giovedì 19 dicembre 2013

sosta d'inverno

Buon Natale
e buon anno
a tutti i passeggeri che sono passati da qui
Claude Monet - Treno nella neve o la locomotiva", 1875- Olio su tela 78 x 59 cm Musée Marmottan-Monet, Paris

mercoledì 18 dicembre 2013

tutti a casa

L’immagine con la locandina del film “Tutti a casa” è solo un fuori tema.
Il - Tutti a casa – oggi viene rivolto a tutta la componente politica
E’ NECESSARIO UN CHIARIMENTO
Se “tutti a casa” significa nuove elezioni e rispetto per i nuovi risultati elettorali, il "tutti a casa" sta nell’ambito della democrazia.
Se “tutti a casa” significa qualcos’altro, allora diventa un’incognita molto gravida di sorprese. Le sorprese possono portare fino ad una dittatura imposta con la forza.
I soggetti che oggi dicono “tutti a casa” non sembrano, al momento, rappresentare un pericolo di dittatura, ma la mancanza di chiarezza prepara la strada alla fine della democrazia. Quelli che dicono “tutti a casa”  debbono pure dire che c … vogliono.
18/12/13 francesco zaffuto

sabato 14 dicembre 2013

il 2 per mille dei partiti

Il governo Letta ha fatto una accelerazione per dimostrare che toglie il finanziamento ai partiti e lo vara per decreto (ma entro 60 giorni deve pur sempre essere approvato dal Parlamento).

Ripeto in buona parte quanto già detto in un post del maggio di quest’anno.

Dove sta la grande novità delle misure del governo  Letta?
  Si tratta sempre di un finanziamento perché viene dalle imposte che gravano sui cittadini;  un due per mille che dovrebbe incassare lo Stato che viene destinato ai partiti; anche le stesse detrazioni d’imposta per le donazioni volontarie sono nei fatti un minore introito fiscale dello Stato.  
 La novità sta tutta nel fatto che i partiti vengono trattati come le chiese e come le ONLUS di beneficenza a cui attualmente si può stanziare l’8 per mille e il 5 per mille.
 Ma i partiti sono come le chiese e come degli enti di beneficenza????
 Direi proprio di no,  sono dei gruppi associativi che intendono gestire la cosa pubblica, sono quello che di fatto diventerà CESARE.
  La Costituzione nell’istituire CESARE protegge la libertà dei cittadini con il suo articolo 48.
Art. 48 Costituzione
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. …

 Questo articolo parla espressamente di uguaglianza nell’espressione della volontà, libertà e segretezza. La segretezza tutela la stessa libertà.  Firmare su un modulo fiscale nei fatti elimina la segretezza e rende palese l’intenzione di voto e l’orientamento politico.  

 L’unico aspetto positivo di questo provvedimento del governo Letta è quello che: ove il cittadino non fa la scelta la parte del 2 per mille rimane allo Stato. Sempre che questa condizione non venga cancellata in una fase successiva.

 Riguardo al finanziamento dei privati si è posto un limite di 300.000 euro l’anno, fatta come donazione di un singolo (bontà sua, ma Bondi l’ha considerato un tradimento di Alfano ).

 Infine, occhio, che questa legge porterà forse qualche timido beneficio alle casse dello Stato a partire dal 2018, perché entrerà in vigore gradualmente per evitare traumi ai partiti che ancora vivono con il vecchio finanziamento.

 Se proprio si voleva mantenere un finanziamento si poteva stabilirlo in base allo stesso numero dei voti ricevuti in sede elettorale, liberi e segreti. Bastava limitarlo ad un euro per ogni voto, ma noi in Italia siamo un po’ complicati.

