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lunedì 22 maggio 2017

Ue chiede: italiani con redditi alti, pagate l’IMU

Riunione Eurogruppo.
 Bruxelles incalza l'Italia perché reintroduca l'Imu per redditi alti. Per il 2018, afferma, l'Italia dovrà fare uno "sforzo di bilancio sostanzioso", e le politiche dovranno sia "rafforzare la ripresa" che assicurare la sostenibilità dei conti": lo scrive la Commissione Ue nelle raccomandazioni.

venerdì 19 settembre 2014

Mal di Tasi


Sulla prima casa si chiamava ICI, poi si chiamò IMU, poi arrivò il grande prestigiatore che la tolse, poi arrivò un governo appoggiato dal grande prestigiatore che l’ha rimessa sotto un altro nome:  TASI.  E, forse, l’anno prossimo si chiamerà in altro modo.
Per effetto della  “prestigitazione”, la TASI si dice che è inferiore all’IMU e nel contempo in tanti casi è aumentata, un mistero!  Ognuno deve fare i conti per i fatti suoi e non è facile fare confronti, perché nel Comune limitrofo può esistere un’altra realtà. Per quel che mi consta sono passato, per la mia casa di abitazione, da 366 euro  l’anno  agli attuali 416 euro l’anno (li ho voluto fotografare).
7779 comuni sono riusciti a pubblicare entro il termine le delibere assunte dai rispettivi consigli e in molti si pagherà il 16 ottobre l’acconto e il 16 dicembre il saldo. In alcuni  Comuni, distratti o fortemente ritardatari o fortemente travagliati da disaccordi,  dove non sono state approvate le delibere, il versamento avverrà a dicembre con l'aliquota base dell'1 per mille; beati quelli che vivono in questi comuni.
I comuni che hanno deliberato si sono sbizzarriti:  sull’aliquota dall’1 al 3,3 per mille, sulle tipologie di detrazione, fino ad arrivare alla doppia imposizione di IMU e TASI in certi casi.
In pratica siamo passati dall’idea di esonerare in toto dalle imposte la prima casa all’idea di tassarla nel modo più difforme possibile. Lasciare ai comuni la possibilità di decidere in merito alle aliquote dentro una banda di oscillazione poteva essere un criterio,  ma lasciarli liberi di stabilire le detrazioni è diventato un assurdo. La cosiddetta detrazione per le case più modeste varia da comune a comune, alcuni comuni fanno riferimento per le detrazioni al reddito di chi ci abita, altri no. In pratica in un comune la tua condizione di povero ti fa diventare ricco e in un altro comune la tua condizione di ricco ti fa diventare povero. Data la delicatezza della questione prima casa penso sia opportuno un indirizzo nazionale sulla detrazione per le case modeste abitate da persone con reddito modesto.
19/09/14 francesco zaffuto

Qui tre comuni vicini tra loro e diversi: Milano, Sesto San Giovanni, Monza, ma sicuramente la realtà nazionale è ancora più variegata:
Milano
aliquota del 2,5 per mille
Detrazioni –
euro 115,00 per le abitazioni con rendita catastale fino a euro 300,00
euro 112,00 per le abitazioni con rendita catastale fino a euro 350,00
+ un complesso meccanismo di detrazioni legate anche al reddito per rendite catastali superiori
per i beni classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sono dovuti sia TASI, sia IMU – con Tasi dovuta per 0,8 per mille
Monza
aliquota del 2,5 per mille
su abitazione principale e sue pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1 – A/8 e A/9 (case signorili, ville e castelli), sulle quali si paga solo l’IMU.
Detrazione fissa € 60,00 per l’abitazione principale e le relative pertinenze, con una rendita inferiore o uguale a 300 euro ( + alcune detrazioni per specifici casi di indigenza).
Sesto San Giovanni
La TASI si calcola con l’aliquota del 3,3 per mille
detrazione di 78,00 euro per fabbricati e relative pertinenze con rendita catastale fino a 800,00 euro
La TASI si paga solo sull’abitazione principale e le sue pertinenze,escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (case signorili, ville e castelli), sulle quali si paga solo l’IMU.


