venerdì 8 luglio 2016

Rapporto Chilcot: poteva essere un’altra Storia

Il rapporto Chilcot ci dice che la Storia poteva andare in altro modo,
 che si poteva evitare la guerra condotta contro Saddam, che non c’erano le armi di distruzione di massa, e che Bush e Blair potevano comportarsi in altro modo.
 Blair ci dice che era in buona fede e che lo rifarebbe; ma di buona fede si nutrono i più tragici eventi della Storia.  
Il bilancio di quella guerra in Iraq, tra il 2003 e il 2010, è atroce:
gli USA ebbero 4.495 morti, il regno unito 179 (le cosiddette forze alleate ebbero complessivamente 4.815 morti, tra cui 33 italiani; più 468 morti di contractors statunitensi).
Tra l'esercito di Saddam i morti sono solo stimati fra 7.600 e 10.800
La cifra più spaventosa è data dai morti tra la popolazione civile, 160.000 centosessantamila,  e il circa è d’obbligo. Dati da https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Iraq
Alla fine della carneficina si è ereditato un Iraq destabilizzato e una Siria in crisi, e l’insediarsi nei territori di un antagonista pericoloso come lo stato dell’ISIS.

Certo poteva andare altrimenti con presidenti più prudenti e intenzionati ad accettare le decisioni dell’ONU. Una delle conseguenze nefande di quella guerra è stata proprio la perdita di autorevolezza dell’ONU come organismo internazionale capace di portare dialogo e pace tra le nazioni del mondo.  (f.z.)

giovedì 7 luglio 2016

senza colpa per nessuno …

Cosa accadrà dopo non è facile da prevedere: ci sarà un processo, diversi gradi di giudizio, l’imputato si difenderà dicendo che era stata solo una colluttazione, qualche avvocato della difesa dirà che la vittima aveva reagito in modo troppo forte ad una battuta fatta sulla moglie. Ci sarà forse una condanna.
 Intanto la classe politica di ogni colore ha preso le distanze dal fatto, e presto un’altra disgrazia offuscherà questa.
 Resta il fatto che Emmanuel Chidi Namdi è morto a 36 anni;  che era un nigeriano richiedente asilo; che era arrivato in Italia insieme alla sua donna  per fuggire dagli integralisti assassini di Boko Haram; che in un assalto a una chiesa cristiana del suo paese aveva perso entrambi i genitori e una figlioletta; che durante il viaggio attraversando la Libia erano stati aggrediti; che la sua donna aveva subito un aborto durante la traversata in mare sul gommone; che cercavano pace in Italia.
 In Italia, invece,  c’è una strana guerra: una lacerazione sociale di cui nessuno si fa carico;  uno stato sociale disastrato dove gli italiani sono lasciati in abbandono totale su lavoro, casa e bisogni primari; con un premier  che sperpera i pochi soldi disponibili  senza curasi dello stato sociale dei più miserabili; con gli immigrati che vengono vissuti addirittura come avvantaggiati per lo stanziamento di fondi sociali; e c’è anche chi soffia sul fuoco delle contraddizioni dicendo  che stiamo male per colpa dell’Euro, della UE, della Germania, degli immigrati.
 In questo crogiolo di innocenti si può essere ultra di una squadra di calcio e pensare di essere forti e migliori degli altri.





venerdì 1 luglio 2016

Instanbul-Bruxelles; il lontano e il vicino

Instanbul-Bruxelles; il lontano e il vicino
L’impatto della tragedia all’aeroporto di Istanbul è rimbalzato su tutti i telegiornali, eppure quella tragedia è come se apparisse lontana rispetto a quella dell’aeroporto di Bruxelles; eppure è identica, l’unica differenza è che è lontana e coinvolge persone apparentemente diverse da noi, ma sono come noi, lo stesso dolore nel corpo e nella mente.