14/12/13 francesco zaffuto


Immagine – il bauletto del tesoro, tipico dei film sui pirati

lunedì 9 dicembre 2013

La Grande Porta di Kiev



Qui viene proposto l’ascolto de la Grande Porta di Kiev, episodio conclusivo dai "Quadri di un'esposizione" di Modest Mussorgskij;  nella versione originale composta per piano da Mussorgskij  ed eseguita dal pianista Sergei Yerokhin.
Ieri in Ucraina la grande statua di Lenin è stata abbattuta, come fosse la statua dell’attuale zar, e le piazze sono gremite di manifestanti che chiedono la caduta dell’attuale governo filorusso e l’entrata in Europa.
Se si guarda alla Storia, agli antichi rapporti con la Russia degli zar,  alle meno lontane catastrofi lasciate in Ucraina dalla politica sovietica di Stalin,  una qualche ragione storica si potrebbe rintracciare. Ma la cosa più assurda è quella di vedere una Ucraina che vuole entrare in Europa mentre nella stessa Europa si sta sviluppando il movimento di quelli che vogliono uscire dall’Euro e dall’Europa.
L’Europa vive in una strana contraddizione: più è diventata grande e più il suo recinto protettivo diventa contraddittorio. Nella fase iniziale del dopoguerra gli stati europei erano pervasi da uno spirito di costruzione di una comunità solidale e nel contempo da una difesa di interessi di mercato, oggi pare solo restare  lo spirito della convenienza messo spesso in crisi da interessi contrastanti. Il fine europeo di essere competitivi sul mercato mondiale, in Italia è accompagnato dall’incendio della fabbrichetta cinese di Prato e dai morti sulle spiagge di Lampedusa.  Il recinto parziale di livello continentale pare non funzionare più e si rinnova la tentazione di ritornare ai recinti nazionali.  L’Europa necessita di un ripensamento, ma  abbiamo bisogno di una Europa solidale in un Mondo solidale.
 Non è facile affrontare i problemi mondiali con una sola ricetta, eppure la questione mondo da utopia si è tradotta in necessità. La questione Uomo sarebbe semplice: un po’ di pane, acqua pulita, aria respirabile, un luogo  per ripararsi dal freddo o dall’eccessiva calura e un modo per smaltire gli escrementi. Ma l’uomo deve combattere contro la tirannia del proprio Io e la tirannia dell’Io dell’altro uomo. Si può solo fare un elenco di problemi mondiali: diritti umani, salvaguardia del pianeta, limiti allo strapotere finanziario.  Dal 2008 ad oggi ormai contiamo più di cinque anni di crisi e non si è riuscita a varare una piccola tassazione sulle transazioni finanziarie né a livello di G20 e né a livello europeo.
Le note del russo Mussorgskij  sono il dono gratuito di un artista al popolo ucraino e alla sua città, forse aumentando la capacità di ascolto si può trovare compassione e ragione.

09/12/13 francesco zaffuto

sabato 7 dicembre 2013

COME CAVALLI SBANDATI

Sebastiano De Albertis – “il richiamo di cavalli sbandati” 1893 olio su tela 83x130 (Gallerie di Piazza Scala,  Milano)
In questo dipinto di Sebastiano De Albertis ci sono al centro di un campo dei cavalli sbandati. Due cavalli sellati e senza cavalieri  stanno in primo piano e nel loro stesso istante di movimento comunicano il disagio di chi si è perso, il terzo cavallo sta correndo lontano.  Sentiranno il richiamo del corno del campiere? E’ un’incognita che resta sospesa in un cielo ampio e leggermente dorato.
Questo dipinto forse è eccessivamente bello per descrivere le questioni che esporrò appresso, eppure oggi gli italiani sono come cavalli sbandati.
 Dopo la decisione della Corte Costituzionale di cancellare il porcellum pare che lo stesso Parlamento della Repubblica (eletto con quella legge) venga ad essere delegittimato. Si levano da parte di partiti di opposizione richieste di riconteggio  degli eletti, si reclamano nuove elezioni a breve, mentre incombono tutti i problemi economici e i rapporti sempre più delicati con l’Europa.
In qualche modo le istituzioni, il Parlamento e lo Stato vivono una condizione di fatto e non è certo possibile dichiarare illegittime tutte le leggi e gli atti che si sono approvati in otto anni di porcellum vigente. Ma una cosa è il passato ed un’altra cosa è il futuro. Una cosa è l’ordinario ed un’altra cosa è lo straordinario. Gli atti passati possono essere salvati, ma i per i futuri è necessaria la riflessione sulla legittimità.
  Leggi di bilancio, sul lavoro, e per l’ordinaria amministrazione, sono  possibili;  una nuova legge elettorale che rispetta il dettato costituzionale e il diritto dei cittadini di esprimere la preferenza sui candidati è possibile;  ma una legge di riforma della Costituzione fatta da questo Parlamento è il paradosso dei paradossi. Quindi non sono possibili tutte quelle belle cose che da anni si propongono nel libro dei sogni: Senato delle regioni, eliminazioni di province, semipresidenzialismo ecc. ecc. … Se questo Parlamento, eletto con le liste bloccate e con l’ultrapremio di maggioranza,   tocca, modifica o manipola l’articolo 138 della Costituzione, è come se venisse a cadere in Italia tutto l’impianto della logica della filosofia occidentale.
07/12/13 francesco zaffuto

