lunedì 21 gennaio 2013

Trinità di parole


Mi avete invitato alla vostra tavola ma non c’era pane per me
Mi avete invitato alla vostra tavola e non avete permesso che io portassi un dono
Mi avete invitato alla vostra tavola e non mi avete permesso di parlare
Forse non mi avete invitato alla vostra tavola
ci sono solo capitato per caso e non mi avete riconosciuto
 Il nodo del nostro vivere è la nostra vita stessa, e possiamo vivere insieme se esiste il riconoscimento dell’uomo. Non sto facendo un discorso teologico, voglio solo dire che abbiamo bisogno di tre parole e di tre sostanze per potere stare insieme in questo mondo, nella società e nel paese: PANE – LAVORO – LIBERTA’, tre parole di uguale peso e sostanza e tra loro non scindibili.
Se manca la sostanza di queste tre parole non c’è riconoscimento dell’uomo, non c’è società, ci sarà solo la selvaggia legge della violenza.
Non si può cominciare da altre parole e da altre sostanze, perché le altre parole e sostanze sono solo la derivazione di queste tre parole.
 La prima parola PANE  è materica (contiene l’acqua e il pane stesso, altri elementi essenziali del cibo, un riparo dal freddo e la cura della salute) fa riferimento al riconoscimento dei bisogni fisici essenziali del corpo.
 La seconda parola LAVORO è insieme materica e spirituale, contiene in sé l’aspetto materico della paga che si tradurrà in pane e quello spirituale del riconoscimento dell’Io operante in atti.
 La tersa parola LIBERTA’ è spirituale, contiene il riconoscimento dell’Io desiderante e pensante che deve stare in equilibrio con gli altri; dalla stessa parola libertà possono derivare altre parole che attengono tutte all’equilibrio  nella libertà, penso  che possano essere: Uguaglianza, Giustizia, Fratellanza, Laicità, Pace, Felicità.
 Ogni uomo politico che si presenta per farsi carico della cosa pubblica deve  rispondere in merito alla sostanza delle tre parole, pane, lavoro e libertà
 Cosa sarà fatto per chi non ha mezzi per sopravvivere in questa società?
 Cosa sarà fatto per fare in modo che ognuno possa contribuire con un lavoro?
 Cosa sarà fatto per avere un equilibrio tra libertà individuale e interesse collettivo?
 Se qualcuno ci promette durante una campagna elettorale  che non ci farà pagare il bollo auto diffidiamo di lui e anche di noi stessi perché la nostra mente vacilla. La negazione del pane e del lavoro o anche lo stesso silenzio su queste parole evidenziano che non sarà compresa la parola Libertà.
 L’immagine proposta fuori testo è la trinità dipinta da Andrej Rublev http://www.internetica.it/rublev.htm, ovviamente c’entra ben poco con questa mia breve dissertazione che non ha nulla di teologico, ma cercare di capire qualcosa delle cose che ci circondano in terra è la premessa per capire oltre. (f.z.)
Post collegati in questo blog
Pane ......Lavoro . .....Libertà ..... 
Uguaglianza ….. Giustizia .... Fratellanza ..... Laicità ….. Pace ..... Felicità

7 commenti:

  1. Condivido.
    un abbraccio
    orsolina

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  2. Pure io condivido...
    Speriamo che qualcosa cambi.
    Tomaso

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  3. La libertà sarà comunque un'illusione, perchè i fattori ampi id indeterminabili ne faranno sempre un'icona da dipingere difficile da realizzare. Comunque condivido in pieno il tuo concetto del post.
    salutoni

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    Risposte
    1. e sicuramente la parola più difficile
      ciao

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  4. Il post è magistrale, riflette in pieno quel che penso sia della società che della dignità del nostro vivere.
    Sì, la parola più difficile è Libertà perchè pochi ne comprendono appieno il significato e il valore che rappresenta.
    Ciao Francesco, citerò questo articolo nel mio blog.

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  5. Hai parlato delle aspirazioni dei Giusti di ogni epoca e di ogni terra, aspirazioni che devono sul serio diventare solidarmente di massa!

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