mercoledì 29 giugno 2016

Disuguali nel pasto fin da bambini

I bambini hanno diritto di mangiarsi il proprio panino durante l'orario della mensa. Così ha deciso la Corte d'appello del tribunale di Torino, che in una sentenza ordina al Comune e al ministero dell'Istruzione di organizzare un servizio ristorazione che permetta di nutrirsi a scuola anche a chi vuole portarsi il pranzo da casa. La battaglia per il "panino libero" era partita da un gruppo di mamme, che tre anni fa avevano avviato la causa dopo aver protestato duramente contro l'aumento del costo dei pasti.
Bene, però è pure vero che i bambini hanno necessità di un pasto caldo, ed è pure vero che il mangiare insieme lo stesso pasto è un fatto educativo che insegna l’essere uguali o simili
Allora la strada è quella di una mensa il cui costo sia accessibile a tutti i bambini!!!

Almeno un buon piatto di minestra per tutti!!!

venerdì 24 giugno 2016

Gran Bretagna: ballo da sola

La Gran Bretagna con il 52% al referendum decide di lasciare la UE. 
Non stava neanche nell’Euro ed aveva ottenuto dalla UE un trattamento speciale,  ma oggi decide di ballare da sola.
Cosa succederà? Fino a ieri hanno parlato quelli che pensavano di prevedere tutto; da oggi cominciano a parlare altri, e anche loro pensano di prevedere tutto. Nei fatti non è facile fare alcuna previsione.  
La Gran Bretagna dovrà pur vendere i suoi prodotti e dovrà pur comprare prodotti di cui manca,  in qualche modo dovrà fare i conti con un nuovo scenario di mercato. 

Al momento,  chi specula tiene le mani tra i capelli, e fino alla digestione della novità: vende in borsa e compra oro. Per chi era andato in Gran Bretagna per un lavoro solo preoccupazioni da gestire.

lunedì 20 giugno 2016

QUANTO SEI BELLA ROMA ...

Poche parole sul voto del 19 giugno 2016

Si conferma in qualche modo che gli italiani che vanno a votare vogliono determinare un qualche cambiamento e miglioramento. 
Attenzione che la stanchezza è forte, e lo dimostra l’elevato dato dell’astensionismo: questa stanchezza può penalizzare subito chi aveva promesso cambiamenti e miglioramenti se non si vedrà qualche frutto.

venerdì 17 giugno 2016

dedicata a Jo Cox


A Jo Cox

Pare che fosse una ragazza
che amava il mondo
Senza cercarlo incontrò
forse un uomo
che amava del mondo una parte
Il tutto e la parte
si scontrarono
senza parlarsi
In quella parte di mondo
parlava nell’istante la pistola

martedì 14 giugno 2016

Le letture della Strage di Orlando


Diciamo come prima cosa che la strage di Orlando nel locale gay è un lutto per l’umanità.
Poi possiamo passare alle tante letture che possono averla originata:
è il gesto isolato di uno squilibrato, ma prontamente è stato rivendicatato dall’Isis, organizzazione estremista islamica che ha messo a ferro e fuoco il medio oriente;
è la conseguenza di una vendita incontrollata di armi belliche ad ogni cittadino americano, il suo fucile automatico di guerra si può agevolmente comprare in USA;
è l’intolleranza contro gli stili di vita omosessuali, intolleranza che spesso accomuna diverse fedi religiose, la distruzione della città di Sodoma è un atto della divinità ed è comune alle tradizioni di tre religioni (ebraica, mussulmana e cristiana) che si richiamano alla Bibbia;
è un atto contro la cultura occidentale che si basa sulla tolleranza degli stili di vita e non discrimina sui comportamenti sessuali;
è una atto contro la libertà dell’uomo, contro i diritti civili, contro il suo essere uguale nella diversità;
è una realizzazione del sé attraverso la violenza sugli altri;
è il non vedere l’altro come componente della stessa umanità a cui tutti apparteniamo;
è lo spostare il riconoscimento umano in un universo oltre la morte, dove può essere premiata ogni azione che tu fai; la bontà dell’azione la decidi tu è può essere il delitto più atroce;
è la condizione della miseria di idee in cui barcolla la nostra moderna umanità.
Per la notizia

