giovedì 28 gennaio 2010

Processo breve dal Senato alla Camera


28/01/10

Il Senato con 163 sì, 130 voti contrari e 2 astenuti ha licenziato il disegno di legge sul processo breve che ora naviga verso la Camera.



La legge sul processo breve avrà come conseguenze immediate quello di scaricare il presidente Berlusconi da alcune pendenze giudiziarie e, secondo la magistratura, anche quello di rendere nulli decine di migliaia di procedimenti.Secondo i sostenitori di questo disegno di legge, con questi dispositivi sul processo breve finalmente si sana la stortura della lungaggine dei procedimenti in Italia, e si viene ad applicare il dettato Costituzionale previsto dall’articolo 111.


Cosa dice l’articolo 111? Si esprime brevemente con questa dizione:

La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.


Possiamo dire che si tratta di una giusta interpretazione della Costituzione approvare un dispositivo che permette a dei cittadini indiziati, per reati che prevedono pene fino a 10 anni di reclusione, di restare senza alcun giudizio se sono passati due anni dall’inizio dell’azione penale?

Poi, si può intendere che la ragionevole durata, che l’art. 111 indica che deve essere “assicurata”, possa determinare l’eliminazione della stessa “giurisdizione”?

L’articolo 111 è un articolo di tutela del cittadino nel senso impositivo per gli obblighi dello Stato e non nel senso elusivo per gli obblighi dello Stato. L’articolo 111 è stato disatteso dallo Stato; per applicare questo articolo i governi, che si sono succeduti dalla promulgazione della Costituzione ad oggi , dovevano dotare gli organici della magistratura in modo sufficiente ed efficiente al fine di assicurare la ragionevole durata. Solo questa può essere la dovuta interpretazione per non far cessare la “giurisdizione” che è una prerogativa ed un obbligo dello Stato.

Lo Stato si regge su due elementi: assicurare l’ordine sociale ed assumere la funzione di arbitro nelle controversie e a seguito di delitti. Tutti gli altri elementi che si aggiungono sono sicuramente importanti ; ma la mancanza (o anche la debolezza) di uno dei due elementi essenziali può mettere in crisi lo Stato stesso.


DI SEGUITO - parti del POST inserito in questo blog il 14/11/09 con il titolo: "Libero uno liberi tutti"

La necessità del processo e i tempi

Per la giustizia è necessario un processo certo e giusto; se la brevità dei tempi di un processo determina il non svolgimento del processo stesso o un processo affrettato e ingiusto, si determina nei fatti una nuova e più grande ingiustizia. Un innocente ha il diritto a pretendere dalla collettività sociale un processo certo e giusto che lo scagioni delle imputazioni e che lo risarcisca per gli eventuali danni subiti. Un colpevole deve avere dalla collettività un processo certo e giusto che lo condanni a una pena proporzionale alla gravità del delitto commesso. La società ha necessità di sicurezza e giustizia; la sicurezza e la giustizia sono i cardini della vita sociale, un paese che non riesce ad assicurare un buon livello di sicurezza e di giustizia è un paese dove si può rompere ogni minima solidarietà sociale. Un processo certo, giusto e breve può essere assicurato solo se si mette mano alla riforma dei tribunali: ogni tribunale deve avere una dotazione organica sufficiente per l’amministrazione della giustizia; i giudici debbono lavorare a tempo pieno e non debbono svolgere nessuna altra attività lucrativa; vanno istituiti i necessari concorsi per l’assunzione di nuovi giudici e va rivista la carriera dei giudici stessi in modo che possa essere contenuta la spesa affrontata dallo Stato.

. La questione immunità non può confondersi con la questione processo breve Il bilanciamento dei poteri tra quello politico e quello giudiziario può trovare soluzione solo in leggi di natura costituzionale (questo argomento è stato esaminato su questo blog con il post Minzolini, Berlusconi, immunità, lodo Alfano, bila...nciamento dei poteri).

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Le malattie della giustizia Ma la giustizia è malata nel nostro paese, non sono solo per i processi lunghi, ma anche per: - l’elevato livello dei suicidi in carcere tra detenuti e tra le stesse guardie carcerarie;- il sovraffollamento delle carceri nonostante l’ultimo indulto. - le condanne a detenzione per reati lievi contrapposti alla liberazione per buona condotta di chi ha commesso omicidi; - i casi di morte nelle carceri come quelli di Cucchi e Bianzino; - le mele marce tra le forze dell’ordine (esempio caso Marrazzo), che sono poche ma minano la fiducia nelle forze dell’ordine. Non siamo di fronte ad eventi ineluttabili, siamo di fronte a malesseri sociali dove deve mettere mano il politico con la sua funzione di legislatore. Va rivisto il sistema delle pene, per i reati lievi vanno previste pene basate su lavori umili da prestare in forma obbligatoria e risarcitoria. Il sistema carcere è costoso per la collettività e spesso inutile ai fini del risarcimento sociale e ai fini della rieducazione. La galera va riservata ai reati più gravi e per i soggetti pericolosi sul piano della sicurezza sociale. Chi è stato arrestato o detenuto è sotto la responsabilità diretta dello Stato che esercita questa responsabilità attraverso le forze dell’ordine, le guardie carcerarie, e i giudici di sorveglianza. Lo Stato è chiamato per primo a rispettare le sue leggi. L’arrestato o il detenuto, avendo momentaneamente perso la sua libertà, ha la sua vita nelle mani dello Stato e lo Stato ne risponde per la sua incolumità e per ogni lesione alla dignità. E’ ora che nel nostro paese venga emanata una legge esplicita contro la tortura.

. Le riforme in materia di sicurezza e di giustizia comportano un costo. I problemi della sicurezza non si risolvono con la bacchetta magica delle ronde dei volontari. I problemi della giustizia non si risolvono senza un organico sufficiente di giudici. Il miracolo di operare una riforma in materia di sicurezza e giustizia non lo si può fare promettendo insieme l’altro miracolo della diminuzione delle imposte. Infine, per recuperare fondi per la giustizia si possono diminuire i costi della politica.

francesco zaffuto

. (immagine “coercizione” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

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