domenica 13 dicembre 2009

Le parole sono parole


13/12/09
Auguro al Presidente Berlusconi una pronta guarigione per le ferite riportate, le aggressioni fisiche sono sempre una butta cosa.
Credo proprio che la fortuna lo aiuterà anche questa volta.
Già il 31 dicembre 2004 fu colpito con un lancio di un treppiedi fotografico, riportò una ferita lieve e si permise il gesto di magnanimità di perdonare l’aggressore. Colse anche l’occasione per biasimare la campagna di odio contro di lui.
Immediatamente gli esponenti politici che sostengono Berlusconi hanno dato la colpa di questa aggressione alla campagna di odio degli oppositori; come se parlare di responsabilità politiche o fare il proprio dovere di magistrati siano comportamenti che possano mettere in moto gli intenti aggressivi.
Ecco un esempio : Mara Carfagna, l'aggressione a Berlusconi "è frutto di un clima torbido e delle parole avvelenate sentite nelle scorse settimane, sfociate in una manifestazione 'contra personam', frequentata da poca gente ma osannata da commentatori e presunti intellettuali".Tutti i personaggi elevati a centro di attenzione dai mass media rischiano aggressioni molto gravi da parte di persone che vedono in loro l’incarnazione di tutto il male possibile, John Lennon fu assassinato e faceva solo canzoni.L’aggressione avvenuta a Milano non si può neanche considerare come l’aggressione ad un dittatore in un paese dove la democrazia è tramontata; gli istituti democratici sono tutti in piedi e Berlusconi ha avuto i voti della maggior parte degli italiani da meno di due anni. Berlusconi va contrastato sul piano democratico per evitare che vengano messi in liquidazione importanti istituti della Costituzione che hanno un grande valore di garanzia e di equilibrio dei poteri. La manifestazione viola del 5 dicembre a Roma è stata un esempio di contestazione democratica, è stata grande e tutte le cronache ne hanno messo in evidenza il carattere civile.francesco zaffuto
(immagine “macchia viola” acquarello © francesco zaffuto)
Una riflessione aggiuntiva sulle parole e le pietre (del 15 dicembre 09)
Giunge notizia, che a proposito del gesto aggressivo contro Berlusconi, su facebook si raccolgono le parole come pietre e si fa a gara a lanciarle senza timore di fare disastri. La parola è una qualità preziosa dell'uomo, non è una pietra, è il simbolo del dialogo umano, va pensata ed usata con estrema ponderazione.
Il linciaggio di Berlusconi con le parole non è una buona cosa, come non è una buona cosa il linciaggio dello stesso aggressore Tartaglia, come non è una buona cosa il linciaggio di Di Pietro che ha ricordato con parole le responsabilità e le parole di Berlusconi.
Va sempre considerato lo scarto che esiste tra le parole e le azioni: le parole possono ferire, le azioni feriscono sicuramente. Le parole possono creare un clima dove poi le azioni si producono ma sono pur sempre parole, alle parole c'è sempre rimedio, per le azioni il rimedio è sempre tardivo.
Proibire l'uso delle parole è un'azione contro la libertà di parola; per allontanare il danno delle parole odiose sono necessarie parole di benevolenza e parole che spingono al pensiero.
Ci sarà fra poco un dopo: l'iter della legge sul processo breve, la discussione sulle riforme costituzionali (non si sa bene quali, ma annunciate). Queste sono fino ad ora parole, ma quando si tradurranno in leggi saranno azioni. Prima che queste azioni si vengano a determinare saranno necessarie le parole sorrette dal pensiero per valutare tutti i possibili effetti (f.z.)
Sulle misure di Maroni per siti e manifestazioni

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