Qui il link di una petizione urgente su questo argomento presentata sul blog Verità e Democrazia

venerdì 6 dicembre 2013

non dovete avere paura della vostra luce


Nelson Mandela ha lasciato questo mondo. Nel secolo contraddittorio e spesso buio che è stato il 900 Mandela è stata una luce di libertà, coraggio e rispetto per la dignità umana

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

dal suo discorso inaugurale 1994 come Presidente del Sud Africa 

La foto d'immagine utilizzata in questo post da http://www.artspecialday.com/mandela-un-super-uomo-dallanimo-invincibile/

mercoledì 4 dicembre 2013

POCELLUM ABUSIVO


LA CORTE COSTITUZIONALE SI è PRONUNCIATA - Il porcellum è anticostituzionale. 
Gli abusivi resteranno parcheggiati in Parlamento, ma non potranno riprodursi con la stessa legge.  
Dal 21 dicembre 2005 siamo stati fuori dalla Costituzione
qui lo schema delle legislature fuori norma: data elezioni, insediamento e i giorni di durata
XV Legislatura9-10 aprile 200628 aprile 200628 aprile 2008732
XVI Legislatura13-14 aprile 200829 aprile 200814 marzo 20131.780
XVII Legislatura24-25 febbraio201315 marzo 2013
La Sentenza arriva con un po' di ritardo ma meglio tardi che mai. 
 La Corte non poteva agire prima perché può intervenire solo se viene sollevata una eccezione di incostituzionalità; ma gli abusivi sapevano bene di essere abusivi.
Dopo questa sentenza, se non interverrà una nuova riforma  elettorale si andrà a votare con la legge precedente;  e anche in questo caso non sarà facile che si possano determinare maggioranze stabili. 

Qui la notizia riportata dall'Ansa

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul Porcellum, ha dichiarato illegittimo sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate. Lo rende noto la Corte. 
La Corte costituzionale - si legge in una nota - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza - sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica - alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali "bloccate", nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza.

"Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali". Lo afferma la Consulta, dopo aver bocciato il Porcellum.

immagine - una seduta della Corte Costituzionale - da internet

Studio di fattibilità

«Una candidatura di Berlusconi alle europee in Ungheria o Bulgaria? Non si può escludere, anche se conoscendo Berlusconi non credo che la stia prendendo in considerazione». È il senatore Roberto Formigoni, intervistato da Radio Capital. «Se ne parla da settimane, perché qualcuno si era premurato di far avere a Berlusconi delle analisi sulla fattibilità - rileva il senatore appena confluito nel Nuovo centro destra Ncd - C’è qualcuno che insiste su questa ipotesi, ma non credo che alla fine si candiderà. Ha detto chiaramente che vuole stare in Italia e, eventualmente, subire le pene in Italia».
Su questo post un dettaglio sulle norme
L’ipotesi di cui parlano di più i giornali italiani, insomma, a leggere le norme è impossibile. In via del tutto teorica e ancora più astratta, Berlusconi dovrebbe allora rinunciare alla cittadinanza italiana e prenderla da un’altra parte: solo che i tempi per ottenere la cittadinanza in altri Stati sono molto lunghi ... Si fa allora l’ipotesi della Bulgaria, dove il presidente della Repubblica potrebbe concedergli la cittadinanza per decreto.

