venerdì 30 luglio 2010

L’uomo, il toro e la corrida



Il Parlamento della Catalogna abolisce la corrida

Questo il parere del toro:

“Dopo qualche settimana che ero nato vennero e mi marchiarono a fuoco per dire ero di proprietà di Don Carlos;
passò il tempo e nella valle mi godevo l’erba e le corse, lei era giovane e il suo pelo di rame abbrunito mi faceva venire una strana voglia che ancora non capivo;
e vennero di nuovo, portarono con loro degli strani arnesi, si avventarono sui miei compagni urlanti di dolore, se restavo ancora ad aspettare mi avrebbero fatto bue, mi avrebbero tolto le palle e condannato a lavorare in eterno nei campi;
fuggii verso la collina ansimando, mi corsero appresso ma non riuscirono a prendermi e alla fine sentii le loro risate, capii che mi lasciavano vivere come toro;
e come toro vissi e dentro di me coltivai il desiderio incornare uno di quegli omuncoli;
si diceva che c’era un posto una specie di grande piazza dove potevo farlo;
ora se mi si toglie questa possibilità, mi resta solo la fine poco gloriosa di una morte in macelleria con una pallottola sparata tra le corna.”


Questo il mio parere:

E’ sicuramente una buona scelta quella di smettere con gli ultimi residui dei giochi del Colosseo, con loro divertimento sul dolore.
Ma riguardo al rispetto degli animali siamo ancora ben lontani; l’usarli come cibo non ci autorizza a farli vivere nell’inferno degli allevamenti, castrarli, trasportarli da una parte all’altra del mondo accalcati e semisoffocati. Se la carne avrà un costo maggiore e i nostri consumi di carne diminuiranno non sarà certo un danno per la nostra alimentazione, siamo ormai consapevoli che gli eccessi di consumo di carne sono dannosi alla salute.
L’uomo che sta più in alto nel sistema universale della coscienza ha un dovere nei confronti di chi tale coscienza percepisce a sprazzi. Questo non significa che non daremo la caccia agli insetti che invadono la casa dove abitiamo, come non significa che lasceremo riprodurre i cinghiali fino a perdere tutti i campi di granturco; ma se possiamo, dobbiamo limitare la sofferenza degli animali.
Dovremmo però cominciare dal limitare la sofferenza di noi uomini, spesso colpiti da altri uomini nel corpo e nella mente.
30/07/10 francesco zaffuto
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(immagine - Picasso - particolare di Guernica)