venerdì 27 gennaio 2017

martedì 24 gennaio 2017

Corte Suprema: la brexit deve passare dal Parlamento

Con un voto di 8 giudici a 3, la Corte Suprema ha deciso che è necessario un voto della camera dei Comuni e della camera dei Lord per decidere di dare formalmente inizio all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europe.
    Theresa May ha così perso per la seconda volta la battaglia legale, sconfitta l’autunno scorso dall’Alta Corte di Londra,  ora di nuovo sconfitta dalla più alta autorità giudiziaria del regno.
E’ possibile che il dibattito in aula cominci assai presto, nel giro di giorni o settimane. La premier May ci tiene a mantenere la scadenza da lei stessa fissata, secondo cui l’avvio della trattativa con la Ue sulla secessione deve cominciare “entro la fine di marzo”. E’  sua intenzione avviare il negoziato entro giugno.
La previsione generale è che nessun partito si opporrà radicalmente ala brexit; ma Jeremy Corbyn, leader laburista, afferma già che il voto del parlamento sulla Brexit dovrà “avere significato”, insomma essere più un semplice sì alla decisione del governo: l’opposizione cercherà di porre dei paletti, delle condizioni agli obiettivi elencati di recente da Downing Street. Il partito liberal-democratico forse chiederà che  ci sia un secondo referendum popolare sulla brexit, per permettere eventualmente al popolo di ripensarci.
Se da un lato i giudici hanno dato torto al governo, dall’altro gli hanno dato ragione: negando il diritto dei parlamenti autonomi di Scozia, Irlanda del Nord e Galles di votare a loro volta sulla Brexit, un’ipotesi che avrebbe aperto scenari ancora più incerti, considerato che due delle regioni autonome, Scozia e Irlanda del Nord, hanno votato a grande maggioranza per restare nella Ue e ora minacciano apertamente la secessione dalla Gran  Bretagna per continuare a fare parte dell’Europa.
 “Non è una vittoria per me”, commenta all’ingresso della Corte Suprema una raggiante Gina Miller, la donna d’affari che ha messo in moto l’iter giudiziario presentando ricorso all’Alta Corte per chiedere che il parlamento avesse voce in capitolo. “E’ una vittoria per la democrazia”. 
Atri particolari su:

I peccati di Padova

Quando non si parla di un fatto equivale quasi alla sua non esistenza; ed i peccati di Padova, che hanno coinvolto la chiesa, non sono balzati alle cronache delle TV.
 In qualche modo, in questo gennaio 2017,  terremoto e valanghe hanno determinato un ordine di priorità delle notizie, relegando i fatti di Padova nell’ultrasecondario.

 Se le notizie di Padova fossero arrivate quando tanto si parlava sugli scandali dei preti pedofili, avrebbero avuto ben altro rilievo. Comunque, sulla base di un po’ di notizie recuperate sui giornali e su internet pare proprio che il peccato ci sia e con qualche rilievo finanziario
Da il fatto quotidiano: Il vescovo si inginocchia e chiede perdono. Per i peccati della Chiesa padovana consumati nella parrocchia di San Lazzaro, per l’incapacità di capire cosa stava accadendo, per il pubblico scandalo che due sacerdoti, per loro stessa ammissione, hanno dato. 
Escono nuovi dettagli sul caso di don Andrea Contin e di altri sacerdoti che avrebbero fatto sesso in canonica. Ammissioni ai carabinieri e perfino sospetti di ammanchi nella gestione di un ente per l’assistenza di anziani, di cui l’ex parroco era presidente. Cifre importanti, che sfiorano i tre milioni di euro e che potrebbero spiegare la disponibilità economica del sacerdote.  ….da...
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lunedì 23 gennaio 2017

2018 esami finali nella “buona scuola”