Immagine – una marmellata bulgara, di solito molto buone e senza ingredienti politici

martedì 3 dicembre 2013

8 dicembre

L’idea che un qualsiasi cittadino vagamente orientato verso una componente politica possa andare a votare per le primarie di una coalizione che sta scegliendo il leader è comprensibile. Ma l’idea che un qualsiasi cittadino possa andare a votare per il segretario di un partito mi pare un po’ bislacca.
Considerato che io non appartengo al PD, e che sono solo vagamente orientato a sinistra, non andrò a votare in queste primarie.
Il segretario di un partito dovrebbe  “in qualche modo”  dar conto dei propri atti agli iscritti del partito; e con loro dibattere e redigere un programma. Ma se il segretario è eletto da una base ben più ampia degli scritti potrà dire che il suo parere conta ben di più.
Ricordo vagamente una canzone di Gaber che diceva “democrazia è partecipazione”; individuare solo un uomo a cui affidare il destino non mi pare un buon esercizio.
Le personalità nella storia hanno avuto una loro incidenza, spesso grande, e raramente hanno lasciato dei bei ricordi. Occorre entrare nel merito delle cose da fare;   e occorrono tanti uomini liberi, responsabili e pensanti.
03/12/13 francesco zaffuto

Immagine – l’uomo del destino acquerello

domenica 1 dicembre 2013

IMUMBECILLI

Abbiamo capito qualcosa? Hanno capito qualcosa?
E’ come se fosse nata una nuova razza quella degli Imumbecilli.
Noi tutti, che in qualche modo abbiamo contribuito a generarli, e loro che  per  otto mesi hanno fatto chiacchiere e calcoli per poi arrivare alla conclusione più ingarbugliata.
Siamo al 1 dicembre e ancora Governo e Comuni non ci danno una indicazione chiara:
se dobbiamo pagare o no entro il 16 dicembre,
su quanto dobbiamo pagare entro il 16 dicembre
e se la data del 16 dicembre sia ultimativa..
Qui le notizie cabalistiche
Intanto allarme di Caf e commercialisti che sono in confusione.
Non si ipotizza minimamente che un cittadino si possa fare i calcoli da solo per pagare l’imposta, ormai siamo imumbecilli.
01/12/13 francesco zaffuto


(immagine “Giurlanno e la crisi” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/) nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi -  Giurlanno è come Giufà:  un giovane demente, almeno così è considerato dalla società. Nella fotocomposizione il suo volto sorpreso il suo volto è manipolato da quattro mani.

mercoledì 27 novembre 2013

Dopo la decadenza


Alle ore 17,40 il Senato, con il voto su nove ordini del giorno, ha determinato la decadenza di Silvio Berlusconi. Si conclude un epoca? Dal punto di vista della carriera istituzionale sì, ma dal punto di vista politico pare ancora di no. Mentre al Senato si discuteva e votava, Berlusconi incitava con un comizio la piazza per la sua resurrezione.
Cosa potrà accadere nel prossimo futuro? Molto dipende anche da quello che deciderà il Tribunale di sorveglianza che ai sensi del codice di procedura penale (articoli 678 – 666 – e 667) dovrà esprimersi su come il condannato dovrà scontare la pena. Quell’anno di reclusione, se non si concretizzerà in carcere, diventerà detenzione domiciliare o destinazione ai servizi sociali. Lo stesso personaggio si è affrettato a richiedere, tramite i suoi avvocati, l’affidamento ai servizi sociali.
Cosa si verrebbe a determinare con  Berlusconi ai servizi sociali? C’è da immaginarselo,  continui servizi giornalistici su quello che sta facendo durante la giornata:  “ha preso la scopa”, “ha raccontato una spassosa barzelletta in un ricovero”, “ha seminato delle zucchine in una comunità”. Un anno di propaganda elettorale intensiva con tutte le televisioni scatenate, quelle sue e quelle della Rai che seguono a rimorchio ogni notizia spassosa.
 La detenzione domiciliare costringerebbe il personaggio a starsene appartato a studiare, meditare e riposarsi; il personaggio dovrebbe starsene in una delle tante case, senza fare festini e senza eccessivi sprechi di energia;  considerata l’età ne potrebbe guadagnare in salute.
 Legittimo che il condannato chieda, ma altrettanto legittimo che il Tribunale disponga. Si tratterà di decidere se dare un anno di spettacolarizzazione o un anno di silenziosa meditazione al proprio domicilio.
27/11/13 francesco zaffuto

