domenica 17 ottobre 2010

Fussi ca FIOM la volta bona


Fussi ca FIOM la volta bona

«Piazza San Giovanni è gremita, la gente non riesce ad entrare, le strade intorno sono piene. Ai giornalisti diciamo, contateci voi», risponde così il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini.
(l'intervento di Landini è stato di ampio respiro; è reperibile su
http://www.viddler.com/explore/micromega/videos/14/ )Chi voleva una Fiom alle corde ha visto che non è così, chi si augurava qualche incidente ha dovuto tenersi la sua iattura.
Ho fatto il tifo per la Fiom, non per nostalgia di un passato, ma perché non mi piacciono le dieci, cento, mille Pomigliano auspicate da Bonanni.
Guardiamo in faccia la realtà e diciamole tutte fuori dai denti:
sulla base dei conti che ha fatto sul mercato internazionale Marchionne vuole pagare meno il costo del lavoro in Italia ,
pagare in meno il costo del lavoro potrebbe voler dire dare circa un 100 euro in meno agli operai,
dare un salario più basso vuol dire perdere i lavoratori come consumatori potenziali del prodotto industriale poiché in Italia le paghe sono già molto basse,
la scelta di Marchionne diventa quella di fare diminuire il costo del lavoro per altra strada, diminuendo i diritti.
Come: eliminando o riducendo la pausa pranzo, avviando produzioni a ciclo continuato con turni che vanificano le festività e il sabato, introducendo straordinari obbligatori, cercando di incidere su malattia e sullo stesso diritto di sciopero. Dunque operai che a salario invariato riescano a rendere molto di più e che possano restare come potenziali consumatori: questa è la strategia “cinese” di Marchionne.
Di fronte a questa strategia “cinese” Bonanni, al posto di trovare un intesa con la Fiom per cercare di limitarla nei danni, ha preferito cavalcarla anche perché si accorge che può essere accettata da tanti operai. Il rischio salute e il rischio perdita di diritti sono i rischi più lontani da percepire e molti lavoratori sono disposti a correrli pur di mantenere la propria occupazione e il proprio tenore di vita. Bonanni non è sciocco e neanche un traditore, diciamo che è un calcolatore; preferisce rappresentare quella percentuale di operai attanagliati dalla paura, percentuale che in alcuni casi può superare il 50%, va a giocare su un bipolarismo sindacale che gli può fare guadagnare iscritti e consensi. Se a farlo non fosse Bonanni, potrebbe farlo un qualsiasi altro soggetto: UIL, UGl, fino a un possibile sindacato leghista.
Il bipolarismo sindacale non fa certo bene ai lavoratori alle prese con una crisi economica non superata. E’ necessario un sindacato che sappia valutare anche l’ipotesi di un contenimento salariale per uscire dalla crisi ma non barattando su diritti e salute. Il ruolo della politica e dello Stato come ha detto Epifani in questa fase è essenziale perché devono assumersi una responsabilità sul fenomeno della disoccupazione e non cercare di sminuire gli stessi dati. Il dato di disoccupazione media in Italia è di circa l’11%, se si considerano cassaintegrati e scoraggiati nella stessa ricerca del lavoro; questo è il dato diffuso dal governatore della Banca d’Italia Draghi che non è certo un militante dei Centri sociali.
Sono necessari: un welfare che protegga i lavoratori dai danni della disoccupazione e l’avvio di nuove scelte produttive, l’attuale bipolarismo della politica non ha prodotto idee ma solo propaganda e una banale attesa che l’economia possa riprendersi da sola; un bipolarismo sindacale può solo ripetere gli errori della politica.
Intanto nella serata di ieri c’è stato in tutte le televisioni una specie di occulto passa parola: nessun servizio di approfondimento sulla grande manifestazione sindacale neanche sulle reti 3 e 7, non si parlato di Fiom ma si è parlato del mostro e della figlia del mostro, in questo modo si costruisce solo una società di mostri.
17/10/10 francesco zaffuto
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(immagine “Giurlanno e la Storia contemporanea” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Giurlanno è come Giufà: un giovane demente, almeno così è considerato dalla società, anche se è capace di fare riflessioni semplici e giuste. Nella fotocomposizione il suo volto è sovrastato da una ruota dentata che parte dalle sue spalle e che arriva alla sua bocca, come se ogni parola che dice venisse macinata e distrutta dalla Storia.

4 commenti:

  1. Veramente, ho sentito di uno del PD che se stava zitto era meglio. E di una balbettante precisazione del Bersani.

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  2. effettivamente il PD vuole prendere i voti degli operai Fiom e anche di quelli che stanno con Bonanni; come vuole prendere anche l'appoggio di diversi industriali vicini a Marcegaglia e Montezemolo... ma c'è il vecchio proverbio del chi troppo vuole nulla....s

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  3. Ho sentito l'intervento di Landini: avessimo una classe politica ne terrebbe conto, perché preciso e perfino moderato.
    Ma noi non abbiamo una classe politica in grado di raccogliere e perlomeno valutare i messaggi.
    Anzi, quella che abbiamo è tutto (inteso nel senso negativo più ampio), meno che classe politica.
    Anzi, non abbiamo più politica.

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  4. @ gatto - purtroppo, ma continueremo a provarci

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