martedì 23 febbraio 2016

Sardegna: il pescatore e il mare che non c’è

Calogero Di Giuseppe, del blog La Discussione, mi segnala di dare peso a un fatto che la stampa ha relegato a notizia di secondo piano


"Una trentina di pescherecci con gli equipaggi si sono ritrovati al molo pescatori di Golfo Aranci all’alba con uno striscione bianco e la scritta “No mare di Sardegna alla Francia”

Avere dei dubbi, se al mattino con la tua barca sei sul mare d’Italia o di Francia, è inquietante per chi campa di pesca.
Ancora più inquietante se nessuno ha informato i pescatori dei possibili cambiamenti, se la Regione Sardegna dice di non sapere niente, e se il Parlamento è ancora all’oscuro.
 Recentemente sappiamo che sono piovute alcune interrogazioni parlamentari ma il tutto pare restare nel vago.

Allora, il Governo risponda: c’è o non c’è un nuovo accodo sui confini di Mare e quali ripercussioni hanno sui pescatori?
Allora, la stampa e le TV smettessero di considerare questo fatto come notizia di secondo piano. (f.z.)

Immagine dallo stesso articolo citato di Repubblica

Commento da google+
10:33


Speriamo che la notizia venga ridimensionata o, per lo meno, resa pubblica. La Sardegna è un'isola ed un'isola ha degli abitanti che vivono di pesca  visto che il mare la circondano tutta. E allora che qualcuno spieghi, nei tempi e nei modi DOVUTI,  che significato può avere uno striscione che parla di mare italiano o di mare francese. Se non è vero niente, si smetta di GIOCARE con la vita degli altri perchè un pescatore vive di mare e col mare e, se un mattino di botto qualcuno gli dice che il SUO mare non è più suo ma francese, per favore lo si faccia saper ai diretti interessati nonchè a tutti gli ITALIANI che cavolo si stia facendo sulla pelle degli altri e di tutti noi. Usiamo in modo GIUSTO la televisione. Esiste una rete di SERVIZIO PUBBLICO. Usatela. Ma, soprattutto date le notizie giuste, perchè la SARDEGNA e l'ITALIA sono stanche, molto.

2 commenti:

  1. Caro Francesco... grazie a te e a coloro che amano la gente umile e che ancora si possono chiamare "uomini"e non quaqquaraquà.

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  2. Caro Francesco... grazie a te e a coloro che amano la gente umile e che ancora si possono chiamare "uomini"e non quaqquaraquà.

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