lunedì 20 aprile 2009

CRISI 2009 E DOMANDA INTERNA


20/04/09
Anche se l’articolo che segue ha un carattere generale lo voglio dedicare ai precari della scuola, che hanno sostenuto il sistema scuola per tanti anni con il loro lavoro senza un minimo riconoscimento sul piano morale ed economico, e che sono stati visti spesso come un peso sociale.

La domanda interna si contrae di fronte a un previsto malessere causato dal possibile protrarsi della crisi economica; si sottraggono porzioni di reddito prima destinati ai consumi per destinarli al risparmio. Il giusto comportamento prudenziale nei fatti può fare aumentare la crisi stessa. Per fare ripartire la domanda interna sono necessari aumenti reali di salari e stipendi e spostamento di nuovo verso i consumi di quella parte di reddito che prudenzialmente sta prendendo la via del risparmio. Proviamo a fare un elenco degli elementi che particolarmente incidono come stati di incertezza e che spingono ad un eccesso di prudenza e risparmio. La condizione di precariato nel lavoro incide nella flessione della domanda interna in maniera duplice: contiene i consumi del lavoratore precario e della sua famiglia (sempre che se la sia riuscita a costruire); e contiene i consumi della famiglia di origine (genitori del lavoratore precario). Il lavoro precario tende a frenare la domanda di beni di più famiglie. Altri elementi che tendono a frenare la domanda sono l’insicurezza nella previdenza pensionistica, nella salute, nell’istruzione per i figli; tali insicurezze portano ad accantonare parti di reddito che vengono devoluti a fondi assicurativi o a diverse forme di investimento obbligazionario. La funzione di mutualità dello Stato, della sua capacità assicurativa collettiva, tende a fare diminuire gli stati di incertezza e crea una domanda interna più stabilizzata. Non è un caso che l’origine della crisi del 2009 sia soprattutto americana, negli USA la funzione mutualistica dello Stato è stata estremamente limitata, il risparmio è affluito verso compagnie bancarie e assicurative private che erano stimolate a fare fruttare il risparmio operando sul credito e determinando la crescita di una domanda interna drogata. Una grande sostegno al finanziamento del credito al consumo è stato l’aspetto rilevante di questa droga. Per fare riprendere la domanda interna allora non basta la semplice misura alchemica della Banca Europea di ridurre i tassi, fare arrivare denaro a basso costo alle aziende per sostenere una produzione invenduta non porta da nessuna parte, fare arrivare denaro per aumentare il credito al consumo riporta alle stesse condizioni che hanno determinato la crisi. Certo la diminuzione dei tassi riduce la propensione al risparmio ed aumenta la circolazione del denaro, ma è solo come una buona bevanda calda quando si ha un forte stato influenzale. Per uscire dalla crisi è necessaria una alchimia complessa atta a far riprendere la domanda interna ed atta anche a stabilizzarla. Alchimia complessa che deve essere posta in essere dagli Stati. Si può tentare di fare un elenco di ingredienti: - indirizzare la produzione verso nuovi prodotti (qui possono venire in aiuto tutte le scelte ecologiste); indirizzare verso la produzione di beni utili che non accrescano il disastro ambientale e anche verso la produzione della cultura e dell’arte; - incrementare realmente salari e stipendi per evitare consumi assistiti dalla droga dell’indebitamento; - forte contenimento del lavoro precario e forme di sostegno alla disoccupazione involontaria; - sostegno per la prima casa di proprietà per evitare il ricorso a mutui che strangolano i redditi medio bassi; - investimento in opere di pubblica utilità (e in Italia la stessa opera di prevenzione antisismica può essere il migliore e più umano degli investimenti); - incrementare e non abbandonare la mutualità dello Stato in materia di previdenza, salute e scuola; Lo stesso presidente Obama vede oggi nell’espandersi di una mutualità dello Stato una misura anticrisi; e a maggior ragione gli Stati Europei, che sono stati investiti meno dalla crisi grazie alla loro mutualità, debbono accrescere e non abbandonare la mutualità dello Stato. francesco zaffuto

immagine – “ultimo equilibrio” china © francesco zaffuto link

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1 commento:

  1. I capitali si spostano dove è più facile lo fruttamento della manodopera, l'evasione fiscale
    dove i diritti dei lavoratori non esistono,ecco perchè in Italia il lavoro è finito,si aprono le fabriche dove c'è profitto al massimo.Ecco perchè la Cina è diventata la nazione industrializzata che fà paura al resto del mondo.Operai sfrtuttati come ai tempi delle costruzioni delle piramidi.E voi giovani state pensando di cambiare il vostro destino da schiavi?O pensate che il fatto non vi apparterrà?

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