immagine - 416 euro, la mia Tasi

lunedì 4 febbraio 2013

FARE DIVENTARE L’IMU SULLA PRIMA CASA TASSA DI SCOPO PER AFFRONTARE IL PROBLEMA CASA NEI COMUNI



Qui non si tratta di contrastare quello che dice Berlusconi sull’IMU, si tratta di vedere se chi si presenta alle elezioni è sufficientemente ispirato a una politica improntata alla solidarietà.
 La prima differenza sul problema casa è:  avere o non avere una casa. Chi una casa non ce l’ha, in questa economia di crisi, si trova in queste condizioni:
1 - si sobbarca ad affitti esosi (spesso in nero che costano allo Stato in termini di evasione fiscale, il governo Berlusconi pensava di ricavare dalla cedolare secca sugli affitti 5 miliardi e ne ha incassato meno di uno).
2 -  non riesce ad ottenere un mutuo (perché le banche hanno stretto le concessioni sui mutui da quando è scoppiata la crisi dei mutui subprime)
3 – non riesce ad ottenere l’assegnazione di una casa popolare perché c’è una fila di attesa lunghissima.
 L’IMU sulla prima casa deve essere molto contenuta sulle case piccole e modeste; deve essere sospesa per chi non ha redditi o ha un reddito inferiore ai limiti della decenza; va considerata prima casa anche quella di chi non ci abita e si è spostato per motivi di lavoro o di salute.
 Chi ha un reddito normale ed ha una casa, non è rovinato se paga un’imposta contenuta.
 L’ IMU sulla prima casa si è detto che è stata reintrodotta principalmente per sostenere le finanze  comunali che si trovano in difficoltà, ma un primo compito dei Comuni è quello di risolvere in modo efficiente e solidale il problema casa. Allora si faccia diventare l’IMU sulla prima casa tassa di scopo, l’incasso venga lasciato tutto ai comuni con vincolo di destinazione esclusivo  per:
-        1) acquisto di vecchie strutture abitative in vendita per riqualificarle dal punto di vista edilizio e destinarle a case popolari;
-               2)  costruzione di nuove case popolari;
-              3) sostenere la concessione dei mutui con un parziale intervento dei comuni stessi (attualmente le banche si rifiutano di concedere mutui che corrispondono al 100% del valore degli immobili, la parte mancante potrebbe essere concessa con una fideiussione comunale).
E’ odiosa l’IMU se si pensa che sarà destinata agli stipendi di Parlamentari e in generale ai costi e agli sprechi della politica. Ma se l’IMU diventa solidale si può risolvere il problema casa per le nuove generazioni e creare un volano economico per il lavoro nell’edilizia di tutti i Comuni, edilizia che in questo momento versa in gravi difficoltà.
 La stessa imposta IMU sulle seconde, e terze (ecc …) case dovrebbe servire ad eliminare l’imposta di registro che grava al momento dell’acquisto di case. L’imposta di registro rende nei fatti più onerose l’operazione di smobilizzo degli immobili, la sua eliminazione o il contenimento darebbe ossigeno all’economia. Per tanti proprietari di seconde case l’effetto IMU è quello di renderli propensi alla vendita, ma attualmente il mercato è bloccato, l’alleggerimento dell’imposta di registro può fare riprendere il mercato con effetti positivi.
 Carissimi Ingroia, Vendola, Bersani, Grillo, nomino voi perché siete quelli su a cui distribuirò i miei voti tra Camera, Senato e Regione Lombardia,  fate frullare la solidarietà nel vostro cervello e si trova anche la soluzione dei problemi; non si tratta di contrastare Berlusconi ma di guardare ai bisogni degli strati più disagiati del popolo italiano.
 E in particolare,  all’esimio professor Monti: il problema di conti e dell’economia si risolve facendo marciare l’economia anche in senso della giustizia sociale, e non solo spremendo come dei limoni i lavoratori.
 Per quanto mi riguarda non mi sono presentato a queste elezioni ma un programma di governo ce l’ho.
 A tutti i cittadini italiani: smettete con questo eterno lamento di essere italiani e pensate, non limitatevi a digerire i pettegolezzi e le chiacchiere della politica, pensate con la vostra testa,  discutete con i vostri blog, confrontatevi con i colleghi di lavoro e con i vicini di casa, scoprirete che la politica è l’unico modo per affrontare i problemi più importanti, ma nel senso della solidarietà e non solo per farvi i cazzi vostri.
04/02/13 francesco zaffuto
Immagine – acquerello, case vecchie – e prima di costruire case nuove, vanno recuperate le vecchie nei diversi comuni. 

