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giovedì 18 dicembre 2014

Giorni gravidi di Storia

Finalmente Cuba e USA si riconoscono e vogliono porre fine a una interdizione reciproca che durava da più di mezzo secolo.
Il Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato una risoluzione di riconoscimento dello Stato di Palestina e chiede a israeliani e palestinesi di fare un passo per chiudere una contesa bellica che dura da 66 anni.
C’è la necessità di chiudere un passato come Storia e aprire gli occhi sul presente, perché il presente è terribile:  i 132 bambini uccisi in una scuola rappresentano la ferocia di questo presente.

L’Europa, la traballante Europa, è stata costruita sulla speranza di “mai più guerra tra le nazioni europee”; l’ONU, anche se debole nella sua autorità,  dopo la seconda guerra mondiale, è stato costruito sulla necessaria considerazione che va salvato con la pace il nostro piccolo pianeta affollato di uomini. Questi due preziosi istituti vanno rafforzati per porre una barriera alla ferocia della guerra sempre strisciante e sempre più coinvolgente.

martedì 27 dicembre 2011

No Monti a Cuba


Decreto-leggi del Consiglio di Stato, 3 Decreti da parte del consiglio dei Ministri, e 66 risoluzioni ed istruzioni di ministri e capi di entità nazionali.

-più di 800 milioni di pesos saranno destinati dallo Stato cubano al conferimento di sussidi a persone con basse entrate, come parte della Legge di Presupposto per il 2012.
-il governo cubano destinerà 17 mila 347 milioni 800 mila pesos all’Educazione, Salute ed altre necessità sociali nel presupposto dell’anno 2012.
-nel presupposto del 2012 si assegneranno circa 400 milioni di pesos alla protezione a persone con situazione finanziaria critica -tra questi handicappati ed invalidi e quelli risultati disponibili nel processo del nuovo ordinamento lavorativo.
-la legge finanziaria termina l’anno con un deficit stimato del 3,8% con relazione al Prodotto Interno Lordo, compiendo il limite di deficit promosso dall’Assemblea Nazionale nella Legge di Presupposto 2011.
-il Prodotto Interno Lordo cresce di un 2,7% nell’anno 2011.
-alla chiusura del 2011, la produttività di tutti gli occupati nell’economia, cresce di un 2,8%.
-più di 357 mila cubani esercitano un lavoro privato.

……….
Immagine – un murales a Cuba con il volto del Che – da internet - http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2011/01/cuba01.jpg

venerdì 7 ottobre 2011

8-9 ottobre - Qualcosa sul CHE


Giace disteso come il Cristo del Mantegna ma con accanto chi descrive le sue ferite e si vanta della sua morte.
Ecco la cronaca di quei giorni
“….. Ernesto Che Guevara viene fatto prigioniero l'8 ottobre del 1967 è portato nella scuola di La Higuera in cui rimane fino al 9 mattina; venne informato dell'arresto il Presidente della Bolivia, che alle nove di sera si reca dall'ambasciatore degli Stati Uniti a La Paz e alla sua presenza telefona a Washington: la risposta fu che il Che doveva morire e subito, perché costituiva un grave pericolo per gli interessi degli Stati Uniti e della Bolivia. … Decisero quindi di ucciderlo … Gli spararono all'una e dieci del giorno 9.
Nel pomeriggio il cadavere venne trasportato a Valle Grande nell'ospedale Señor de Malta, dove gli tagliarono le mani per permettere ai periti argentini di fare le prove dattiloscopiche. Gli agenti della Cia volevano tagliargli anche la bella testa per inviarla negli Stati Uniti, ma i medici di Valle Grande si opposero e il cadavere venne dapprima esposto a Valle Grande e poi sepolto in un luogo segreto, in una fossa comune, nei pressi dell'aeroporto di quella città. ….”
Questi brani sono stati tratti da
che contiene una curata biografia sul Che.
Era il lontano 1967, l’anno dopo il volto del Che diventava il simbolo delle lotte dei giovani in tutto il mondo. Il Che non era un uomo di pace, ma è stato amato anche dagli uomini di pace perché la sua lotta era in difesa dei diritti universali dell’uomo. Il tempo ha offuscato tanti miti della storia, quello del Che continua a vivere per la grande generosità con cui visse la sua vita; Guevara non capitalizzò le sue vittorie, aveva la consapevolezza di continuare a lottare finché c’erano oppressi in ogni angolo della terra, ecco alcune sue frasi del discorso ai giovani del 1962: “… vi chiedo di essere essenzialmente umani, ma così umani da avvicinarvi al meglio di ciò che è umano, purificare il meglio dell'uomo attraverso il lavoro, lo studio, l'esercizio della solidarietà continua con il popolo e con tutti i popoli del mondo; sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentirvi angosciati quando in qualche angolo di mondo si uccide un uomo ed esultare quando in qualche angolo di mondo si alza una nuova bandiera di libertà. “

