venerdì 7 ottobre 2011

8-9 ottobre - Qualcosa sul CHE


Giace disteso come il Cristo del Mantegna ma con accanto chi descrive le sue ferite e si vanta della sua morte.
Ecco la cronaca di quei giorni
“….. Ernesto Che Guevara viene fatto prigioniero l'8 ottobre del 1967 è portato nella scuola di La Higuera in cui rimane fino al 9 mattina; venne informato dell'arresto il Presidente della Bolivia, che alle nove di sera si reca dall'ambasciatore degli Stati Uniti a La Paz e alla sua presenza telefona a Washington: la risposta fu che il Che doveva morire e subito, perché costituiva un grave pericolo per gli interessi degli Stati Uniti e della Bolivia. … Decisero quindi di ucciderlo … Gli spararono all'una e dieci del giorno 9.
Nel pomeriggio il cadavere venne trasportato a Valle Grande nell'ospedale Señor de Malta, dove gli tagliarono le mani per permettere ai periti argentini di fare le prove dattiloscopiche. Gli agenti della Cia volevano tagliargli anche la bella testa per inviarla negli Stati Uniti, ma i medici di Valle Grande si opposero e il cadavere venne dapprima esposto a Valle Grande e poi sepolto in un luogo segreto, in una fossa comune, nei pressi dell'aeroporto di quella città. ….”
Questi brani sono stati tratti da
che contiene una curata biografia sul Che.
Era il lontano 1967, l’anno dopo il volto del Che diventava il simbolo delle lotte dei giovani in tutto il mondo. Il Che non era un uomo di pace, ma è stato amato anche dagli uomini di pace perché la sua lotta era in difesa dei diritti universali dell’uomo. Il tempo ha offuscato tanti miti della storia, quello del Che continua a vivere per la grande generosità con cui visse la sua vita; Guevara non capitalizzò le sue vittorie, aveva la consapevolezza di continuare a lottare finché c’erano oppressi in ogni angolo della terra, ecco alcune sue frasi del discorso ai giovani del 1962: “… vi chiedo di essere essenzialmente umani, ma così umani da avvicinarvi al meglio di ciò che è umano, purificare il meglio dell'uomo attraverso il lavoro, lo studio, l'esercizio della solidarietà continua con il popolo e con tutti i popoli del mondo; sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentirvi angosciati quando in qualche angolo di mondo si uccide un uomo ed esultare quando in qualche angolo di mondo si alza una nuova bandiera di libertà.

3 commenti:

  1. hasta siempre....comandante.

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  2. "E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore." (Che)
    hasta la victoria siempre

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