lunedì 5 dicembre 2016

Ho vinto ma non brindo

Ho vinto ma non brindo. Il potere legislativo ha conservato con questo voto la sua autonomia dal potere esecutivo. Ma gli italiani hanno detto soprattutto NO alla propria miseria, allo stato di abbandono, ad un Governo da cui si aspettavano un aiuto economico che non è arrivato. Se guardiamo ai dati regionali vediamo che il Sì ha vinto in sole tre regioni dove ancora economicamente si riesce a vivere, poi scende velocemente come percentuali nelle regioni dove le difficoltà economiche avanzano, fino ad arrivare al profondo Sud dove la miseria ha reso tutti “costituzionalisti”, questo è lo strano miracolo di questo voto del 4 dicembre 2016 in Italia.
VALLE D'AOSTA: Sì 43,25% – No 56,75%
PIEMONTE: Sì 43,53% – No 56,47%
LOMBARDIA: Sì 44,51% – No 55,49%
TRENTINO-ALTO ADIGE: Sì 53,87% – No 46,13%
VENETO: Sì 38,06% – No 61,94%
FRIULI-VENEZIA GIULIA: Sì 39,06% – No 60,96%
EMILIA-ROMAGNA: Sì 50,39% – No 49,61%
LIGURIA: Sì 39,92% – No 60,08%
TOSCANA: Sì 52,51% – No 47,49%
UMBRIA: Sì 48,83% – No 51,17%
MARCHE: Sì 44,95% – No 55,05%
LAZIO: Sì 36,68% – No 63,32%
ABRUZZO: Sì 35,68% – No 64,32%
MOLISE: Sì 39,22% – No 60,72%
CAMPANIA: Sì 31,48% – No 68,52%
PUGLIA: Sì 32,88% – No 67,12%
BASILICATA: Sì 34,11% – No 65,89%
CALABRIA: Sì 32,98% – No 67,02%
SICILIA: Sì 28,42% – No 71,58%

SARDEGNA: Sì 27,78% – No 72,22%

martedì 29 novembre 2016

Messaggio dall’aldilà

Sono molto preoccupato per la divisione dei poteri in Italia; il potere esecutivo con questa riforma + la legge elettorale tenta di succhiarsi il potere legislativo.
Certo, ho sentito quello che ha detto Cuperlo,  le sue assicurazioni, ma non sono per niente convinto; di conseguenza vi raccomando di votare No. Vi diranno che così non cambia un c… . Ebbene, quando si cambia è per migliorare e non per trovare nell’uovo la sorpresa.
Firmato
Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu

Lettere dal Fronte Referendum

Nella faccia, nelle parole e nelle azioni   di questo P.del C.  vi è ” amor sui “  e non “ amor populi”.
Questo Presidente  di tutti gli italiani, nominato e non eletto, lascia percepire la mancanza di  una formazione e  concezione etica dell’uomo, ancor meno religiosa.
Le sue facoltà completamente perverse  lo fanno mirare  esclusivamente a se stesso e al suo gruppo che lo sostiene. Si serve della sua meccanica retorica, parolaia, priva di ogni  elementare sentimento puro, per potenziare la propria  immagine e trarne vantaggio e gloria terrena.
La condizione vera di questo “ animale politico “, costruito come macchina per tempo, è finalizzata al male, perché senz’anima, priva di amore e di autocontrollo razionale.
Per questi motivi va frenato, democraticamente impedito  di fare più male  all’uomo e a tutti gli italiani.
Ogni programma  di questo  signor fiorentino  è destinato a fallire perché chiaramente  guidato da forte egoismo, da “  amor sui “ , dall’interesse proprio e niente per il popolo.
Da qui il disprezzo, lo sdegno  di tutto ciò che di lui appare : fantoccio pieno di veleno  ed il cuor di paglia.
A questa  era di    “civiltà “ fatta di barbarie  deve schiudersi, allora, l’era della civiltà  fondamentalmente corredata di amore  fraterno, non solo   di parole   ma di fatti.
Per il momento la storia umana fa alleanza con la paura e l’assurdità, l’impotenza e la disperazione, di cui è responsabile una  classe politica di soggetti-oggetti    computerizzati  di  informazioni più che di conoscenze,  che si esprimono  con   un linguaggio difficile alla comprensione di molti, e     predeterminati a  governare solo per  scopi  stabiliti da poteri forti.
La comunicazione risulta  falsata e disamorata; gli annunci politici parimenti hanno perso il senso della verità: si è talmente mentito al popolo  da far desiderare, come di  un tonico, altro male o   una vita mentale clandestina, affidata solo alla esperienza selvaggia.  Gli uomini onesti, che credono ancora all’onestà, cardine essenziale della fratellanza, hanno bisogno   di linguaggi  comprensibili a tutti,  di volti  sereni   e trasparenti, e soprattutto di fatti , non di idee e/o parole.
A futura memoria . 
Antonio P.

