martedì 8 maggio 2018

Il Quirinale non poteva fare altrimenti


Dopo le estenuanti trattative per formare il Governo che non si sono sbloccate e che non hanno lasciato intravedere ulteriori spiragli non c’erano altre possibilità:
-         - il Governo Gentiloni non poteva restare ancora in carica  e non poteva questo Governo restare in carica fino alle prossime elezioni, sarebbe stato irrispettoso del risultato elettorale;
-         - non poteva essere affidato il mandato per il Governo alla coalizione di destra con il solo 36% dei voti, sarebbe stato irrispettoso per il 64% degli italiani;
-         -  non potevano essere sciolte le Camere per la sola indicazione dei segretari di partito, sarebbe stato irrispettoso  nei confronti del Parlamento e di tutti i parlamentari.
Quindi un Governo provvisorio indicato dal Presidente Mattarella che si presenta alle Camere e chiede la fiducia prevista dalla Costituzione. Se la fiducia non arriva il Presidente della Repubblica scioglie le Camere e indice elezioni nei tempi tecnici necessari. Certo con i tempi tecnici necessari si può arrivare a Luglio e con molta probabilità alla seconda metà di Luglio, data non gradevole per tutti i cittadini italiani, che potrebbe determinare un forte aumento delle astensioni al voto. Quindi un appello al buon senso da parte del Presidente Mattarella: dare tempo a questo Governo provvisorio per scongiurare la manovra sull’IVA, continuare nel frattempo a dialogare fino a Dicembre, con l’impegno a far dimettere il Governo  anche prima se venissero individuate maggioranze politiche per un nuovo Governo.  Di fronte a questa proposta di Mattarella, quali sono i rischi per la democrazia? Nessun rischio, perché il Parlamento è insediato con tutte le sue prerogative, una fiducia data in Maggio può essere annullata in qualsiasi momento dal Parlamento successivamente con una mozione di sfiducia. Nel frattempo il Parlamento insediato può lavorare con tutta la sua piena funzione legislativa: se vuole può approvare il reddito di cittadinanza, se vuole può approvare qualsiasi legge di riforma del Paese; ripeto se vuole e se vogliono i suoi parlamentari. Ma se complessivamente non vogliono, allora non ci nascondiamo dietro un dito.
Il nostro paese ha una tara pesante: il Parlamento si è sempre lasciato usare come ostaggio nelle mani di un Governo che ha fatto passare le leggi a colpi di fiducia, fino a far prevalere la funzione esecutiva su quella legislativa. Un esperimento di Governo provvisorio neutrale potrebbe perfino essere un’occasione per vedere se il Parlamento riesce ad esercitare autonomamente la sua funzione legislativa. E quale migliore occasione per gli stessi 5Stelle che hanno la Presidenza di una delle Camere e che possono di conseguenza influenzare l’ordine dei lavori.
Francesco Zaffuto