giovedì 6 giugno 2013

Che tipo di Presidente ?


Non possiamo certo dimenticare che nel 2006 ci fu un maldestro tentativo di modificare la Costituzione e quel tentativo fu affossato con un referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006 (una delle modifiche era quella di dare la facoltà di sciogliere le Camere al Presidente del Consiglio).
Ritorna oggi, dopo la “strana” pacificazione tra destra e sinistra,  la questione “modifiche costituzionali” . Chi le deve trovare? I “saggi”. Pare che siano i pochi esseri pensanti, delegati a pensare da chi è stato eletto in Parlamento; come se i parlamentari comunemente non sapessero  pensare e come se i cittadini votassero in totale assenza di pensiero.
La Costituzione non fu fatta dai saggi ma da una Assemblea costituente elettiva con metodo proporzionale, le sedute si svolsero fra il 25 giugno1946 e il 31 gennaio 1948, e in quei 18 mesi riuscirono a produrre una delle Costituzioni più belle del mondo.  
 Oggi si tratta di apportare solo alcune modifiche; potrebbero bastare una quindicina di giorni e la volontà di avviare un dibattito parlamentare perché alla fine è il Parlamento l’organo che dovrà approvare o rifiutare. Ma viene buttato nel calderone dei possibili cambiamenti il Presidente della Repubblica elettivo, un punto che difficilmente può mettere d’accordo tutti e che può produrre uno stallo.
 Di Presidenti elettivi ce ne possono essere di tanti tipi: si può andare da forme dittatoriali a forme di grande debolezza istituzionale. Si può guardare agli USA dove Obama ha potuto realizzare ben poco del suo programma perché bloccato da un Congresso con una maggioranza ostile; si può guardare alla Siria dove non si riesce a mandarlo via in alcun modo. Non c’è che da scegliere. Eppure, se guardiamo alla storia, alla nostra vicina storia, vediamo che Italia e Germania, che avevano avuto il trauma di due dittatori, hanno optato per repubbliche non presidenziali.  La Germania è cresciuta più di tutte le altre nazioni d'Europa e non è stato certo per virtù di una repubblica presidenziale, ma perché ha trovato una stabilità all’interno delle stesse regole, e solidarietà tra le forze politiche pur nella competizione.
 Quindi al posto di perdere tempo, e 18 mesi sono tanto tempo, anche se non sono un "saggio" consiglierei di: correggere rapidamente il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari, fare una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere tra i candidati, introdurre la sfiducia costruttiva, lasciare il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento con gli stessi poteri, che già sono tanti.
 06/06/13 francesco zaffuto

Immagine fuori testo – statua dell’Imperatore Augusto