sabato 14 dicembre 2013

il 2 per mille dei partiti

Il governo Letta ha fatto una accelerazione per dimostrare che toglie il finanziamento ai partiti e lo vara per decreto (ma entro 60 giorni deve pur sempre essere approvato dal Parlamento).

Ripeto in buona parte quanto già detto in un post del maggio di quest’anno.

Dove sta la grande novità delle misure del governo  Letta?
  Si tratta sempre di un finanziamento perché viene dalle imposte che gravano sui cittadini;  un due per mille che dovrebbe incassare lo Stato che viene destinato ai partiti; anche le stesse detrazioni d’imposta per le donazioni volontarie sono nei fatti un minore introito fiscale dello Stato.  
 La novità sta tutta nel fatto che i partiti vengono trattati come le chiese e come le ONLUS di beneficenza a cui attualmente si può stanziare l’8 per mille e il 5 per mille.
 Ma i partiti sono come le chiese e come degli enti di beneficenza????
 Direi proprio di no,  sono dei gruppi associativi che intendono gestire la cosa pubblica, sono quello che di fatto diventerà CESARE.
  La Costituzione nell’istituire CESARE protegge la libertà dei cittadini con il suo articolo 48.
Art. 48 Costituzione
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. …

 Questo articolo parla espressamente di uguaglianza nell’espressione della volontà, libertà e segretezza. La segretezza tutela la stessa libertà.  Firmare su un modulo fiscale nei fatti elimina la segretezza e rende palese l’intenzione di voto e l’orientamento politico.  

 L’unico aspetto positivo di questo provvedimento del governo Letta è quello che: ove il cittadino non fa la scelta la parte del 2 per mille rimane allo Stato. Sempre che questa condizione non venga cancellata in una fase successiva.

 Riguardo al finanziamento dei privati si è posto un limite di 300.000 euro l’anno, fatta come donazione di un singolo (bontà sua, ma Bondi l’ha considerato un tradimento di Alfano ).

 Infine, occhio, che questa legge porterà forse qualche timido beneficio alle casse dello Stato a partire dal 2018, perché entrerà in vigore gradualmente per evitare traumi ai partiti che ancora vivono con il vecchio finanziamento.

 Se proprio si voleva mantenere un finanziamento si poteva stabilirlo in base allo stesso numero dei voti ricevuti in sede elettorale, liberi e segreti. Bastava limitarlo ad un euro per ogni voto, ma noi in Italia siamo un po’ complicati.

14/12/13 francesco zaffuto


Immagine – il bauletto del tesoro, tipico dei film sui pirati