sabato 4 giugno 2016

5 giugno CH si vota per il reddito di dignità

Domani 5 giugno 2016 si vota in Italia per le elezioni comunali.
Sì, certo è importante. Ma c’è un appuntamento elettorale fuori dell’Italia che può segnare la storia:
il voto in Svizzera sul Reddito di Base Incondizionato.
E’ difficile che questa conquista sociale possa vincere il referendum, ma in questa battaglia sono importanti anche i dati di una sconfitta. Per vedere se ci sono possibilità di modificare questa società capitalista che espelle i giovani dal mondo del lavoro con l’automazione e non gli lascia alcuna prospettiva.

venerdì 3 giugno 2016

Elezioni amministrative del 5 giugno

S’i’ fosse …
Elezioni amministrative del 5 giugno
Nel mio Comune non si  vota
Ma  s’i’ fosse …

S’i’ fosse de Milan voterei Rizzo
Se ballottano i destri mi riposo,
S’i’ Napolitan fosse in Angioino
Lo De Magistris stretto mi terrei,
S’i’ fosse torinese ho l’Appendino
Ch’è un po’ meglio del secco Fassino,
Da bolognese non saprei che fare,
Ho solo i tortellini da mangiare,
S’i’ fosse a Roma allor sarìa romano,
Ricordando l’affondo di Marino
Vedo del sole i Raggi del mattino

giovedì 2 giugno 2016

2 Giugno, un merito per l’Italia

Sull’Italia e sugli italiani e sui loro problemi spesso si fanno acide battute, e le battute spesso le fanno gli stessi italiani, come se fossero in gara a denigrarsi.
Un po' di meriti l'Italia li ha e in diversi campi. 
Ce ne sta uno di cui andare orgogliosi: la mano che gli ialiani hanno dato in mare per salvare migranti disperati. 


martedì 31 maggio 2016

80 euro, ma da restituire

Un bel po’ d’italiani si sono trovati nella condizione di dover restituire gli 80 euro di bonus; restituzione che è stata chiesta in una sola soluzione per centinaia di euro al momento del conguaglio fiscale annuale.
Il meccanismo del bonus 80 euro del Governo Renzi prevede che il beneficio venga assegnato a chi ha un reddito compreso tra gli 8mila – la soglia di incapienza, sotto cui non si pagano le tasse – e i 26mila euro.
Se il datore di lavoro ha pagato gli 80 euro in base a una previsione che poi a conclusione dell’anno non si è verificata, si arriva alla beffa della restituzione; basta che dal conguaglio venga fuori che hai avuto una retribuzione inferiore a 8 mila o di qualche euro superiore a 26 mila.
Perché il beneficio inventato dal Governo Renzi è un beneficio solo per lavoratori dipendenti di media altezza.
Già il provvedimento era discutibile sotto l’aspetto Costituzionale perché introduceva una diversità di trattamento sul piano fiscale, tra lavoratori dipendenti ed autonomi, e tra percettori di fasce di reddito ignorando gli incapienti. Ma per la tecnica paradossale della previsione ora è diventata anche  una grande fonte di equivoci.
MA QUANTI ITALIANI SONO STATI TRITATI NELL’EQUIVOCO?
Dai dati del dipartimento delle Finanze risulta che nel 2015 (anno d’imposta 2014) hanno dovuto rimborsare il bonus 1,4 milioni di contribuenti. In totale, i lavoratori hanno dovuto ridare all’Agenzia delle Entrate 320 milioni di euro, circa 220 euro a testa…
SONO STATI TRITATI NELL’EQUIVOCO ANCHE I PIU’ POVERI
55 milioni rimborsati da chi è troppo povero
  hanno dovuto restituire il bonus, infatti, 341mila contribuenti che avevano entrate inferiori ai 7.500 euro annui.  In totale, queste persone hanno sborsato 55 milioni di euro, circa 160 euro a testa.