Caro Antonio,
 Concordo con la stragrande maggioranza delle cose che hai detto, tranne la considerazione finale “soprattutto di fatti , non di idee e/o parole”: penso che abbiamo bisogno di fatti ed anche di idee e parole. Perché le idee del nostro premier erano e sono idee scadenti che hanno determinato fatti scadenti; prima tra tutte l’idea d’aver scartato ogni ipotesi di reddito di cittadinanza con la conseguente scelta di sperperare il denaro in mancette date a destra e a manca. E poi il resto dei fatti che ha portato avanti con il suo jobs act;  fatti che chiamerei fatti male.
 Riguardo alle parole. l’hai detto tu stesso nell’appunto, ci occorrono parole di verità e non quelle  pronunciate con lingua biforcuta (espressione che usavano gli indiani d’America per definire le parole false degli uomini bianchi colonizzatori).
Il 4 dicembre speriamo che il “giovane rampante” venga fermato da una valanga di NO e vada via. Comunque anche con la vittoria dei NO ci sarà ben poco da brindare, cominceranno con nuove grandi manovre per salvare i loro “dritti acquisiti”.
Saluti

Francesco Z.

No ad ingerenze e condizionamenti

Sia chiaro che gli italiani sono liberi di votare come vogliono, No o Sì; i ricatti della finanza straniera vanno respinti.

sabato 26 novembre 2016

Una foto per ricordare Fidel Castro


90 anni e via  "Presto sarò come gli altri, arriva il turno di tutti"
E’ stata una delle sue ultime frasi, consapevole di quella livella che arriva e che riduce gli uomini all’estrema eguaglianza.
In questi giorni compagni, amici e nemici si sperticheranno in ricordi piacevoli e spiacevoli; Fidel sul piano dei diritti individuali di libertà non è stato un campione; Fidel sul piano di tante realizzazioni di giustizia sociale nel suo paese è stato riconosciuto come l’uomo che ha portato fuori dal colonialismo la sua Cuba.
Qui si vuole solo proporre un’immagine emblematica, Fidel Castro che abbraccia Salvador Alliende; anche Fidel salutò con speranza la rivoluzione pacifica e democratica del Cile.
La rivoluzione democratica in Cile fu spazzata via con un vero e proprio massacro di migliaia di morti; la politica d’ingerenza degli USA in Sud America in quegli anni era ben diversa da quella di oggi, non veniva tollerato il ben che minimo tentativo di socialdemocrazia.
 Fidel Castro riuscì a difendere quel tentativo di socialismo cubano e la storia in qualche modo gli ha dato ragione:  oggi molte nazioni del Sud America sono riuscite a liberarsi dal soffocante condizionamento USA, e la stessa politica degli Stati Uniti è più rispettosa dei legittimi governi delle nazioni del Sud America.  
Francesco Zaffuto

Alcuni link





venerdì 25 novembre 2016

Referendum 4 dicembre 2016

Io voterò No e lui Sì, ma siamo amici.
Io voterò Sì e lui No, ma siamo amici.
Ma chi è il nemico allora?

