mercoledì 14 aprile 2010

I miserabili


sarebbe opportuno per questo argomento scomodare l’anima di Victor Hugo

1° capitolo: Montecchio Maggiore (in provincia di Vicenza) il Sindaco decide di mettere a pane e acqua i bambini della scuola i cui genitori non hanno pagato la retta per la refezione scolastica. Mentre i compagni di classe mangiavano Pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta.

2° Capitolo: Adro (in provincia di Brescia) il Sindaco decide di sbattere fuori dalla scuola per due ore i bambini i cui genitori non hanno pagato la retta per la refezione scolastica. 40 bambini dell’Istituto comprensivo figli dei morosi, dalle 12,10 alle 14,10, dovevano lasciare la scuola per permettere agli altri bambini di mangiare senza rimorsi.

3° Capitolo: Un imprenditore di Adro ha deciso di saldare il debito delle famiglie con la mensa della scuola del paese per porre un urgente rimedio al disagio dei bambini. L'uomo è voluto restare anonimo ed ha spiegato il suo gesto in una lettera. http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/04/13/letteracittadinoadro.pdf
Il gratuito gesto di generosità di quest’uomo ricorda quella pagina dei Miserabili di Victor Hugo, quando il prete lascia i candelabri a Jean Valejan.

4° Capitolo: Ma gli assetati di giustizia leghista continuano... L’inaspettato gesto di generosità riapre le polemiche. Il Corriere della sera del 14 aprile dà notizia che 200 genitori autodefinitisi “dissidenti” hanno dichiarato “lo sciopero della retta” inviando in Comune una petizione. «Non siamo un ente assistenziale, facciamo fatica anche noi a far quadrare i conti, ma è un dovere pagare un servizio che ci viene fornito...Poiché la mensa non è un servizio non è obbligatorio accedervi. Mentre è obbligatorio pagare per mangiare. Così o pagano tutti o non pagherà nessuno”. Il gesto di generosità mette a nudo tutta la loro bile.
5° Capitolo: Sarà tutto da scrivere..............

Ma al momento è opportuno ricordare ai genitori paganti e ai sindaci che:


1 Nella scuola pubblica ai bambini va assicurato un uguale trattamento, non ci possono essere bambini lasciati a pane e acqua e non ci possono essere bambini allontanati dalla scuola per due ore.

2 Il tempo pieno di cui si servono è un servizio scolastico m0lto più costoso della mensa, un servizio che paga lo Stato con la fiscalità generale. Pertanto anche chi non ha bambini che vanno a scuola paga i costi del tempo pieno.

3 Il sindaco può procedere contro i morosi con gli strumenti di legge esistente; ma se i genitori sono morosi per reali difficoltà se ne deve fare carico il Comune che è il collettivo sociale più prossimo. Il suo lavoro è anche questo e deve trovare le soluzioni.

4 Ai bambini può bastare un buon piatto caldo di minestra o di pasta e un frutto. Se mangiano un po’ di meno è tutta salute. Per il resto i loro genitori possono riempirli di carne, la sera, il sabato e la domenica. Le mense possono essere bene organizzate con strutture piccole e grande risparmio, senza fare affidamento a rapaci speculatori.
14/04/10 francesco zaffuto
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immagine – Victor Hugo

1 commento:

  1. quando la davano a noi, 42 anni fa, consisteva in un primo abbondante
    e basta.....e proprio allora non provavo nessuna differenza con gli altri.
    Mi auguro che i genitori di questi bambini non siano almeno responsabili dell'elezione di questo cialtrone.

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