martedì 25 marzo 2014

Ma quanta carta mi dai!?

Leggo poco i giornali quotidiani, le notizie le recupero sul web, ma non mi dispiace di sfogliare e leggere con calma il vecchio giornale. Oggi, dovendo aspettare una lunga fila in un laboratorio di analisi ho trovato la lettura del quotidiano come la cosa più congeniale da fare. Vado nell’edicola del bar dell’Ospedale e chiedo un caffè e il Corriere della sera. “Fa tre euro e novanta” mi sento dire.  Resto un po’ sbigottito (quasi sei mila lire! (perché quando accuso dei traumi ragiono di nuovo in lire)) ma lo scontrino parla chiaro: un euro per il caffè ed un euro e 90 centesimi per il giornale (quindi quasi quattro mila lire un giornale). Il cassiere ha già fatto lo scontrino e mi scoccia di protestare, per questa volta passi.   Ma la cosa più strabiliante e la consegna carta: oltre al voluminoso quotidiano, mi viene consegnato un pacco di carta chiamato Fashion ed una rivista patinata chiamata Style, e sta tutto nel prezzo indivisibile di € 1,90.  Puoi dire “non li voglio” ma paghi uguale. Li prendi per vedere che razza di affare hai concluso: un ammasso di pubblicità insieme a qualche consiglio su come un vero uomo alla moda si può destreggiare nell’acquisto di orologi costosi, profumi, vestiti e pomate varie. Ma la cosa peggiore è il peso e l’ingombro che ora devi portarti appresso. Dato che sono uno scrupoloso riciclatore di carta non mi va di abbandonare il superfluo nel primo cestino dei rifiuti, tornerò a casa e li metterò insieme alla carta da riciclare.
Poi si sentono le solite lamentale sui pochi giornali che si leggono, ma io oggi mi lamento dei pacchi di carta che si pagano e si trasportano …
25/03/14 francesco zaffuto

Immagine – la foto della massa di carta che ho avuto oggi con € 1,90

1 commento:

  1. Il fatto è che i "media", compreso Internet, vivono di pubblicità, per gli esterofili advertising. Non solo la pubblicità evidente come tale ma anche quella sotto intesa negli articoli che parlano di un argomento apparentemente "qualsiasi" di "attualità". C'è sempre un referente dietro la pubblicazione di qualsiasi cosa.

    Il modello di Google è che tu ottieni tutto il "pacco" gratis perché dentro il "pacco" c'è la pubblicità con cui si paga il "pacco". Ormai dovrebbe essere cosi anche per il Corriere, solo che da una parte i costi di produzione e distribuzione sono maggiori, dall'altra i ritorni della pubblicità sono minori e in mezzo la gente che lavora intorno al "pacco" del Corriere vuole guadagnare di più.

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