lunedì 17 giugno 2013

dalla Rete 100 passi


Giovanni Falcone diceva, “In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.
Vincenzo Liarda è uno dei protagonisti della lotta alla mafia in Sicilia: Segretario della Cgil delle Madonie, responsabile per la legalità della Flai regione Sicilia e dell’osservatorio nazionale della Flai per la legalità.
Ventuno sono gli atti intimidatori nei confronti del sindacalista della Cgil, per le sue ripetute denuncie in un territorio che continua a essere invaso dalla presenza della mafia. Vincenzo è anche impegnato nella travagliata battaglia per il riuso sociale del feudo "Verbumcaudo" a Polizzi Generosa, bene confiscato al boss mafioso Michele Greco. Uno degli atti intimidatori arrivati era stato significativo perché contemporaneo allo scioglimento del Comune di Polizzi ed il suo commissariamento per questioni di mafia.
È di pochi giorni fa l'ultima intimidazione, eppure, la settimana scora gli è stata revocata la protezionesenza nessuna spiegazione e senza che il destinatario sia stato preventivamente avvertito.
Oggi Vincenzo è chiuso in casa come un carcerato mentre chi lo minaccia e dovrebbe stare al suo posto gira tranquillamente.
Per questo chiediamo l'intervento del Ministero dell'Interno Angelino Alfano e degli organi competenti affinché venga riconfermata immediatamente la misura di protezione.
Danilo Sulis

Presidente Rete 100 passi

5 commenti:

  1. Questo signor Sulis chiede a un mafioso di confermare una misura di protezione nei confronti di uno che contro la mafia ci lotta? Sarebbe come se un ladro chiedesse maggiori misure per la prevenzione dei furti!

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  2. Caro Francesco, credo che tutti gli sforzi fatti contro la mafia siano serviti molto poco, il risultato di molti vite innocente!!!
    È come il cancro si combatte continuamente!
    qualche volta si sconfigge ma poi ritorna!
    Tomaso

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  3. Giustissimo. Sono andata a firmare.
    Non capisco il commento di Karrott. Mi è sfuggito qualcosa?

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    1. Cara Ambra,
      non ti è sfuggito niente; la misura di protezione si chiede al Ministro dell'Interno, non si può chiedere all' ONU. Il Ministro in carica va rispettato come ogni istituzione della Repubblica. La storia non si cambia con le battute di anonimi di passaggio.

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