CERTO C’ERA UN MODO SEMPLICE PER EVITARE ERRORI, INGIUSTIZIE ED EQUIVOCI:  BASTAVA CHE IL GOVERNO MODIFICASSE GLI SCAGLIONI DEL REDDITO AI FNI IRPEF – MA NON AVREBBE AVUTO L’EFFETTO PROPAGANDA DI “MODERNITà” DEGLI 80 euro.

UN po’ di giornali della restituzione ne hanno parlato ma senza il dovuto risalto di prima pagina – Molto silenziose, fino ad ora, le TV.






venerdì 27 maggio 2016

I figli sono figli e non sono bebè.


I figli sono figli e non sono bebè.
LETTERA APERTA
AL MINISTRO DELLA SALUTE BEATRICE LORENZIN
 Volersi prendere cura di un figlio non può avere un tempo, è qualcosa senza tempo e scadenza ed è giusto che sia così.
 Un genitore che si fa carico di un figlio cercherà di sostenerlo fino a che diventa adulto e poi spera e teme finché non diventa autonomo con un suo lavoro e con mezzi sufficienti per vivere una vita dignitosa.
 Lo Stato se vuole farsi carico di una parte del carico familiare non può limitarsi a regali per l’evento della nascita o a sostegni per i primi tre anni, può incrementare l’istituto degli assegni familiari già esistente e dare un aiuto fino al raggiungimento della maggiore età. Lo Stato deve instillare sicurezza nei cittadini e non può farlo con la precarietà di un regalo a scadenza.
 Lo Stato doveva (e deve ancora) rispondere all’urgenza dei giovani senza lavoro, doveva trovare una qualche forma di aiuto per chi versa in disoccupazione; sono tanti i vecchi genitori che oggi mantengono figli disoccupati, i figli continuano ad essere figli anche a quarant’anni.
 Quei quarantenni disoccupati erano la base di sviluppo di nuove famiglie, ma difficilmente possono mettersi nell’ottica di fare “bebè” senza un lavoro e senza una casa.
 Non c’è nessun astio e nessuna polemica nei suoi confronti signor Ministro,  
questa lettera forse neanche le arriverà;  c’è solo una considerazione:
tutti i bonus stanziati dal suo Governo: bebè, regalo ai 18 enni,  scuola, 80 euro variamente distribuiti, taglio dell’Imu, facilitazioni alle imprese per le assunzioni a scadenza; tutti questi miliardi erano giusto quelli che potevano bastare per istituire un reddito di cittadinanza, un vero e proprio concreto aiuto per la disoccupazione. Questa misura avrebbe tolto dalla disperazione tanta gente, instillato fiducia e speranza nello Stato, sarebbe nata qualche famiglia in più e qualche figlio in più.
Distinti Saluti
Francesco Zaffuto
Invita tramite ufficiostampa@sanita.it
Riferimento alle notizie riportate su

"L'idea è quella di estendere il bonus bebè per tre anni", ovvero per i primi tre anni di vista del bambino. E' la proposta lanciata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

"Purtroppo - ha detto Lorenzin - in questi anni sul bonus bebè abbiamo risparmiato 1,38 miliardi e questo perché non sono nati bambini. Partendo da tale cifra, basta aggiungere 300 milioni per fare in modo che ad una famiglia con una classe Isee di 25 mila euro possa andare un bonus bebè che passa da 80 a 160 euro al mese, mentre per una famiglia con classe Isee di 7 mila euro si potrebbe passare ad un bonus bebè da 160 a 320 euro al mese; per il secondo figlio si potrebbe invece passare da 240 euro a 400 euro mensili in relazione alla seconda fascia Isee considerata". Questo, ha sottolineato il ministro, "per dare un aiuto pratico ai genitori".

giovedì 26 maggio 2016

E tu quanti professori hai?

