giovedì 6 maggio 2010

QUALE FEDERALISMO


A Milano inizia il processo su debito del Comune e derivati. Anche altri comuni coinvolti nelle speculazioni swap.
Non possono essere queste le premesse del federalismo.


Prima di cominciare a parlare ogni politico di questi tempi dice che “il federalismo è una buona cosa”, poi continua nel discorso.
Partiamo dallo stato in cui versano i comuni nell’amministrare quel poco di autonomia che hanno fino ad ora avuto.
Milano - Il comune si lancia in una spericolata speculazione sui derivati. Il valore negativo di mercato dei contratti che il Comune ha tuttora aperti con quattro banche ha raggiunto pare 180milioni di euro. Le quattro banche (JPMorgan Chase, Ubs, Deutsche Bank e Depfa), a detta del sindaco, avrebbero inviato al Comune «una lettera ingannevole nella quale veniva assicurato che i derivati erano per noi economicamente vantaggiosi». In altre parole, le banche, secondo la Moratti, hanno truffato il Comune. Ma un Comune non può operare speculazioni come qualsiasi speculatore di Borsa. Ad iniziare questo comportamento speculativo era stato nel 2005 Albertini, che oggi si gode la sua vecchiaia a Bruxelles come eurodeputato.
Si apre oggi il processo e tra gli imputati ci sono Gaetano Bassolino, manager di Ubs a Londra e figlio del governatore della Campania; Giorgio Porta, ex numero due di Montedison e all'epoca dei fatti direttore generale del Comune, e Mauro Mauri, esperto della commissione tecnica comunale. In tutto, verranno processati due ex manager del Comune, undici banchieri e quattro banche.
Nel link allegato che riporta un articolo del marzo 2010 potete leggere come Albertini e Moratti sono riusciti a trasferire i loro debiti fino al 2035, è ovvio che a quella data o saranno diventati degli ultracentenari rimbambiti o giaceranno nella tomba da tempo.
http://www.repubblica.it/economia/2010/03/17/news/derivati_quattro_banche_rinviate_per_truffa_ai_danni_di_milano-2715439/

Nel campo della speculazione sui derivati con ci sono solo i grandi sindaci e neanche solo quelli di destra, basta citare una fetta di piccoli e grandi comuni dell’Umbria: Terni, Narni, Orvieto, Stroncone, Guardea, Alviano, Polino, Avigliano Umbro, Lugnano in Teverina e Baschi. In questi Comuni sarebbero state attivate operazioni finanziare sui derivati per un totale di circa 466 milioni di euro. La Guardia di Finanza, su richiesta della Corte dei Conti dell'Umbria, in marzo già si è interessata ad esaminare questi pericolosi contratti.
Strano che i sindaci dei comuni investono in swap, senza sapere di cosa si tratta. Gli swap permettono di ottenere anticipi dalle banche in previsione di consistenti guadagni.
In pratica scommettevano; e nel caso il Comune non fosse riuscito a ripianare il debito accumulato, potevano rifinanziarlo con un'altra scommessa, con un altro swap fino al crack. Tanto poi il tutto viene a ricadere sulle amministrazioni successive e il politico locale nel frattempo è diventato deputato.

Grazie all’attuale autonomia gli enti locali hanno un'esposizione solo per strumenti di derivati verso le banche di 35,6 miliardi di euro. A fine 2008, secondo la Banca d'Italia, il debito delle di regioni, province e comuni era di 106,6 miliardi di euro; forse entro la fine del 2010 avremo delle piccole “Grecie” a livello locale.

Riguardo poi alle entrate molto spesso i Comuni non si sporcano le mani ad incassare direttamente e si rivolgono ad esattori come Tributi Italia, che applicano forti agi e non fanno i riversamenti dovuti. Ce ne siamo occupati nel post di questo blog poco tempo fa.
I COMUNI e GLI ESATTORI - Le vicende di Tributi It...alia

SE SI COMPORTANO IN QUESTO MODO COSA ACCADRA’ CON IL FEDERALISMO?
Ripigliamo la frase del politico italiano moderno “il federalismo è una buona cosa” e aggiungiamo un MA:
- deve essere assolutamente proibito alle amministrazioni federali regionali e ai loro comuni di fare debiti con banche private;
- debbono pareggiare le uscite con le entrate fiscali;
- debbono rivolgersi per necessità di cassa ad una sola Cassa depositi e prestiti nazionale;
- debbono essere controllati dalla magistratura contabile;
- debbono rendere pubblici, trasparenti e comprensibili i loro bilanci.
06/05/10 francesco zaffuto
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(immagine - " uovo ad occhio e/o occhio all'uovo" fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )

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