domenica 4 luglio 2010

CUBA: FARINAS IN FIN DI VITA




Havana - Il dissidente cubano Farinas, in sciopero della fame da 4 mesi, e' in fin di vita. Lo riferisce il quotidiano del Partito comunista cubano Granma, precisando che Farinas ha comunque riacquistato un po' di peso grazie alle flebo che gli vengono somministrate nell'ospedale di Santa Clara, dove e' stato ricoverato l'11 marzo scorso .
"Ha una trombosi alla vena giugulare, molto vicino ai polmoni e al cuore. C’è il rischio che possa essere fatale", ha detto la madre di Farinas.
L’alimentazione forzata a cui era sottoposto non si riesce a continuare a causa di un’infezione batteriologica e viene sostenuto solo con alcuni minerali e zuccheri per via endovenosa.
Il dissidente ha cominciato lo sciopero della fame il 24 febbraio per chiedere la liberazione di una ventina di detenuti malati considerati prigionieri di coscienza da Amnesty International.
Il governo cubano nega che ci siano detenuti politici e considera gli oppositori "mercenari" pagati dagli Stati Uniti.
Per Farinas, psicologo e giornalista di 48 anni, questo è lo sciopero della fame numero 21 dal 1995 (in pratica Farinas può essere paragonato in qualche modo al nostro Pannella). L’ultimo sciopero della fame il giornalista cubano lo ha mantenuto nel 2006 per sei mesi per chiedere l’accesso libero ad Internet per tutti i cubani.

Compagno Fidel,
è vero che non esistono detenuti politici a Cuba?
è vero che a Cuba esiste la libertà di stampa e di espressione?

Il «Lìder màximo» in persona dopo la morte di Orlando Zapata decise di parlare e con un biglietto indirizzato al presidente del Brasile e letto alla televisione nazionale ha detto : «sa da tempo che nel nostro paese mai alcuna persona è stata torturata. Mai è stato ordinato l’assassinio di un avversario, mai si è mentito al popolo. Alcuni invidiosi del suo prestigio e della sua gloria, e peggio ancora, coloro che sono al servizio dell’impero, l’hanno criticato per la sua visita a Cuba. Si sono serviti per ciò di calunnie che circolano da mezzo secolo contro Cuba».

Nel crudele secolo che è stato il novecento siamo stati in tanti a guardare a Cuba con speranza; c’era il riscatto dalla dittatura batista, c’era la liberazione dei popoli del Sud America, c’era la figura del Che morto che ci spezzava il cuore.
La lotta per una società più giusta è inscindibile dalla lotta per la libertà e per la verità; allora compagno Fidel è il caso di verificare le tue stesse parole: a 83 anni, fai appello alle tue ultime energie, fai un giro nelle carceri e chiedi ad uno ad uno a quei dissidenti che ti ha indicato Farinas “cosa c’è che non va a Cuba ?”, sicuramente ti servirà come bilancio e può essere un gesto che apre un nuovo orizzonte per il mondo che resta dopo di noi, mondo che ha bisogno di credere nella giustizia e nella libertà.
04/07/10 francesco zaffuto
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immagine - carcerati Van Gogh

AGGIORNAMENTI SULLA NOTIZIA

http://it.euronews.net/2010/07/09/il-dissidente-cubano-farinas-interrompe-lo-sciopero/