martedì 26 aprile 2016

Chernobyl, il 26 aprile di 30 anni fa


Chernobyl, il 26 aprile di 30 anni fa  - Per non dimenticare
Ricordo quei giorni a Milano, si aveva paura anche a mangiare l’insalata; con il mio amico Angelo Scebba, che possedeva un contatore Geiger, andavamo in giro per la città e in certi punti si sentiva aumentare il ticchettio degli impulsi del contatore che segnalava presenza di radiazioni.
Abbiamo avuto due referendum in Italia che ci hanno allontanato dall’avventura atomica, ma è ancora un’avventura a cui l’umanità non ha posto fine. L’Iran, nonostante le riserve di petrolio, ha voluto costruire la sua centrale nucleare, e sempre nuovi scienziati ci saranno che proporranno centrali dette “sicure”. Atomo civile e atomo di guerra stanno accoppiati come potenza in grado di distruggere terra ed umanità.

Francesco Zaffuto

Libertà per Ashraf Fayadh, e una sua poesia

sabato 23 aprile 2016

Davigo, Pirandello e gli altri …

da Pirandello – “Il berretto a sonagli”
Ciampa:  …Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s'allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel'insegno io come si fa. Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza! …
Testo integrale del dramma “Il berretto a sonagli” su

Dopo l’intervista di Davigo
ecco arrivano le scandalizzate reazioni
Al Quirinale e al Csm la vicenda viene seguita con attenzione e preoccupazione. Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, nel tardo pomeriggio, scrive una nota, concordata col Colle.
Per tutta la giornata si susseguono interventi e tweet da parte di esponenti dem, oltre che di Ncd e Forza Italia. Tra i big del Pd parla solo Matteo Orfini che ricorda come ci siano, oltre a politici che rubano, “anche molti altri politici che non solo non rubano…
Lorenzo Guerini e lo stesso Ermini, in costante contatto, guidano le danze, danno il via libera ad alcune repliche ma sempre restando sotto la soglia di sicurezza per evitare il muro contro muro.
Tra queste, ci sono le parole di Andrea Romano che parla di “frizione scappata” e la nota di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, magistrato, che invita la giunta dell’Anm a “battere un colpo”, a “prendere posizione pubblicamente”, auspicando che quella di Davigo si riveli solo una opinione “personale e isolata”.   
E c’è chi parla di crociata contro il Governo

martedì 19 aprile 2016

I dati referendum e la sindrome di Gela


Nell’ultimo referendum del 17 Aprile 2016 ci sono due dati ben lontani e particolari rispetto al panorama Italia, e sono: la regione Basilicata e la città di Gela (in Sicilia). La Basilicata è l’unica regione dove si è raggiunto il quorum, la città di Gela il centro dove si è registrata la partecipazione più bassa al voto 15,19%. Mentre l’elevata partecipazione degli abitanti della Basilicata può essere messa in relazione a una reazione contro il comportamento delle ditte petrolifere che hanno recentemente speculato ed inquinato. La mancata partecipazione degli abitanti di Gela è più difficile da interpretare.
Gela è stata sede di una delle più grandi raffinerie petrolifere d’Italia. Quell’insediamento industriale nella vicina periferia di Gela fu definito “cattedrale nel deserto”, furono spesi un gran quantitativo di soldi pubblici inizialmente per costruirlo;  e ora, dopo tanti anni, si aspetta di spendere un gran quantitativo di soldi pubblici per riconvertirlo o smantellarlo.
 Quel grande insediamento industriale nel bene e nel male diede lavoro agli operai che ci lavoravano, ma non riuscì a far decollare nessun indotto, rimase nel deserto e il deserto restò deserto economico.
 Gli abitanti di Gela accettarono e fecero delle difficoltà virtù, nonostante l’inquinamento investiva aria e territorio, legarono per tanto tempo le loro speranze allo sviluppo di quella cattedrale, negli ultimi anni si sono accorti che dopo tanto predare ora si passava a smantellare i rottami.
 Gli abitanti di Gela sono stati sempre attivi e politicamente impegnati, hanno sostenuto lotte ed accolto le novità politiche che venivano prospettate: hanno dato fiducia a Crocetta che ora è Presidente della regione, hanno dato fiducia al PD per tanto tempo, delusi sono passati a votare in massa per i cinque stelle ed hanno determinato l’elezione di un sindaco pentastellato, ed hanno avuto anche qualche delusione con l’ultimo sindaco a 5 stelle.
 La percentuale bassissima del 15,19% - solo 9112 votanti su 60005 aventi diritto – è stata considerata dall’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, ora Presidente della regione Sicilia, come un suo merito e come dimostrazione del suo appoggio a Renzi seguito dai gelesi.
«La Sicilia è stata compatta, si è schierata con Renzi - ha aggiunto -. La risposta del popolo siciliano è stata netta. E mentre facevo il bagno riflettevo sul fatto che a inquinare il mare a Gela, in passato, non sono state le trivelle ma la raffineria. E oggi l'estrazione petrolifera non c'è più. Guardavo poi l'orizzonte e di trivelle non ne ho vista nemmeno una»
Lascio da parte ogni commento alla rapida  evoluzione di Crocetta verso il renzismo e sulla sua presunzione di ammantarsi di un consenso dell’84% dei gelesi; penso che il non voto dei degli abitanti di Gela sia dovuto ad una grave sindrome di scoraggiamento.
Se questo scoraggiamento invaderà l’Italia la democrazia sarà a rischio.

