro libro, scrive:  “l'unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione”.
Nei Panama Papers è comparsa la terza lista di italiani con società nei paradisi fiscali: dopo la lista Falciani e quella della banca  svizzera Credit Suisse, sede di Milano, è la volta dello studio legale Ramon Fonseca e Jurgen Mossak di Panama. Complessivamente, per quanto è emerso dalle inchieste dell'International Consortium of Investigative Journalists di cui fa parte L'Espresso, unico giornale italiano, si tratta di oltre 25 mila italiani che hanno imboscato circa 30 miliardi di Euro nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. Una mega finanziaria. E poi dicono che non ci sono soldi! La ricchezza individuale nascosta nei paradisi fiscali viene stimata 7600 miliardi di dollari. Più del PIL di Germania e Regno Unito messi insieme e quattro volte il PIL italiano. Soldi sottratti al fisco, necessari  per gli investimenti a sostegno dello sviluppo, contenere il debito pubblico, garantire i servizi essenziali che di fatto si stanno privatizzando senza dirlo (quando per eseguire una mammografia o una colonscopia occorre aspettare un anno, la gente o rinuncia e non si cura o fa qualsiasi sacrificio e va dal privato che esegue gli esami in tempi brevi e magari lavora anche nell'ospedale pubblico dove le liste di attesa sono lunghissime). I magistrati penali si attivano e dopo 10-15 anni qualcuno dei pirati esportatori di capitali viene condannato. Ma i soldi non si trovano più perché basta un colpo di mous per spostarli in altri 10 paradisi fiscali. 
Inoltre è dimostrato che alcuni tecnici ben pagati e al di sopra di ogni sospetto, sono capaci di “lavare” il denaro sporco 4 volte in una giornata. La soluzione del problema è politica e amministrativa: l'Europa dovrebbe varare norme che prevedano la chiusura dei paradisi fiscali che si trovano e operano nei paesi europei ed embarghi finanziari per quelli degli altri continenti, accompagnati dall'annullamento dei rapporti e dalla chiusura di società, sedi ecc. che operano sul suolo europeo. L'Italia che per quantità di evasione, esportazione di capitali, corruzione, riciclaggio, economia criminale e sommersa è prima in classifica, dovrebbe presentare una proposta scritta alla Commissione Europea pretendendo che venga discussa, chiedere  il pronunciamento del Parlamento Europeo e la promozione di un Referendum o una Consultazione popolare Europea. Con una iniziativa di tale spessore sono assicurati il consenso dei popoli degli altri paesi e l'attenzione dei rispettivi governi. Nel frattempo in Europa e in Italia i soldi nascosti nei paradisi dovrebbero essere confiscati per consentire agli Stati di incassare le tasse e comminare  sanzioni pesanti accompagnate da sanzioni morali e civili. 
Per fare quanto propongo sarebbe necessario che chi ha potere di decidere si renda conto di quanto succede e lo consideri gravissimo, spregevole e criminale. Ma siccome Governo, Parlamento, Regioni, Comuni non ne parlano, devo concludere che non si sono accorti di nulla perché troppo presi dal teatrino della politica. Per esempio nessun capo del governo in questa legislatura ha pronunciato le parole CorruzioneEvasioneEsportazione di capitaliRiciclaggio,Economia mafiosa, assumendo l'impegno di farne una priorità assoluta e di rendere conto al paese ogni 6 mesi.
La  novità qualche anno fa era venuta dalla Troika: Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e OCSE che aveva deciso di approvare una “piattaforma fiscale comune” per recuperare i soldi imboscati e rubati. Purtroppo gli anni passano e nulla si muove. In Italia poi dichiarazioni che in altri paesi solleverebbero problemi nell'opinione pubblica e nei governi, passano inosservate. Ricordo che nel dicembre del 2009 il Procuratore della Repubblica Vito Zingani alla Gazzetta di Modena aveva dichiarato: Anche a Modena i soldi sporchi alimentano l'economia locale, quella onesta. Se per magia avessi il potere di