Gli speculatori che giocheranno in Borsa sia sul Sì che sul No.

martedì 22 novembre 2016

NO, perché il nuovo Senato non elettivo è decisivo sulle leggi più importanti

IL MEGAPACCO REFERENDARIO PORTA DENTRO:
Il Nuovo Senato, anche se non elettivo, verrebbe ad essere  estremamente autorevole e decisivo sulle leggi più importanti

“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di in - compatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.”

Penso che sia meglio votare NO

domenica 20 novembre 2016

Perché NO al pacco di Renzi

Dentro il pacco del mega referendum c’è
Il Nuovo Senato, anche se non elettivo, verrebbe ad essere  estremamente autorevole su tutta la materia comunitaria.
“Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea.
Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato”

Penso che sia meglio votare NO

giovedì 10 novembre 2016

Il Tribunale di Milano respinge il ricorso di Onida: QUINDI NO

Il pacco resta pacco
il giudice di Milano decide di non accogliere l'eccezione di costituzionalità e non invia il quesito alla Corte; si assume il compito di dare “lui” la decisione definitiva. La conseguenza: con buona pace si può solo VOTARE NO

Se c'erano più quesiti avrei potuto votare Sì ad alcuni e No ad altri. Viene rifiutata la mia possibilità di discernere, debbo giudicare solo globalmente; nella sua globalità in questa riforma prevalgono gli aspetti negativi e deleteri per la democrazia: QUINDI NO

giovedì 3 novembre 2016

Sulla Brexit il Parlamento ci deve mettere la faccia

L’Alta corte britannica  dice che la delibera del Parlamento sulla Brexit è necessaria; il Governo cercherà di prendere tempo ricorrendo alla Corte Suprema.
Governo britannico e maggioranza che lo sostiene hanno paura di mettere sulla Brexit faccia e firma.  Il referendum inglese a differenza di quello italiano del 4 dicembre (confermativo di un lavoro svolto dal Parlamento) era solo consultivo e serviva al Parlamento per prendere una decisione definitiva.

venerdì 21 ottobre 2016

TAR e Referendum istituzionale

Che il TAR del Lazio potesse dichiararsi incompetente per difetto di giurisdizione era comprensibile e prevedibile; la questione particolare è che nel suo dichiararsi incompetente in materia sostiene anche la non competenza della Corte costituzionale in materia; poiché non ha ritenuto accettare l’eccezione di incostituzionalità con rinvio della documentazione all’Alta corte.
Nel nostro ordinamento la Corte costituzionale non può intervenire su una questione motu proprio ma solo se è investita da un Tribunale che solleva l’eccezione d’incostituzionalità; di conseguenza il Tar non accettando l’eccezione dei ricorrenti, nei fatti oltre a dirsi incompetente per difetto di giurisdizione, ha dichiarato in sostanza che anche l’Alta corte è incompetente per difetto di giurisdizione; è un paradosso giuridico ma è quello che si è venuto a determinare con la sentenza depositata il 20 ottobre 2016 e che potete leggere nella sua versione integrale su questo link

E’ molto probabile che lo stesso Tar possa pronunciarsi allo stesso modo  nei riguardi del ricorso presentato dal presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida; in tal caso resta d’attendere qualche Tribunale, come quello civile di Milano, interessato dal ricorso Onida. 

