lunedì 27 gennaio 2014

Un dovere non dimenticare

 Il 27 gennaio 1945  le truppe sovietiche dell'Armata Rossa arrivarono presso la città polacca di Auschwitz scoprendo il campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti.  La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
La memoria di quei fatti non si è incrinata, anche se la voce dei testimoni diretti è venuta a mancare per il passare del tempo; esistono documenti, filmati d’epoca e tante opere di artisti che hanno voluto dare un contributo a questo ricordo. E’ quasi impossibile che un giovane di oggi non abbia avuto informazione su quei fatti; eppure ci sono sempre quei pochi che disegnano croci uncinate, scrivono scritte antisemite e fanno anche scherzi crudeli, come se alla fine di un film sul nazismo fossero rimasti affascinati dalla crudeltà.
E’ un dovere non dimenticare ed anche vigilare su ogni gesto di tracotanza.
qui il link di un fatto accaduto un paio di giorni fa
Immagine dell’entrata del campo di concentramento di Auschwitz

5 commenti:

  1. Ciao Francesco,
    Ho ridotto molto la mia attività di commentatrice sia per pigrizia che per "vuoto di pensieri e parole"...
    Mi fa sempre piacere però visitare il tuo blog. Ogni volta apprezzo molto sia le informazioni e i commenti che il tuo stile pacato e analitico insieme. Non ultime la costanza e la prontezza nel seguire gli avvenimenti principali.
    Sono convinta che l'ignoranza e la disinformazione galoppanti siano tra i grandi problemi attuali del nostro paese. Masse sempre più consistenti prede di populismi e ricostruzioni della realtà false e pilotanti...
    Considero quindi il tuo lavoro informativo
    uno strumento davvero pregevole e sicuramente molto utile.
    Ciao, ciao, Floriana

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    1. Ciao Floriana, trovo sempre piacevole fare qualche passeggiata tra gli acquerelli del tuo blog

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  2. Caro Francesco, il mondo deve sempre ricordare gli orrori passati! Tomaso

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  3. È un dovere non dimenticare sì. Purtroppo quelli che hanno dimenticato sono tra noi e ritornano con il loro razzismo infame.

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  4. Questo è il vero pericolo. Che le scene crudeli, le scene violente possano affascinare e fare proseliti.
    E purtroppo, al di là del genocidio nazista che per la sua dimensione e la sua crudeltà resta unico, ovunque nel mondo continuano violenze e crudeltà che vengono presto dimenticate ma servono da stimolo per pochi, ma sempre troppi, comportamenti patologici.

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