sabato 17 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE



Immaginatevi di stare nella corsia di un ospedale che cura l’Economia e sentite parlare di voi  due medici: un medico-economista dice che la vostra l’uscita dall’Euro provocherà la vostra fine, l’altro medico-economista dice che continuare a stare nell’Euro provocherà sicuramente la vostra fine.
A parte l’uscita o meno dall’Euro, sicuramente volete lasciare quell’ospedale e liberarvi da quei due medici assatanati.
Ma l’economia è una scienza o un partito?
 Con gli scienziati abbiamo avuto qualche discreto risultato nelle conoscenze; con gli economisti, quando si vantano di essere scienziati, navighiamo in una grande confusione mentale.
 L’economia dipende dal comportamento umano, dalla sua storia passata e dalle innumerevoli contraddizioni del presente, e può portarci ad un imprevedibile futuro; possiamo a mala pena individuare qualche connessione con esperienze passate.
 L’economia non può prescindere da ciò che si vuole realizzare, perché solo partendo da quella considerazione si possono cercare gli strumenti adatti. 
Dopo la seconda guerra mondiale si è voluta l’unione europea per costruire una entità sovranazionale di pace e di collaborazione tra le diverse nazioni e il mercato comune fu visto come uno strumento necessario per  consolidare quell’entità.  Le diverse nazioni hanno partecipato all’unione europea  con i loro governi e con le loro identità nazionali e gli organismi europei di rappresentanza sono stati più virtuali che reali. L’autorità del Parlamento europeo è stata in qualche modo subordinata alle decisioni dei singoli governi e non si è definita una cittadinanza europea; pur essendo in presenza di queste debolezze solidali si è voluta creare una moneta europea.  L’Euro invece di misurare la solidarietà europea è diventato il misuratore delle debolezze e delle forze dei singoli paesi. 
 Per fare una unità europea solidale occorre considerare che un cittadino disoccupato europeo è un dato drammatico per l’Europa e non importa che quel cittadino sia spagnolo, greco, tedesco, francese, inglese …
 Per l’Europa non si tratta di rattoppare ma di ricominciare partendo da quel cittadino europeo disoccupato, cittadino visto nel consesso umano globale che è il mondo.
 Un’Europa unita e capace di superare le appartenenze può essere elemento di stabilizzazione per la convivenza mondiale ed anche motivo di ispirazione e speranza.  Dalla globalizzazione terreno di espropriazione dei grandi speculatori della finanza occorre passare a una mondializzazione solidale. Il problema può sembrare enorme , ma il problema esiste.  Occorrerà passare dal produrre ricchezza e prodotti al produrre benessere.  Questa faticosa Europa nata da due tremende guerre può dare il suo contributo. Sono necessarie idee e speranze.
 In queste elezioni europee ci sono due novità che vengono dai paesi che più hanno sofferto la crisi economica: il movimento 5 stelle e la lista Tsipras,  auguro a questi due movimenti un grande successo. Gli altri in qualche modo c’erano già stati in Europa ed auguro a loro un attento ripensamento sugli errori commessi.
 Personalmente voterò per la Lista Tsipras, voglio riconoscere a questo movimento di avere salvato l’Europa nel momento in cui l’Europa stessa stava affondando la Grecia.  
 Saranno tantissimi quelli che non andranno a votare, non c’è da meravigliarsi perché il dato dell’astensione è stato alto anche per gli altri momenti elettorali nazionali; la politica è lontana come la solidarietà, occorre ricominciare a parlare di solidarietà e forse si può costruire una buona politica.

17/05/2014 francesco zaffuto

2 commenti:

  1. Si è costituita un'Europa economica ma non politica... questo, secondo me, è stato il grosso errore di partenza. Ma è stato davvero un errore o piuttosto un progetto preciso? Chi vorrebbe fare "famiglia" con sistemi poco stabili che metterebbero a rischio ordini interni di altri che l'hanno perseguito come obiettivo? Se avessimo avuto un'Europa con un parlamento, questo si sarebbe opposto a quel cambio lira/euro che ci ha impoverito di colpo tutti quanti. E se...
    Coi "se" non si va da nessuna parte ma l'Europa non sarà unita fino a che non ci saranno leggi e regole comuni da rispettare.
    Voterò anch'io Tsipras, l'unico voto per me possibile in questo momento.
    Ciao.

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  2. Credo sia necessario chiarire che parlare con chi non vuol sentire non è invano ma quasi. L'Europa è stata costituita per evitare soprattutto guerre fra gli stati limitrofi o vicini. L'Europa deve essere soprattutto politica: l'economia ormai è gestita dai finanzieri... ciò non aiuta certo a procurare lavoro ai ceti più deboli. In un Paese come l'Italia dove trovare Statisti che amino la Patria è difficile trovarli non aiuta a risolvere i problemi. Non è "peccato mortale" dire che il nostro Bel Paese è corrotto e irrimediabilmente ripristinabile. Comunque dobbiamo tentare in tutti i modi possibili. Cerchiamo di votare come suggerisce Francesco Zaffuto oppure come suggeriva La Pira... che amava i più deboli e li aiutava senza guardare di che partito erano.

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