sabato 15 ottobre 2016

Nobel a Juan Manuel Santos, fare di tutto per la pace

L’Accademia di Oslo assegnando il premio nobel per la Pace, ha riconosciuto il determinato impegno di Juan Manuel Santos, presidente della Colombia, per la pace nel suo paese, per chiudere una guerra durata più di mezzo secolo. 
Juan Manuel Santos intende continuare la sua lotta per la pace nonostante il contraddittorio risultato del referendum nel suo paese che ha bocciato l’accordo di pace.
La scelta di passare la parola ai colombiani fu sua; Santos decise di indire un referendum per sancire l’accordo di pace; si rendeva conto della portata storica dell'accordo, era convinto di vincere, ed i sondaggi parevano confermarlo; solo le forze della destra di Alvaro Uribe spingevano per la bocciatura dell’accordo di pace. I risultati del referendum (del 2 ottobre 2016) sono stati deludenti: una forte astensione, pari a circa il 60%; ed i votanti si sono espressi per il no il 51,3%, e favorevoli all’accordo di pace il  49,7%, con una differenza di appena 65 mila voti. La logica dei numeri della democrazia, questa volta, ha parlato di continuare la guerra.

 Le dichiarazioni " a caldo" di Santos sono state: "Non mi arrendo, continuerò a ricercare le soluzioni per una pace definitiva. "Il cessate il fuoco è bilaterale e definitivo, cercherò la pace fino all'ultimo giorno del mio mandato". Il premio Nobel diventa una mano a questo suo impegno.

martedì 11 ottobre 2016

Onida ricorre contro il pacco referendario

non si tratta solo di un NO, si tratta di rifiutare il pacco referendario, così come è stato confezionato; ed il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida ha formulato due ricorsi: uno al TAR del Lazio  ed uno al Tribunale civile di Milano sollevando la necessità del rinvio alla Corte Costituzionale.

La motivazione centrale dell'azione riguarda il fatto che in un unico quesito vengono sottoposti all'elettore una pluralità di oggetti eterogenei.
 Nel ricorso al tribunale di Milano si chiede di accertare, in via d'urgenza, il diritto dei ricorrenti a votare al referendum costituzionale «su quesiti non eterogenei, a tutela della loro libertà di voto».
 Il ricorso al Tar fa leva anch'esso sul diritto di voto «in piena libertà, come richiesto dagli articoli 1 e 48 della Costituzione, è rivolto contro il decreto di indizione del referendum medesimo, in quanto ha recato la formulazione di un unico quesito, suscettibile di un'unica risposta affermativa o negativa, pur essendo il contenuto della legge sottoposta al voto plurimo ed eterogeneo».

Per questo si chiede l'annullamento, previa sospensione, del decreto del Presidente della Repubblica di indizione del referendum e di «ogni altro atto preliminare, connesso o conseguenziale».


 La scelta fatta da Onida sta nell’ottica del pieno esercizio della democrazia referendaria ed è un rifiuto della logica plebiscitaria con cui è stato istituito questo referendum. Questo blog si era già espresso su queste motivazioni, in un post del 4 maggio 2016



sabato 24 settembre 2016

IL QUESITO DELLA SCHEDA PER IL REFERENDUM

QUESITO REFERENDARIO
VUOI MANGIARE?
VUOI SPENDERE POCO?
SI    NO

Ovviamente Sì, ma poi ecco  il piatto
Insetti, e per trenta anni.
Ed ecco il testo del prossimo referendum istituzionale