sradicare il crimine dalla città, mi caccereste perché l'avrei rovinata”. Le parole pronunciate da un magistrato serio e preparato erano pietre. Ma nessuno ha replicato o si è scandalizzato. In tempi recenti Antonio Costa, ex responsabile ONU per la criminalità organizzata, intervistato da Report ha affermato che tra il 2007-2008 banche italiane e non solo, in crisi di liquidità, avevano preso soldi dalle mafie. Il meno che si potesse fare era di convocarlo in Parlamento, segretare l'incontro, farsi dire il nome delle banche e mandare a casa i banchieri responsabili. Nessuno si è meravigliato e le affermazioni sono state ignorate. 
Negli anni il nostro paese ha consolidato insieme alla Grecia il primato della incidenza dell'economia sommersa e criminale. Per cui,  una parte consistente della ricchezza del paese è sconosciuta all'erario, non paga le tasse, si alimenta di  corruzione e riciclaggio, viene esportata illecitamente. E viene alla luce solo quando la magistratura scopre reati connessi, dal momento che partiti, istituzioni e sindacati, anche padronali, non si accorgono di nulla. O se ne disinteressano. Vale la pena fornire qualche dato sull'incremento del fenomeno di anno in anno.
Economia sommersa: il Fondo Monetario Internazionale per gli anni 1999-2001 ha analizzato il sommerso in 84 paesi. Tra i paesi dell'OCSE l'Italia occupava il secondo posto con una incidenza del 27% del PIL, dopo la Grecia, a fronte di una media europea del 10-15%. Dopo alcuni anni, nel 2007, L'Eurispes dava valori più elevati pari a 549 miliardi di Euro su un Pil di 1500 miliardi circa. I dati ISTAT erano più contenuti. 
Nel 2010 Sergio Rizzo citava una stima di Kris Network of Business Ethics che valutava l'evasione fiscale italiana circa 300 miliardi di euro di cui una quarantina ascrivibili alla criminalità organizzata, compatibili con le gigantesche proporzioni dell'economia sommersa del nostro paese. Nel 2004, per evitare di scrivere castronerie in un libro, avevo inviato una lettera a Paolo Sylos Labini chiedendo se con una montagna di economia sommersa e criminale, un qualsiasi progetto di sviluppo, pur sostenuto da una concreta volontà politica, a suo parere potesse decollare. Questa la sua risposta: “Caro Elio, conoscevo già i problemi cui accenni nella lettera, ma vederne l'elenco sintetico mi ha molto impressionato. Alcune delle stime non sono e non possono essere precise, ma considerate le fonti, credo che gli ordini di grandezza siano quelli. Ce n'è abbastanza per essere angosciati”.
Convinti che nessun governo sarebbe mai stato in grado di tirare fuori il paese dalla crisi senza ridurre la quota di economia sommersa e criminale, l'evasione fiscale, la quantità di denaro sporco riciclato, equivalente al 10% del PIL, contrastare la corruzione diffusa valutata 100 miliardi all'anno, un gruppo di persone di buona volontà, alcuni dei quali competenti come Giorgio Ruffolo e Franco Archibugi, insieme ad Alessandro Masneri, Luigi Zanda e chi scrive, dopo avere lavorato sodo e messo nero su bianco, nel 2011 cercò di aprire un dibattito sull'argomento, abbaiando alla luna. Con la crisi è aumentata l'evasione e, soprattutto, l'esportazione di capitali. Secondo uno studio del nucleo valutario della guardia di finanza del ministero dell'economia, il 29% del totale dell'evasione è costituita da soldi portati illegalmente all'estero nei paradisi fiscali. 
La cifra mi sembrava enorme e ho pensato a un errore di scrittura. Ma mi è stata confermata con l'invio della  ricerca. Non so se anche noi dobbiamo comportarci come l'Her Majesty Revenue, il fisco inglese, che ha pubblicato le foto di 20 evasori lanciando un appello ai cittadini di segnalarli se li avessero visti. 