Immagine – dipinto di Thomas Couture – I romani e la decadenza – Museo d’Orsay Parigi

lunedì 25 novembre 2013

Manager in Svizzera e referendum

La Svizzera si tiene gli stipendi d’oro dei suoi manager.  Il referendum che voleva introdurre forti limitazioni ai compensi di chi siede al vertice di multinazionali, istituti di credito e società quotate in Borsa è stato bocciato con  il 65,3% di no. Si è recato alle urne  il 40% degli aventi diritto degli elettori dei 26 cantoni della Confederazione
 Il disegno di legge, presentato da Partito socialista, Verdi e organizzazioni sindacali voleva introdurre un tetto massimo ai compensi dei manager che avrebbero potuto percepire «solo» 12 volte lo stipendio dei loro dipendenti di fascia più bassa. Oggi la proporzione è invece mediamente di 1 a 200
Corriere della Sera
Corriere del Ticino
Il fatto quotidiano
Nota di questo blog -
Un altro  referendum si tenne  otto mesi fa in Svizzera  sui compensi dei manager, ma per aspetti diversi. In quel caso venne approvata a larghissima maggioranza (67%) una legge in base alla quale gli stipendi d’oro dei manager avrebbero dovuti essere approvati non più dai consigli d’amministrazione ma dall’assemblea degli azionisti delle società ed essere commisurati ai risultati di bilancio. Diciamo che gli svizzeri si espressero contro l’ipotesi che i manager decidessero sui propri stipendi in modo autoreferenziale.
Nel caso del referendum di ieri gli svizzeri si dovevano esprimere per il contenimento della distanza  tra il lavoro di un manager e quello di un dipendente di base.  I  risultati sono stati inequivocabili:  il 60 % degli svizzeri non si è recato alle urne (il problema non li ha sfiorati)  e tra i votanti è prevalsa l’idea che sia meglio pagare i manager abbondantemente.
L’idea di una qualche uguaglianza pare che  non piaccia agli svizzeri e lo dicono con  la democrazia diretta. Ma in  qualche modo questo ultimo referendum proposto portava con se una contraddizione: non si trattava di un limite all’arricchimento in generale ma di un limite all’arricchimento dei manager. Il manager nei fatti è colui che sostituisce gli azionisti, dirige al poso del “cosiddetto padrone”. Chi si può avvantaggiare di un pagamento limitato del manager privato? Se il minore pagamento non si traduce in aumento per  le paghe dei dipendenti di base, nei fatti ad avvantaggiarsene sono gli azionisti (coloro che hanno messo nell’impresa solo il capitale). Visto in questa prospettiva il risultato del referendum in Svizzera può avere interpretazioni meno semplificate.
Riguardo a paragoni con la situazione italiana, occorre fare qualche distinguo. Si badi bene che in Svizzera si parlava di limite per i manager anche privati. In Italia non si pone neanche il problema per i manager pubblici e per  i politici, pagati con le tasse o con l’espansione del debito pubblico (argomento affrontato su “dritti” e purtroppo acquisiti- seconda puntata)
25/11/13 francesco zaffuto

Immagine – Il gigante Gargantua contornato da vacche -  nelle illustrazioni  di  Gustave Doré, del libro di Rabelais Gargantua e Pantagruel  

domenica 24 novembre 2013

“dritti” e purtroppo acquisiti- seconda puntata


Questo post in parte continua il dibattito del post precedente “dritti” e purtroppo acquisiti