E tu quanti professori hai?
54, 184, o addirittura 666 ...
Certo il presidente Renzi non ha tra i professori calibri tipo Rodotà o Zagrebelsky, ma comunque ne vanta ben 184 reclutati tra le varie Università italiane.
Io, pur essendo stato un professore ma solo delle scuole medie superiori, non posso arrogarmi il titolo di stare in cordata né per il sì e neanche per il no. Ma avendo una testa simile a quella di un muratore o di un artigiano di buon livello posso ardire di pensare e mi dico.
Avrei votato sì, se il Senato fosse stato completamente cancellato, se la Camera fosse stata ridotta al sufficiente numero di 300 deputati;  e se la legge elettorale fosse stata varata come legge costituzionale di garanzia e non come un grimaldello modificabile dalla prima maggioranza che passa. Pare che non sia così, e per quale accidenti di motivo dovrei dire di sì. E se la domanda è una sola su queste riforme dico: NO

Francesco Zaffuto

martedì 24 maggio 2016

strategie aziendali


L’immagine è la copertina del trattato sulla guerra del generale Carl von Clausewitz – le parole qui di seguito sono dell’Amministratore Delegato dell’Enel Francesco Starace, parole pronunciate in un evento per gli studenti dell’Università privata Luiss di Roma l’aprile scorso

“Per cambiare un’organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo dell’organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere fisicamente questi centri di potere. Per farlo, ci vogliono i cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità sproporzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi malessere all’interno dell’organizzazione dei gangli che si vuole distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da ispirare paura o esempi positivi nel resto dell’organizzazione. Questa cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo pochi mesi l’organizzazione capisce perchè alla gente non piace soffrire. Quando capiscono che la strada è un’altra, tutto sommato si convincono miracolosamente e vanno tutti lì. È facile”.

Al link qui di seguito trovate anche il video  dove potrete vedere con quale voce serena e pacata  parla di guerra e raccoglie applausi

mercoledì 4 maggio 2016

Il pacco va spacchettato

Sì  o no
O con me o contro di me
Ma stiamo scherzando?  Parlare così con in gioco la Costituzione, la legge fondamentale dello Stato!
Il Parlamento è stato due anni a cincischiare con una mole di provvedimenti di riforma, gli italiani debbono dire di sì o di no a tutto il blocco senza nemmeno prendere in considerazione i diversi aspetti.
Il superamento del bicameralismo perfetto, con la sola fiducia al Governo data dalla Camera lo voterebbe la gran maggioranza degli italiani
La nomina dei senatori attraverso un meccanismo di cooptazione delle Regioni, mezzo elettorale e mezzo pasticciato è considerato odioso dalla maggioranza degli italiani.
Il pacco referendario di tutta la riforma, senza poter fare una distinzione,  è un vero e proprio PACCO che nasconde la brutta sorpresa di un plebiscito su una persona.
No al pacco, va spacchettato in più quesiti valutabili distintamente dagli italiani con la dovuta attenzione.
La proposta è partita dai radicali ed è stata anche fatta propria dal movimento 5 stelle.
Gli osservatori interessati dicono che la proposta di spacchettamento è stata fatta per ostacolare Renzi.  
Ma è possibile che ogni atto o pensiero in questo Paese deve avere come riferimento il sostegno o meno a Renzi!?
Spacchettare il PACCO è nell’interesse del paese: per  non buttare al mare una parte di lavoro svolto dal Parlamento e chiedere di aggiustare solo le parti errate.
 Lo spacchettamento dipenderà anche dalla raccolta di firme e dalle decisioni di Cassazione e Corte Costituzionale.
SE IL PACCO RESTA CON LA SOPRESA AUTORITARIA ALLORA:
NO AL PACCO e  NO AL PORTATORE DEL PACCO

04/05/16 Francesco Zaffuto

martedì 3 maggio 2016

TTIP, il comunicato e la manifestazione di Greenpeace

fino a ieri Europa e Stati Uniti hanno discusso il TTIP (Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti) a porte chiuse e in gran segretezza.
Questo nonostante le proteste di milioni di persone, preoccupate che l'accordo potesse aggirare le norme europee basate sul "Principio di Precauzione" in base al quale prima di immettere un prodotto sul mercato, deve esserne provata la sicurezza per la salute umana, ambientale e animale.
Di questo principio, che oggi protegge 500 milioni di cittadini europei dagli OGM e dalla carne trattata con ormoni, non c'è traccia negli accordi!
I nostri timori hanno avuto conferma! Greenpeace Olanda ha avuto accesso a buona parte dei testi negoziali del TTIP: 248 pagine di documenti che dimostrano che avevamo ragione: le pressioni USA per aggirare le norme europee sono enormi!
Tutti i cittadini ora possono conoscere il contenuto del TTIP fino ad oggi rimasto segreto, ed attivarsi per bloccarlo subito!


