lunedì 25 novembre 2013

Manager in Svizzera e referendum

La Svizzera si tiene gli stipendi d’oro dei suoi manager.  Il referendum che voleva introdurre forti limitazioni ai compensi di chi siede al vertice di multinazionali, istituti di credito e società quotate in Borsa è stato bocciato con  il 65,3% di no. Si è recato alle urne  il 40% degli aventi diritto degli elettori dei 26 cantoni della Confederazione
 Il disegno di legge, presentato da Partito socialista, Verdi e organizzazioni sindacali voleva introdurre un tetto massimo ai compensi dei manager che avrebbero potuto percepire «solo» 12 volte lo stipendio dei loro dipendenti di fascia più bassa. Oggi la proporzione è invece mediamente di 1 a 200
Corriere della Sera
Corriere del Ticino
Il fatto quotidiano
Nota di questo blog -
Un altro  referendum si tenne  otto mesi fa in Svizzera  sui compensi dei manager, ma per aspetti diversi. In quel caso venne approvata a larghissima maggioranza (67%) una legge in base alla quale gli stipendi d’oro dei manager avrebbero dovuti essere approvati non più dai consigli d’amministrazione ma dall’assemblea degli azionisti delle società ed essere commisurati ai risultati di bilancio. Diciamo che gli svizzeri si espressero contro l’ipotesi che i manager decidessero sui propri stipendi in modo autoreferenziale.
Nel caso del referendum di ieri gli svizzeri si dovevano esprimere per il contenimento della distanza  tra il lavoro di un manager e quello di un dipendente di base.  I  risultati sono stati inequivocabili:  il 60 % degli svizzeri non si è recato alle urne (il problema non li ha sfiorati)  e tra i votanti è prevalsa l’idea che sia meglio pagare i manager abbondantemente.
L’idea di una qualche uguaglianza pare che  non piaccia agli svizzeri e lo dicono con  la democrazia diretta. Ma in  qualche modo questo ultimo referendum proposto portava con se una contraddizione: non si trattava di un limite all’arricchimento in generale ma di un limite all’arricchimento dei manager. Il manager nei fatti è colui che sostituisce gli azionisti, dirige al poso del “cosiddetto padrone”. Chi si può avvantaggiare di un pagamento limitato del manager privato? Se il minore pagamento non si traduce in aumento per  le paghe dei dipendenti di base, nei fatti ad avvantaggiarsene sono gli azionisti (coloro che hanno messo nell’impresa solo il capitale). Visto in questa prospettiva il risultato del referendum in Svizzera può avere interpretazioni meno semplificate.
Riguardo a paragoni con la situazione italiana, occorre fare qualche distinguo. Si badi bene che in Svizzera si parlava di limite per i manager anche privati. In Italia non si pone neanche il problema per i manager pubblici e per  i politici, pagati con le tasse o con l’espansione del debito pubblico (argomento affrontato su “dritti” e purtroppo acquisiti- seconda puntata)
25/11/13 francesco zaffuto

Immagine – Il gigante Gargantua contornato da vacche -  nelle illustrazioni  di  Gustave Doré, del libro di Rabelais Gargantua e Pantagruel  

4 commenti:

  1. Caro Francesco, vivo qui da quasi 60'anni e sono sempre italiano non ho la doppia cittadinanza, per questo motivo siamo esclusi di poter votare!!!
    A dirti il vero non mi interessa tanto! Come vedi pure gli svizzeri vanno molto poco alle urne...
    In conclusione penso che la gran parte è contento di come va qui nelle piccola Svizzera.
    Ciao e buona settimana con il mio caro saluto.
    Tomaso

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    1. Certo in Svizzera non esiste quella fascia di povertà che ogni giorno si fa grande in Italia. ciao

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  2. C'è una differenza sostanziale tra l'Italia e la Svizzera. Non mi sembra però che il risultato del referendum sia dimostrazione di mancata democrazia o comunque di senso dell'eguaglianza. La differenza sta nel fatto che se lo stesso referendum fosse proposto in Italia, la partecipazione sarebbe sicuramente molto più alta e la maggioranza sarebbe per il contenimento. Ma soprattutto la differenza starebbe nel fatto che in qualche modo si troverebbe una scappatoia e gli stipendi d'oro continuerebbero a restare tali.

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    1. ho molte perplessità su ciò che potrebbe accadere ad un simile referendum in Italia. Comunque sono ipotesi accademiche visto che in Italia non esiste il referendum istitutivo.

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