Basterà la media del 6, l’essere stato presente, e aver fatto una esperienza scuola-lavoro
La nuova maturità che dovrebbe debuttare nel 2018 verrebbe ad avere i seguenti aspetti:
-         aver partecipato alle prove Invalsi (che sbarcano così ufficialmente in quinta superiore);
-         aver svolto l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria;
-         aver ottenuto una votazione non inferiore alla meda dei sei decimi, condotta inclusa (non sarà dunque più richiesta la sufficienza in tutte le discipline).
-         Resta invece immutato il requisito generale della frequenza delle lezioni: i maturandi per l’ammissione agli esami dovranno essere stati in classe «per almeno tre quarti del monte ore annuale» (come già previsto dall’attuale normativa).
Questi aspetti del nuovo esame di Stato sono contenuti nello schema di Dlgs attuativo della legge 107 sulla valutazione, trasmesso dal Miur alle Camere.
In pratica un geniale studente che ha avuto dei problemi che gli hanno impedito di frequentare la scuola per tre quarti del monte orario non verrà ammesso agli esami.
Un geniale studente negli studi, ma che non ha avuto la possibilità di frequentare l’alternanza scuola-lavoro, o che non l’ha frequentato con diligenza, non verrà ammesso agli esami.
Un mediocre o incapace studente che ha ottenuto i primi due requisiti; e che ha un 3 in Italiano compensato da un 9 in educazione fisica; ed anche un 4 in matematica compensato da un 8 in condotta, SARA’ AMMESSO.
Se consideriamo che il voto di condotta generalmente si attesta sull’otto/nove, l’alterazione della media sarà molto diffusa in tutte le scuole.
Questo è il previsto esame 2018  per “buona scuola”:  merito per la presenza e merito per esperienze di scuola-lavoro (spesso insignificanti e bizzarre); ben poco merito per l’effettivo studio,  considerato solo come un optional in più. Speriamo che il Parlamento possa fermare o modificare questo geniale esame prima che venga reso operativo. (f.z.)
Altri dettagli su:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-17/nuova-maturita-2018-essere-ammessi-basta-media-sei-184248.shtml?uuid=AEJ0l6B

Alleghiamo l’intervento del prof. Carosotti disponibile su youtube
PERCHE' SI RIFORMA L'ESAME DI STATO? (data 07/02/2017)
https://www.youtube.com/watch?v=vcxyOsunocs

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domenica 22 gennaio 2017

Cassazione: siti e blog responsabili per i commenti

Una sentenza del dicembre 2016 che necessariamente va considerata – qui riportiamo stralci da
IL GESTORE di un sito, anche non professionale, è responsabile dei commenti dei lettori, anche di quelli non anonimi, e rischia quindi una condanna per diffamazione. È quanto stabilito, per la prima volta, da una sentenza (PDF) pubblicata nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione. Il diffamato è Carlo Tavecchio, presidente della Figc (Federazione italiana gioco calcio), per un commento pubblicato nel 2009 sul sito Agenziacalcio.it, che per questa vicenda è stato anche oscurato. L'autore del commento, inserito autonomamente, definiva Tavecchio "emerito farabutto" e "pregiudicato doc", allegando il certificato penale. In primo grado il gestore è stato assolto, in secondo grado condannato e ora la Cassazione conferma: dovrà pagare 60 mila euro a Tavecchio, per "concorso in diffamazione". Per la Cassazione c'è concorso perché il gestore doveva sapere dell'esistenza di quel commento, poiché il suo autore gli aveva mandato una mail contenente il certificato penale di Tavecchio. L'imputato invece sostiene di aver saputo del commento diffamatorio solo quando la polizia gli ha notificato il sequestro del sito.

LA SENTENZA (Pdf)

"Adesso, con questo orientamento che per la prima volta arriva in Cassazione, rischia di essere molto difficile gestire un sito web che abbia commenti", dice Fulvio Sarzana, avvocato penalista specializzato in diritto su internet. "I gestori dovrebbero controllare ogni commento, chiedersi se può essere o no diffamatorio. Anche di quelli non anonimi", aggiunge. La questione rischia di avere ricadute notevoli sul sistema dell'informazione web.
 