Quanto all'economia criminale, nel 2014  Bankitalia ed Eurispes la stimavano   200 miliardi di Pil. Per cui la mafie italiane si confermano prima azienda del paese, globalizzata e fiorente, tanto che i suoi beni (soldi, azioni e altri titoli, immobili e mobili) venivano stimati 1000 miliardi di euro, appena scalfiti dai sequestri e dalle confische. Nel 2009 Piero Grasso in una relazione depositata alla Commissione Antimafia affermava che le confische corrispondevano al 5% del totale, che le cosche dispongono di personale umano inesauribile e che i canali di rifornimento di droga non vengono individuati e quelli di riciclaggio non vengono neutralizzati. A conferma, nel 2014 la commissione antimafia presieduta dall'onorevole Bindi ha fatto un lavoro di verifica di tutta la legislazione antimafia, mettendo in evidenza la pochezza delle confische dei beni e l'assoluta inadeguatezza dell'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione degli stessi. A conclusione del lavoro la Presidente ha inviato una dettagliata relazione al Parlamento. Non mi risulta che siano state convocate le Camere per discutere seriamente il problema, trovare le soluzioni con l'obiettivo di confiscare almeno la metà dei beni, venderli e destinare il ricavato alla diminuzione del debito pubblico. C'è di peggio: il codice antimafia che detta le regole per sequestri e confische, dopo l'approvazione della Camera, è fermo al Senato da due anni circa. Il che significa che non è considerato un provvedimento urgente e prioritario. Eppure, la lotta alle mafie si fa mettendole in mutande perché inquinano le istituzioni e parte consistente dell'economia legale, mettono a rischio la concorrenza e scoraggiano gli imprenditori degli altri paesi ad investire in Italia.
Molto interessante (ma quanti leggono?) Il Supplemento Statistico di Bankitalia
(Dicembre 2012) sulla ricchezza delle famiglie italiane. La Banca Centrale scrive:
”Alla fine del 2011 la ricchezza netta (reale come case, terreni, ecc. e finanziaria come titoli e depositi bancari, meno i debiti, i più bassi d'Europa) delle famiglie italiane era pari a circa 8619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e 350 mila euro in media per famiglia. La componente finanziaria dell'intera ricchezza superava i 3500 miliardi di euro ed era la terza al mondo, superiore a quella di Francia e Germania. Quanti, di questi 3500 miliardi, sono poco puliti, imboscati nei paradisi fiscali ed evadono il fisco? Quindi, un paese ricco, anzi ricchissimo, ma diversamente ricco perché la metà più povera della famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva.
Nel mese di Luglio del 2014 il Governo Italiano alla Camera ha risposto a due Question Time ed ha comunicato che negli anni 2000-2012 lo Stato ha emesso ruoli di tasse accertate per 806 miliardi e, ne ha incassato 69: 9 euro per ogni cento che avrebbe dovuto incassare.
Dell'argomento si sono interessati alcuni giornali, ma nessuna trasmissione televisiva. Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria ha dedicato alla risposta del governo e all'economia sommersa da evasione e da esportazione di capitali una inchiesta fatta di molti articoli con titoli che si commentano da soli: “I globetrotter dell'evasione fiscale”, “Con la crisi la ricchezza vola nei paradisi fiscali”, “Lo Stato riesce a incassare solo nove euro su cento” ecc.
Eppure da mattina a sera, in tutte le sedi, si predica a favore della diminuzione delle tasse facendo finta di non capire che con una evasione fiscale che si aggira tra 150 e 200 miliardi di euro all'anno, per diminuire le tasse bisogna chiudere i servizi essenziali: scuole, ospedali ecc.
Nella riunione del G8 di qualche anno fa è stato il premier inglese Cameron a dettare l'agenda dichiarando guerra ai Paradisi Fiscali. Se Cameron e Obama avevano posto il problema e, con 30 anni di ritardo, si erano convinti della necessità di condurre una lotta seria all'evasione fiscale, alla corruzione e alla criminalità organizzata, è perché i conti non tornavano. Per lo Stato, infatti, il saldo tra l'attrazione di investimenti e la moltiplicazione di società esentasse o quasi, e l'evasione fiscale anche da esportazione di capitali, è negativo.