lunedì 12 settembre 2016

Roma e la sindrome a 5 stelle


Roma è soffocata dai debiti, che non ha fatto di certo la Raggi; l’incremento mostruoso del debito viene da lontano: Rutelli trovò un debito e non fece che aumentarlo, Veltroni anche, e poi anche Alemanno. Marino è durato poco ed ha fatto meno debiti degli altri.  In questo link del Sole 24 ore una disanima dei fatti pregressi.
E’ un danno strutturale, quello del debito dei Comuni,  perché il Parlamento italiano non ha impedito ai Comuni di indebitarsi.  I Comuni non sono lo Stato e dovrebbero avere una amministrazione di bilancio nei limiti delle loro possibilità e senza pregiudicare il futuro delle successive amministrazioni.
Il nuovo sindaco di Roma, Raggi, ancora annaspa per trovare assessori esperti. E’ un lavoro che doveva fare prima di vincere le elezioni, visto che tutte le previsioni la davano vincente.
I 5 stelle hanno posto come requisito per i loro amministratori l’anima immacolata e assolutamente non macchiata, neanche da un’indagine giudiziaria; come se un’indagine giudiziaria di per sé fosse capace di macchiare l’anima a prescindere da un verdetto di colpevolezza. Di conseguenza diventa difficile trovare anime visto che chiunque può essere oggetto di una indagine. 
 Comunque la Raggi qualcosa l’ha fatta
E qualcosa potrà farla se molti recenti illustri a 5 stelle la lasciano lavorare.
Se Roma soffre della sindrome a 5 stelle, l’Italia soffre della sindrome del PD. Il presidente-segretario ha concluso la festa dell’Unità con pesanti contestazioni. Il suo partito è diviso dal Sì e dal No al referendum, e l’ariete d’Alema è pronto per il colpo di sfondamento. Il giovane presidente-segretario deve fare ricorso al bastone del vecchio Napolitano e prova a rimangiarsi il suo Italicum. (f.z.)  

domenica 11 settembre 2016

Olimpiadi da Monti a Raggi

COSA è cambiato dalla decisione di dire no alle olimpiadi fatta da Monti?
L'Italia non ha ancora superato la crisi economica e Roma è conciata male.
La saggia decisione di Monti del 2012 va ripetuta, e se la ripete la Raggi vuol dire che è saggia almeno quanto Monti.

Al link qui sotto le dichiarazioni di Monti e dei politici di allora

sabato 10 settembre 2016

Sì e No riepilogando

Sì e No riepilogando
Lo spacchettamento non c’è stato,  il quesito resta uno solo, il pacco della riforma va preso tutto o rifiutato tutto; e il pacco è un grosso pacco.
Se si voleva fare una riforma semplice e celere, e di risparmio,  bastavano poche righe:
Art n…. Il Parlamento italiano si compone di una sola Camera, la camera dei deputati, detta Camera è costituita da trecento deputati eletti.
Opppure; se si voleva lasciare in vita il Senato e superare il bicameralismo perfetto  bastavano:
Art n … La fiducia al Governo è votata solo dalla Camera dei deputati
Art n … Il numero dei deputati e dei senatori è ridotto a cento senatori e trecento deputati
STOP – e tutti potevano essere d’accordo -  se si voleva - STOP

Invece è stato preparato il PACCO

venerdì 8 luglio 2016

Rapporto Chilcot: poteva essere un’altra Storia

Il rapporto Chilcot ci dice che la Storia poteva andare in altro modo,
 che si poteva evitare la guerra condotta contro Saddam, che non c’erano le armi di distruzione di massa, e che Bush e Blair potevano comportarsi in altro modo.
 Blair ci dice che era in buona fede e che lo rifarebbe; ma di buona fede si nutrono i più tragici eventi della Storia.  
Il bilancio di quella guerra in Iraq, tra il 2003 e il 2010, è atroce:
gli USA ebbero 4.495 morti, il regno unito 179 (le cosiddette forze alleate ebbero complessivamente 4.815 morti, tra cui 33 italiani; più 468 morti di contractors statunitensi).
Tra l'esercito di Saddam i morti sono solo stimati fra 7.600 e 10.800
La cifra più spaventosa è data dai morti tra la popolazione civile, 160.000 centosessantamila,  e il circa è d’obbligo. Dati da https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Iraq
Alla fine della carneficina si è ereditato un Iraq destabilizzato e una Siria in crisi, e l’insediarsi nei territori di un antagonista pericoloso come lo stato dell’ISIS.