Francesco Zaffuto

foto Anic di Gela - la raffineria vista dalla strada provinciale

lunedì 18 aprile 2016

L’Italia si chiama Basilicata per il resto si chiama Renzi

Se gli italiani il pozzo nero ce l’hanno sotto casa, e qualcuno glielo ha detto e fatto vedere, allora qualche riflessione la fanno; se invece sta lontano preferiscono tenere il cervello in riposo.
La Basilicata è la regione con la maggior affluenza al voto per il referendum sulle trivelle: con il 50,32% è l'unica regione ad aver "raggiunto il quorum". Maglia nera per l'affluenza invece al Trentino Alto Adige che si è fermato al 25,16%. Sempre la Basilicata conquista inoltre il record per il maggior numero di Sì, circa il 96%.
Si conferma alla grande la vittoria della matematica di Renzi, puntare sull’astensione degli italiani. Il risultato va ben oltre le stesse aspettative: l’astensione ormai strutturale di circa il 40% delle elezioni politiche diventa di quasi il 70% per un referendum difficile, mal compreso e poco dibattuto. Questo lo stato delle cose, addolcire il risultato con analisi pietose serve a ben poco; dileggiare il comportamento degli italiani poi serve solo a peggiorare le condizioni del paziente.

18/04/16 Francesco Zaffuto

mercoledì 13 aprile 2016

La matematica di Renzi

Per essere valido un referendum in Italia è necessario il quorum di votanti del 50% +1 di italiani che si recano a votare.
Il più sicuro che, il 17 Aprile,  vinca il Sì è proprio Renzi:  per questo gioca sull’astensione dicendo che la partita giocata non vale.
Renzi punta sulla sommatoria di astensionismo ormai di sistema (circa il 40%) + un astensionismo provocato dalla sua campagna di astensione per il referendum del 17 aprile;  gli basta riuscire ad orientare solo un11% di cittadini che abitualmente votano orientandoli verso l’astensione.
Il metodo è: il silenzio informativo, parlare il meno possibile sui contenuti del referendum e invitare all’astensione dicendo che è inutile andare a votare.
Se vince l’astensione dirà che è stata una sua grande vittoria e che è stato utile non andare a votare. 
 Votare o non votare è un diritto dei cittadini, ma può un'alta carica dello Stato invitare a non andare a votare?
 Se il Presidente della Corte Costituzionale dice di andare a votare mentre il Presidente del Consiglio dice di non andare a votare, qualche problema questa Repubblica ce l'ha. Sarebbe il caso che il Presidente della Repubblica dicesse qualcosa. 
Comunque, leggete bene il quesito e vedete che ne vale la pena di andare a votare.

lunedì 11 aprile 2016

17 Aprile, un SI contro la TV

Vi siete rotti le palle della TV e di tutti quelli che gestiscono la TV – andate a votare Sì al referendum sulle trivelle. Siamo all’11 aprile, a pochi giorni del referendum, e in TV  non c’è stato ancora un dibattito e una informazione dignitosa sul referendum.
Si parla continuamente delle elezioni dei sindaci che saranno svolte il 5 giugno e si tace sul referendum del 17 aprile.
Si parla continuamente del ministro dimesso Guidi e dei suoi problemi di cuore e di petrolio, ma si tace sul referendum.
Basterebbe dare una corretta informazione sul quesito, ma la TV non lo fa.
Se vince il Si ha vinto internet contro la TV. 
Se vince l’astensione ha vinto ancora una volta la TV.
Se non parla di te la TV non esisti!
Inviamo un messaggio ad amici e parenti e conoscenti: leggete il quesito del referendum.