A chi chiedeva al prof  Ukmar cosa si può fare per neutralizzare i Paradisi fiscali, il grande fiscalista rispondeva: “Chiudeteli tutti”. In subordine “è necessario mettere al bando gli operatori che li usano”. Dei cinquecento miliardi sottratti ogni anno  alle entrate dello Stato sembra che nessuno si preoccupi, mentre la battaglia delle battaglie si fa sui vitalizi dei parlamentari, costo 180 milioni all'anno. La conseguenza di dequalificare ancora di più il Parlamento è da mettere in conto perché vi  entreranno solo nullafacenti, disoccupati e mascalzoni. Nessun professionista serio e preparato, infatti, chiuderà lo studio per qualche anno o rinuncerà alla sua professione, con il rischio di cambiare in peggio il tenore di vita personale e della famiglia.
Elio Veltri

lunedì 5 giugno 2017

Gli effetti della nuova legge elettorale

La “bella cosa” che si chiama legge elettorale alla tedesca e che vede uniti PD – Forza Italia – Movimento 5 stelle – Lega lombarda avrà i seguenti effetti. Prendiamo i dati delle elezioni 2013 alla Camera:   46.905.154 aventi diritto al voto,   35.270.929 effettivi votanti, deputati eletti  617. Ipotizziamo gli stessi dati e con lo sbarramento del 5% otteniamo che: una componente politica che ottenga il 4,99% dei voti non viene ad avere nessun rappresentante alla Camera. Il 4,99% di 35.270.929 ammonta a ben 1.760.019 voti di cittadini che resteranno non rappresentati.  Viceversa se provate a dividere 35.270.929 per 617 seggi (che in ogni caso saranno assegnati) ottenete: 57.165; ebbene i partiti che avranno superato la soglia del 5% potranno fare eleggere un deputato con poco più di 57.000 voti.  
 Se si considera che con 500 mila firme si può chiedere un referendum nazionale, è abbastanza assurdo che non si passa almeno portare con 500 mila voti un deputato in Parlamento.
  Questa “bella cosa” che viene chiamata tedesca, poi di tedesco non ha un bel niente perché mancherà l’istituto della sfiducia costruttiva,
 e i governi italiani continueranno a governare con quel meccanismo perverso della richiesta del voto di fiducia per fare passare le loro proposte senza un voto specifico sulle leggi.

Nessuno ha il coraggio di dire che questa legge è una boiata, che impoverisce il Parlamento e distrugge le minoranze. Gli stessi gruppi politici minoritari evitano di scontarsi sull’argomento perché non vogliono fare la figura dei possibili perdenti. Ed è molto probabile che perderanno;  perché gli elettori puntando a vincere, e facendosi abbindolare sul discorso di evitare la dispersione dei voti,  andranno con molta probabilità a votare per i gruppi più grandi.  E forse aumenteranno i cittadini che non andranno a votare. (fr.z)


lunedì 29 maggio 2017

Legge elettorale, tedesca ma non tanto

Incredibile miracolo: PD + Forza Italia + M5stelle uniti nell’ordinare una Legge elettorale alla tedesca. Ma di questa legge elettorale alla  tedesca manca proprio l’essenza della birra.
Il meccanismo che assicura al governo tedesco una stabilità è quello della sfiducia costruttiva. Ebbene questo meccanismo non può essere introdotto in una legge elettorale italiana di foggia tedesca, perché necessiterebbe una modifica costituzionale.
Il miracoloso accordo dei tre maggiori partiti consisterà solo nel meccanismo proporzionale e nel meccanismo di far fuori i piccoli con uno sbarramento del 5%. In pratica andiamo a prendere il peggio della legge tedesca, senza prenderne il meglio.

 Fare fuori i piccoli, non dargli neanche un seggio di diritto di tribuna in Parlamento, impoverisce soltanto il dibattito parlamentare, e questo senza determinare la cosiddetta governabilità. I grandi resteranno a sbranarsi in Parlamento, con inciuci ed accuse di inciuci fino a determinare crisi di governo e nuove tornate elettorali. (fr.z.)