Certo poteva andare altrimenti con presidenti più prudenti e intenzionati ad accettare le decisioni dell’ONU. Una delle conseguenze nefande di quella guerra è stata proprio la perdita di autorevolezza dell’ONU come organismo internazionale capace di portare dialogo e pace tra le nazioni del mondo.  (f.z.)

giovedì 7 luglio 2016

senza colpa per nessuno …

Cosa accadrà dopo non è facile da prevedere: ci sarà un processo, diversi gradi di giudizio, l’imputato si difenderà dicendo che era stata solo una colluttazione, qualche avvocato della difesa dirà che la vittima aveva reagito in modo troppo forte ad una battuta fatta sulla moglie. Ci sarà forse una condanna.
 Intanto la classe politica di ogni colore ha preso le distanze dal fatto, e presto un’altra disgrazia offuscherà questa.
 Resta il fatto che Emmanuel Chidi Namdi è morto a 36 anni;  che era un nigeriano richiedente asilo; che era arrivato in Italia insieme alla sua donna  per fuggire dagli integralisti assassini di Boko Haram; che in un assalto a una chiesa cristiana del suo paese aveva perso entrambi i genitori e una figlioletta; che durante il viaggio attraversando la Libia erano stati aggrediti; che la sua donna aveva subito un aborto durante la traversata in mare sul gommone; che cercavano pace in Italia.
 In Italia, invece,  c’è una strana guerra: una lacerazione sociale di cui nessuno si fa carico;  uno stato sociale disastrato dove gli italiani sono lasciati in abbandono totale su lavoro, casa e bisogni primari; con un premier  che sperpera i pochi soldi disponibili  senza curasi dello stato sociale dei più miserabili; con gli immigrati che vengono vissuti addirittura come avvantaggiati per lo stanziamento di fondi sociali; e c’è anche chi soffia sul fuoco delle contraddizioni dicendo  che stiamo male per colpa dell’Euro, della UE, della Germania, degli immigrati.
 In questo crogiolo di innocenti si può essere ultra di una squadra di calcio e pensare di essere forti e migliori degli altri.





venerdì 1 luglio 2016

Instanbul-Bruxelles; il lontano e il vicino

Instanbul-Bruxelles; il lontano e il vicino
L’impatto della tragedia all’aeroporto di Istanbul è rimbalzato su tutti i telegiornali, eppure quella tragedia è come se apparisse lontana rispetto a quella dell’aeroporto di Bruxelles; eppure è identica, l’unica differenza è che è lontana e coinvolge persone apparentemente diverse da noi, ma sono come noi, lo stesso dolore nel corpo e nella mente.

mercoledì 29 giugno 2016

Disuguali nel pasto fin da bambini

I bambini hanno diritto di mangiarsi il proprio panino durante l'orario della mensa. Così ha deciso la Corte d'appello del tribunale di Torino, che in una sentenza ordina al Comune e al ministero dell'Istruzione di organizzare un servizio ristorazione che permetta di nutrirsi a scuola anche a chi vuole portarsi il pranzo da casa. La battaglia per il "panino libero" era partita da un gruppo di mamme, che tre anni fa avevano avviato la causa dopo aver protestato duramente contro l'aumento del costo dei pasti.
Bene, però è pure vero che i bambini hanno necessità di un pasto caldo, ed è pure vero che il mangiare insieme lo stesso pasto è un fatto educativo che insegna l’essere uguali o simili
Allora la strada è quella di una mensa il cui costo sia accessibile a tutti i bambini!!!

Almeno un buon piatto di minestra per tutti!!!

venerdì 24 giugno 2016

Gran Bretagna: ballo da sola

La Gran Bretagna con il 52% al referendum decide di lasciare la UE. 
Non stava neanche nell’Euro ed aveva ottenuto dalla UE un trattamento speciale,  ma oggi decide di ballare da sola.
Cosa succederà? Fino a ieri hanno parlato quelli che pensavano di prevedere tutto; da oggi cominciano a parlare altri, e anche loro pensano di prevedere tutto. Nei fatti non è facile fare alcuna previsione.  
La Gran Bretagna dovrà pur vendere i suoi prodotti e dovrà pur comprare prodotti di cui manca,  in qualche modo dovrà fare i conti con un nuovo scenario di mercato. 