Renzi ha stabilito per legge la concessione ad eterno delle trivelle, 
ha stabilito il contratto a tempo indefinito, non esiste per nessuna locazione, neanche per quella dei loculi dei cimiteri e lui l’ha fatto per le trivelle. 
Anche chi è a favore dello sfruttamento degli idrocarburi deve votare Sì, perché i contratti per i beni dello Stato non possono essere senza scadenza. 

sabato 9 aprile 2016

17 aprile - leggere bene il quesito

Il quesito che troveremo sulla scheda è questo:
“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

Cancellando con il voto Sì frase 
‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

La norma diventerà
239. All'articolo 6, comma 17, del  decreto  legislativo  3  aprile 2006, n. 152, il secondo e  il  terzo  periodo  sono  sostituiti  dai seguenti: «Il divieto e' altresi' stabilito nelle zone di mare  poste entro dodici miglia dalle linee di  costa  lungo  l'intero  perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi gia' rilasciati sono fatti salvi. (parte cancellata)  Sono  sempre assicurate le attivita' di manutenzione  finalizzate all'adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti  e  alla  tutela dell'ambiente,   nonche'   le   operazioni   finali   di   ripristino ambientale». 

Il  Parlamento, se vuole, potrà inserire un' ipotesi di riconferma della concessione, caso per caso e per un tempo ben determinato. Non potrà di certo reinserire
‘per la durata di vita utile del giacimento
Non potrà inserire una riconferma automatica e a tempo indefinito.
Sul piano logico anche chi è per uno sfruttamento limitato nel tempo e controllato dovrebbe votare Si.

Dunque, perfino quelli del NO dovrebbero votare Sì al referendum del 17 aprile, se non si vuole fare un regalo ad eternum ai petrolieri; se si vuole che alla fine di ogni “contratto trivelle” lo Stato abbia pieni poteri di confermare o non confermare la concessione del sottosuolo.
Con l’attuale legge, voluta espressamente da Renzi, si è fatto qualcosa che Berlusconi e la Prestigiacomo (allora ministro per l’ambiente non osarono fare), si è regalata la concessione con riconferma automatica fino all’esaurimento del giacimento, in pratica a tempo indefinito, ad eterno.
Un’assoluta anomalia per contratti che hanno una loro scadenza. 
 Senza neanche discernere tra un contratto e un altro, si è fatto un regalo a tutti, a prescindere dal merito di ogni singola società che usa le trivelle.
 Con questo dispositivo di legge, se lo Stato vuole rientrare nei pieni poteri e interrompere la concessione si può arrivare perfino a pagare i danni alle compagnie petrolifere.
Ma siamo matti!
Anche quelli del NO debbono votare SI, per ridare i poteri allo Stato.
LO STATO NON E’ UNA COSA PRIVATA  E NON SI PUO’ SPOGLIARE DELLE SUE FACOLTA’.
Astenersi, in questo specifico Referendum, come vuole Renzi, significa mettere il fiocco a un regalo incomprensibile.
Francesco Zaffuto