Per continuare su

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sabato 21 gennaio 2017

Olanda, di già i treni elettrici vanno a vento

2017, con un anno di anticipo, i circa 600mila passeggeri giornalieri della compagnia Nederlandse Spoorwegen viaggiano esclusivamente grazie all'elettricità prodotta dal vento
 Un obiettivo raggiunto in anticipo rispetto a quanto previsto dal piano di sostenibilità predisposto dalla compagnia. L'accordo con il produttore di energia Eneco prevedeva di rendere la rete funzionante completamente a fonti rinnovabili solo per inizio 2018.
 Una pala eolica attiva per un’ora può alimentare un treno per quasi 200 chilometri, ma Ns si propone di ridurre l’energia necessaria per passeggero di un ulteriore 35% entro il 2020.
 Oltre a rifornirsi di energia verde dalla Eneco, la NS può contare anche su una serie di propri parchi eolici costruiti in Olanda, Belgio, Finlandia e Svezia che nel corso del 2017 è previsto riescano a produrre circa 1,4 TWh di elettricità, quanta basta a garantire il fabbisogno annuale di circa un milione di abitazioni.
Altri dettagli su

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venerdì 20 gennaio 2017

Tra terremoti e frane aggrappati ad un fiore

La natura vive i suoi assestamenti molecolari, spesso a noi ignoti, e non ascolta le ragioni della nostra mente e neanche le ragioni del nostro cuore.
La solidarietà umana, come indicava Giacomo Leopardi nella Ginestra, è l’unico debole rimedio ai disastri della natura.

Se volete potete pregare, ma il debole rimedio che noi come esseri umani possiamo porre è avere cura di chi ha bisogno di aiuto e di chi soffre; ed avere cura anche di coloro che con grande coraggio portano aiuto nei momenti più tragici. Avere cura anche quando si levano critiche e commenti. (f.z.)

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giovedì 19 gennaio 2017

Raggi legittima come Sindaco – il margine del ricorso PD

Respinto ricorso PD - Raggi legittima come sindaco; ma il Tribunale civile di Roma non si esprime sul contratto di Grillo, e dice che il ricorrente non era portatore di interesse per agire in giudizio.

mercoledì 18 gennaio 2017

Cucchi – Procura di Roma: omicidio preterintenzionale

Stefano Cucchi fu assassinato. La procura di Roma ha chiuso l’inchiesta bis sulla morte del giovane, deceduto in un letto del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Otto anni dopo ai tre carabinieri che lo arrestarono quella tragica notte del 15 ottobre nel Parco degli Acquedotti, è stata contestata l’accusa di omicidio preterintenzionale. Sono ritenuti responsabili del pestaggio del giovane geometra. Per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso.

martedì 17 gennaio 2017

LA SACROSANTA RICCHEZZA

Ieri 16 gennaio 2017 abbiamo potuto sentire nei vari telegiornali che:
otto super miliardari detengono la stessa ricchezza che è riuscita a mettere insieme la metà della popolazione più povera del globo: 3,6 miliardi di persone.
Qui alleghiamo un link dei tantissimi giornali che hanno riportato la stessa notizia; e chi vuole può di nuovo fare un ripasso.
Bene, ora provate a dire solo due parole “imposta patrimoniale”; vi salteranno addosso non solo gli otto capitalisti ma anche tantissime persone che sono addirittura quasi povere. E più proverete ad aggiungere qualche discorso che possa tentare di giustificare quelle due parole e più sarete messi alla berlina; potreste perfino essere accusati di volere con uno stratagemma fiscale fare aumentare la ricchezza degli otto super miliardari.

Eppure se si vuole costruire un sistema impositivo che non vada a colpire solo i redditi di lavoro, quelli d’impresa  e i consumi, è necessario che una parte del carico fiscale vada a gravare anche sul patrimonio. Organizzare un impianto impositivo che vada a gravare sul patrimonio non è per niente facile, occorre quantomeno cominciare a studiare; ma al momento siamo addirittura alla demonizzazione degli stessi studi: le due parole “imposta patrimoniale” sono considerate un Tabù.  (f.z.)

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lunedì 16 gennaio 2017

Moody's patteggia la multa: quelli che davano le pagelle

L'agenzia internazionale Moody's ha patteggiato il pagamento di circa 864 milioni di dollari alle autorità federali e statali Usa per porre fine all'inchiesta nata dall'accusa di aver gonfiato il rating di mutui ipotecari rischiosi negli anni che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008-2009.
Moody's ha riconosciuto di non aver seguito i suoi standard di giudizio.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/01/14/moodys-multa-da-864-mln-di-dollari_78ab2127-476f-49fa-b85a-c99cb1cf1016.html

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