martedì 14 ottobre 2014

Renzi e la sterilizzazione dell’IRAP

Renzi ha annunciato
via la componente lavoro dell’Irap che vale 6,5 miliardi
O.K.
Ben venga la sterilizzazione dell’IRAP dai costi del lavoro,
questo blog ne ha parlato più volte
Lo faccia Presidente, ma lo faccia veramente.
Deve, comunque,  trovare il modo di non scoprire
le entrate che servono per il servizio sanitario nazionale
visto che l’IRAP fu istituita (da Visco “geniale ministro”) a sostegno
della spesa sanitaria

Qualche nota su l’IRAP

L'Imposta regionale sulle attività produttive IRAP, è stata istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446. L'Irap è stata istituita nell'ambito della riforma della finanza. Con la sua istituzione sono state soppresse: l'Ilor (Imposta locale sui redditi), l’ Iciap, imposta sul patrimonio netto delle imprese, la tassa di concessione governativa sulla partita Iva, il contributo per il servizio sanitario nazionale (tassa della salute), i contributi per l'assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi, il contributo per l'assistenza di malattia ai pensionati, la tassa di concessione comunale e la tosap.

L’IRAP colpisce il valore aggiunto che si è determinato con la produzione e la sua base imponibile si determina con:
Valore della produzione meno i costi deducibili
ma tra i costi deducibili non vengono compresi: i costi per il personale fisso e occasionale, la svalutazione dei crediti e le perdite sui crediti, gli interessi passivi sui canoni di leasing.

L'imposta, sin dalla sua introduzione, ha suscitato notevoli polemiche.
Il punto più controverso è quello della non deducibilità del costo del personale; questo meccanismo grava in particolar modo sulle imprese ad alta intensità di manodopera riducendone la redditività rispetto ad imprese dove gli impianti sono preponderanti. Inoltre l'Irap spesso viene pagata dalle imprese anche in presenza di una perdita di esercizio andando ulteriormente a gravare sulle loro difficoltà.

L’imposta fu inventata da un ministro di sinistra come Visco che così l’ha descritta: ''come strumento di razionalizzazione e semplificazione di un sistema tributario deformato e distorto. Non è un'imposta sul reddito delle imprese, ma un'imposta su tutti i redditi riscossa dalle imprese per conto dello Stato. E' anche a prova di elusione''.

Certo i meccanismi di elusione per l’IRAP sono minori rispetto a quelli che gli imprenditori mettono in campo ai fini delle imposte sul reddito, ci sono meno scuse nelle stime di perdite e molte aziende che riescono ad occultare i loro redditi debbono sempre pagare qualcosa per l’RAP; ma non possono essere sottovalutate le critiche e il malessere prodotto dal questa imposta.
Le critiche maggiori all’IRAP sono sempre venute dalle piccole imprese e specialmente da quelle imprese marginali spesso in difficoltà, che si sono trovate a pagare l’IRAP anche in presenza di effettive perdite. Ma dovevano essere rivolte a Visco anche delle critiche ben più serrate dal mondo operaio e dalla sinistra: il meccanismo dell’IRAP spinge le imprese a diminuire le spese del personale aumentando le spese per i macchinari che sono sempre tutte deducibili; non è certo un meccanismo impositivo a favore dello sviluppo dell’occupazione.
L’IRAP sembra una imposta inventata, non da un ministro della sinistra, ma dalle aziende più grandi, che non hanno tanti problemi di marginalizzazione, che sono sempre propense a capitalizzare con nuovi investimenti in macchinari e tecnologie a tutto discapito delle aziende più piccole e marginalizzate.

Allora perché la sinistra con Visco inventò l’IRAP; perché trattasi di una sinistra che non aveva il coraggio di mettere mano ad imposte patrimoniali.
Gli stessi sindacati non hanno osteggiato questa imposta perché l’hanno giudicata poco pericolosa per le grandi e medie aziende dove sono occupati i lavoratori più sindacalizzati, perché non andava a pesare sui pensionati e perché era lontana come meccanismo impositivo dalla percezione diretta che ne potevano avere i lavoratori dipendenti.
La stessa Confindustria per tanti anni, pur criticando l’imposta, non ha mai considerato la sua eliminazione come una questione principale.
Chi ha criticato ferocemente questa imposta sono stati i piccoli imprenditori marginali, gli artigiani.
Complessivamente l’IRAP fa incassare allo Stato 38 miliardi, entrate che non si sostituiscono facilmente e non si può certo mettere a rischio il servizio sanitario pubblico.
Sterilizzare l’IRAP dai costi del lavoro può essere un primo ed ottimo passo.
Renzi dice che questo passo può avere un costo di 6,5 miliardi, se non crea difficoltà nella spesa sanitaria ben venga questo passo.
14/10/14 francesco zaffuto


(immagine “mha!....boh!” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

2 commenti:

  1. Tutto sempre più complicato. O , forse, drammaticamente semplice?

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    Risposte
    1. Ciao Sandra,
      si era già complicato con l'IRAP. Ricordo che quando spiegavo l'imposta ai miei studenti, avevano dei dubbi nel capire che una azienda in perdita doveva lo stesso pagare l'IRAP. Cosa farà Renzi non lo so, ma anche io sterilezzerei l'IRAP dai costi del lavoro.

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