Non è facile affrontare il tema dei “diritti acquisiti” dal punto di vista giuridico.
La Corte Costituzionale con una sentenza del 11 ottobre del 2012 bocciò addirittura quel minimo prelievo che il governo Berlusconi aveva osato fare con il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010. Quel decreto si limitava a ridurre stipendi e pensioni di alti dirigenti introducendo un prelievo in questa misura sugli emolumenti superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonche' del 10 per cento per la parte eccedente 150.000 euro …
 Per la Corte Costituzionale tale provvedimento contrastava con gli articoli 3 e 53 della Costituzione.
Se leggiamo gli articoli vediamo che:
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
 È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 Dal punto di vista formale la Corte faceva riferimento alla pari dignità ed uguaglianza con i dipendenti privati,  e faceva riferimento all’obbligo comune di concorrere tutti alla spesa pubblica in base alla propria capacità contributiva; le misure di Berlusconi in materia di riduzione degli stipendi  per concorrere alla spesa pubblica vennero considerate per “conseguenza logica”  incostituzionali.
Eppure se si guarda al secondo comma dell’articolo 3, salta evidente agli occhi di tutti anche il secondo comma: E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini
 Una buona legge con in riferimento a questo secondo comma è sempre possibile, se la si vuole fare. Una legge capace di distinguere tra diritti e privilegi.
 Se si considera che una pensione erogata dallo Stato di 5.000 euro netti al mese sia già notevolmente elevata rispetto ad una minima, si può fare una legge per eliminare pensioni superiori a 5.000 euro nette e tutte le situazioni di pensioni doppie che fanno superare complessivamente detto limite. L’enorme cifra risparmiata può essere portata in diminuzione del debito pubblico e in diminuzione delle imposte che gravano lavoro e imprese.
 Non cadono poi in miseria, deputati, ministri, giudici, manager di stato se si arriva ad una legge che contiene i loro stipendi entro i 10.000 euro netti al mese, e ben ampia resta la distanza con i lavoratori che si arrangiano a vivere con 1.000 euro di paga al mese. 
 Questo per quello che paga lo Stato e i suoi enti (compresa la Rai).
 Per quanto riguarda le aziende private, facciano quello che vogliono in tema di retribuzioni e di pensioni (se costruite senza agevolazioni fiscali). Massima libertà; fatta salva l’applicazione dell’articolo 53 in tema di proporzionalità e progressività delle imposte.
 Una ricchezza meglio divisa e meglio distribuita fa inoltre crescere l’economia, dà nuovo impulso alla domanda di beni, trasferisce complessivamente i beni dalla tesaurizzazione al consumo.
21/11/13 francesco zaffuto


Immagine – Pellegrini mangiati in insalata -  Illustrazione  di  Gustave Doré, del libro di Rabelais Gargantua e Pantagruel  

venerdì 22 novembre 2013

Lutto nazionale

Sardegna 16 morti e un disperso. Tra i morti anche un’intera famiglia di brasiliani di 4 persone  che abitava in uno scantinato.
Oggi

dopo il doveroso minuto di silenzio è necessario
riflettere e dire
"Dietro questa tragedia ci sono follia, stupidità, ingordigia. E' colpa di partiti e speculatori. E in queste ore la giunta regionale sta approvando regole ancora più permissive per chi costruisce vicino ai fiumi". Renato Soru attacca. L'ex presidente della Regione Sardegna si dimise cinque anni fa in polemica contro i partiti che ostacolarono il suo piano paesaggistico regionale. Una legge all'avanguardia che impediva di costruire vicino a coste e fiumi, e metteva un freno alla speculazione.

“Ogni anno, almeno dal 2009, nel periodo che va da settembre a novembre, assistiamo almeno a un evento grave come è stato Genova e oggi la Sardegna. Non possiamo escludere più nulla: siamo in balìa dell`allerta meteo perché il territorio non è più in grado di reagire, noi non stiamo facendo nulla, in questi anni non abbiamo messo nulla a sistema”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale geologi, Gian Vito Graziano, intervenendo a Tgcom24.

Le tragedie provocate dalla natura ci saranno sempre ma la gravità delle tragedie spesso deriva dal comportamento degli uomini. I politici non hanno solo il compito di assecondare democraticamente l’elettorato, hanno anche il compito di educare il popolo e dire di no tutte le volte che i comportamenti possano pregiudicare la sicurezza, altrimenti la democrazia diventa una pericolosa convivenza. (f.z.)