martedì 18 dicembre 2012

Meglio l’IMU, ma con la casa che non crolli


Ci sono case e Case, ci sono quelle con c minuscola e quelle con la C maiuscola. Quelle con la c minuscola sono piccole, a volte umide, a volte con servizi che funzionano male, e a volte crollano.
 A Palermo un’altra tragedia, crolla una palazzina. L’anno scorso era successo ad Agrigento;  ancora una volta quel costruire casa povera su casa povera e scivola tutto giù …con morti e dispersi tra le macerie.
Qui la notizia del recente crollo a Palermo
 Non c’è niente di male a pagare qualcosa di IMU, se la tassa è ben proporzionata e se tiene conto delle difficoltà di chi ci abita. Ma le case non debbono crollare e i comuni debbono meglio sorvegliare sulle ristrutturazioni. Ci sono tante case vecchie nelle città che dovrebbero essere risanate e poste in sicurezza e questo è lavoro per tanti; privato e pubblico dovrebbero darsi una mano per avviare opere di risanamento in tanti centri storici. Allora se la tassa è una forma di solidarietà tra ricchi e poveri va bene … ma con amministratori e ingegneri più attenti … In questo momento abbiamo IMU e case che crollano.
18/12/12 francesco zaffuto
Immagine – case presepe dal sito http://www.prolococoriglianocalabro.it/?cat=10

