mercoledì 18 luglio 2012

Noi e quelli di Moody’s


Quelli di Moody's sono una strana banda di “veggenti” , non c’è certo da fidarsi, ma…
… ma questa volta questa volta ci mandano a dire che sono loro a non si fidarsi del debito dei nostri enti locali:
“ Il rating della provincia autonoma di Bolzano è stato tagliato ad A3 da A1, così come per quella di Trento. Il rating della Lombardia è stato ridotto a Baa1 da A2, con Milano declassata a Baa2 da A3. Il rating del Lazio è stato tagliato a Baa3 da Baa2. Napoli è stata tagliata a Ba1. Giù sono andate le Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, Piemonte, Veneto, Puglia, Calabria, Campania, Liguria, Umbria, Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata, 4 città capoluogo di Provincia (Milano, Napoli, Venezia e Siena), oltre alle due Province autonome. (ANSAmed)”.
E noi possiamo fidarci?
Non solo lo Stato fa debiti ma anche i suoi enti autonomi, come a dire che in un famiglia oltre al padre indebitato si sommano anche i debiti contratti dai vari figli minorenni.
Autonomia (e anche federalismo) non significa avere la libertà di fare debiti. In Italia, ancora prima di realizzare il “sogno federalista bossiano”, è stata data a Regioni, Comuni, e Province la possibilità di indebitarsi. E’ una perversione che ha poco a che fare con autonomia e federalismo; agli enti locali va lasciato il più ampio margine di autonomia decisionale ma solo entro i limiti delle proprie entrate, e se hanno bisogno di un prestito debbono rivolgersi allo Stato (unico capo famiglia) facendo riferimento a una unica cassa centrale di depositi e prestiti. La strada del debito degli enti locali ha poco a che fare con l’autonomia, è solo la strada dello sfascio.
18/07/12 francesco zaffuto
Immagine – pinguini – non so se siamo noi o quelli Moody’s – forse siamo entrambi a rischio estinzione – immagine da internet - http://www.ecologiae.com/pinguini-rischio-estinzione/21431/

4 commenti:

  1. Sarebbe interessante sapere la posizione precisa della regione Sicilia, a quanto pare sull'orlo della bancarotta.
    Il suo eventuale fallimento potrebbe darci indicazioni su come regolarci quando toccherà alla Nazione nel suo totale.
    Che una Nazione-padre abbia accettato la situazione siciliana senza intervenire brutalmente con un aut-aut imperioso, la dice lunga sulla visitazione soggettiva del termine "federalismo".
    Così come l'Italia è fatta da centocinquant'anni, ma gli italiani sono ancora in gestazione, per le regioni manca ancora perfino il concepimento, per cui lo sbando e il malaffare sono sovrani, rivestiti dell'ormai logoro tabarro detto "politica".
    Il termine 'governatori', che i gestori delle regioni si sono autoassegnati, porta alla mente i governatori spagnoli del sudamerica (e dell'Italia, non casualmente) per il disprezzo che portano proprio verso "la" politica, ritenendo il loro (male)agire fatto per il bene dei cittadini loro affidati.
    Ci fosse il re, sarebbero chiamati "viceré" (sempre spagnoli), ma la sostanza sarebbe la stessa; altro sarebbe se fossero viceré di stampo inglese.
    Non so se siamo ancora in tempo per salvare qualcosa, e non mi pare che i reucci in parlamento abbiano le idee chiare in proposito.

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    1. Riguardo ai debiti pubblici penso che ci siano solo tre possibilità: pagare, non pagare, battere moneta. In ogni caso a sopportare il danno non sono quelli che hanno fatto i debiti ma chi arriva dopo, i cittadini e i nuovi amministratori. I precedenti amministratori nei fatti pregiudicano la politica di tutti i nuovi amministratori; per questo sono dell'avviso che agli amministratori locali non va data la possibilità di contrarre debiti con privati.
      ciao

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  2. Il discorso sarebbe da fare in modo ampio e articolato. Mi limito a dire, perché, causa anche altri blog, fattore che mi brucia di più, che é inconcepibile lo strapotere nocivo dei cosiddetti mercati finanziari.

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  3. La posizione della Sicilia è molto critica, ma non da default. Il vecchio governo Cuffaro ha lasciato al governo Lombardo un pesante debito. La politica economica Cuffariana è riuscita, come quella di Tremonti, a nascondere grossi debiti di bilancio. La Regione Siciliana non riesce a pagare così come il Governo Italiano. Mancanza di liquidità (Sic!). La grana scoppia per beghe e arrivismo politico.
    La Sicilia viene considerata la fucina e/o il banco di prova della nuova castroneria politica di sinistra, di centro e di destra. Purtroppo molti politici siciliani e rappresentanti delle varie istituzioni sono dei …………
    Dalle nostre parti si dice “cummanari è megghiu di futtiri”. Allo stato attuale la guerra politica non tiene conto dei bisogni degli uomini e sta sfociando in carneficina. Oggi sta ai Siciliani chiedere con fermezza il rispetto delle condizioni umane, sta ai Siciliani decidere se affrancarsi dalla schiavitù politica o divenirne conniventi.

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