lunedì 4 aprile 2016

Panama Papers ed il forziere dei nostri santi

Una talpa, illuminata dal desiderio di sacra verità o sacra vendetta, rivela i file segreti di oltre 200 mila società offshore create dallo studio Mossack Fonseca di Panama.
Certo,  lo sapevamo che le Isole Caimans e Panama erano paradisi fiscali e luoghi di riparo per ogni sorta di tesaurizzazione privata;  ma vedere i nomi di quelli che hanno il tesoro fa un certo effetto.
Chi si aspettava che un Putin e un Camerun non si fidassero di affidare i loro tesoretti alla Russia e alla Gran Bretagna. Ad essi si aggiungono alti dirigenti cinesi, il presidente ucraino Poroshenko,  il re dell'Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud e il sovrano del Marocco Mohammed VI.  E la lista dei nomi promette di ingrossarsi a dismisura. Una grande internazionale della fuga dei capitali,  per evitare il fisco nel proprio paese e per costruirsi una buona e sempre possibile residenza lontana dal proprio paese; mentre magari nel proprio paese si gioca a fare la parte degli integerrimi e si perseguitano i piccoli evasori.
 Accanto a questi isospettabili uomini politici non mancano uomini delle mafie e del cartello del traffico di droga. Non mancano rispettabili industriali che si sono stancati di fare gli imprenditori e che preferiscono il parassitismo finanziario. Non mancano poi gli arricchiti fortunati  che,  per loro qualità e per le regole del mercato,  sono stati pagati in modo esorbitante per le loro prestazioni: manager, calciatori, artisti, mediatori di affari ecc..
 Fra poco ci diranno che, tranne qualche caso problematico,  poi in fin dei conti,  era tutto regolare e lentamente tenderanno a stendere un velo fino alla totale dimenticanza, e ricominciare come se nulla fosse.
 Ma questo bubbone che sta facendo marcire il pianeta non è solo un fatto di frode e di evasione, è proprio un bubbone prodotto dalla grande ricchezza non investita e tesaurizzata. Anche il cosiddetto denaro guadagnato onestamente,  ma in modo esorbitante, va a fare parte della massa di capitale finanziario tesaurizzato, investito in speculazioni finanziarie e che non dà alcun  impulso a investimenti produttivi.
  In un mondo che abbonda di ricchezza e di spreco si stende e spande la miseria diffusa dei diseredati;  con il problema ancora insoluto  della fame di bambini denutriti  che fa arricciare il cuore.
 Una volta c’era la lotta di classe, o almeno si parlava di lotta di classe; oggi ci sono le appartenenze di religione, di razza, di etnia. Su queste appartenenze ci hanno soffiato come su un fuoco sulla paglia gli stessi grandi speculatori; non possiamo e non dobbiamo mai dimenticare l’appoggio dato dagli USA all’integralismo islamico negli anni ottanta. Sono riusciti a creare un’altra realtà, ed ora è diventata così grande che gli è quasi scappata di mano. Si parla di guerre sante con i forzieri del tesoro ben tenuti al riparo; ci sarà sempre un Hotel di lusso per ricchi in qualche isola con il mare incontaminato, mentre il resto del mondo brucia nelle fiamme della guerra e della miseria.
 Ad una internazionale dei miliardari si può solo rispondere  con l’ Internazionale dei diseredati capace di superare i conflitti  religiosi ed etnici, altrimenti è la fine.
 Nessuna nostalgia però del passato, perché se guardiamo nel passato scopriamo grandi errori: il comunismo statalista ha fallito nel suo compito; il socialismo riformista si è fatto fagocitare dallo stesso capitalismo finanziario.
  L’etica dell’uomo nuovo non si può costruire con prediche e neanche con tappe forzate. Va amata la libertà di ogni singolo uomo ma va data dignità ai bisogni essenziali di ogni singolo uomo;  va costruito faticosamente un cammino di uguaglianza preservando beni essenziali come l’aria, l’acqua e la terra.
 Non c’è una sola ricetta miracolosa;  ogni uomo che ha un’idea e una ricetta la sveli e la condivida, non abbia paura di confrontarla, non si faccia prendere dalla superbia esercitata con la parola;  la parola serve per comunicare ed  è l’unico bene umano prezioso con cui cercare la verità.
Francesco Zaffuto

domenica 3 aprile 2016

17 aprile, necessaria un’informazione esauriente

Sul referendum del 17 aprile è necessaria un’informazione esauriente e corretta, non bastano i dibattiti dove si accapigliano fautori di diverse posizioni. Qui il link di un articolo pregevole per correttezza e ampiezza d’informazione

venerdì 1 aprile 2016

TRIVELLATO IL GOVERNO RENZI

SI DIMETTE per scandalo sul PETROLIO  il suo Ministro dello Sviluppo
E NON E’ UN PESCE D’APRILE
E’ proprio vero
E’ il caso di ricordare a tutti che oltre al caso GUIDI c’è il caso 17 aprile.
Una volta, prima del Governo Renzi,  le Trivelle con i loro contratti andavano in scadenza alla fine dei loro contratti; e si vedeva caso per caso se rinnovare o non rinnovare il contratto.  Il Governo Renzi ha avuto la “brillante” idea di rendere i contratti automaticamente rinnovabili fino all’esaurimento del giacimento. In pratica una data indefinita. 
Alcune regioni si sono arrabbiate per questo provvedimento ed hanno chiesto alcuni referendum. 
Il referendum del 17 aprile si poteva evitare, bastava ascoltare le regioni e togliere questa scadenza indefinita. Il Presidente Renzi non volle trovare un accordo con le regioni. Incomprensibile la generosità con i petrolieri e l’atteggiamento scorbutico con le  Regioni, alcune amministrate dallo stesso PD.

