sabato 16 aprile 2011

RESTIAMO UMANI



Non è facile, ma la frase con cui Vittorio Arrigoni concludeva i suoi interventi deve guidare l’umanità se vogliamo uscire dal tunnel nero della guerra: RESTIAMO UMANI.


A questo link si può trovare un articolo di Vik http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1766

A questo link come lo ricordano gli amici di Peacereporter http://it.peacereporter.net/articolo/27989/Vittorio%2C+l%27eroe+buono


Ho letto stamane sul Corriere l’articolo di Battista che delinea un Arrigoni non tanto pacifista e schierato con i palestinesi, che ha lottato con i suoi scritti contro il sionismo e che poi è stato ucciso dai palestinesi. Non mi è piaciuto quell’articolo Battista che pare delineare alla fine la figura di un ragazzo che in fin dei conti aveva capito ben poco della realtà che lo circondava. Poiché Battista è del 1955 e io sono del 1948, e mi pare evidente che non siamo ragazzi, posso ricordare cosa abbiamo capito noi. Secondo la risoluzione ONU n. 181 dal primo agosto del 1948 dovevano nascere due stati (uno arabo e uno ebraico) e la città di Gerusalemme libera sotto il controllo ONU. Quella risoluzione non fu accettata dagli israeliani e neanche dagli arabi, ma quelli che ci andarono di mezzo furono soprattutto i palestinesi costretti all’esodo in massa. Dal 1948 ad oggi 63 anni di guerra, giusto la mie età, Battista non era ancora nato.

In 63 anni la comunità internazionale non è stata capace di trovare una soluzione per pacificare quel territorio: USA ed Europa hanno comprato petrolio dagli arabi ma ben si sono guardati dal ricondurli a qualche rinuncia e ragionamento di pacificazione; USA ed Europa hanno nello stesso tempo appoggiato Israele e ben si son guardati nel ricondurre Israele a qualche rinuncia e ragionamento di pacificazione; banchieri e venditori di armi hanno continuato a vendere i loro prodotti finanziari e di morte. Tutta la politica americana, europea, della vecchia URSS e della nascente Cina, ha oscillato tra l’essere vagamente pro palestinese o vagamente pro israeliana, non ci sono stati muscolosi Sarkozy e la stessa ONU è stata messa in crisi dall’astensionismo e spesso dal voto contro degli USA. Anche io sono stato vagamente filopalestinese e mi pare che Battista è stato vagamente filoisraeliano; intanto, per sessantatre anni, ci sono stati uomini, donne e bambini che non hanno conosciuto un giorno di pace; per il resto abbiamo pensato alle vicende politiche del nostro paese.

Vittorio Arrigoni è un giovane di oggi che s’innamora del popolo palestinese e della sua causa, vuole la pace ma sa che può nascere solo dalla giustizia e dal riconoscimento, se la prende con l’estremismo sionista che non riconosce i palestinesi e li bombarda con il fosforo; ma chi cerca la pace e la giustizia trova nemici anche tra le sue fila perché tanti anni di guerra hanno sedimentato odio e voglia di vendetta. Con centomila innamorati della pace e della giustizia come Vittorio Arrigoni il mondo sarebbe sicuramente migliore.

16/04/11 francesco zaffuto

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immagine - paesaggio con ginestre.

La ginestra è il fiore che somiglia a Vittorio Arrigoni. Come diceva Leopardi cresce nelle terre brulle e speriamo possa crescere nella deserta anima degli uomini.