mercoledì 27 novembre 2013

Dopo la decadenza


Alle ore 17,40 il Senato, con il voto su nove ordini del giorno, ha determinato la decadenza di Silvio Berlusconi. Si conclude un epoca? Dal punto di vista della carriera istituzionale sì, ma dal punto di vista politico pare ancora di no. Mentre al Senato si discuteva e votava, Berlusconi incitava con un comizio la piazza per la sua resurrezione.
Cosa potrà accadere nel prossimo futuro? Molto dipende anche da quello che deciderà il Tribunale di sorveglianza che ai sensi del codice di procedura penale (articoli 678 – 666 – e 667) dovrà esprimersi su come il condannato dovrà scontare la pena. Quell’anno di reclusione, se non si concretizzerà in carcere, diventerà detenzione domiciliare o destinazione ai servizi sociali. Lo stesso personaggio si è affrettato a richiedere, tramite i suoi avvocati, l’affidamento ai servizi sociali.
Cosa si verrebbe a determinare con  Berlusconi ai servizi sociali? C’è da immaginarselo,  continui servizi giornalistici su quello che sta facendo durante la giornata:  “ha preso la scopa”, “ha raccontato una spassosa barzelletta in un ricovero”, “ha seminato delle zucchine in una comunità”. Un anno di propaganda elettorale intensiva con tutte le televisioni scatenate, quelle sue e quelle della Rai che seguono a rimorchio ogni notizia spassosa.
 La detenzione domiciliare costringerebbe il personaggio a starsene appartato a studiare, meditare e riposarsi; il personaggio dovrebbe starsene in una delle tante case, senza fare festini e senza eccessivi sprechi di energia;  considerata l’età ne potrebbe guadagnare in salute.
 Legittimo che il condannato chieda, ma altrettanto legittimo che il Tribunale disponga. Si tratterà di decidere se dare un anno di spettacolarizzazione o un anno di silenziosa meditazione al proprio domicilio.
27/11/13 francesco zaffuto

Immagine – dipinto di Thomas Couture – I romani e la decadenza – Museo d’Orsay Parigi