lunedì 28 marzo 2016

Un argine alla follia omicida

I capi di tutte le religioni hanno l’obbligo morale di unirsi contro questa follia
… non una predica ognuno per conto loro … unirsi …
E’ solo l’atto di unirsi che è necessario

Ahore 27 marzo 2016 la follia omicida
Giorno di Pasqua - l’obbiettivo donne e bambini cristiani – in un parco giochi – 72 morti di cui 30 bambini – 340 feriti
L’attentatore suicida,  che si è fatto saltare,  pensava di avere un premio nell’aldilà




immagine - quadrato nero di Malevic

sabato 26 marzo 2016

Come chiamare questa Pasqua?

Interventi ospitati
PASQUA DI MORTE
di Angelo Gaccione

Milioni di uomini, donne, vecchi e bambini vagano come fantasmi lungo i confini d’Europa; si ammassano dietro il filo spinato degli Stati; dormono in tende e nel fango, sopportano pioggia e freddo; soffrono fame, lutti e miseria; hanno perso tutto: case, lavoro, studio, affetti. Muoiono in mare e nelle lunghe traversate. Non ci sono riguardi per questi esseri umani, ma in compenso ce ne sono moltissimi per cacciabombardieri, droni, missili, bombe ed armi di ogni tipo. Armi che vanno a devastare e che provocano nuovi lutti, nuove miserie, nuovi esodi.
Abbiamo scritto fino alla noia sulle spaventose cifre che ogni anno gli Stati di tutto il mondo spendono per le armi. Abbiamo dato le cifre, quelle fornite da loro stessi, e sono cifre da vertigini. Queste cifre potrebbero tornare a fare di questi dannati in fuga, di questi figli di nessuno, esseri umani. Queste cifre potrebbero garantire ai poveri di ciascuno Stato una vita dignitosa. Queste cifre potrebbero garantire case e acqua; pane e vestiti. Queste cifre potrebbero debellare malattie e miseria per ognuno. E invece ogni minuto muoiono esseri umani con la stessa velocità con cui si bruciano milioni di dollari e di euro in armamenti e in attività militari. Con la stessa velocità con cui la speculazione finanziaria delle Borse brucia una quantità spaventosa di denaro. Perché gli Stati che ci governano, nessuno escluso, hanno assunto nei loro geni un carattere disumano, e dunque apertamente nazista e criminale. Possono nella forma presentarsi come democratici, popolari o socialisti, ma nella sostanza restano quelli che sono: Stati disumani, e dunque criminali. E non si fermano davanti a nulla. Non si curano di alcuna voce che si levi autorevole: neppure davanti a quella di questo papa. Voglio ribadirlo in questa Pasqua del 2016 in cui non c’è proprio nulla da festeggiare: voi, uomini di Stato, voi che avete retto le sorti del mondo, non potete accampare alcuna scusa davanti alle generazioni che verranno. Voi non potete dire, com’è successo con i campi di sterminio nazisti: Non sapevamo. Voi in questo tempo avete visto e saputo. Avete visto tutta la vergogna che è stata consumata sotto i vostri occhi. Una vergogna che dopo quella consumatasi durante la seconda guerra mondiale, non ha avuto eguali nel dopoguerra in Europa. Voi, uomini di Stato e di Governo di ogni dove, avevate il modo e le risorse per mettere fine alla tragedia dei profughi di guerra e dei profughi di fame in fuga da un intero continente, ma non avete voluto. Avete preferito investire milioni in armi e non in uomini; in cacciabombardieri e non in bambini; in droni e non in donne; in missili e non in pane; in morte e non in vita. Avete preferito arricchire una ristretta oligarchica di mercanti di morte (quelli che papa Francesco ha maledetto pubblicamente dalla sua finestra aperta al mondo), ma siete rimasti sordi al grido di milioni di esseri umani. No, voi non avete scuse. Voi avete scelto deliberatamente da che parte stare. Voi avete scelto la morte, e in questa Pasqua non ci sarà alcuna resurrezione.