Immagini – tricolore in lutto + foto dell’alluvione in Sardegna da  http://www.fanpage.it/maltempo-sardegna-lutto-nazionale/

martedì 19 novembre 2013

“dritti” e purtroppo acquisiti


Intervento di Antonio Pilato

Le due facce del "diritto acquisito": del ricco potente e del povero impotente
Quando sentiamo che gli emolumenti dorati della classe politica e dei manager, “divinamente superdotati”, non possono essere toccati, modificati, perché un diritto acquisito, mi salta subito in mente la spudorata legge feudale tedesca del maggiorascato, giustificata come divina, ma che nulla aveva della trascendenza. Così avviene ancora oggi nel nostro bel paese Italia, a favore di politici.

E a tutte le osservazioni critiche, che la gente comune muove contro i loro stipendi altissimi (che fanno girare e saltare le palle, quelle vere e anche di acciaio, non quelle di Letta, perché temperate e irrobustite dal continuo allenamento alla sofferenza, alla lotta per la sopravvivenza), e poi contro le pensioni cosi dette d'oro, le buone uscite, che non possono assolutamente compararsi a quelle di mille insegnanti insieme, ebbene, quando contro questa razza umana privilegiata dalla politica immonda o da altre disonorate ruffianerie, si dice, si chiede insistentemente, sopratutto in questo periodo di crisi, di tassare diversamente la ricchezza e di abbassare il livello di remunerazione da ladri, fissando una volta per sempre, un tetto limite, si risponde che non è possibile perché il loro è un diritto ormai acquisito.

Ma quale diritto? Tutti i diritti degli uomini mortali, hanno un valore finito, temporale. Nessuna legge, nessun diritto scende da Dio. Lo stesso avviene per le riconosciute intelligenze di alto spessore, come si dice dei manager, per fare un esempio, a cui le aziende pubbliche e private affidano i loro investimenti per moltiplicarlo a rischio minino o addirittura zero. Anch'esse vanno pagate adeguatamente, ma mai sproporzionatamente, come tuttora si fa: il presidente del' INPS, per fare ancora un esempio, Mastracazzi o Mastrapasqua, uno fra gli ultimi della carretta dorata, prende uno stipendio che supera quello di cento e più impiegati. Anche di lui è altissima l'intelligenza? Dobbiamo anche ringraziare Dio per averla concessa ad un uomo che l' adopra a nostro vantaggio? Anche costui gode straordinariamente di un diritto acquisito?

Se, per concludere, resterà intoccabile il reddito stratosferico dovuto per un'intelligenza superdotta, di conseguenza e senza rimedio continuerà a pagare la classe dei mediocri, che sono i filosofi, storici , scienziati, artisti, medici, insegnati, impiegati, artigiani, lavoratori, casalinghe, e ancor peggio le numerosissime famiglie, gli studenti, ecc. ecc..

E ciò è vero. Ne danno conferma tutte le vicende di cronaca vera, a scapito sempre del poveraccio, che per mala sorte , senza sufficiente intelletto, paga da solo la ricchezza di tutti a causa del diritto acquisito, alla povertà e allo sfruttamento. Contrariamente al ricco, dotato per grazia divina di abilità cognitiva, è riconosciuto il diritto acquisito di sguazzare entro fiumi di denaro, e se gli fosse possibile anche di godere di vedere strisciare ai suoi piedi masse informi dei senza cervello.

A futura memoria
18 novembre 2013


Immagine – il gigante Gargantua – un’antica illustrazione di Gustavo Dorè del libro di Rabelais (i giganti di Rabelais erano simpaticoni e amavano soprattutto mangiare, questi venuti alla luce sono tanti e amano anche macchine e case di lusso, un generale lustro e potere)

