giovedì 24 febbraio 2011

Giornalisti e opinionisti “benpensanti”








In
questi
giorni,
con
regioni
del
Mediterraneo in fiamme, siamo in attesa di notizie, voci e immagini, dai luoghi dove stanno accadendo eventi tragici ed insieme di grande interesse per la storia del mondo. I giornalisti che si aggirano in quei luoghi spesso mettono a repentaglio la loro vita per documentare un fatto con una descrizione o con una immagine; osserviamo la dimensione più elevata di questo mestiere che ha un rapporto diretto con la ricerca della libertà e della verità.
Quando vediamo una trasmissione con dei mezzibusti che si presentano come giornalisti a blaterare di politica, pronti a dare interpretazioni di parte ben confezionate, pronti a costruire campagne denigratorie o incensatorie, il mestiere di giornalista assume aspetti ben lontani dalla ricerca della libertà e della verità.
Si potrebbe dire che da un lato esistono giornalisti e dall’altro esistono opinionisti “benpensanti” o “malpensanti”. Tra gli opinionisti “benpensanti” o “malpensanti” mi ci metto anch’io che mi cimento solo a commentare notizie di seconda mano con il mio blog e dire liberamente quello che mi frulla nella testa.
Nel nostro paese si fa di tutte le erbe un fascio e si confonde la libertà di parola e di stampa che è una libertà che riguarda tutti i cittadini con il mestiere di giornalista che va tutelato come operatore sulla notizia. Abbiamo un Ordine che dà privilegi e tutele e nel contempo si erge a sanzionatore, abbiamo limiti sulla libertà di stampa e se ne vogliono mettere altri, si vogliono assimilare i blog ad un esercizio professionale.
La libertà di parola e di stampa è una libertà di tutti i cittadini e non la può conferire con l’iscrizione ad un ordine; chi fa il giornalista di mestiere può difendere il suo lavoro iscrivendosi a libere associazioni di tutela della professione; tenere un blog fa parte della libera manifestazione del pensiero. Ogni regola va sempre ricercata all’interno di un equilibrio di libertà.
24/02/11 francesco zaffuto
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Immagine – la scarpa su Bush durante una conferenza stampa – il giornalista iracheno sceglie di diventare lui stesso la notizia - immagine tratta dal linkhttp://www.uruknet.com/pic.php?f=bush-maliki-shoe-.jpg

5 commenti:

  1. Tutte cose molto giuste e sensate quelle che dici, da condividere. A proposito di scarpe tirate ai potenti ne parlai QUI. Ciao.

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  2. Mi consola questo tuo pronto intervento anche perché trattasi di argomento difficile; sono tanti che pensano che ci sia una grande libertà di stampa Italia.

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  3. Anch'io non posso che condividere quello che tu dici. C'è un divario assoluto fra i mezzibusti e gli inviati che mettono a repentaglio la loro vita, forse prima ancora che per la notizia seria da dare al pubblico, per la voglia e l'entusiasmo di esserci laddove si cancella e si riforma la storia.

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  4. Appena si ha un capo, la propria coscienza viene in parte zittita e si lavora senza più pensare.

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  5. Il mondo cosiddetto ufficiale é ormai quasi tutto popolato da figuri vili e maramaldi, ben attenti a non turbare minimamente gli attuali padroni del vapore, ma in contrasto con una larga maggioranza della popolazione, a sua volta incapace, perché priva di autorevoli guide, a sovvertire il presente triste stato delle cose.

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