martedì 20 maggio 2014

MA LO STATO NON è UNA CHIESA

L’otto per mille  alle chiese è in vigore da 30 anni ma il suo meccanismo applicativo suscita ancora delle perplessità.
 Ieri trovandomi nell’ufficio di un Caf ho sentito il consulente fiscale che diceva: “Ma lei non ha espresso nessuna volontà per l’otto per mille?”
Risposta del tartassato: “Sì, lo lascio allo Stato”.
E il consulente spiegava: “Guardi che se vuole lasciare l’8 per mille  allo Stato deve firmare nella casella Stato altrimenti viene distribuito in proporzione alle scelte espresse”.
  Infatti, l’ammontare della mancata scelta viene ridistribuita tra tutte le chiese in proporzione al quantitativo delle scelte espresse; ad eccezione  di due chiese Assemblea di Dio in Italia e Chiesa Apostolica in Italia che hanno rinunciato a questa ridistribuzione lasciando la quota allo Stato.   Nei fatti la ridistribuzione della quota non espressa va in gran parte alla Chiesa cattolica, detentrice dei 4/5 delle scelte espresse, e ad essa si aggiunge  anche la parte di contributi che provengono da chi non è tenuto a presentare la dichiarazione.
 In pratica lo Stato, sulla base della strana normativa dell’8 per mille,  si presenta  ai cittadini come se fosse una delle tante chiese; una chiesa laica.    Una contraddizione in termini, ma la logica non abita dalle nostre parti.
 Vediamo come ha impiegato la quota dell’8 per mille la chiesa-laica-Stato.  
“Lo Stato si aggiudica il 13,74% delle preferenze. Nonostante, però, sia previsto un impiego ben preciso di queste risorse (lotta alla fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali), la legge viene infatti puntualmente disattesa. Lo dimostrano i numeri: sempre per il 2013 lo Stato ha intascato 170 milioni di euro ma ne ha spesi poco più di 400 mila per opere umanitarie. In pratica appena lo 0,24% del totale. Pochi spiccioli, insomma, a fronte di un cospicuo tesoretto.”
Ci dà queste informazioni, più altre, il giornale online Cronache Laiche
Riepilogando, lo Stato, che non è una chiesa, si presenta nel prospettino dell’8 per mille come una chiesa e poi non fa quello promette di fare.
 La vecchia legge andrebbe riformata;  lo Stato va tolto da quel prospetto, la parte di 8 per mille non scelta va lasciata allo Stato come  globale risparmio di uscite, lo Stato ha obblighi di solidarietà sociale per tutte le sue entrate fiscali e non solo per l’8 per mille.  Lo Stato non è una Chiesa.
20/05/14 francesco zaffuto

Immagine – la pagina prospetto per l’indicazione dell’8 per mille del modello 730

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