venerdì 22 gennaio 2010

Crocefisso e tribunali



22/01/10

Il giudice Tosti, che si era rifiutato di emettere sentenze in un’aula dove era esposto il Crocefisso, è stato rimosso dal CSM dalla sua funzione di giudice.
per la notizia
http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_22/csm-rimozione-giudice-tosti-crocefisso-aula_152fed4c-0753-11df-8946-00144f02aabe.shtml
Il mio commento laico è fuori discussione: si tratta di un provvedimento che contrasta con la visione laica dello Stato e con la nostra Costituzione.
Ma voglio aggiungere anche un mio commento libero di uomo che ha un grande rispetto per la figura di Cristo che ci tramandano i vangeli.
Che senso ha mettere il Crocefisso nelle aule di un tribunale dove si applica ordinariamente la giustizia di uno Stato? Cristo fu trasportato in catene da Caifas a Pilato, fu Crocefisso per volontà di una legge umana che non seppe comprendere il suo messaggio.
Nel Vangelo c’è chiarezza quando si dice:
"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio",
Il Vangelo, inoltre, indica un comportamento che va ben al di là dei comportamenti normati dalle leggi.
«Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37). Giacomo scrive: «Chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?» (Giacomo 4,12).
Per rispetto al Crocefisso sarebbe meglio distinguere ciò che è luogo culto da ciò che è luogo di ordinaria amministrazione della giustizia. La Croce esposta nei tribunali sembra volere comunicare che il giudice sia ispirato da quella Croce quando emette i suoi giudizi, ma non è così: si limita ad interpretare leggi umane a volte sbagliate ed a volte sbaglia anche nell’interpretarle.
Le tradizioni si possono cambiare per creare ponti di comunicazione e di rispetto tra gli uomini, e ciò non credo che contrasti con lo stesso messaggio del vangelo
Lasciamo tutta l’evocazione mistica della Croce nei luoghi di culto, nelle cappelle e nei Calvari.
francesco zaffuto
(immagine – “Monte Calvario- case mute” tecnica mista © francesco zaffuto)
SEGNALAZIONI
Un lettore mi ha segnalato la precisazione che segue, inserita su

Il motivo risiede in un vecchio Regio Decreto del 1929 o del 1930, che prevede che in ogni ufficio pubblico ci deve essere il crocefisso, la bandiera con lo stemma sabaudo e il ritratto del re. Ovviamente, gli ultimi due non ci sono più, e quindi resta il crocefisso. Ma nel 1930 non c'era la nostra Costituzione, che con i suoi principi abroga di fatto quella legge (risposta da Antonio Rispoli)