[Pubblicato sulla prima pagina di “Odissea” in Rete in data 21 marzo 2016]

www.libertariam.blogspot.it

Un commento di Francesco Zaffuto 
Penso che nel 1986 ci fu una occasione per un cambiamento totale di rotta, la diede Gorbaciov sacrificando la sua carriera politica e anche lo Stato che presiedeva;  l’occidente non la volle cogliere, anzi si limitò a raccogliere i rimasugli della sua sconfitta. Ora si naviga all’indietro e sarà difficile trovare un approdo. Sarebbe necessario un movimento internazionalista, umanitario, laico, giusto, rispettoso delle diversità, ma sopratutto rispettoso della libertà di ogni singolo uomo e del suo diritto a nutrirsi e vivere dignitosamente. Continuo a lottare e sperarci? Anche se temo, per il tempo che avanti mi resta, che io non potrò vedere il traguardo.
...................
da google+
Luisa Borghi
Ieri alle ore 20:41

 
Il solo fatto che esistono è uno schiaffo morale a tutti noi. Eppure le uova di cioccolato che domani mangeremo saranno ugualmente dolci. L'ipocrisia delle barriere e del filo spinato non li fa scomparire. C'era una volta qualcuno che diceva " e pace in terra agli uomini di buona volontà". Ringrazio questo pensiero semplicissimo. Ho capito che cosa ci vuole: un po' di banalissima buona volontà. Se la gente che ha potere avesse voglia, queste persone che chiedono aiuto sarebbero equamente distribuite in tutti gli Stati di questa schifosissima Europa. Noi, italiani qualche volta ricordiamo di discendere da un tale che si chiamava Giuseppe Mazzini: Se non ci ricordiamo di lui pensiamo a Spinelli. Da qualche parte c'è ancora sua figlia Barbara. Sta zitta, perchè questa politica fa schifo.
Dimenticavo...buona Pasqua

venerdì 25 marzo 2016

La UE, la portineria turca, e i disperati

?????Per la massa di disperati che sono scappati dalla guerra in Siria e che aspettano in campi di fango, e per gli europei  che temono una invasione incontrollata, l’accordo tra UE e Turchia è un buon accordo?????

Ricaviamo da questo link alcune note
L’intesa firmata con Ankara lascia sul campo tante incognite: a partire dal 4 aprile chi arriverà illegalmente in Grecia verrà riportato in Turchia singolarmente e senza rimpatri di massa, recita l’accordo firmato a Bruxelles. Per ognuno di questi migranti, Ankara rimanderà in Europa un siriano profugo di guerra legalmente registrato.
Per i profughi di Idomeni al confine con la Macedonia, l’intesa firmata prevede una redistribuzione nei paesi europei, secondo uno schema già votato dai leader a settembre e aggiornato con 18 mila posti in più (per un totale di oltre 70 mila posti) ma che finora ha funzionato pochissimo e a singhiozzo.  Al vertice Slovacchia e Ungheria si sono dette contrarie. (nota: la Polonia si dice oggi contraria dopo i fatti del Belgio)
 L’Italia deve attrezzarsi per essere “più efficiente” nei controlli: prender con forza per prendere le impronte ai migranti.
Quello con Ankara è un accordo che si fonda sulla chiusura di fatto della rotta balcanica, con l’auspicio che con il filtro turco possa arrivare meno gente.
 In cambio, è stato promesso alla Turchia la riapertura del dossier sull’ingresso in Ue a partire da giugno, quando dovrebbero essere liberalizzati i visti di ingresso in Europa per i cittadini turchi a patto però che Ankara riesca per allora a rispettare tutti i 72 parametri necessari.
Quanto ai 3 miliardi in più chiesti da Erdogan, l’Ue promette di accelerare le procedure per dare ad Ankara i 3 miliardi già stanziati: il raddoppio verrà deciso in base ad una verifica dei risultati raggiunti nel 2018.
Gli appunti sopra riportati sono stati tratti da

La Turchia diventa una specie di portineria autoritaria per il passaggio dei migranti verso i paesi UE. L’Europa potrà rimandare a questa portineria gli indesiderati e che fine faranno non si sa; una volta tolti dai piedi all’Europa non importa e il governo Erdogan ne potrà fare quello che vorrà. In cambio l’Europa, beneficata per aver trovato un terreno per le sue espulsioni, dovrà prendersi in carica uno stesso numero di migranti raccomandati dal governo turco.  Il tutto con un costo di 6 miliardi di euro, con  la liberalizzazione degli accessi  in UE per tutti i cittadini turchi, e  con la riproposizione di un ingresso della Turchia in Europa.  Se si considerano, inoltre,  le ultime misure di Erdogan in materia di libertà di stampa e l’assenza di prospettive per una pacificazione sulla  questione kurda; l’accordo non pare un buon accordo.