mercoledì 12 settembre 2012

Difficile: costruirsi una casa con le proprie mani


Ho ricevuto la richiesta di spazio per questa lotta in corso a Ravenna, volentieri inserisco nel mio blog.
(Articolo di Matteo Mattioli)
Negli ultimi anni parole come “autocostruzione” e “autorecupero” di edifici sono divenute di uso comune tra le Istituzioni pubbliche che sponsorizzano e promuovono iniziative volte a consentire a cittadini “deboli” di realizzare, partecipando attivamente, la propria casa abbattendo i costi di costruzione.
Autocostruzione significa partecipare attivamente e condividere una modalità di produzione dell’alloggio, nella quale i futuri abitanti sono direttamente e materialmente impegnati nella realizzazione delle loro abitazioni.
Così, sulla scorta di tale nuova politica abitativa, il Comune di Ravenna nel 2005 sigla un Protocollo di intesa con Alisei ONG. “Il Comune si impegna a sovraintendere, coordinare e vigilare in tutte le fasi la corretta attuazione del progetto di autocostruzione”, Alisei ONG, invece, assumeva l’onere di “mettere a disposizione la propria struttura tecnica e le proprie esperienze e conoscenze nel settore, al fine di offrire al programma una solida regia e direzione edilizia, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, ad assicurare il supporto tecnico per la direzione lavori”.
Nell’anno 2006, al fine di individuare le famiglie che avrebbero beneficiato di tale iniziativa, il Comune di Ravenna pubblicò un bando destinato a cittadini svantaggiati. Venivano individuate 14 famiglie, metà delle quali composte da cittadini extracomunitari, che, dopo aver ottenuto da Banca Etica l’apertura di una linea di credito a loro favore (€ 1.245.000,00) intorno al novembre dell’anno 2006, iniziavano ad impiegare la loro forza lavoro (circa 1.500 ore a testa) nel cantiere di Filetto.
Ma nel corso dell’anno 2009, dopo che le attività che richiedevano la manodopera degli autocostruttori (Cooperativa Mani Unite) erano terminate, e dopo che la Banca Etica aveva erogato ad Alisei circa 80% delle risorse economiche, Alisei abbandonava il cantiere dichiarando poi fallimento.
E’ dal 2009, dunque, che il cantiere è nelle medesime condizioni: già da 3 anni avrebbero dovuto sorgere le abitazioni e invece le costruzioni sono solo al 50% della loro realizzazione definitiva: uno scheletro costituito di mattoni, ferro e sterpaglie, che per essere ultimato necessita di ancora 1.000.000,00 di Euro.
Di elementi tali da far supporre che i lavori di costruzione a Filetto non stessero proseguendo come previsto, ve ne sono stati molti: risorse economiche che avrebbero dovuto essere impiegate nel cantiere (perché relative alla linea di credito aperta a nome della Cooperativa Mani Unite), “dirottate” da Alisei su cantieri di autocostruzione diversi, emissione di SAL (stato avanzamento lavori necessario per ottenere dalla banca la relativa tranche di denaro) attestanti percentuali dei lavori maggiori rispetto a quanto realizzato, assenza di risposte dinnanzi alle contestazioni scritte degli autocostruttori, nessun intervento da parte degli Enti coinvolti nel Progetto.
Dal lontano 2009 gli autocostruttori di Filetto si sono sentiti abbandonati.
Più volte hanno richiesto all’Amministrazione comunale di individuare una soluzione ma le richieste sono rimaste inascoltate, inoltre,non potendo permettersi, dal punto di vista economico, l’assistenza di un legale e non avendo ricevuto offerte di solidarietà in tal senso né da parte del Comune né da parte del Foro di Ravenna, sono stati costretti ad inventarsi una strada per ottenere giustizia e per tale motivo, stanchi ma ancora speranzosi, dal 26 giugno, cioè da 74 giorni, stanno occupando il cantiere.
Qualcosa ora sembra muoversi.
Sabato 1 settembre si è tenuto in cantiere un incontro con la Cooperativa alla presenza del Sindaco di Ravenna e dell’assessore Gabrio Maraldi nel corso del quale sono state individuate date importanti, già a partire dalla prossima settimana, e si è convenuto, che entro dicembre 2012, il tavolo di incontri deve positivamente concludersi. L’improvvisa scomparsa dell’assessore appena citato, di qualche giorno successiva a quell’incontro, fa temere un’ulteriore posticipazione dell’avvio delle trattative. Nonostante tutto gli autocostruttori credono che il Comune manterrà gli impegni assunti e confidano nel pieno rispetto delle scadenze indicate. La loro occupazione, per il momento, proseguirà.
Immagine – il secchio del muratore

lunedì 4 giugno 2012

Ricominciare dal terremoto


Anche ieri alle ore 21,00 un’altra scossa ha martoriato le popolazioni dell’Emilia, il terzo terremoto in pochi giorni.
Va acquisita la consapevolezza che trattasi di un problema grave che investe tutta l’Italia: la pianura padana è entrata nella carta sismica del paese con tutto l’impatto che si può avere in termini umani ed economici.
Una vasta area del paese che fino all’aprile 2012 era considerata a basso rischio sismico diventa ad alto rischio sismico. Questi fatti debbono portare alla consapevolezza di una grande questione nazionale: Governo, Parlamento, partiti e movimenti debbono prendere atto che occorre partire da questo evento per disegnare tutta l’azione politica nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Prendere atto che l’Italia è una nazione interamente sismica significa che i criteri delle nuove costruzioni debbono tenere conto di questo dato, e per le costruzioni vecchie debbono essere eseguiti interventi di adeguamento (o di demolizione e ricostruzione) . Un piano in questa direzione può avere la necessità di interventi economici di entità enorme a cui debbono contribuire enti pubblici e privati.
La soluzione non può essere solo quella dell’assicurazione per i danni del terremoto; tra l’altro malamente delegata al settore privato, come previsto dal decreto 59 (TERREMOTO: fatti vostri); si tratta di adeguare a criteri antisismici un intero paese per case, edifici pubblici, e monumenti di rilievo artistico.
Nelle costruzione delle case nuove spesso i privati sono disposti a spendere tanto per quelle cose che si vedono: le mattonelle di pregio nei bagni o le porte in legno pregiato; per le norme di sicurezza si fidano di quello che dicono i costruttori, allora i costruttori debbono essere legati a normative precise e ad adeguati controlli.
La salvaguardia del territorio e del patrimonio edilizio può diventare un vero e proprio motore di sviluppo economico per il paese, è una strada che va coraggiosamente iniziata anche perché trattasi di un lungo percorso.
04/06/12 francesco zaffuto
Immagine una casa antisismica in un laboratorio di sperimentazione – tratta dal link:

