domenica 2 maggio 2010

ROSARNO, SINDACATI E LAVORO NERO



Che i segretari confederali abbiano scelto Rosarno per il 1° Maggio è stata sicuramente una buona scelta, ma che poi non abbiano detto niente di concreto è sconcertante.

Epifani: “Prima di tutto la Legalità”
Le mafie “soffocano le libertà e i diritti: liberarsi dalle mafie significa liberare la dignità di chi lavora”. “Oggi siamo a Rosarno - ha detto il segretario della CGIL - per dare un segno di speranza che ce la possiamo fare. Noi non vogliamo lasciare solo nessuno. Rosarno non è un’altra Italia, è l’Italia; non è un’altra Europa, è l’Europa. La battaglia la vinciamo insieme e la si vince a Napoli e a Torino, a Rosarno e a Milano”.

Bonanni: “il sindacato sulle questioni essenziali si unisce”. “Contro il lavoro nero - dice - ci vuole il “pugno di ferro” e propone, a tale proposito, “un’azione senza sosta”. “l’Italia è più forte se riesce a far vivere l’integrazione come fatto positivo: un’energia importante per uscire dalla crisi”.

Angeletti: "sul lavoro nero non possiamo girare la testa". Il segretario generale della UIL, Luigi Angeletti, nel suo intervento ha incalzato il governo chiedendo di “cominciare a fare sul serio le riforme” che devono - secondo lui - riguardare il fisco e il costo eccessivo della politica per risolvere le “due anomalie - così le ha definite - proprie del nostro paese: l’elevata evasione fiscale ed il costo eccessivo della politica. Da lì - ha detto - bisogna cominciare a fare le riforme”.

Parlare così equivale a non dire niente.

Nei giorni precedenti a Rosarno si era conclusa un’operazione di polizia : nove persone sono state arrestate e portate in carcere, ventuno detenute ai domiciliari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palmi, hanno portato alla luce un sistema di caporalato collocamento illegale di manodopera clandestina destinata ai lavori in agricoltura. È stata individuata una fitta rete di «caporali» che procurava illegalmente lavoro agli immigrati ed allo stesso tempo sono state identificate anche le aziende agricole che utilizzavano la manodopera straniera sottopagandola. Sul piano patrimoniale, sono stati sequestrati duecento terreni e venti aziende agricole per un valore complessivo di 10 milioni di euro.

Bene in qualche modo quella legalità invocata da Epifani aveva funzionato qualche giorno prima del suo stesso comizio, ma se a questa legalità non seguono fatti concreti sul piano delle regole per il collocamento al lavoro tutto ritorna come prima.

I sindacati hanno il dovere di parlare affrontando le questioni e non mantenersi sulle generali per raccogliere un applauso.

Questioni
- I caporali esistono non solo perché sono dei cattivi approfittatori ma perché ci sono gli spazi per potere esistere.
- Chi deve assumere dei braccianti a chi si deve rivolgere se non esiste a livello comunale un ufficio pubblico di collocamento? Si rivolgerà evidentemente a dei collocatori privati e ritorneranno sempre in campo i caporali.
- Gli ispettori del lavoro esistono? Se non si vogliono impiegare gli ispettori del lavoro allora si dia mandato ai carabinieri, ma si deve operare in prevenzione dei delitti di supersfruttamento.
- Come è possibile che ci sono extracomunitari sfruttati e ci sono anche “braccianti” che percepiscono l’indennità di disoccupazione?

Su queste questioni in sindacato ha il dovere di entrare nel merito e di avanzare proposte concrete. Non si può limitare ai discorsi retorici sul meridione.
Se il sindacato non intende parlare di uffici di collocamento pubblici significa ha sposato la logica dello sfruttamento più spietata. Per combattere il lavoro nero non si può fare solo il comizio di Angeletti, occorre avere strumenti che impediscono il lavoro nero, il collocamento attraverso uffici pubblici territoriali per il lavoro è una risposta possibile e realizzabile.
Il sindacato deve fare un riesame sulle battaglie perdute sul collocamento, specie oggi che esiste un problema di integrazione di lavoratori che arrivano da altri paesi non si può continuare con le regole del capitalismo più selvaggio.
02/05/10 francesco zaffuto

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Immagine l’urlo di Munch. Sulle questioni del lavoro alla retorica della chiacchiera dobbiamo sostituire l’urlo

2 commenti:

  1. Non si puo' proprio continuare con le regole del capitalismo, questo è il punto. Se non si dice questo...diciamo la stessa cosa di Angeletti, Epifani, Bonanni. Un Cpitalismo buono non esiste....il meno peggio è
    una esperienza anch'essa superata.
    Ciao Mariano

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  2. Il capitalismo si muove con la logica del profitto, ma nel nostro paese vivono aspetti di selvaggiume capitalista estreme; mafia, ndragheta e camorra sono forme di capitalismo.
    Il meno peggio ci permette in qualche modo di vivere, immaginiamoci per un attimo: l’eliminazione dell’assistenza sanitaria per tutti, l’eliminazione della previdenza sociale, l’eliminazione della scuola pubblica. Potrai anche dirmi che funzionano male, ma viviamo anche di queste poche cose e la nostra vita media è di circa settanta anni. Il sindacato ha imbroccato da parecchio tempo la strada di essere contiguo agli interessi del capitalismo, quando ha lasciato distruggere ogni forma pubblica di collocamento, quando ha lasciato fare con le estrernalizzazioni perfino nei settori pubblici, quando ha lasciato passare il doppio canale per la previdenza. Oggi rischiamo anche l’eliminazione delle garanzie dell’art. 18. Credo che le poche conquiste sociali, faticosamente raggiunte con centosessanta anni di lotte, vadano difese. Penso anche che sia possibile una nuova stagione di conquiste sociali.
    saluti francesco

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