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domenica 28 maggio 2017

A margine del caso del bambino morto di otite

Medicina ufficiale da una parte ed omeopatia dall’altra, come due partiti che si combattono e non si parlano, anzi come due religioni albergate da fanatismi.  Ci sono casi che è meglio curare con la medicina ufficiale e casi che è meglio curare con la medicina omeopatica; ma i medici  parteggiano e dicono peste e corna della parte avversa. I pazienti, che conoscono ben poco delle due, spesso vengono ad avere un ruolo di arbitri o almeno di moderatori delle opposte fazioni; e lo fanno sulla loro pelle.
Le Università mediche e i centri di ricerca dovrebbero almeno darsi il compito di smussare i fanatismi.
I fanatismi sono spesso accresciuti dalla stampa che sembra essere la depositaria delle competenze scientifiche, basta leggere alcuni articoli di oggi. (fr.z.)


sabato 27 maggio 2017

Vaccinazioni ed esagerazioni

La misura di una vaccinazione obbligatoria per l'iscrizione scolastica è certamente  di buon senso,  perché in un collettivo classe il contagio si propaga con grandissima facilità.
Restano però alcune perplessità su come è stata condotta da parte del Governo questa campagna sulle vaccinazioni: la genialità della minaccia di togliere la patria potestà che non vaccinano i figli suona come dire che i bambini sono tutti figli dello Stato; la megamulta per chi non vaccina che viene a creare un differenza di censo su un problema di sicurezza sanitaria; la prassi di praticare i vaccini in blocchi si sei che suona come una pratica burocratica e sbrigativa.  Ed infine, a cornice di tutto, la criminalizzazione dei medici che osano mettere in dubbio  i vaccini; e ne è stata una prova l’espulsione dall’Ordine  di un medico a Milano.
La scienza medica ha fatto progressi su vaccini e medicine, ma però non è riuscita a fare progressi  nella ricerca delle reazioni avverse a vaccini e medicine; e di conseguenza la preoccupazione di alcuni genitori a vaccinare i propri figli a volte deriva dal fatto che in famiglia o nella parentela si è verificato un caso di reazioni avverse a farmaci. (fr. z.)

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lunedì 22 maggio 2017

Ue chiede: italiani con redditi alti, pagate l’IMU

Riunione Eurogruppo.
 Bruxelles incalza l'Italia perché reintroduca l'Imu per redditi alti. Per il 2018, afferma, l'Italia dovrà fare uno "sforzo di bilancio sostanzioso", e le politiche dovranno sia "rafforzare la ripresa" che assicurare la sostenibilità dei conti": lo scrive la Commissione Ue nelle raccomandazioni. Per questo chiede di "spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto".
Ed ecco come risponde il nostro Ministro
Padoan contrario, non è buona idea cambiare Imu sulla prima casa.  La raccomandazione della Commissione sull' Imu per i redditi alti "è una delle tante proposte" ma "le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea".

Una volta tanto la Ue pare avere più buonsenso del governo d’ispirazione renziana: è evidente che se si vogliono diminuire le imposte sul lavoro per aziende e lavoratori, qualche ricco debba pagare qualche cosa in più.

immagine da internet - case di prestigio quartiere Garibaldi di Milano

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sabato 20 maggio 2017

110 miliardi di $ in armi USA per l’Arabia Saudita

Centodieci miliardi di dollari in armi e sistemi di difesa che gli Stati Uniti venderanno all'Arabia Saudita. E' il valore dell'accordo firmato a Riad dal presidente americano Donald Trump e da re Salman. L'obiettivo però è ancor più ambizioso, ed è quello di arrivare alla cifra record di 350 miliardi di dollari di armi Usa acquistate da Riad in dieci anni.

Per quale guerra serviranno?

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mercoledì 17 maggio 2017

E’ questa una notizia secondaria??

Ci hanno stonato la testa con l’interpretazione di una telefonata di Renzi con suo padre.
E’ questa una notizia secondaria??

