lunedì 21 novembre 2011

ICI che va e IMU che viene


Reintrodurre l'ICI: uno smacco micidiale per Berlusconi che arrivò al potere nel 2008 sull’onda dell’eliminazione dell’ICI sulla prima casa. La reintroduzione è stata auspicata appena un mese fa dalla Banca d'Italia e ora il governo Monti si prepara a vararla, sta riflettendo sull’eventuale cambio del nome, chiamarla ancora ICI oppure IMU – Res – Ics.
La eliminazione dell’ICI sulla prima casa nel 2008 introduceva una sorta di populismo fiscale dove gli italiani proprietari di una prima casa venivano trattati tutti allo stesso modo; in pratica il proprietario di un monolocale in una casa di ringhiera nel quartiere più sfigato di una città era assimilato per condizione al proprietario di una casa di sette stanze nelle piazze del centro.
Oggi, tutti a rincorrere il bisticcio delle parole e lo stesso Monti evita di pronunciare la parola “patrimoniale” che fa venire l’orticaria al PdL. Ma la proprietà di una casa o di più case si chiama proprietà patrimoniale, non possiamo certo cambiare le regole del Dizionario della lingua italiana per fa piacere al detronizzato Berlusconi. La questione nelle imposte è sempre del rispetto della proporzionalità e della progressività rispetto alla ricchezza; chi ha una misera prima casa di proprietà può essere esentato o può pagare pochi euro l’anno, chi ha una casa più ricca può pagare qualcosa in più, chi ha una seconda e terza casa qualcosa in più, chi ha una gran villa in Sardegna molto di più. Tutto sommato è semplice, il decreto potrebbe farlo anche un ragazzo appena diplomato, ma visto che abbiamo il governo dei grandi professoroni vediamo cosa sono capaci di fare e se sono liberi dal pregiudizio sulla innominabile “patrimoniale”.
21/11/11 francesco zaffuto
Immagine – da internet - le case di una via prestigiosa di Milano – via Montenapoleone

6 commenti:

  1. Che idiozia italiota cambiare il nome: e richiamatela ICI, no?

    Su proporzionalità, progressività e giustizia non mi faccio illusioni: lo scopo è succhiare soldi ai cittadini, ai poveracci che hanno lavorato una vita per avere UNA casa (facendogli pure credere di essere "bravi" a succhiargliene pochi, o non troppi) mentre si sa che i disonesti evasori coi soldi nel cu** hanno la casa al mare intestata alla moglie, quella in montagna intestata a una società, e quella al lago intestata al tuo gatto (che nemmeno lo sa...) :-(

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  2. Cambio del nome...palese operazione "anti-smacco-per-il-nano" !

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  3. Buonasera Francesco, e buon inizio di settimana! Sperando che tu ti sia più che ripreso dalla "sosta ospedaliera", mi vorrei accodare, per questo tuo post, al pensiero chiaro e inequivocabile e più che condivisibile di Zio Scriba! Questo governo, tra l'altro, non sembra già esser visto di buon occhio, forse per i precedenti, che lo stesso Monti, porta su di sè ... io vorrei evitare di essere troppo precipitosa perciò aggiungo solo "staremo a vedere"!
    A presto!

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  4. Se torna all'impostazione pratica data dal governo Prodi mi sembra una cosa giuusta!

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  5. Ad Adriano,
    in buana parte mi trovo d'accordo con te: l'esonero per chi ha una casa povera e un limitato contributo che va crescendo in relazione al valore dell'immobile, poiché è sempre spiacevole pagare elevate somme impositive per la casa destinata alla propria abitazione.
    saluti

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