lunedì 6 dicembre 2010

Cordoglio per i ciclisti morti

Quella bici

esile

che corre via senza fumi

mossa solo dalla forza del cuore e della mente

che attraversa il vento come il vento

che non chiede alcun prezzo

ci può salvare dalla nebbia del nostro tempo

Ma occorre avere cura di quella fragilità

di quelle ruote trasparenti

di quell’uomo che arranca in salita
http://www.cronacalive.it/incidente-ciclisti-lamezia-terme-gravi-le-condizioni-feriti-domenico-strangis-video.html

E’ stato il più grave incidente che a memoria possiamo ricordare, sette ciclisti morti e uno gravissimo in un solo incidente. Il grave fatto non è isolato, i dati complessivi di incidenti occorsi a ciclisti sono tanti; nel 2009 i ciclisti morti per incidenti sono stati 295 e i ciclisti feriti sono stati 14.804 (dati Aci – Isstat).
Della consapevolezza di tale gravità debbono rendersi conto: automobilisti, ciclisti e autorità preposte alla sicurezza nelle strade. Il rispetto dei limiti di velocità per le auto sono la misura principale per diminuire drasticamente gli incidenti. Gli stessi ciclisti debbono considerare che nelle strade transitate da mezzi pesanti non possono andare in gruppo, specie nei tratti di strada con curve debbono mantenere una andatura in colonna. Chi ha la responsabilità per la sicurezza nelle strade deve dare le giuste proibizioni agli automobilisti e ai ciclisti, ed ha la responsabilità di prevedere per tutte le strade percorsi riservati alle bici, perché la bici è lo strumento di trasporto più puro che si basa solo sullo sviluppo della forza delle gambe dell’uomo.
06/12/12 francesco zaffuto
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immagine: una donna sta insegnando ad una bambina ad usare la bici, delicatamente la protegge con le mani da possibili cadute