sabato 4 dicembre 2010

How do you do Fratelli d’Italia?



How do you do Fratelli d’Italia?Dal recente Rapporto del CENSIS vengono fuori degli italiani
fragili,
insicuri,
spaesati,
indifferenti,
cinici,
passivamente adattivi,
prigionieri di influenze mediatiche,
senza desideri e sregolati nelle pulsioni,
senza memoria,
senza futuro.
Le parole del sociologo De Rita possono sembrare pesanti, ma quello che fanno più impressione sono alcuni dati:
2.242.000 italiani tra i 15 e i 34 anni non sono impegnati in attività di studio, non lavorano, non cercano un lavoro e non sono interessati a trovarlo;
dal 2004 al 2009 sono scomparsi 437.000 piccoli imprenditori, artigiani e commercianti.


Tanti altri dati sono ricavabili diretta mente dal rapporto al link:

l’attuale situazione politica,

l’immondizia di Napoli,

le spinte separatiste della Lega al nord,

il potere forte della criminalità mafiosa al sud e al nord,

il non essere mai venuti a capo delle stragi della nostra recente storia,

come posso rispondere alla domanda?

How do you do Fratelli d’Italia? Stamu muriennu.

Immagine la bandiera Italiana di cui tanti si vergognano, io no.
04/12/10 francesco zaffuto

9 commenti:

  1. Peggio di noi, solo gli animali dello zoo.

    Ps.:(ho visto che sei di Grotte: i miei avi materni erano di Grotte, per la precisione). Un saluto.

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  2. Ed ogni giorno che passa, é peggio!

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  3. Esiste anche una variegata minoranza che ancora desidera (e ci sono dei giovani in questa minoranza), bisogna dare una qualche speranza di (...non voglio usare la parola cambiamento... l'hanno usata in tanti e non mi interessa un cambiamento tanto per avere una novità) un miglioramento. Ci necessita un miglioramento, guarire di qualcuno dei mali che ci assillano.

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  4. Alla domanda io rispondo che è un male che appartiene a tutto l'Occidente. In Italia è più evidente.
    L'augurio, visto che stiamo sotto Natale è che ci sia una nuova nascita o che "Gesù Bambino" ci porti tante cose nuove e faccia sparire menzogna, peculato e perché no la monnezza.
    Ciao e buona domenica

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  5. Vorrei chiedermi cosa cazzo fanno quei duemilioniduecentoerottimila italiani che "neanche sono interessati" a cercare un lavoro. Ma ho paura delle possibili risposte.

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  6. a @ web runner
    Nello stesso rapporto censis di cui al link alla pagina 16 c'è un tentativo di ricerca motivazionale. Penso che non sia sufficente per spiegare il fenomeno, credo che vada anche considerato in margine economico che esiste nelle famiglie che fa rinviare la ricerca. Comunque il dato secco di 469 mila totalmente scoraggiati è inquietante.

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  7. Il Censis è un'accozzaglia di comunisti, che denigra l'Italia e soprattutto chi la governa, con amore e abnegazione e sacrifici personali.

    Mi sembra strano che da parte di "qualcuno" che trova il tempo di telefonare ai Floris di turno, o che ha la necessità di 'esternare' all'estero poiché in Italia non c'è libertà per chi governa, non sia venuta fuori la solita stroncatura di tutti i contrari.
    Conto di leggerlo tutto con calma, perché è uno spaccato desolante da non trascurare.

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  8. Bisogna che gli italiani tornano ad avere degli ideali.Il futuro del nostro Paese è nelle mani di tutti.Saluti a presto

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  9. La lettura del rapporto Censis è sconfortante anche per i più vaccinati :
    - in Italia non solo non ci sono più ideali ma stanno affondando anche i valori e le regole fondamentali di una comunità;
    - buona parte degli italiani ama coltivare solo il proprio orticello, si trastullano con il pettegolezzo televisivo e con bei pacchetti di cronaca nera, infarciti di morbosità, e dimentica tutto in fretta, impegnato nel tran tran della vita quotidiana;
    - ma…, tra le righe si intravedono tanti cittadini onesti che lavorano con impegno, pagano tutte le tasse, non hanno privilegi, non rubano e non truffano nessuno, tra questi molti che leggono, vedono, cercano di capire e desiderano.
    I dati è vero sono inquietanti, di quelli veramente pessimi, che ti lasciano l’amaro in bocca.
    Questi dati, più pressanti rispetto ad altri momenti passati, mettendo inevitabilmente alla luce tutte le lacune, stanno attirando l’ attenzione del cittadino su quanto necessario per il paese e rafforza la convinzione che l’unico rimedio possibile è ormai quello di cambiare il paese.
    Secondo me ci troviamo di fronte ad un momento di iperpolitica da parte del cittadino che, non ignora l'aspetto politico del vivere associato, ma lo cerca, un cittadino che, non rifiuta la partecipazione ad/ in un sistema democratico, ma lo brama, proprio perché mancante nell’attuale Dna dell’uomo politico.

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