Il grande afflusso di disperati migranti che preme verso l’Europa ha origine dalle guerre e, in questo momento,  dalla grande guerra che si sta svolgendo in Siria. La questione principale è  far cessare quella guerra,  e il ruolo non può essere giocato solo da Europa e Turchia, è una questione che deve essere posta in sede Onu con l’intervento di USA, Russia e Cina; ogni rinvio non può che aggravare il fenomeno.  (f.z.)

giovedì 24 marzo 2016

Marea nera dalle trivelle in Tunisia e il silenzio colpevole delle TV


13 marzo versamento di petrolio in mare da una piattaforma petrolifera a sette chilometri dalla costa della Tunisia,
I giornali hanno dato poco risalto alla notizia, e per le  TV silenzio.
Se il Governo è per l’astensione al referendum del 17, ecco che in tanti si adeguano con forme di autocensura.
La piattaforma petrolifera è situata al largo delle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia.   
 Responsabile un’impresa petrolifera locale, la Thyna Petroleum Services.
 Per il Ministero dell’Industria e dell’Energia tunisino, sarebbe occorsa «una perdita di petrolio alla sommità del pozzo, “Cercina 7” (che dista circa 7 km dalla costa), derivanti da una rottura della provetta di controllo.
Nei giorni successivi sarebbero arrivate alcune lingue oleose, che avrebbero contaminato tre chilometri del litorale di Sidi Fraj, a Kerkennah.
 Secondo Slah Bougdar, dell’associazione locale Ennakhil, sebbene le dimensioni contenute, «le conseguenze dell’incidente potrebbero essere serie per la popolazione locale, che vive essenzialmente di pesca».

Pochi gli articoli della stampa in Italia reperibili in web
La Stampa

il Corriere



Un’attenta documentazione fotografica la troviamo su questo sito ambientalista

E necessario il 17 aprile andare a votare al referendum  Si per l’abolizione delle trivelle dalle coste italiane.

E necessario dal 18 aprile farsi promotori di un  grande movimento ambientale internazionale per la tutela del Mediterraneo. E’ una grande riserva alimentare, è una grandissima fonte di lavoro per chi pesca e per chi lavora nel turismo, è grande la sua bellezza da proteggere.

mercoledì 23 marzo 2016

potrebbe convenire la pace ...

la cometa ancora più vicina

noi umani passiamo il tempo a farci la guerra … crivellandoci di colpi  o a farci saltare  in aria ...niente di nuovo ... lo scontro distruttivo ci spazzerà via tutti ... è solo questione di spazio e tempo ... potrebbe convenire … per la frazione di tempo e di spazio che ci resta ... cercare di vivere in pace ...

lunedì 21 marzo 2016

La grande rapina al treno

L’immagine e di un vecchissimo film del 1903
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Great_Train_Robbery_(film_1903)#/media/File:Grea.JPG

La realtà di oggi si chiama Ferrovie Sud Est
Compensi stellari per i dirigenti, archivi d’oro e consulenze costose e ingiustificate.
Un amministratore tra il 2004 e il 2015 si piglia compensi per 13,7 milioni di euro
ma ovviamente fa mangiare tanti altri amici ed amici degli amici


mercoledì 16 marzo 2016

Ecco tornano per succhiarsi acqua e cervello

Ecco tornano per succhiarsi acqua e cervello

Sia ben chiaro che nel 2011 ben 27 milioni di italiani dissero con un Referendum che l’acqua è un bene primario pubblico e che deve essere gestita senza interessi privati.
ALLORA CI SPIEGHINO CON CHIAREZZA COSA STA ACCADENDO IN PARLAMENTO OGGI SULLA PAROLA ACQUA
Nessuno si può nascondere dietro dubbi interpretativi delle normative europee per stravolgere la volontà referendaria.





(immagine – “teschio 1 a” tecnica mista © liborio mastrosimonehttp://libomast1949.blogspot.com/)