sabato 4 ottobre 2014

TARI, pochi buoni e tanti cattivi


L’ottava indagine del Centro ricerche della Federconsumatori ci illumina sui particolari risultati della TARI (la tassa sui rifiuti urbani applicata dai comuni che un tempo si chiamava TARSU)
leggendo troviamo che:
dal 2010 al 2012 questa tassa ha avuto un aumento del 22%;
mediamente in Italia una famiglia di tre persone che occupa 100 mq paga annualmente 284 euro;
una famiglia che abita a Cremona (comune più virtuoso) paga 136 euro l’anno, una famiglia che abita a Cagliari (comune meno virtuoso) paga 532 euro l’anno;
sul fronte delle variazioni in 4 anni si scopre che il comune di Cremona ha diminuito la tassa del -14%, mentre il comune di Reggio Calabria ha aumentato la tassa del +165%.
Particolare il risultato di Napoli che registra nei 4 anni una diminuzione della tassa del -8%, ma continua a restare uno dei comuni più cari con un’imposta media annua di 463 euro.
Più dettagli su
http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20141003124047

 Sinteticamente si potrebbe dire che a fronte di qualche comune virtuoso la maggior parte dei comuni italiani non sono virtuosi. Inoltre, molti comuni che hanno lanciato la raccolta differenziata non relazionano bene ai propri cittadini sui risultati della raccolta e la tassa sui rifiuti viene confusa e gravata di orpelli comunali non ben distinti.  I cittadini hanno bisogno di misurare bene quanta immondizia producono loro, quanto si può risparmiare con la raccolta differenziata, e quanto spreco producono i consiglieri comunali con la loro incapacità.

04/10/14 francesco zaffuto

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