Al momento,  chi specula tiene le mani tra i capelli, e fino alla digestione della novità: vende in borsa e compra oro. Per chi era andato in Gran Bretagna per un lavoro solo preoccupazioni da gestire.

lunedì 20 giugno 2016

QUANTO SEI BELLA ROMA ...

Poche parole sul voto del 19 giugno 2016

Si conferma in qualche modo che gli italiani che vanno a votare vogliono determinare un qualche cambiamento e miglioramento. 
Attenzione che la stanchezza è forte, e lo dimostra l’elevato dato dell’astensionismo: questa stanchezza può penalizzare subito chi aveva promesso cambiamenti e miglioramenti se non si vedrà qualche frutto.

venerdì 17 giugno 2016

dedicata a Jo Cox


A Jo Cox

Pare che fosse una ragazza
che amava il mondo
Senza cercarlo incontrò
forse un uomo
che amava del mondo una parte
Il tutto e la parte
si scontrarono
senza parlarsi
In quella parte di mondo
parlava nell’istante la pistola

martedì 14 giugno 2016

Le letture della Strage di Orlando


Diciamo come prima cosa che la strage di Orlando nel locale gay è un lutto per l’umanità.
Poi possiamo passare alle tante letture che possono averla originata:
è il gesto isolato di uno squilibrato, ma prontamente è stato rivendicatato dall’Isis, organizzazione estremista islamica che ha messo a ferro e fuoco il medio oriente;
è la conseguenza di una vendita incontrollata di armi belliche ad ogni cittadino americano, il suo fucile automatico di guerra si può agevolmente comprare in USA;
è l’intolleranza contro gli stili di vita omosessuali, intolleranza che spesso accomuna diverse fedi religiose, la distruzione della città di Sodoma è un atto della divinità ed è comune alle tradizioni di tre religioni (ebraica, mussulmana e cristiana) che si richiamano alla Bibbia;
è un atto contro la cultura occidentale che si basa sulla tolleranza degli stili di vita e non discrimina sui comportamenti sessuali;
è una atto contro la libertà dell’uomo, contro i diritti civili, contro il suo essere uguale nella diversità;
è una realizzazione del sé attraverso la violenza sugli altri;
è il non vedere l’altro come componente della stessa umanità a cui tutti apparteniamo;
è lo spostare il riconoscimento umano in un universo oltre la morte, dove può essere premiata ogni azione che tu fai; la bontà dell’azione la decidi tu è può essere il delitto più atroce;
è la condizione della miseria di idee in cui barcolla la nostra moderna umanità.
Per la notizia

sabato 4 giugno 2016

5 giugno CH si vota per il reddito di dignità

Domani 5 giugno 2016 si vota in Italia per le elezioni comunali.
Sì, certo è importante. Ma c’è un appuntamento elettorale fuori dell’Italia che può segnare la storia:
il voto in Svizzera sul Reddito di Base Incondizionato.
E’ difficile che questa conquista sociale possa vincere il referendum, ma in questa battaglia sono importanti anche i dati di una sconfitta. Per vedere se ci sono possibilità di modificare questa società capitalista che espelle i giovani dal mondo del lavoro con l’automazione e non gli lascia alcuna prospettiva.

venerdì 3 giugno 2016

Elezioni amministrative del 5 giugno

S’i’ fosse …
Elezioni amministrative del 5 giugno
Nel mio Comune non si  vota
Ma  s’i’ fosse …

S’i’ fosse de Milan voterei Rizzo
Se ballottano i destri mi riposo,
S’i’ Napolitan fosse in Angioino
Lo De Magistris stretto mi terrei,
S’i’ fosse torinese ho l’Appendino
Ch’è un po’ meglio del secco Fassino,
Da bolognese non saprei che fare,
Ho solo i tortellini da mangiare,
S’i’ fosse a Roma allor sarìa romano,
Ricordando l’affondo di Marino
Vedo del sole i Raggi del mattino