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venerdì 21 marzo 2014

vada pure a ... prendere un treno dei pendolari

Il prode Moretti, capo delle ferrovie, da non confondere con il regista, ha detto:

"Per il momento credo vogliano tagliare gli stipendi dei super-manager dello Stato, io prendo 850mila euro l'anno e il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezza tanto. Siamo delle imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna anche avere la possibilità di retribuire, non dico alla tedesca e nemmeno all'italiana, un minimo per poter far sì che i manager bravi" rimangano ad operare là "dove ci sono imprese complicate e dove c'è del rischio ogni giorno da dover prendere". "In una impresa privata che fattura neanche un miliardo -  ha argomentato - troverete che gli stipendi sono quattro volte quelli che vi ho detto. Ci sono forse dei casi da dover rivedere, ma la logica secondo cui uno che gestisce un'impresa che fattura quanto vi ho detto deve stare al di sotto del presidente della Repubblica è una cosa sbagliata. In Usa, in Germania, in Francia e in Italia il presidente della repubblica prende molto meno di quanto prendono i manager di impresa: ci sono dinamiche diverse perché una cosa è stare sul mercato un'altra cosa è fare una scelta politica. Chi va a fare il ministro sa che deve rinunciare agli stipendi perché va a fare un'operazione politica, questa è una sua scelta personale. Lo Stato può fare quello che desidera, sconterà che una buona parte di manager vada via, lo deve mettere in conto", ha ribadito.

Quanto alle Ferrovie, il loro numero uno ha detto che i conti economici "sono migliorati rispetto al 2012", spiegando che la sua è un'impresa che "potrebbe valere dai 10 miliardi di euro e oltre". "I nostri conti vanno bene –



Del buon andamento delle Ferrovie in Italia e del suo stipendio chissà cosa ne pensano i pendolari?

Annotazione
i familiari delle vittime dell'incidente ferroviario di Viareggio ricordano a Moretti
il suo ruolo nelle ferrovie al momento della catastrofe




lunedì 25 novembre 2013

Manager in Svizzera e referendum

La Svizzera si tiene gli stipendi d’oro dei suoi manager.  Il referendum che voleva introdurre forti limitazioni ai compensi di chi siede al vertice di multinazionali, istituti di credito e società quotate in Borsa è stato bocciato con  il 65,3% di no. Si è recato alle urne  il 40% degli aventi diritto degli elettori dei 26 cantoni della Confederazione
 Il disegno di legge, presentato da Partito socialista, Verdi e organizzazioni sindacali voleva introdurre un tetto massimo ai compensi dei manager che avrebbero potuto percepire «solo» 12 volte lo stipendio dei loro dipendenti di fascia più bassa. Oggi la proporzione è invece mediamente di 1 a 200
Corriere della Sera
Corriere del Ticino
Il fatto quotidiano
Nota di questo blog -
Un altro  referendum si tenne  otto mesi fa in Svizzera  sui compensi dei manager, ma per aspetti diversi. In quel caso venne approvata a larghissima maggioranza (67%) una legge in base alla quale gli stipendi d’oro dei manager avrebbero dovuti essere approvati non più dai consigli d’amministrazione ma dall’assemblea degli azionisti delle società ed essere commisurati ai risultati di bilancio. Diciamo che gli svizzeri si espressero contro l’ipotesi che i manager decidessero sui propri stipendi in modo autoreferenziale.
Nel caso del referendum di ieri gli svizzeri si dovevano esprimere per il contenimento della distanza  tra il lavoro di un manager e quello di un dipendente di base.  I  risultati sono stati inequivocabili:  il 60 % degli svizzeri non si è recato alle urne (il problema non li ha sfiorati)  e tra i votanti è prevalsa l’idea che sia meglio pagare i manager abbondantemente.
L’idea di una qualche uguaglianza pare che  non piaccia agli svizzeri e lo dicono con  la democrazia diretta. Ma in  qualche modo questo ultimo referendum proposto portava con se una contraddizione: non si trattava di un limite all’arricchimento in generale ma di un limite all’arricchimento dei manager. Il manager nei fatti è colui che sostituisce gli azionisti, dirige al poso del “cosiddetto padrone”. Chi si può avvantaggiare di un pagamento limitato del manager privato? Se il minore pagamento non si traduce in aumento per  le paghe dei dipendenti di base, nei fatti ad avvantaggiarsene sono gli azionisti (coloro che hanno messo nell’impresa solo il capitale). Visto in questa prospettiva il risultato del referendum in Svizzera può avere interpretazioni meno semplificate.
Riguardo a paragoni con la situazione italiana, occorre fare qualche distinguo. Si badi bene che in Svizzera si parlava di limite per i manager anche privati. In Italia non si pone neanche il problema per i manager pubblici e per  i politici, pagati con le tasse o con l’espansione del debito pubblico (argomento affrontato su “dritti” e purtroppo acquisiti- seconda puntata)
25/11/13 francesco zaffuto

Immagine – Il gigante Gargantua contornato da vacche -  nelle illustrazioni  di  Gustave Doré, del libro di Rabelais Gargantua e Pantagruel