L’ipotesi di un’esistenza di Auschwitz in Siria è una notizia secondaria?

Non dovremmo parlarne con il giusto rilievo?

Non dovrebbero tutte le agenzie di informazione allarmarsi?

Non si dovrebbe arrivare con urgenza alla verità?

http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_15/avevamo-detto-mai-piu-6104e1ea-39ab-11e7-8def-9f1d8d7aa055.shtml

Una che fonte mette in dubbio la foto




martedì 16 maggio 2017

Roma e il gioco dell’immondizia più in là

La strada maestra è la raccolta differenziata, il successivo riciclaggio della parte solida e il compostaggio degli umidi; ma un tempo per organizzare il tutto è necessario.
Non basta certo il gioco propagandistico di un po’ di scopini politici a risolvere il problema.
Quanto tempo?
Pare che la giunta Raggi conta di arrivare al 70% di raccolta differenziata entro il 2022; e resterà anche allora un 30% che deve essere in qualche modo collocato.
Dove?
Nessuno dei comuni che circondano Roma vuole aiutare la città. Eppure si parla di Città metropolitana o area metropolitana che deve coinvolgere nei fatti una rete di comuni.
Roma, comuni confinanti e Regione hanno l’obbligo di ascoltarsi e trovare insieme soluzioni.
Il gioco “dell’immondizia di Roma non mi appartiene” non può essere continuato.


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domenica 14 maggio 2017

i vecchi hanno un peso elettorale, i giovani no

Ecco la proposta che apre la campagna elettorale di Silvio Berlusconi:  "Tutti hanno diritto di vivere la propria vecchiaia in maniera decorosa, senza preoccupazioni e senza privazioni materiali o morali. Per questo garantiremo a tutti una pensione minima di 1000 euro non tassabili per 13 mensilità, restituendo a tutti gli anziani la dignità del loro passato di protagonisti nella società, per il valore umano e l'esperienza di cui sono portatori".
E insieme a questo provvedimento sulle pensioni anche un impegno sulla riduzione delle tasse.

GIUSTO i 1000 euro ai pensionati! Certamente. Ma su come avverrà questo miracolo evitiamo di fare ipotesi. Ce lo dirà Berlusconi con qualche altro intervento. Quello che fino ad ora si capisce è che la platea dei possibili elettori è fatta di tanti anziani e di tantissimi che si lamentano per le tasse.
E I GIOVANI DISOCCUPATI?
Niente!  I giovani sembrano non essere una buona base elettorale: sono meno degli anziani e meno della grande massa che si lamenta per le tasse;  si arrangiano come possono, chiedono poco, si accontentano di lavori saltuari e i più fastidiosi tendono ad emigrare.
Anche se tanti giovani hanno fatto ingresso in Parlamento non si intravede una politica in sostegno dei giovani per la ricerca del lavoro e per coprire in modo dignitoso i lunghi periodi di disoccupazione.
Eppure la grande massa dei giovani italiani sono il futuro.

Questo paese pare aver abbandonato un’idea di futuro.  (f.z.)

immagine da internet

sabato 13 maggio 2017

Disoccupazione, fare la giusta conta

  La Banca centrale europea si è chiesta quale potrebbe essere  la percentuale dei senza lavoro se si togliesse il velo delle consuetudini statistiche. Ed è arrivata alla conclusione che dal 9,5% stimato da Eurostat per l’area euro si arriverebbe al 18%, quasi il doppio. Ai disoccupati che cercano lavoro ma non lo trovano, vanno aggiunti quelli che hanno smesso di cercare un’occupazione non sperandoci più, quelli che la cercano ma non sono disponibili a iniziare nelle successive due settimane (gli istituti di statistica non li contano) e i sottoccupati, ovvero quanti lavorano meno ore di quanto vorrebbero. Solo questi ultimi, secondo l’Eurotower, sono ben 7 milioni nei 19 Paesi che hanno adottato l’euro. A fronte di 15 milioni di disoccupati “ufficiali”.