domenica 17 novembre 2013

IL PASTICCIO DEL TUC

In cucina il pasticcio può essere una buona  portata, nel campo delle tasse è solo un modo per confondere la mente ai cittadini.
Mischiare la tassa sui rifiuti insieme all’imposta comunale sui servizi indivisibili è stato già fatto abolendo la vecchia TARSU e introducendo da appena un anno la TARES ( TARES e TARSU ). Con la TUC si vuole fare un pasticcio più complesso. 
 Il cittadino deve avere l’illusione che non paga più l’IMU sulla prima casa. La parola IMU non si può più pronunciare, ma si vuole lo stesso incassare quel denaro;  allora non gli si cambia solo il nome alla vecchia IMU  ma addirittura la si mescola con altre imposte e tasse.
 La tassa sui rifiuti è in relazione a un servizio ben preciso, come dire ti pago il francobollo e la lettera deve arrivare a destinazione. Ti pago la tassa sui rifiuti e i rifiuti debbono essere raccolti e smaltiti in modo corretto. Voglio sapere come hai destinato quei sodi che hai raccolto per lo smaltimento dei rifiuti, voglio sapere per quale motivo sto annegando nell’immondizia nonostante ho pagato la tassa sui rifiuti. E’ una tassa che debbo pagare perché produco rifiuti e non perché sono proprietario di una casa, posso essere solo un inquilino e produrre rifiuti. Non c’era nessun motivo per accorpare la tassa sui rifiuti nella complessa TARES comunale  e non c’è nessun motivo logico di accorparla con la TUC. Solo il motivo perverso di generare confusione. 
Con questo nuovo intreccio impositivo temo che complessivamente si pagherà anche più dell’IMU;  e che quei piccoli proprietari  di prima casa, che prima erano chiaramente esonerati dall’IMU,  ora cadranno nel pasticcio dell’imposta comunale complessiva.
17/11/13 francesco zaffuto


Immagine – un pasticcio di pasta alla greca – se volete qui trovate anche la ricetta http://www.odealvino.com/primi/il-pastitsio-pasticcio-greco.html

giovedì 14 novembre 2013

La girandola delle invenzioni

All’ombra di una finanziaria che si chiama “legge di stabilità” , minata qua e là da più di 3.000 emendamenti, si sono subito liquefatte le invenzioni di modifica dell’IRPEF.  Ce ne erano due di rilievo: l’elevazione della no Tax area a 12 mila euro presentata, con due distinti emendamenti, da parlamentari PD e da parlamentari PDL; e un’altra di Sacconi di riduzione al 10%  della prima aliquota a chi ha redditi inferiori a 40 mila euro l’anno. E’ bastato dire che non c’erano le coperture finanziarie e la girandola delle invenzioni è stata accantonata.
 L’IRPEF è l’imposta base del sistema fiscale italiano, per l’ammontare dell’entrate e perché colpisce la totalità delle persone fisiche;  tutti i governi che sono succeduti hanno continuato ad apportare modifiche per mostrare una diversa politica fiscale: detrazioni, aliquote accorpate, addizionali ecc. ecc.. Questa girandola continua di invenzioni non ha fatto altro che offuscare il dettato principale della costituzione; art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.  Pertanto proporzionalità e progressività.
Chi ha un reddito di 15.000 euro non può versare allo stato l’attuale 23%, e tutta la fascia medio bassa di redditi fino a 28.000 euro non può essere colpita con un 27%.  Anche la stessa aliquota del 38% appena superati i 28.000 euro è estremamente elevata.
L’IRPEF risponde al dettato costituzionale solo se esistono più scaglioni d’imposta e non se si riducono.
  Fatto salvo un primo scaglione che deve intendersi come soglia di povertà, tutti i successivi scaglioni sarebbe opportuno che fossero incrementati con entità non superiori 5.000 euro annui.  Chi supera di poco la soglia della povertà può essere colpito con un 5%, i successivi scaglioni possono essere gravati da aliquote superiori e sempre con gradualità, 8%, 10%, 15%, 20%, 25% ecc.. Si può anche arrivare a colpire i redditi che superano i 100 mila euro anche con aliquote del 60% senza deprimere l’economia e senza fare andare a dormire le famiglie sotto i ponti.
I governi che si succedono non debbono inventare nuove forme di IRPEF, debbono solo limitarsi ad aumentare o a diminuire le aliquote su scaglioni ben prefissati da una legge stabile.
14/11/13 francesco zaffuto

Immagine – una girandola colorata