Roma 7 maggio 2016
ore 14.00 ritrovo in Piazza della Repubblica

dalla mattina in PIAZZA SAN GIOVANNI

TTIP FREE BIO&ECO MARKET, LEZIONI IN PIAZZA, INFO

e per finire… CONCERTONE!


Per informazioni e adesioni
stopttipitalia@gmail.com
Aiutaci a sostenere la campagna di finanziamento dal basso #StopTTIP

domenica 1 maggio 2016

Buon Primo Maggio 2016


Buon Primo Maggio 2016  a tutti i lavoratori che spandono il seme del proprio lavoro e a tutti i disoccupati, a cui viene impedito di seminare.

- link su l'opera di Van Gogh e Millet - http://arpaeolica.blogspot.it/…/05/buon-primo-maggio-2016.h…

martedì 26 aprile 2016

Chernobyl, il 26 aprile di 30 anni fa


Chernobyl, il 26 aprile di 30 anni fa  - Per non dimenticare
Ricordo quei giorni a Milano, si aveva paura anche a mangiare l’insalata; con il mio amico Angelo Scebba, che possedeva un contatore Geiger, andavamo in giro per la città e in certi punti si sentiva aumentare il ticchettio degli impulsi del contatore che segnalava presenza di radiazioni.
Abbiamo avuto due referendum in Italia che ci hanno allontanato dall’avventura atomica, ma è ancora un’avventura a cui l’umanità non ha posto fine. L’Iran, nonostante le riserve di petrolio, ha voluto costruire la sua centrale nucleare, e sempre nuovi scienziati ci saranno che proporranno centrali dette “sicure”. Atomo civile e atomo di guerra stanno accoppiati come potenza in grado di distruggere terra ed umanità.

Francesco Zaffuto

Libertà per Ashraf Fayadh, e una sua poesia

sabato 23 aprile 2016

Davigo, Pirandello e gli altri …

da Pirandello – “Il berretto a sonagli”
Ciampa:  …Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s'allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel'insegno io come si fa. Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza! …
Testo integrale del dramma “Il berretto a sonagli” su

Dopo l’intervista di Davigo
ecco arrivano le scandalizzate reazioni
Al Quirinale e al Csm la vicenda viene seguita con attenzione e preoccupazione. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, nel tardo pomeriggio, scrive una nota, concordata col Colle.
Per tutta la giornata si susseguono interventi e tweet da parte di esponenti dem, oltre che di Ncd e Forza Italia. Tra i big del Pd parla solo Matteo Orfini che ricorda come ci siano, oltre a politici che rubano, “anche molti altri politici che non solo non rubano…
Lorenzo Guerini e lo stesso Ermini, in costante contatto, guidano le danze, danno il via libera ad alcune repliche ma sempre restando sotto la soglia di sicurezza per evitare il muro contro muro.
Tra queste, ci sono le parole di Andrea Romano che parla di “frizione scappata” e la nota di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, magistrato, che invita la giunta dell’Anm a “battere un colpo”, a “prendere posizione pubblicamente”, auspicando che quella di Davigo si riveli solo una opinione “personale e isolata”.   
E c’è chi parla di crociata contro il Governo

