sabato 18 gennaio 2014

Lo scongelamento del Caimano

 Renzi ha incontrato Berlusconi, in qualche modo ha scongelato il Caimano. Ma se  si considera che Grillo si è tirato da parte;  gioco forza,  se Renzi vuole tentare di far passare una riforma elettorale con una maggioranza non risicata deve fare un accordo con Forza Italia.
 Mentre è comprensibile il malessere di una parte del PD per questo incontro, la pretesa di Angelino Alfano ( e soci) di mettere l’ipoteca del suo piccolo partito su una legge che necessita di una grande condivisione in Parlamento è quantomeno fuori luogo; basta ricordare che fino a pochi giorni fa Angelino era il figlioccio di Berluconi. I piccoli partiti sono nel giusto se reclamano una rappresentanza in Parlamento, una voce; ma non possono pretendere di essere sempre l’ago della bilancia.
 Dopo l’incontro con Berlusconi,  Renzi ha annunciato di avere trovato una soluzione che metterà ai voti nella direzione del PD che si terrà lunedì. Nessuno scandalo, va dato a Renzi il merito di non perdere tempo. Riguardo alla bontà della legge elettorale proposta è meglio aspettare lunedì.

Qui di seguito, per quanto posso parlo da solo ripetendo alcune cose che avevo inserito nel blog nel novembre del 2012.

 La legge elettorale è la legge più importante per l’impalcatura dello Stato, e deve essere capace di garantire: la rappresentatività delle maggioranze e delle minoranze, la governabilità, e l’alternanza. E’ una alchimia difficile ma tecnicamente possibile.
Il Parlamento in una democrazia deve essere inclusivo di tutto il dibattito delle idee e non esclusivo; se la legge elettorale porta ad escludere (con meccanismi tipo la soglia del 4 o 5 per cento) si viene a creare un dibattito extraparlamentare che lo Stato non riesce a recepire con le sue istituzioni, un pericoloso impoverimento per la stessa democrazia che può arrivare a ribaltare la democrazia stessa. Tutte le minoranze è necessario che possano esprimersi con una rappresentanza, ma la loro rappresentanza non deve impedire la necessaria governabilità.  Per affrontare questo problema si può fare ricorso al duplice aspetto della rappresentatività: l’aspetto territoriale e l’aspetto complessivo nazionale, in modo che siano eletti uomini portatori di un legame con un territorio specifico  e uomini che sono portatori di un legame con movimenti di idee che si esprimono complessivamente nel paese.
 Questo duplice criterio della rappresentatività è necessario perché basta pensare che attualmente,  prevalendo il criterio territoriale,  con un quantitativo di appena 50 mila voti si può diventare deputato mentre un movimento che raccoglie più di 500 mila voti su base nazionale rimane escluso.
 Per evitare l’eccessiva frantumazione in gruppi e movimenti si può fare ricorso per l’elezione di 2 terzi del Parlamento alla rappresentatività territoriale con il criterio uninominale con ballottaggio in ogni singolo collegio elettorale;  e l’elezione di  1 terzo del Parlamento per la rappresentatività nazionale con criterio proporzionale.  
 Con questo duplice ed onesto meccanismo si verrebbe ad assicurare  la governabilità perché la maggioranza sarebbe alimentata dai voti espressi territorialmente ed anche da quelli proporzionali e nel contempo si garantirebbe la presenza in Parlamento di tutte le espressione di idee e movimenti.
 La cosiddetta preferenza si esprimerebbe in modo inequivocabile con la preferenza unica nel collegio uninominale e con la conferma nel ballottaggio;  e sulle liste nazionali si può garantire la doppia preferenza all’interno della lista votata per evitare la concentrazione di voti solo su pochi leader.
 Se poi, con la dovuta calma,  si passasse anche ad una riforma costituzionale per stabilire UNA SOLA CAMERA di soli 300 deputati potremmo dire bene, molto bene. Se i 300 non trovassero l’accordo per governare, subito a casa (senza prebende e pensioni) e nuove elezioni;  tanto, pagando solo trecento e a un prezzo inferiore, veniamo ad avere i soldi per convocare tutte le elezioni necessarie. Troppo semplice!?

18/01/04 francesco zaffuto

1 commento:

  1. Anche se non sono del tutto convinta di Renzi e delle modalità che applica, devo riconoscergli anch'io alcune qualità: la determinazione e la velocità con le quali si muove.

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