martedì 14 febbraio 2012

Il mattone svizzero degli italiani


Comprare casa a Lugano può costare fino a 20.000 franchi al mq (notizia riportata dal Corriere pagine Lombardia del 13/02/12), tradotti in Euro al cambio attuale sono qualcosa come 16.550 euro al mq. Se andiamo a confrontare i prezzi con le zone più esclusive di Milano troviamo prezzi di 10.000 al mq. in San Babila o 13.000 al mq in via Montenaloleone. Ad avere fatto saltare i prezzi nella piccola cittadina svizzera adagiata sul lago sono proprio gli italiani, quelli che investono sul mattone svizzero, comprano un rifugio per i propri averi; e quelli che possono dimostrare un reddito annuo di 250 mila euro annui sono pronti a chiedere la cittadinanza in Svizzera (visto che questo è considerato un requisito di buona salute per una possibile cittadinanza).
Se si considera che non tutti gli svizzeri sono banchieri, di questo aumento di prezzo delle case non possono essere certo contenti gli operai e gli impiegati del Ticino.
14/02/12 francesco zaffuto
Immagine – foto lago di Lugano

lunedì 21 novembre 2011

ICI che va e IMU che viene


Reintrodurre l'ICI: uno smacco micidiale per Berlusconi che arrivò al potere nel 2008 sull’onda dell’eliminazione dell’ICI sulla prima casa. La reintroduzione è stata auspicata appena un mese fa dalla Banca d'Italia e ora il governo Monti si prepara a vararla, sta riflettendo sull’eventuale cambio del nome, chiamarla ancora ICI oppure IMU – Res – Ics.
La eliminazione dell’ICI sulla prima casa nel 2008 introduceva una sorta di populismo fiscale dove gli italiani proprietari di una prima casa venivano trattati tutti allo stesso modo; in pratica il proprietario di un monolocale in una casa di ringhiera nel quartiere più sfigato di una città era assimilato per condizione al proprietario di una casa di sette stanze nelle piazze del centro.
Oggi, tutti a rincorrere il bisticcio delle parole e lo stesso Monti evita di pronunciare la parola “patrimoniale” che fa venire l’orticaria al PdL. Ma la proprietà di una casa o di più case si chiama proprietà patrimoniale, non possiamo certo cambiare le regole del Dizionario della lingua italiana per fa piacere al detronizzato Berlusconi. La questione nelle imposte è sempre del rispetto della proporzionalità e della progressività rispetto alla ricchezza; chi ha una misera prima casa di proprietà può essere esentato o può pagare pochi euro l’anno, chi ha una casa più ricca può pagare qualcosa in più, chi ha una seconda e terza casa qualcosa in più, chi ha una gran villa in Sardegna molto di più. Tutto sommato è semplice, il decreto potrebbe farlo anche un ragazzo appena diplomato, ma visto che abbiamo il governo dei grandi professoroni vediamo cosa sono capaci di fare e se sono liberi dal pregiudizio sulla innominabile “patrimoniale”.
21/11/11 francesco zaffuto
Immagine – da internet - le case di una via prestigiosa di Milano – via Montenapoleone