Se la media di fatto in Europa si considera del 18%, la media di fatto italiana diventa quasi il 24%  (considerando raddoppiabile l’ultimo dato ufficiale dell’11,7%).

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giovedì 11 maggio 2017

Cassazione e prezzo del divorzio

Giustamente l’Ansa per commentare la notizia ha fatto ricorso alla locandina del vecchio film di Germi. 
Ebbene la notizia è una vera e propria novità sul piano giuridico. Da trenta anni in tema di assegno di mantenimento in seguito a divorzio si è fatto riferimento al parametro al  "tenore di vita matrimoniale". 
La Cassazione con una sua ultima sentenza fa rifermento al "parametro di spettanza" basato sulla valutazione dell'indipendenza o dell'autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede. Il matrimonio non è più la "sistemazione definitiva": sposarsi, scrive la Corte, è un "atto di libertà e autoresponsabilità". 
 Con la sentenza 11504 del 2017  ad avviso dei supremi giudici i tempi ormai sono cambiati e occorre "superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come 'sistemazione definitiva'" perchè è "ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonchè come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, in quanto tale dissolubile".
"Si deve quindi ritenere - afferma la Cassazione - che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell'ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale"..

Ovviamente questa sentenza farà attente le orecchie dei ricchi divorziati (esempio Berlusconi); ma per i poveri divorziati cambia poco perché nel loro caso il divorzio resta solo una disgrazia aggiuntiva nella propria vita.

mercoledì 10 maggio 2017

forse dopo 13 anni il Parlamento parlerà di cittadinanza

Mentre fanno discutere le parole del pm di Catania Carmelo Zuccaro su ong e migranti, resta ancora al palo in Parlamento la proposta di legge sulla cittadinanza. Il testo, che introdurrebbe nel nostro ordinamento il cosiddetto 'ius soli soft' per i figli di immigrati nati in Italia è in discussione da anni e, a un anno e mezzo dall'approvazione a Montecitorio è fermo in commissione a Palazzo Madama anche se potrebbe arrivare in Aula il 15 giugno
E' da tredici anni anni che in Parlamento si discute di una riforma in materia di cittadinanza.
LE TAPPE DEL PROVVEDIMENTO - Tra il 2003 e il 2004 la commissione Affari Costituzionali della Camera esamina diverse proposte parlamentari ed elabora un testo unificato che, dopo l'esame in commissione, approda in Aula ma viene rimandato in commissione il 16 maggio 2004.


immagine – approdo di una barca di migranti un dipinto di Antonio Pilato

domenica 7 maggio 2017

OK. OK. la France ma...

OK ... ok ... la France ma 
godere per il meno peggio
non è
un gran godimento.
Sette anni fa si sperò per Hollande che non sembrava il meno peggio, e si rivelò una delusione. Oggi si è obbligati a godere per il meno peggio.

sabato 6 maggio 2017

Wikipedia obbedisca e sarà sbloccata

Le autorità turche hanno bloccato da sabato scorso, 29 aprile, l'accesso a Wikipedia. Secondo il governo di Ankara, a causa di argomenti incriminati. Il governo chiede che vengano rimossi. 
beppedeleonardis: Wikipedia obbedisca e sarà sbloccata. La libertà d...:

NUOVO RECORD mondiale inquinamento aria

Nuovo record per la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera che ha oltrepassato la soglia di 410 parti per milione (ppm).
Il record precedente, di superamento della "soglia simbolo" di 400 ppm, era stato raggiunto a settembre 2016 in modo permanente
Il 2016 è stato l'anno più caldo della storia dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati, secondo quanto certificato dalla Nasa e dall'Agenzia federale Usa per la meteorologia (Noaa). L'aumento medio della temperatura del pianeta viaggia verso i 3 gradi mentre l'obiettivo indicato dall'accordo di Parigi sul clima indica 2 gradi o il più ambizioso obiettivo di 1,5 gradi centigradi, livelli oltre i quali la "febbre" del pianeta può provocare, secondo la comunità scientifica, effetti devastanti.