venerdì 30 maggio 2014

banchieri in trasformazione

Con questa caricatura Honoré Daumier rappresentava il banchiere nel 1835.
C’è stata una evoluzione, anche perché essere grassi non è più “in”, ormai la razza padrona è tonificata e un po’ abbronzata.  Con il soprannome di  “il Magro” gli amici della Carige indicavano il loro “capo” in affari
 In questi anni di crisi si sono descritti  i complessi TITOLI DERIVATI come strumenti di un sistema di rapina per tanti risparmiatori;   alla Carige era tutto più semplice. Le tecniche non comportavano una particolare fatica: compravano un immobile e lo stesso giorno lo rivendevano alla banca Carige per un prezzo superiore a 15 volte; oppure compravano delle azioni di una società e li rivendevano dopo pochi giorni sempre alla banca Carige ad un prezzo superiore a 45 volte. Semplicità, amici potenti e trasferimenti in conti svizzeri.

Qui un vecchio post di lacrisi2009 dell’ottobre 2011 Ma una banca può fallire?

immagine da internet - al link - http://interestingpress.blogspot.it/2014/01/boiardi.html

1 commento:

  1. Esiste una legge fisica: non si può fare soldi in modo "onesto".
    Nel momento che io vado al mercato con le mie tre galline, cerco di scambiarle con la pezza di stoffa più ampia possibile. Se sono bravo, il rapporto tra il "valore" delle tre galline e della pezza di stoffa sarà a mio vantaggio e a svantaggio dell'altra parte. Se sono molto bravo, con tre galline compro una fabbrica di tessuti.
    Quindi, al massimo possiamo puntare ad un compromesso per cui nessuno viene danneggiato oltre un certo limite dai passaggi.
    Dato che l'occasione fa l'uomo ladro, per potere ottenere questo compromesso l'unica possibilità è che esistano delle regole e che esista un organismo in grado di obbligare tutti a seguire queste regole, tramite la somministrazione di opportune punizioni.

    Non è una cosa nuova. Immediatamente prima della famosa crisi del '29 il mondo della Finanza di Wall Street era come la jungla, valeva qualsiasi cosa. Per esempio uno comprava una azienda fallita, poi pagava i giornali per scrivere articoli falsi, attirava investitori e quindi vendeva le sue quote e scappava, lasciando tutti col cerino in mano. A quel tempo era perfettamente lecito, poi sono state introdotte delle norme per ridurre le possibilità che una cosa del genere si possa ripetere. Ma è sempre un equilibrio precario tra la necessità di controllare ed applicare delle regole e la necessità di evitare l'ingerenza statale nel "libero mercato".

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