martedì 16 agosto 2011

In difesa delle feste

Abolizione del 1° Maggio, 25 Aprile e 2 Giugno per salvare l’Italia dalla Crisi e aumentare la produzione. In un solo colpo azzerate: la festa dei lavoratori, la liberazione dal nazifascismo e la stessa Repubblica Italiana. Restano salve le altre feste ancorate allo Stato Vaticano, Immacolata: Natale, Pasqua, Capodanno, Befana, e lo stesso 15 agosto è salvo grazie alla Madonna Assunta (e non di certo perché si tratta della ricorrenza laica del ferragosto). Spostare le feste dalla data di ricorrenza a quelle della domenica ( o ad altro giorno comodo per evitare i ponti) nei fatti equivale ad una lenta cancellazione della memoria.
Dopo due anni del “senza crisi” e della “crisi è solo psicologica” ora si arriva al taglia taglia di qualsiasi cosa che sporge. Tagliare le feste per aumentare la produzione è qualcosa di assurdo; siamo in una crisi dove la produzione resta invenduta perché mancano domanda e consumo. Le feste e i ponti sostengono l’economia del turismo con migliaia di lavoratori impegnati in quel settore, sostengono una serie di consumi che vanno dall’automobile al pasticcino; si tratta di domanda e consumi che sostengono produzione e posti di lavoro. Tagliare le feste è una scelta poco economica perché sviluppa una produzione di incerta collocazione (le nostre esportazioni non si riprenderanno per tale misura) penalizzando una produzione che ha già una base di consumo.
Poi tagliare il 1° Maggio è proprio un delitto, perché è proprio la festa di chi produce suda e lavora tutto l’anno. OCCORREBBE FIN DA ORA PROCLAMARE LO SCIOPERO PER 1° MAGGIO 2012 SE LA FESTA VIENE TOCCATA.
16/08/11 francesco zaffuto


Chi volesse firmare l'appello contro la soppressione delle feste civili puo farlo al link



Immagine – Charlot in tempi moderni