domenica 26 ottobre 2014

Doppio lutto per la giustizia umana

Doppio lutto per la giustizia umana

lutto perché è stata impiccata una ragazza che aveva compiuto un delitto per paura di essere violentata

lutto perché si accetta ancora la vendetta come sistema di giustizia trasformando i familiari in altri assassini.

Alla fine la mobilitazione del mondo e gli appelli per fermare l’esecuzione non sono bastati. Reyhaneh Jabbari è stata impiccata. La giovane iraniana, condannata a morte nel 2009 per l’uccisione di un uomo che voleva stuprarla, è stata giustiziata a mezzanotte nel carcere di Teheran dove era rinchiusa, nonostante la campagna internazionale lanciata per salvarla.
Il perdono della famiglia della vittima avrebbe salvato la ragazza, ma per farlo il figlio dell'uomo ucciso aveva chiesto che Reyhaneh negasse di aver subito un tentativo di stupro. Lei si è sempre rifiutata di farlo.
All’esecuzione erano presenti i genitori di Reyhaneh e il figlio della vittima che, secondo quanto riferito da fonti della famiglia della giovane, avrebbe tolto lo sgabello da sotto i piedi della ragazza.

E necessaria una grande battaglia culturale in cui debbono cimentarsi tutti intellettuali del mondo laico, tutti gli intellettuali del mondo cristiano ed ebraico, tutti gli intellettuali del mondo islamico, una battaglia per la pace e per trovare i punti comuni di una civiltà per l'essere umano; una civiltà capace di prendere dal passato il meglio ma avendo il coraggio di abbandonare tutto ciò che è capace di generare male, equivoco, sofferenza.