sabato 24 aprile 2010

25 aprile, sapessi come è strano tutti uniti a Milano


Napolitano e Berlusconi uniti a Milano. Già si parla di nuovo clima.

Un lungo applauso al lungo discorso di Napolitano alla Scala.
Il Presidente della Repubblica ha percorso la lunga pagina della Storia; ha ricordato Pertini, ha ricordato come i momenti di coincidenza della Resistenza del nord con l’avanzata delle truppe americane portarono alla riunificazione del paese. Per il presente Napolitano ha indicato come bene più prezioso l’unità nazionale e le stesse autonomie federali vanno poste come elemento dell’unità stessa. Nella sua vocazione di unità e di concordia è arrivato a citare lo stesso Berlusconi per le frasi pronunciate ad Onna l’anno scorso «Il nostro Paese ha un debito inestinguibile - ha detto un anno fa in un impegnativo discorso ad Onna il presidente del Consiglio - verso quei tanti giovani che sacrificarono la vita per riscattare l'onore della patria». Berlusconi - ha ricordato Napolitano, ricordò «con rispetto "tutti i caduti, senza che questo significhi neutralità o indifferenza"». «Si tratta in effetti - ha sostenuto il Capo dello Stato - di celebrare il 25 aprile nel suo profondo significato nazionale; ed è così che si stabilisce un ponte ideale con il prossimo centocinquantesimo anniversario della nascita dello Stato unitario».

La scenografia di questo 25 aprile viene presentata come premessa di un nuovo clima, ma nel nostro paese c’è un clima pessimo con pericolose lacerazioni: la Costituzione nata dal 25 aprile
viene considerata vecchia e gli uomini stessi che rappresentano diversi istituti costituzionali si preparano a disfarli.
Uno degli istituti che viene più criticato è quello della Presidenza della Repubblica eletta dal Parlamento come simbolo dell’unità nazionale.
L’istituto della Presidenza della Repubblica con l’elezione da parte dei due rami del Parlamento nei fatti ha partecipato ad assicurare più di sessanta anni di stabilità istituzionale; il suo potere, limitato sotto gli aspetti ordinari e sostanziale in particolari momenti di crisi, ha permesso di ammortizzare alcuni gravi conflitti.
Una Presidenza della Repubblica direttamente espressa con voto popolare in Italia determinerebbe l’elezione di un "Capo" strettamente di parte. In questi ultimi anni il solo procedere verso l’indicazione elettorale del "Capo di coalizione" ha fatto emergere elementi di tracotanza e prevaricazione che non sono certo un buon sintomo per il futuro.
Tanto potere ad un solo uomo nel nostro paese ci portò agli aspetti nefandi della dittatura totalitaria fascista. Il 25 aprile è una data che ci ricorda quanto fu grave quel disastro.
24/04/10 francesco zaffuto
immagine - vecchia foto della Liberazione a Bologna

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