martedì 19 aprile 2016

I dati referendum e la sindrome di Gela


Nell’ultimo referendum del 17 Aprile 2016 ci sono due dati ben lontani e particolari rispetto al panorama Italia, e sono: la regione Basilicata e la città di Gela (in Sicilia). La Basilicata è l’unica regione dove si è raggiunto il quorum, la città di Gela il centro dove si è registrata la partecipazione più bassa al voto 15,19%. Mentre l’elevata partecipazione degli abitanti della Basilicata può essere messa in relazione a una reazione contro il comportamento delle ditte petrolifere che hanno recentemente speculato ed inquinato. La mancata partecipazione degli abitanti di Gela è più difficile da interpretare.
Gela è stata sede di una delle più grandi raffinerie petrolifere d’Italia. Quell’insediamento industriale nella vicina periferia di Gela fu definito “cattedrale nel deserto”, furono spesi un gran quantitativo di soldi pubblici inizialmente per costruirlo;  e ora, dopo tanti anni, si aspetta di spendere un gran quantitativo di soldi pubblici per riconvertirlo o smantellarlo.
 Quel grande insediamento industriale nel bene e nel male diede lavoro agli operai che ci lavoravano, ma non riuscì a far decollare nessun indotto, rimase nel deserto e il deserto restò deserto economico.
 Gli abitanti di Gela accettarono e fecero delle difficoltà virtù, nonostante l’inquinamento investiva aria e territorio, legarono per tanto tempo le loro speranze allo sviluppo di quella cattedrale, negli ultimi anni si sono accorti che dopo tanto predare ora si passava a smantellare i rottami.
 Gli abitanti di Gela sono stati sempre attivi e politicamente impegnati, hanno sostenuto lotte ed accolto le novità politiche che venivano prospettate: hanno dato fiducia a Crocetta che ora è Presidente della regione, hanno dato fiducia al PD per tanto tempo, delusi sono passati a votare in massa per i cinque stelle ed hanno determinato l’elezione di un sindaco pentastellato, ed hanno avuto anche qualche delusione con l’ultimo sindaco a 5 stelle.
 La percentuale bassissima del 15,19% - solo 9112 votanti su 60005 aventi diritto – è stata considerata dall’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, ora Presidente della regione Sicilia, come un suo merito e come dimostrazione del suo appoggio a Renzi seguito dai gelesi.
«La Sicilia è stata compatta, si è schierata con Renzi - ha aggiunto -. La risposta del popolo siciliano è stata netta. E mentre facevo il bagno riflettevo sul fatto che a inquinare il mare a Gela, in passato, non sono state le trivelle ma la raffineria. E oggi l'estrazione petrolifera non c'è più. Guardavo poi l'orizzonte e di trivelle non ne ho vista nemmeno una»
Lascio da parte ogni commento alla rapida  evoluzione di Crocetta verso il renzismo e sulla sua presunzione di ammantarsi di un consenso dell’84% dei gelesi; penso che il non voto dei degli abitanti di Gela sia dovuto ad una grave sindrome di scoraggiamento.
Se questo scoraggiamento invaderà l’Italia la democrazia sarà a rischio.

Francesco Zaffuto

foto Anic di Gela - la raffineria vista dalla strada provinciale

lunedì 18 aprile 2016

L’Italia si chiama Basilicata per il resto si chiama Renzi

Se gli italiani il pozzo nero ce l’hanno sotto casa, e qualcuno glielo ha detto e fatto vedere, allora qualche riflessione la fanno; se invece sta lontano preferiscono tenere il cervello in riposo.
La Basilicata è la regione con la maggior affluenza al voto per il referendum sulle trivelle: con il 50,32% è l'unica regione ad aver "raggiunto il quorum". Maglia nera per l'affluenza invece al Trentino Alto Adige che si è fermato al 25,16%. Sempre la Basilicata conquista inoltre il record per il maggior numero di Sì, circa il 96%.
Si conferma alla grande la vittoria della matematica di Renzi, puntare sull’astensione degli italiani. Il risultato va ben oltre le stesse aspettative: l’astensione ormai strutturale di circa il 40% delle elezioni politiche diventa di quasi il 70% per un referendum difficile, mal compreso e poco dibattuto. Questo lo stato delle cose, addolcire il risultato con analisi pietose serve a ben poco; dileggiare il comportamento degli italiani poi serve solo a peggiorare le condizioni del paziente.

18/04/16 Francesco Zaffuto